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Le Cascate di Tada

Mar, 13/Mar/2007 - 00:00
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Un gruppo di acquariofili da Chennai risalgono un torrente collinare d'acqua chiara ed incontrano una grande varietà di pesci e piante, con moltissime foto.

Traduzione dell'articolo:
"Tada - Fish Collection and General Funtime Trip" di R.R. Sriram, foto di Sriram, Ravi, Beta
su Aquarticles.com, al link seguente nella versione originale in inglese.

Le cascate di Tada, India - Foto di Sriram, Ravi, Beta (Indian Aquarium Hobbyist)

Tornando da Cauverypattnam, pensavamo ad un'altra spedizione verso un posto migliore in cui l'acqua fosse buona, la temperatura ambiente giusta, in cui ci fossero da fare molti esercizi per il corpo e in cui ci fossero moltissime piante acquatiche e pesci da catturare e studiare. Abbiamo quindi deciso andare a Tada, che possiede la maggior parte dei requisiti detti sopra. La partenza è avvenuta il 10 ottobre 2004.

10 OTT 2004
Collocazione geografica di Chennai - Wikipedia

Collocazione geografica di Chennai
Wikipedia

Una piccola descrizione del posto prima di raccontarvi l'intera storia (la lettura sarà quella di un lungo racconto piacevole). Tada si trova a 55 km da Chennai, sulla strada principale di Chennai-Vijayawada. Una volta raggiunta Tada, bisogna prendere una deviazione verso la Avanthi Leathers Factory, che si trova sulla strada delle cascate. Andando nella direzione da Chennai a Tada ci vorranno circa 2 ore per arrivare al primo biotopo. I primi 55 km sono grandi, quindi la strada del villaggio sale per i 2-3 km seguenti, dopo di che diventa una pista piana e brutta. Ci vuole un SUV per raggiungere il posto. Benché Ravi, Venket e Beta avessero preso un UNO, non ve lo consiglio. Se qualcuno desidera un pavimento dell'automobile tutto rotto allora vada pure avanti.
Una cosa importante da ricordare quando si va a Tada è di partire molto presto e raggiungere il posto prima delle 7 del mattino. Questo luogo è diventato infatti una specie di risorsa del fine settimana per molta gente di Chennai, che va là a divertirsi. Le cose negative sono che l'acqua si sporca, i pesci vanno a nascondersi, le piante acquatiche vengono calpestate e l'aria puzza di alcool (solo per citarne alcune).

Partenza per Tada - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Partenza per Tada - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Veniamo ora al racconto. Non vorrei omettere piccoli ma significanti particolari del viaggio, per cui siate pazienti con me. Ravi, Beta, Venket, Shankar, Sathi ed io ci siamo incontrati da Ravi alle 5:30 del mattino. Abbiamo preso una tazza di caffè caldo con i biscotti, e siamo partiti per Tada alle 6:00 con il suo Scorpio 4x4 (che è stato comprato per viaggi come questo, dice Ravi. Bene, ricordatevi più tardi di questa dichiarazione). Avevamo progettato di partire alle 5:30, quindi avevamo già un ritardo di 30 minuti alla partenza.

Il percorso verso Tada non ha dato luogo ad eventi particolari (beh non si può dire... Venket come di consueto era il bersaglio di noi tutti). Arrivati alla strada principale, ci siamo fermati per una tazza di tè e una sigaretta. Da questo punto in poi il viaggio è diventato emozionante. La strada interna è per un paio di km buona, mentre poi diventa molto brutta. Una volta iniziata la pista brutta, andavamo avanti molto più lentamente, con molteplici massi e buche da dover passare sopra o attraverso. In alcuni punti la strada è così brutta che soltanto un SUV con il pavimento molto alto dal suolo può superare i dislivelli. D’altronde c’erano alcuni biotopi che abbiamo deciso di verificare e non saremmo tornati indietro.

Abbiamo raggiunto il primo biotopo dopo un paio di ore di guida da Chennai, erano circa le 7:45 del mattino. Il posto in cui ci siamo fermati era giusto un paio di metri dal primo biotopo. Qui ci siamo sgranchiti un po’ le gambe ed abbiamo fatto colazione prima di iniziare il nostro viaggio attraverso i quattro diversi biotopi lungo il torrente.

Primo Biotopo

Come ci siamo avvicinati al primo biotopo, abbiamo trovato un gruppo di farfalle tigre blu (Tirumala limniace) su di un ramo. Erano così belle che abbiamo trascorso circa 5 minuti godendoci la loro bellezza.

Farfalle tigre (Tirumala limniace) - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Farfalle tigre (Tirumala limniace) - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Primo biotopo - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Primo biotopo - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Quindi ci siamo incamminati verso il primo biotopo. La prima cosa che ci ha catturato l'occhio è l'acqua, limpida e cristallina. La temperatura dell'acqua è circa 20° C. E' profonda circa mezzo metro e il fondo è visibile chiaramente.
Abbiamo avvistato moltissimi killifish (Aplocheilus lineatus), Garra sp., barbi volanti (Esomus danricus), barbi (Puntius mahecola) e danio giganti (Danio aequipinnatus), ma molte poche piante acquatiche. Beta e Venket cercavano di catturare i pesci, ma il flusso dell'acqua era abbastanza veloce ed inoltre i pesci erano molto evasivi. E' un grande torrente con molte rocce poco profonde, che consentono ai pesci di nascondersi.
Da qui abbiamo risalito la collina verso il secondo biotopo.

Secondo Biotopo

Il secondo biotopo si trova a circa 500 metri dal primo ed è sulla cima della collina. L'acqua diventa un po' più fredda (non ne abbiamo misurato la temperatura ma potevamo sentirla) e mantiene la stessa purezza cristallina. In questa zona vi sono muschi in abbondanza e molti killifish e garra.

Aplocheilus  lineatus, il Malabar panchax - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Aplocheilus lineatus, il "Malabar panchax" - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Garra sp. (ciprinide catturato in un altro viaggio) - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Garra sp. (ciprinide catturato in un altro viaggio) - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Maschio di Calotes rouxi nella colorazione da riproduzione - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Maschio di Calotes rouxi nella colorazione da riproduzione - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Non siamo riusciti a vedere nessun altro pesce qui. Probabilmente hanno saputo che stavamo arrivando e sono andati a nascondersi. Abbiamo trascorso qualche minuto raccogliendo zolle di muschio, a cui Ravi era molto interessato. Ravi doveva assicurarsi di non scivolare sulle rocce per cui stava eseguendo ogni genere di prodezza per raccogliere delle belle porzioni di muschio. Abbiamo trovato una lucertola molto bella, che più tardi abbiamo identificato come Calotes rouxi.
Da qui siamo andati verso il terzo biotopo.

Terzo Biotopo

Per raggiungere questo posto c’è bisogno di viaggiare per un chilometro su piccole rocce e massi molto piccoli. La strada non è più una pista sabbiosa - si trasforma in una strada di rocce.
Il terzo biotopo non ha pesci ma molte piante acquatiche.

Si sviluppano dappertutto muschi in varie forme e dimensioni, e anche moltissime piante acquatiche. La temperatura dell'acqua ed il clima devono davvero aiutarli nel crescere bene. Beta ne ha raccolto alcuni campioni che si trovano adesso nell’acquario di Venket. I muschi sembrano crescere bene nella sua vasca.
Da qui abbiamo camminato per un altro chilometro, fino a raggiungere il quarto biotopo.

Quarto biotopo

Il quarto biotopo è un posto impressionante. Ci sono tonnellate di pesci e radici sommerse per dilettare i vostri occhi in un’acqua leggermente più profonda (intorno al metro di profondità). Abbiamo trascorso qui parecchio tempo, osservando e alimentando i pesci con il mangime che aveva portato Beta.

Puntius mahecola ed il suo habitat - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Puntius mahecola... - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Puntius mahacola ed il suo habitat - Foto di Sriram, Ravi, Beta

...ed il suo habitat - Foto di Sriram, Ravi, Beta

Alcuni dei pesci che abbiamo trovato erano barbi, garra, killifish e barbi tigre dalle varie dimensioni e colori.

Tutti i pesci qui erano stupefacenti da osservare.

Da qui siamo andati al quinto biotopo.

Quinto Biotopo

Per raggiungere questo punto bisogna essere agili come capre di montagna (Venket). Il posto è pieno di massi e rocce enormi su cui bisogna arrampicarsi.

La zona è infestata da pipistrelli e ci sono punti maleodoranti. Il quinto biotopo è molto vicino alle cascate e l'acqua è abbastanza veloce.
Abbiamo trovato molti pochi pesci (soltanto alcuni garra) e nessuna pianta acquatica. Eravamo già abbastanza stanchi quando abbiamo raggiunto questo posto ed eravamo risoluti nel non proseguire fino alle cascate. Ma Venket, Beta e Shankar (l'età li favorisce) ci hanno spinto ad andare fino alle cascate e noi dovremmo ringraziarli per averlo fatto.

Le Cascate

Sono impressionanti. L'acqua è così fredda che viene voglia di tuffarsi.

L'unico problema sono le rocce presenti tutte intorno e il timore di prendere colpi. Il posto è abbastanza scivoloso e bisogna trovare un buon appiglio prima di provare a fare il passo seguente. Proprio sotto le cascate, c’è un lussureggiante sviluppo di muschi e felci.

Abbiamo trascorso in questo posto quasi 30 minuti, godendoci la vista e l'acqua e la temperatura fredde (comunque nessuno si è tuffato).
Per l'intera ascensione fino alla cascata dal primo biotopo ci sono volute quasi 4 ore, compreso il tempo trascorso in ciascuno dei biotopi.

Il viaggio di ritorno verso l'automobile non ha avuto eventi particolari, eccetto l’essere venuti in contatto con alcune persone che venivano nel senso contrario completamente ubriache. Alcuni di noi stavano stentando a camminare perché le nostre gambe non erano abituate a questi sforzi e maltrattamenti. Siamo arrivati all'automobile intorno alle 2 del pomeriggio ed abbiamo iniziato il viaggio di ritorno a Chennai. Per la strada abbiamo pranzato. Potete immaginare abbastanza facilmente quanto eravamo affamati, dal tempo in cui abbiamo finito il pranzo.

Sulla strada del ritorno abbiamo scoperto che il lago Pulicat è distante appena 2 km, ed abbiamo deciso di verificare il posto. Abbiamo fatto una deviazione verso il lago e lo abbiamo raggiunto, ma non potevamo andare più vicino con l’auto e nessuno era dell’umore giusto per camminare molto a lungo. Così abbiamo deciso di rendere il lago la meta del nostro prossimo viaggio. Ci siamo fermati in un paio di altri posti ed abbiamo catturato un altro killifish (Aplocheilus blockii) e un alcuni “pesci da riso” indiani (Oryzias melastigma)

Bene, con questo si conclude la lunga corta storia del nostro viaggio alle cascate di Tada.

© Testi e foto di Sriram, Ravi, Beta - indianaquariumhobbyist.com

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