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Melanotaenia boesemani, Boeseman's Rainbowfish (A.R. Tappin)

Dom, 04/19/2015 - 19:25
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Informazioni e notizie su questo particolare pesce arcobaleno, con una approfondita descrizione degli habitat naturali di cui è originario

Traduzione dell'articolo
"Melanotaenia boesemani, Boeseman's Rainbowfish" di Adrian R. Tappin
sul sito Home of the Rainbowfish, dove potete leggerne la versione originale in inglese.

Melanotaenia boesemani - Foto © Günther Schmida (tratta da Home Of The Rainbowfish)

Riassunto della Specie

Il colore della livrea dei maschi di Melanotaenia boesemani è completamente diverso dalla maggior parte degli altri pesci arcobaleno e mostrano una colorazione metà e metà quando completamente maturi. La testa e la parte anteriore del corpo sono di un brillante bluastro-grigio, talvolta quasi nerastro, con le pinne e la parte posteriore del corpo sostanzialmente di un luminoso rosso arancione. Tra queste due zone, o approssimativamente appena dietro la pinna pettorale, si alternano barre verticali chiare e scure. La loro colorazione selvatica può sbiadire un po' in cattività, probabilmente a causa di qualcosa che manca nella dieta, o per la natura della prigionia stessa. Possono raggiungere una lunghezza massima di 12 cm, ma sono di solito meno di 10 cm.

I maschi sono facilmente distinguibili dalle femmine per la loro diversa colorazione, perché hanno i raggi della pinna dorsale più allungati, e sono di solito molto più profondi di corpo rispetto alle femmine. Le femmine mostrano una larga striscia medio-laterale scura accompagnata da una serie di strette strisce longitudinali di colore giallo o rosso-arancio che corrispondono con ogni riga di squame, e si scuriscono o schiariscono a seconda dell'umore. Le femmine più anziane mostrano spesso una colorazione simile ai maschi subordinati, ma di solito sono facilmente identificabili per la minore profondità di corpo/torace e per i bordi delle pinne più arrotondati.

Melanotaenia boesemani è stata chiamata così in onore del dottor Marinus Boeseman, che raccolse gli esemplari tipo. Secondo le etichette che accompagnano gli esemplari tipo il nome nativo per questa specie è 'sekiak' e 'ikan rascado'. Marinus Boeseman nacque il 22 giugno 1916 a Enkhuizen, un piccolo porto sul Zuiderzee in Olanda. Dopo la morte prematura del padre, Marinus, a 11 di età, le sue due sorelle maggiori e sua madre si trasferirono a Oegstgeest, una città vicino a Leida, dove continuò la sua formazione primaria e secondaria. Nel 1935 entrò nella Leiden University per studiare biologia. Il 1° novembre 1947 fu nominato curatore della sezione pesci al Rijksmuseum van Natuurlijke Historie a Leiden, e tenne questo incarico fino al pensionamento, il 30 giugno 1981. Morì il 14 luglio 2006 all'età di 90 anni.

Distribuzione & Habitat

Le Melanotaenia boesemani si trovano principalmente nel Lago Ayamaru e in alcuni affluenti circostanti, ma si trovano anche nei laghi Hain e Aytinjo. La regione degli Ayamaru Lakes si trova a circa 120 km a est-sud est di Sorong, alle sorgenti del fiume Ayamaru in una regione montuosa della penisola Vogelkop, Papua occidentale. La regione contiene tre piccoli laghi d'acqua dolce e paludi associate. Il lago più grande, Lago Ayamaru, defluisce ad est attraverso gli altri due laghi (Lago Hain e Lago Aitinjo) in un affluente superiore del fiume Kais che scorre infine nel mare di Ceram a sud. I laghi sono posizionati centralmente sull'Ayamaru Plateau, una regione fortemente carsificata. L'altitudine media del plateau viene segnalata a 350 metri sul livello del mare. L'Ayamaru Plateau si estende per 20-30 km a sud e a sud-ovest dei laghi, prima di lasciare spazio ad una vasta zona di conformazioni alluvionali sezionate da larghe valli allagate dai fiumi.

Il lago Ayamaru ha una superficie di circa 22 km² ed è situato in un terreno piuttosto piatto, a circa 250 metri di altitudine. Il lago ha una profondità variabile con acqua limpida e abbondante vegetazione. Nei mesi più umidi (aprile-giugno), il lago può aumentare fino a 5 metri dal suo livello nella stagione secca; non si prosciuga mai completamente, ma la costa retrocede di diverse centinaia di metri. Ha un fondo fangoso, ed è stato riferito che i sedimenti delle sponde sono bianchi, di sabbia o di caolino. I laghi e i corsi d'acqua hanno un pH di 6,4-7,8 (de Vries, 1962) e temperatura di 26-27°C. Heiko Bleher ha riferito che le condizioni dell'acqua erano pH 9,0, durezza 5° dGH e conducibilità 145 mS/cm. Quando Marinus Boeseman raccolse i suoi esemplari, ha riferito che il pH era di 6,4-6,5.

Nel mese di agosto 1959 G. A. Reeskamp fece una ricerca sui laghi con l'obiettivo di determinare le potenziali attività di pesca dei laghi. Riferì che i laghi erano poco profondi e collegati tra loro da canali che potrebbero forse essere meglio definiti come "Broads". I tre laghi in media sono circa 2.13m di profondità e defluiscono in direzione est nel fiume Kais. Durante la stagione delle piogge il livello dell'acqua sale a circa 2.74m e nella stagione secca grandi aree di questi Broads diventano completamente secche. La profondità massima è stata misurata vicino al margine meridionale dei laghi, dove è stato scoperto un bacino di circa 18.28m di diametro con una profondità di circa 6.09m.
La caratteristica principale dei laghi è la limpidezza dell'acqua. Data la chiarezza dell'acqua vi è completa penetrazione della luce verso il basso con conseguente abbondante flora di piante acquatiche sul fondo. Alcuni esemplari di piante acquatiche erano rigidi al tocco, il che indicava un elevato contenuto di calcare. Il pH dell'acqua determinato da bromotimolo blu è stato registrato a 7,8. I pesci in questi laghi sembravano essere estremamente scarsi rispetto al grande volume di acqua disponibile. Nelle insenature poco profonde lungo gli argini si aveva l'impressione di una fauna piuttosto ricca, mentre in acque aperte si vedevano pochi pesci e in generale i pesci sembravano rimanere negli argini poco profondi dei laghi dove abbonda di più il cibo, come insetti acquatici , lumache, avannotti, ecc.

Boeseman ha descritto il lago Aytinjo come "...un fiume allargato, che scorre a sud est, con una lunghezza di 4 km e con una larghezza estremamente variabile, con un massimo di circa 350 m. Al nord-overs, la fine del corso principale del fiume si allarga per diventare un lago che si compone di due parti separate da notevoli rapide e piccole cataratte. All'estremità sud-orientale del lago termina bruscamente, ma si suppone che esista un collegamento sotterraneo con il fiume Kais. In molte zone le montagne circondano strettamente il lago che ha coste ripide e rocciose, in alcuni posti quasi perpendicolari, ma permettendo la presenza altrove di alcune banche paludose più ampie. L'acqua è limpida, con pH 6,5, e scorre piuttosto velocemente solo nelle parti più strette del lago, tra cui il corso superiore. Il fondo è roccioso, in molti posti coperto di sabbia, pietre o grandi rocce, ma fangoso in alcuni punti. Sia la vegetazione acquatica che quella terrestre sono molto fitte, almeno quando il substrato sassoso ne permette la crescita".

Melanotaenia boesemani [Lake Aytinjo female] - photo © Joël Felix

Melanotaenia boesemani [Lake Aytinjo female] - photo© Joël Felix

Osservazioni

I primi esemplari di Melanotaenia boesemani sono stati originariamente raccolti nel lago Aitinjo da Sten Bergman durante la spedizione svedese in Nuova Guinea 1948-1949. Gli esemplari sono conservati nel Museo Svedese di Storia Naturale. Dall'ottobre 1954 fino a maggio 1955 Marinus Boeseman ha partecipato a una spedizione di raccolta per il Rijksmuseum van Natuurlijke Historie nella Nuova Guinea olandese (Papua Occidentale) con L.D. Brongersma e L.B. Holthuis. Il suo compito era quello di fornire una conoscenza approfondita della fauna ittica ricercando in quanti più fiumi e laghi fosse possibile nella parte occidentale della Nuova Guinea. Questo compito era stato preso a cuore e in un periodo relativamente breve sono stati visitate molte località, con conseguente ricca collezione per il museo di Leida. Tra i luoghi da lui visitati vi erano il lago Sentani, il fimue Tami, l'isola Biak, i laghi Jamoer (Yamur), Wissel, Ajamaroe (Ayamaru), Aitinjo (Aytinjo), Merauke e il fiume Digul. Questa collezione includeva molti pesci arcobaleno, ma Boeseman non fece mai uno studio approfondito di questo materiale e le descrizioni scientifiche di tutte le nuove specie.

Come parte della sua preparazione per la revisione della famiglia dei pesci arcobaleno, Gerald Allen studiò la collezione olandese del 1954-1955 durante il 1975 e il 1977. Scoperse non meno di quattro nuove specie di Rainbowfish, che descrisse nel 1980 insieme a Norbert Cross. Queste specie erano Melanotaenia boesemani, Melanotaenia ajamaruensis, Melanotaenia japenensis e Glossolepis pseudoincisus. Melanotaenia boesemani e Melanotaenia ajamaruensis erano state raccolte a marzo 1955 da Boeseman e compagni nei laghi Ajamaru, un complesso di laghi sul fiume Ajamaru nel centro della penisola Vogelkop. Sono styati trovati degli esemplari di Melanotaenia boesemani anche nel lago Aitinjo, a 25 km a sud-est del villaggio di Ajamaru e a 'Djitmau', a circa 3 km a sud dei Laghi Ajamaru. Gli esemplari conservati in alcool ancora mostravano l'insolito disegno della livrea.

Melanotaenia boesemani è facilmente distinguibile da Melanotaenia ajamaruensis sulla base della conta dei raggi molli nella seconda pinna dorsale e nella pinna anale. La prima specie ha da 10 a 14 (di solito 12 o 13) raggi dorsali e da 17 a 23 (di solito da 18 a 21) raggi anali rispetto a da 15 a 19 (di solito da 15 a 17) e da 21 a 27 (di solito da 22 a 24) per Melanotaenia ajamaruensis. Sebbene queste specie possiedano una colorazione e una forma generale simili, le strisce laterali tendono ad essere più pronunciate in Melanotaenia ajamaruensis, in particolare la prima striscia medio-laterale e quella immediatamente sottostante.

Nel novembre 1982 Gerry Allen ha avuto l'opportunità di raccogliere esemplari vivi durante una visita alla remota penisola Vogelkop. Heiko Bleher, un noto collezionista di pesci d'acquario, aveva accompagnato Gerry Allen durante il viaggio ed è stato in grado di trasportare in Europa un buon numero di esemplari vivi catturati durante la spedizione, dopo di che sono stati successivamente riprodotti e distribuiti nel commercio acquariofilo. Alcuni esemplari vivi erano stati inviati anche in Australia. Nel 1998, Heiko Bleher ha raccolto ancora più esemplari vivi di Melanotaenia boesemani dal lago Aytinjo e anche loro, sono stati distribuiti nel commercio acquariofilo.

Fin dalla sua introduzione in acquariofila, Melanotaenia boesemani è costantemente aumentato in popolarità e oggi potrebbe essere considerato il pesce arcobaleno più popolare nel commercio. Nel 1989 gli abitanti dei villaggi sul lago Ayamaru avevano catturato talmente tanti pesci vivi per il commercio acquariofilo che la specie era sull'orlo di diventare in pericolo di estinzione. Si stima che ogni mese venissero catturati circa 60.000 pesci arcobaleno maschi per essere spediti agli esportatori di Jakarta. Alla fine il governo indonesiano ha disposto alcuni controlli sul settore (Polhemus 2004).

Nel 2007-2008,sono state condotte una serie di indagini da 'Papuan National Marine and Fisheries Research', da 'Academy of Fishery Sorong' e dal 'Institute of Research for Development of France in five bioregions of West Papua'. Durante queste indagini sono stati raccolti degli esemplari di Melanotaenia boesemani in un piccolo affluente del Tiwit Creek di 3-4 metri di larghezza, a meno di 1 km a nord del Lago di Ayamaru. L'acqua era limpida e scorreva lentamente su ghiaia e massi con gruppi irregolari di vegetazione. Le condizioni dell'acqua riportate erano: temperatura 24,8°C; pH 7.24 e conducibilità 252 S / cm.

© Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

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