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Una risaia thailandese

Sab, 05/Mag/2012 - 18:03
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Asia, una risaia thailandese - Foto di A. Mancini (NatureAquarium.it)

La Thailandia

Situata nel centro del sud-est asiatico, confina a nord-ovest con la Birmania, a nord-est con il Laos, a sud-est con la Cambogia e, all'estremo sud, con la Malesia. È bagnata dal Mar Andaman ad ovest, e dal Mar Cinese meridionale ad est. Dal punto di vista geografico può essere suddivisa in quattro zone: una parte montagnosa a nord, dal clima invernale secco e fresco, intensamente coltivata, l'altopiano del nord-est, 300 m sul livello del mare, conosciuto con nome Thai di Isan, semi arido e con pochi corsi d'acqua, la pianura centrale, fertile e anch'essa intensamente coltivata, dove è situata la capitale Bangkok, e, per ultima, la fascia che porta a sud, verso il confine con la Malesia, dove il clima prettamente tropicale, con temperature sempre elevate, favorisce la coltivazione intensiva dell'albero della gomma.

Nelle altre zone si alternano tre stagioni, quella calda, da marzo a maggio, quella delle piogge, da giugno ad ottobre inoltrato, e quella fredda, compresa da novembre e febbraio. Le temperature sono variabili rispetto alle varie aree del paese. Nelle pianure centrali scendono fino ai 15° C nella stagione fredda, superando i 40° C in quella calda. Al nord e nelle zone montane possono arrivare a toccare, eccezionalmente, lo zero durante la stagione più rigida. Il tasso di umidità relativa è intorno al 60% nei mesi fra dicembre e febbraio, salendo al 90% nella stagione calda e in quella piovosa.

L'ambiente della risaia

Durante gli ultimi 12.000 anni l'uomo ha coltivato il riso in una gran varietà di ambienti, dalle pianure allagate agli altopiani montuosi, creando in questo modo ben 140.000 varietà di Oryza sativa, nome scientifico di questo cereale. Nel sud-est asiatico tali coltivazioni sono particolarmente importanti per l'economia locale, e si estendono per grandissime aree, che, secondo le stagioni sono inondate e prosciugate dai contadini, creando un ecosistema artificiale particolarmente interessante e ricco di animali e vegetali. La possibile flora selvatica di una risaia del sud-est asiatico è stato stimato sia costituita da più di 190 specie, appartenenti a ben 43 famiglie, con circa 115 specie endemiche di questo biotopo. Numerosi sono anche gli uccelli, i pesci, gli anfibi e gli insetti che le popolano.

Tutti, purtroppo, a rischio di estinzione, a causa dell'uso intensivo di pesticidi, che gli agricoltori hanno iniziato massicciamente ad utilizzare, in particolar modo dopo che la cosiddetta, e famigerata, "Rivoluzione Verde", ha diffuso e imposto la coltivazione di varietà di riso geneticamente modificate.

All'interno di tali coltivazioni esistono, però, piccoli canali poco profondi, 20-40 cm, che fanno da serbatoi per l'abbassamento o l'innalzamento del livello dell'acqua nella risaia. Si tratta di aree allagate per l'intero corso dell'anno, tranne durante la stagione più secca, quando l'acqua scompare quasi completamente, lasciando solo del fango umido. Non essendo tali canali utilizzati per la coltivazione del riso, essi non sono irrorati, se non indirettamente, da alcun tipo di pesticida, e sono perciò ampiamente colonizzati da quella fauna acquatica, pesci, anfibi e invertebrati (Crostacei, Anellidi, Insetti, Molluschi), che un tempo viveva anche nelle risaie. A questa si aggiungono, inoltre, numerose piante acquatiche, galleggianti e radicate, nonché piante erbacee terrestri o palustri. Una risorsa cui attingono ampiamente anche gli agricoltori, che vi raccolgono, camminando lungo gli argini di terra che li dividono dai campi di riso, piante commestibili e piccoli pesci con le mani.

Caratteristiche fisiche e chimiche

Si tratta di piccole raccolte d'acqua che, soprattutto nei periodi meno piovosi, sono spesso estese su pochi metri quadri di superficie, profonde poche decine di centimetri e, dunque, simili per dimensioni ai nostri acquari!

L'acqua è generalmente limpida in assenza di piogge, da torbida a molto torbida durante le precipitazioni e nei giorni che seguono.

La temperatura può variare notevolmente nel corso dell'anno e anche della giornata, tra i 20 e oltre 30 °C; pH 5-6; durezza tra 0 e 2° dKH e dGH.

I biotopi non sono protetti da vegetazione arborea o arbustiva, l'unica protezione dalla forte insolazione è data dall'abbondante crescita di riso e vegetazione palustre lungo le sponde, spesso gli specchi d'acqua sono interamente occultati dall'erba.

Vegetazione acquatica e palustre

Specie di interesse acquariofilo: Azolla pinnata, Ceratopteris thalictroides, Cryptocoryne ciliata, Cyperus helferi, Hygrophila corymbosa, Hygrophila difformis, Lemna gibba, Limnophila aromatica, Limnophila heterophylla, Nymphaea stellata, Nymphoides indica, Rotala rotundifolia, Rotala wallichii, Salvinia cucullata, Salvinia molesta, Trapa natans, Utricularia aurea, Vallisneria americana

Pesci

Specie di interesse acquariofilo: Pangio kuhlii, Botia sidthimunki (Cobitidae); Notopterus notopterus, Notopterus chitala (Notopteridae); Oryzias melastigmus (Oryziidae); Aplocheilus panchax (Aplocheilidae); Rasbora espei (Cyprinidae); Anabas testudineus (Anabantidae); Betta smaragdina, Betta splendens, Trichogaster microlepis, Trichogaster pectoralisTrichogaster trichopterus, Trichopsis pumila, Trichopsis vittata (Belontiidae); Helostoma temminckii (Helostomatidae); Osphronemus gorami (Osphronemidae); Dermogenys pusillus (Hemiramphidae); Monopterus albus (Synbranchidae); Channa micropeltes (Channidae).

Invertebrati

Macrobrachium spp. (gamberetti).

© NatureAquarium.it

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