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Xenopus laevis, lo xenopo liscio (F. Li Vigni)

Ven, 01/Mag/2015 - 16:57
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Tutto quello che c'è da sapere sullo xenopo liscio, Xenopus laevis, con molte informazioni utili per un corretto allevamento.

"Xenopus laevis, lo xenopo liscio" di Fabrizio Li Vigni
tratto dal sito di Amici Insoliti

Xenopus laevis - Foto © Furryscaly (Flickr)

Il presente è uno dei primi articoli che scrissi, ma non tra i primi ad essere pubblicato.
Proprio per il fatto che è uno dei primi, che non è proprio da buttare e che potrebbe essere carino aggiungerlo al precedente di Luigi, eccomi a recuperarlo per dire la mia. Come sempre, buona lettura!


Classificazione:
Classe: Amphibia
Ordine: Anura
Famiglia: Pipidae
Genere: Xenopus
Specie: Xenopus laevis
Nome comune: xenopo liscio

Morfologia, distribuzione e habitat:

esemplare a colorazione selvatica

lo xenopo liscio è una rana prettamente acquatica. Vive negli stagni fangosi e non molto profondi del sud-Africa. Spesso l'acqua di questi stagni e laghi è tutt'altro che limpida, motivo per cui, le Xenopus, nel corso dell'evoluzione, hanno sviluppato due modi per nutrirsi: il primo consiste nell'aver sviluppato delle strutture sensoriali, le quali permettono, come dei radar, il rilevamento di movimento nell'acqua (quindi di possibili prede, ma anche di predatori); secondo metodo è quello che appartiene a molti altri anfibi strettamente acquatici, cioè di "annusare" l'acqua in modo da trovare anche resti organici preziosi di cui nutrirsi (NDR: a questi si aggiungono anche dei sensibilissimi analizzatori chimici posti sulla punta delle dita delle zampe anteriori).
Questi adattamenti rendono facile l'allevamento in cattività delle Xenopus. Permettono, infatti, di somministrare alle rane anche cibi inerti come carne, pasticche per pesci di fondo, nonché insetti morti e di somministrarli sia in modo divertente, e cioè dandoglieli di persona tramite una pinza o con le mani, oppure in modo veloce per chi ha tanti animali e poco tempo, e cioè lasciando spensieratamente (fidatevi, lo si può fare!) del cibo sul fondo che le rane divoreranno in men che non si dica, anche con un'acqua torbida e ricca di alghe.

Gli occhi dello xenopo sono rivolti verso l'alto e permettono alle rane di avvistare i predatori che vengono dal cielo, come gli uccelli.
Le zampe posteriori hanno cinque dita, sono palmate e sulle prime tre dita sono presenti delle unghie di colore nero. Le zampe anteriori hanno quattro dita, non sono palmate e servono principalmente da “palette” per aiutare le rane a ingurgitare il cibo, tant’è che appaiono rivolte “al contrario” rispetto a come uno se le aspetterebbe. In realtà sono molto mobili, quasi “plastiche”, direi, e non hanno un vero e proprio lato di presa, anche se in genere prendono forma a coppa rivolta verso la bocca vorace.
Un altro aspetto della morfologia è la lunghezza: le femmine di Xenopus raggiungono i 13 cm, mentre i maschi sono un po' più piccoli. Nonostante queste dimensioni affatto esagerate, di primo acchito, quando si osserva uno xenopo adulto senza misurarlo adeguatamente, si crede di avere una bestia di un chilo sotto gli occhi: la loro grandezza fisica generale, la loro possanza e la loro simpatia li faranno apparentemente più grossi di quanto in realtà sono.

a zampette spiegate, in attesa di cibo

La colorazione va dal verde al marrone o miscugli degli stessi. E' molto comune, in cattività, la varietà albina. Alcuni dicono che gli esemplari di cattura sono resistentissimi. In realtà, però, come regola generale, è bene disincentivare la cattura di animali in natura e promuovere l’acquisto di quelli nati in cattività e in condizioni controllare, per non depauperare ulteriormente le popolazioni selvatiche, già a rischio per molteplici fattori di disequilibrio ecologico (inutile aggiungere pure noi appassionati, i cui intenti, in genere, sono a favore degli animali e non contro).

Riguardo gli animali - ed in particolare le Xenopus - originate da molteplici riproduzioni in cattività, c’è un solo fatto negativo: la decadenza genetica. Infatti le popolazioni in cattività in genere sono sempre fortemente soggette ad incroci consanguinei: insomma, l’incesto è quasi la regola, presso gli allevatori di Xenopus (NDR: spesso gli incroci consanguinei si sono resi necessari anche a scopo di ricerca scientifica, per selezionare particolari caratteristiche fenotipiche).
Di conseguenza è facile trovare esemplari giovani, ma anche adulti, sia dell’una che dell’altra varietà, che muoiono al primo strapazzo, mentre altri sono dei veri carri armati.
Recentemente mi è capitato di comprare dei piccoli di xenopo sia albini che di colorazione selvatica. Ma questi ultimi si sono rivelati ben più lenti nella crescita e molto meno resistenti degli albini (me ne sono morti due, ed entrambe le varietà erano tenute nelle stesse condizioni… ora non più: do molta più attenzione ai marroni!). E dire che gli albini prolificano solo in cattività, non in natura, e quindi dovrebbero essere quelli più poveri geneticamente. Insomma, la resistenza dei vostri esemplari e il vostro successo con queste simpatiche rane dipenderà principalmente dai geni e di conseguenza è necessario mischiare sangue diverso… e diffonderne i risultanti!

Alimentazione:

alla ricerca di un po' di privacy

il trucco per fare crescere qualsiasi animale bene è di somministrargli una dieta il più possibile varia. Con le Xenopus questo potete farlo facilmente, e si può scegliere tra una vasta gamma di cibi, tra vivi e inerti: grilli, locuste, farfalle, bruchi, lombrichi, larve e adulti di Musca domestica e Lucilia caesar (anche se sconsigliabili come base, possono apportare una variazione alla dieta: mai e poi mai siano regola!), larve e adulti di Tenebrio molitor (neanche questi sono un granché dal punto di vista nutrizionale e della digeribilità), carne cruda sciacquata sotto acqua corrente di tutti i tipi (mucca, pollo, tacchino, cavallo, ecc.), pesce crudo sciacquato anch'esso (sogliola, spatola, merluzzo, trota, ecc.), pasticche per pesci di fondo, lombrichi, limacce, chiocciole a cui bisogna faticosamente asportare il guscio, larve di Chironomus, larve e adulti di camole del miele (Galleria melonella) e chi più ne ha, più ne metta.
Se la dieta è varia ed abbondante, le vitamine si possono anche non usare. Tuttavia, la loro somministrazione, è sempre consigliabile, ma non più di una volta a settimana. Le potete sia iniettare con una siringa nel cibo, sia lasciarle cadere nell’acqua, sia metterle in un due dita d’acqua all’interno di un bicchiere o una bottiglia dove mettere momentaneamente (15 minuti-2 ore massimo) le rane.
Per quanto riguarda la frequenza dei pasti, potreste nutrire le vostre rane anche ogni giorno, purché con piccole quantità di cibo, perché sono molto ingorde e possono anche rischiare la vita per questo. Meglio nutrirle 2-3 volte a settimana abbondantemente. Possono sopportare all'occorrenza alcune settimane di digiuno, anche se è meglio evitarglielo.

Acquario:

per i giovani esemplari va benissimo un faunabox

da giovani, le Xenopus laevis, come molti altri anfibi sia della stessa famiglia che di altre, si possono ospitare nei tipici fauna-box. La capienza minima di una vasca per due o tre piccole Xenopus, dovrebbe essere di 15-20 litri. Da adulte, si dovranno spostare in veri e propri acquari da almeno 60 litri (necessariamente di più, qualora si volesse tentare l’accoppiamento). Importante è l'altezza dell'acqua, la quale deve essere compresa tra 15 e 25 cm (meno con i piccoli, più con gli adulti).
Se si usa acqua di rubinetto, prima di immergere gli animali nella vasca, è meglio trattare l'acqua con uno di quei prodotti per l'acquariofilia che serve per eliminare il cloro e i metalli disciolti, che risultano nocivi, sia per i pesci, sia per gli anfibi. Oppure decantate l’acqua per almeno 12 ore, meglio più (regola generale per tutti gli anfibi, anche se alcuni più esigenti necessitano assolutamente più di 12 ore: 2-3 giorni come minimo!)
L'uso di un filtro è da molti sconsigliato per vari motivi: primo, rende l'acqua movimentata, cosa che non accade nei luoghi d'origine della rana in questione; secondo, il rumore e la vibrazione del filtro hanno un effetto deleterio sulle rane, vista la loro alta percettibilità di onde e movimenti nell’acqua, grazie ai loro sensori; terzo ed ultimo motivo è che il filtro aspira i resti che si depositano sul fondo e che spesso costituiscono una fonte di cibo importante per gli anfibi in questione.
Altri, invece, consigliano l’utilizzo di un piccolo filtro comunque e sempre, ma modificato adeguatamente. Personalmente non lo uso, per rispetto dei miei animali e anche perché non ne sento il bisogno. Attuo spesso dei cambi d’acqua parziali, mentre dei cambi totali più la pulizia di tutto l’arredamento, una volta ogni quindici-venti giorni. Le modifiche al filtro le accenno qui e sono 1) attaccare al foro di uscita un tubo lungo da schermare all’estremità; 2) attuare tanti buchini su questo tubo, in modo da eliminare il movimento d’acqua; 3) mettere al minimo il filtro e coprire il tubo con delle piante. Tuttavia, per migliori e più precise notizie su quest’argomento, leggetevi l'ottima scheda di Manuel su Anfibi Italia.
Per quanto concerne la temperatura dell'acqua, essa dovrebbe oscillare tra i 25 e i 28° C per favorire la crescita. Si può usare un termoriscaldatore con termostato. E' preferibile, tuttavia, un cavetto riscaldante all'esterno dell'acquario, per estetica. Infine, è meglio munire l'acquario di un termometro. Se si abita in posti abbastanza caldi, e soprattutto non troppo freddi d’inverno (che vorrebbe dire, mai sotto 5°C., come qui a Palermo), allora le Xenopus possono essere tenute fuori, all’ombra, per tutto l’anno e senza alcuna fonte di riscaldamento. La percezione del ciclo stagionale infatti ne stimolerà la riproduzione.

Come arredamento, l’uso della ghiaia come substrato è un po’ controverso, dato che le rane potrebbero ingerire accidentalmente qualche granulo mentre ingurgitano la preda. Certo, se si usasse la sabbia finissima per acquari, che sembra quasi sabbia di deserto, si potrebbe stare un po’ più tranquilli. O anche il processo inverso è molto consigliato: ovvero, usare granuli molto grossi. Sarebbe, comunque, meglio usare torba per acquari o non usare niente e lasciare libero il substrato, privo di qualsiasi cosa, eccetto l’arredamento minimo. Qualche pietra e tronco (che non ammuffisca) sarà bene accetto anche come tana. A quest’ultimo proposito, un’ottima tecnica da me recentemente usata su consiglio di Leonardo Ancillotto è tagliare metà di un vaso di cotto e metterlo, capovolto, sul fondo. Per tagliarlo basta una buona sega o l’apposito strumento per tagliare anche il metallo, il cui strano nome ora mi sfugge. Le piante, infine, possono essere presenti anche in larga quantità. Vanno bene il solito pothos, o qualche piccola e poco invadente piantina per acquari oppure ancora le piante galleggianti che si trovano presso i vivai. Più le condizioni sono naturali ed ottimali, meglio e più a lungo vivranno i nostri animali.

Riproduzione:

purtroppo, alla stregua di Luigi, non ho esperienze dirette sulla riproduzione, infatti riporterò solo le notizie più importanti in aggiunta a quelle del mio predecessore. Il dimorfismo sessuale, per cominciare, è facilmente verificabile, soprattutto con esemplari sopra i 4-5 cm di lunghezza e dopo l’anno d’età, arco di tempo entro cui - soprattutto se ben nutriti - gli animali raggiungono la maturità sessuale. Le femmine hanno una sorta di codina nei pressi della cloaca, visibilissima se si guarda l'animale dall’alto. I maschi non possiedono nessuna piccola protuberanza, anzi hanno quasi una rientranza nella stessa zona.
Per quanto riguarda l’accoppiamento vero e proprio, invece, si consiglia di far precedere un periodo di riposo a temperature intorno i 12-15°C., per poi ritornare in primavera gradualmente alle temperature ottimali. Nel periodo di riposo vanno nutriti il meno possibile, benché queste impassibili rane accettino di buon grado il cibo anche a queste temperature e forse anche più basse. La deposizione consta di un migliaio di uova sferiche e grandi all’incirca un paio di millimetri. La schiusa si ha dopo pochissimo tempo (2 giorni) se le temperature sono adeguatamente alte. I girini metamorfosano anche molto presto (circa una quarantina di giorni) e il bello è che restano in acqua, senza passare da nessuna antipatica e noiosa fase terrestre. Proprio per quest’altro motivo, l’intero processo di allevamento e di riproduzione della Xenopus laevis risulta molto facile e poco impegnativo, quindi adatto ai neofiti. Ultima raccomandazione è che essendo le Xenopus molto voraci, esse non fanno caso a cosa sia la preda, quindi sono comprese uova (anche le proprie), girini (anche i propri) e piccoli anche della propria specie, nonché insetti duri e non adeguati agli stomaci delle predatrici… quindi, attenzione!

© Fabrizio Li Vigni - Amiciinsoliti.altervista.org

Specie nel sito
Xenopus laevis, African Clawed Frog: la stessa rana da giovane e da adulta
Platanna, African Clawed Frog
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Dimensioni massime: 8 cm il maschio, 13 cm la femmina

Molto diffuse nei negozi, piccole e carine, sono in realtà rane che diventano grandi, fino a 13 cm le femmine, e soprattutto sono molto voraci e fameliche, in grado di divorare pesci grandi quasi quanto loro, se non si è seguito il consiglio di non allevarle con i pesci...

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