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Riccia fluitans

Pianta che forma bellissimi cuscini se legata in modo che stia a fondo, alla Amano-style, ma che dà il meglio di sé se lasciata crescere come da sua natura, galleggiante.

Riccia fluitans - Foto © Fabio Ghidini (aquacube.it)

Illuminazione: medio - alta - Temperatura: da 10 a 28°C - Durezza: acqua da molto tenera a dura - pH: da 5 a 8 - Crescita: media - Difficoltà: facile
Queste informazioni sono tratte da www.tropica.com, uno dei più completi siti sulle piante, peccato che la versione italiana (non più online) differiva abbastanza da quella inglese, almeno nei dati riportati sopra.

La Riccia fluitans ha un colore che va dal verde chiaro al verde-smeraldo; la specie più chiara cresce con una bassa illuminazione. In natura spesso forma uno strato sottile sulla superficie dell'acqua, ma nel fango prende una forma terrestre con corti rizoma, ancorandosi da sola sul fondo.
Il modo migliore e più naturale di coltivarla in acquario è quello di lasciarla galleggiare sulla superficie dell'acqua, dove forma dei grossi cuscinetti verdi, che sono l'ideale rifugio e protezione di piccoli pesci e degli avannotti, ad esempio dei Poecilidi; ma è anche molto apprezzata dagli Anabantoidei, per la costruzione del loro nido di bolle.
Nel caso della coltivazione galleggiante, è una pianta poco esigente sia in termini di nutrienti, CO2 e luce, essendo anche vicinissima ai neon, ed ha una crescita velocissima; per evitare che ricopra tutta la superficie dell'acqua può essere necessario arginarla con appositi recinti (vi sono svariate idee fai-da-te, ad esempio formare un cerchio con un tubicino da aeratore ed attaccarlo ad un vetro dell'acquario tramite una ventosa).

Riccia fluitans - Foto di Massimo Macciò

Cuscino di Riccia galleggainte vista dall'alto
Foto di Massimo Macciò

Il giapponese Takashi Amano ha dato l'ispirazione a molti acquariofili su come coltivare la Riccia fluitans sommersa. Può essere mantenuta sott'acqua legandola a pietre o legni mediante della lenza da pesca o una retina di nylon. Se coltivata sommersa, la Riccia cresce meglio se viene addizionata CO2 all'acqua, ed è molto coreografica, in quanto se in buone condizioni sulla punta delle foglie si formano piccole bollicine d'ossigeno; naturalmente se è sommersa perchè cresca bene è necessaria anche una forte illuminazione.
Oltre alle maggiori esigenze di luce e nutrienti, la coltivazione sommersa richiede anche un certo impegno e costanza, in quanto la Riccia non ha radici, quindi non attecchirà mai alle superfici di pietre o legni, come ad esempio invece fanno il Muschio di Giava (Vesicularia dubyana) o il Microsorum pteropus, ma va sempre mantenuta legata; inoltre con la crescita forma un cespuglio molto bello, omogeneo e compatto, che però deve essere frequentemente potato con le forbici, perchè crescendo troppo oltre che tendere verso la superficie dell'acqua soffoca anche la parte sottostante, e ciò ne provoca il distacco dalla lenza o dalla retina che la teneva attaccata al supporto. Inoltre ogni tanto è necessario staccare la riccia dalla pietra, perchè inevitabilmente la parte sottostante tende a marcire, e riattaccare al supporto solo la parte superiore, ricominciando così da capo.

Cespuglio di Riccia galleggiante con avannotti di platy

Certo che i cespugli galleggianti di Riccia fluitans sono fondamentali per la sopravvivenza e la sicurezza degli avannotti di platy e guppy...

Cespuglio di Riccia galleggiante con avannotti di platy

...guardiamo più da vicino... :-)))))

 

Riccia spec. dwarf

Sul sito della Tropica è descritta anche la specie Riccia spec. dwarf, che è una pianta fluttuante che, al pari della Riccia fluitans, può essere ancorata a rocce od altri supporti con filo da pesca o retine di nylon. Quando cresce bene forma un tappeto insolito e molto bello. Per prevenirne il distacco, ed il suo ritorno al galleggiamento sulla superficie dell'acqua, bisogna potarla regolarmente con un paio di forbici ed occasionalmente legarla di nuovo al supporto.
La Riccia spec. dwarf cresce meglio de si addiziona CO2 all'acqua, come la fluitans. Le origini di questa pianta sono sconosciute.

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