• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Ambastaia sidthimunki

Klausewitz, 1959

Questa specie era scomparsa per diversi anni dal commercio acquariofilo verso della fine del secolo in quanto in pericolo di estinzione; quando è riapparsa, riprodotta commercialmente tramite stimolazione ormonale, aveva un costo molto elevato. Ora in genere è disponibile, e senza essere particolarmente economica comunque è notevolmente meno costosa.

nome comune
Dwarf Loach, Sid The Monkey
sinonimi
Botia sidthimunki, Yasuhikotakia sidthimunki
dimensioni massime in natura
6 cm
dimensioni massime in acquario
5-6 cm.
aspettativa di vita
8 - 12 anni

Prima di descrivervi questo piccolo esemplare della famiglia dei Botiidae, ora chiamato Ambastaia sidthimunki, volevo avvisarvi di una cosa molto importante:

il Botia sidthimunki, ora Ambastaia sidthimunki, corre un serio pericolo di ESTINZIONE nelle sue zone d'origine!!

I prelievi in natura per soddisfare le richieste del mercato acquariofilo ne hanno impoverito a tal punto il numero che è stato iscritto nella RED LIST, la lista rossa di tutte le specie che rischiano in ogni parte del mondo l'estinzione...
Il Governo della Thailandia ne ha già proibito la raccolta nei suoi territori, e spero che si riesca a prendere le misure necessarie per salvaguardarne la presenza in natura, magari anche riuscendo a riprodurli in larga scala, come si riesce a fare con molti pesci (non con i Botia, purtroppo).
Quindi, per favore, se sentite consigliare il sidthimunki come pesce "mangialumache" che rimane piccolo, ricordatevi e fate presente che il pesce in questione, perchè qualcuno non ha voglia di togliersi le lumache in più da solo, sta rischiando di scomparire dalle sue terre d'origine...

Ambastaia sidthimunki è un piccolo botia pacifico e tranquillo, che in natura vive in grandi banchi che, diversamente dalla maggior parte delle altre specie di Botia, non nuotano vicino al fondo, ma principalmente nel livello centrale dell'acqua.
In acquario, Ambastaia sidthimunki deve essere allevato in grandi gruppi, assolutamente almeno 5-6 esemplari, perché assumano comportamenti naturali interagendo tra di loro e formando una struttura sociale. Anzi, come leggerete in questo articolo, un fanatico di botia e cobitidi inglese, Mark Duffil, è riuscito a riprodurli in acquario, tenendone un gruppo di 36 esemplari in un acquario da quasi 300 litri, allestito ad hoc per loro.

Yasuhikotakia sidthimunki (ex Botia sidthimunki) - Foto di Mia Woodman

Anche in acquario stanno sempre in gruppo e nuotano nel livello centrale della vasca, e sono attivi sia di giorno che di notte (sempre che siano in gruppo numeroso). Se sono particolarmente timidi e spaventati anche in gruppi superiori ai 10 esemplari, si può introdurre un gruppo di rasbore come pesci rassicuranti, che vivono bene nelle stesse condizioni d'acqua dei botia.
Il substrato di fondo deve essere come sempre morbido e fine, possibilmente di sabbia, per non ferire i delicati barbigli, e bisogna provvedere un certo numero di rocce e di radici organizzate per formare nascondigli adatti. Ottimi sono anche i mucchietti di ciottoli non troppo grandi, che offrono riparo soprattutto ai piccoli, se per caso ci fosse qualche deposizione (certo, se li tenete nelle condizioni adatte perché non pensare a questa eventualità? :-)
Preferiscono acqua tenera che va cambiata regolarmente, perché sono molto sensibili agli agenti inquinanti.

Vi invito vivamente a rispettare assolutamente in acquario le esigenze di questi botia, visto il pericolo di estinzione che corrono... sembra che adesso, per ovviare al decremento della pesca in natura, vengano riprodotti tramite iniezioni ormonali, ma il tutto è ancora avvolto nel mistero. Se li vedete nei negozi, prima di comprarli chiedete se sono di allevamento o di cattura, per non incrementare il prelievo in natura e partecipare attivamente alla sua estinzione.

Come ho già detto in altre occasioni, allevare pesci provenienti dalla cattura in natura non è un "peccato" in assoluto, tutto dipende dalla specie e da come si alleva: tenere un botia da solo in un acquario da 30 litri perché si è vista una lumachina su una pianta è un conto, tenerli in un acquario dedicato alle loro esigenze, rispettando in tutto e per tutto le loro necessità vitali, cercando in tutti i modi di favorirne la riproduzione, è un altro.

Yasuhikotakia sidthimunki (ex Botia sidthimunki) - Foto di Kamphol Udomritthiruj

Questa specie era scomparsa per diversi anni dal commercio acquariofilo verso della fine del secolo e, quando è riapparsa riprodotta commercialmente aveva un costo molto elevato. Ora in genere è disponibile, e senza essere particolarmente economica comunque è notevolmente meno costosa.

E' simile al suo solo congenere Ambastaia nigrolineata, in cui il disegno della livrea consiste in  una striscia scura laterale e in un'altra che corre lungo la metà dorsale. Ambastaia sidthimunki differisce in quanto ha due strisce anteriori alla pinna dorsale e nessuna dietro, anche se in realtà alcuni esemplari hanno quella che potrebbe essere descritta come una striscia posteriore alla pinna dorsale che di solito è rotta da pallide macchie a forma di sella. Nei sidthimunki adulti ci sono numerose barre verticali trasversali che collegano le due strisce e si estendono fino al ventre; queste possono essere presenti anche in Ambastaia nigrolineata, ma sono molto meno evidenti e normalmente si estendono per la piena distanza fra le strisce solo nella parte posteriore del corpo.

I profili dorsali e ventrali di questo piccolo e allungato botia sono soltanto leggermente convessi. Le squame sono molto piccole ma non sono presenti sulla testa. La bocca ha tre paia di barbigli. La parte superiore è brunastra e la pancia è argenteo-bianca. I fianchi sono marrone dorato con un disegno molto variabile di bande marroni scure organizzate in quattro fasce longitudinali. Due di queste fasce sono vicino alla parte superiore della schiena; le altre compaiono circa al livello della colonna vertebrale. Queste fasce longitudinali sono collegate l'una all'altra da barre trasversali similmente colorate, che danno un aspetto quasi di rete. In individui giovani le bande scure sono nere. Le pinne sono quasi incolori.

distribuzione

Asia: Bacini dei fiumi Chao Phraya, Mekong e Maeklong. Protetto in Tailandia
CONSIDERATO IN PERICOLO DI ESTINZIONE (Red List)

Spesso le località di ritrovamento sono confuse con quelle di Ambastaia nigrolineata; in realtà Ambastaia sidthimunki è limitato al bacino del fiume Mae Klong in Thailandia occidentale più il drenaggio di Ataran (Kasat in tailandese) vicino al confine tra Thailandia e Myanmar (K. Udomritthiruj, pers. comm.). Anche se potenzialmente in pericolo di estinzione, è ancora possibile trovarlo in entrambi i sistemi, anche se le località thailandesi precise sono tenute segrete allo scopo della conservazione della specie.

habitat

Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima tropicale
Si presenta in fiumi medio- grandi e nei campi inondati. Ritrovato in piccoli laghi fangosi ed in altri habitat d'acqua ferma. Attivo di giorno e spesso in banchi ad una certa distanza sopra il fondo.

Non si ha una descrizione dettagliata della località tipo, ma le immagini del luogo raffigurano corsi d'acqua dalla corrente relativamente lenta e foreste ombreggiate, sorgenti apparentemente ben ossigenate, con acqua pulita, un substrato misto di sabbia e roccia più moltissimi legni sommersi e lettiera. Poiché non sono disponibili dettagli specifici riguardanti i suoi habitat naturali non è chiaro con quali altre specie convive, ma ci sono buone possibilità ce conviva ci le specie endemiche della regione: Botia kubotai, Schistura vinciguerrae, Schistura robertsi, Garra sp. "Redtail" e Mastacembelus armatus, oltre a membri non identificati di Devario, Scaphiodonichthys, Tor, Neolissochilus, Garra e Schistura.

temperatura in natura
24-28°C
valore pH in natura
6.0 -7.5
valori acqua in natura
dH: 5.0 - 12.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 80 cm di lunghezza
Questa specie va allevata in grandi gruppi, assolutamente non meno di 5-6 esemplari, con molti nascondigli e luoghi riparati.
E' necessario un fondo in sabbia fine non tagliente per non danneggiare i delicati barbigli.
Fondamentali acqua pulita, eccellente filtrazione e cambi regolari, apprezzano molto acqua con leggera corrente.

Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia o ghiaia fine, con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami. L'illuminazione può essere relativamente bassa; vanno bene piante in grado di crescere in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra. Sono adatti anche agli acquari fittamente piantumati, dove l'ombra è fornita dalle piante stesse, in quanto date le ridotte dimensioni non le danneggiano (né le mangiano) e sono meno legati al fondo delle altre specie di botia.

Assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto gli Ambastaia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori e arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato. Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari. E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto saltano facilmente. Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Questa specie ha un temperamento abbastanza mite, e può essere un'ottima aggiunta ad un acquario di comunità. Detto questo, è meglio evitare la convivenza con pesci dai movimenti lenti o con pinne lunghe, mentre sono più adatti attivi ciprini pelagici  come Devario, Rasbora, Puntius, e alcuni Danio. E' anche dimostrato che convive pacificamente con la maggior parte dei Botia, e, in grandi vasche, con i Chromobotia macracanthus, ma non con i botia più aggressivi come Syncrossus o Yasuhikotakia. Stanno bene anche con Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e molti altri pesci gatto. Come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare potenziali problemi. Gli Ambastaia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o addirittura aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dagli Ambastaia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale. Gli Ambastaia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perchè le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana. 

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia della magrezza" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli hobbisti nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

alimentazione

La sua alimentazione in natura è basata su invertebrati acquatici, vermi, crostacei, insetti e vegetali.

Anche se gli Ambastaia sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. In genere non hanno molte pretese, ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. La maggior parte dei botia preda le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

temperatura consigliata
26°
  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura.
  • Per questo motivo questa specie sta rischiando l'estinzione nei luoghi d'origine
dimorfismo sessuale
Le femmine sessualmente mature presentano solitamente un corpo più pieno e diventano un po' più grandi dei maschi, mentre i maschi adulti sviluppano un muso leggermente più allungato e labbra sensibilmente più carnose e ispessite.
riproduzione

Ambastaia sidthimunki è riprodotto commercialmente per l'hobby dell'acquariofilia attraverso l'uso di ormoni, ma ci sono solo rarissime segnalazioni di riproduzioni negli acquari domestici, probabilmente perché sono riproduttori stagionali e migratori in natura.

Anche se non è ancora noto come stimolarne la riproduzione senza ormoni chimici, si è verificata in alcuni casi l'apparizione di giovani pesci in acquari stabili e maturi, l'esempio più particolarmente notevole è quello di Mark Duffill, che nel 2007 ha scoperto un certo numero di giovani tra il suo gruppo di 36 esemplari adulti. I pesci erano nutriti con una dieta varia come indicato sopra, il pH era intorno alla neutralità e i pesci erano ospitati in un acquario di 284 litri, a fianco di gruppi di vari piccoli ciprinidi e altri Botia (articolo in cui Mark Duffill documenta la sua esperienza)

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