• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
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Ecologia dell'acquario di piante

Mar, 10/Feb/2009 - 18:33
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di Diana Walstad, Edizioni AquaEdì

Marsilea hirsuta - Foto © Marcus Wallinder (green.colorize.net)

Ecologia dell'acquario di piante

Commenti questo libro per ora non ne posso fare, visto che mi è appena arrivato e devo ancora trovare il tempo di leggerlo bene...
E non vedo l'ora :-)
Potete leggere però più in basso i pareri dei partecipanti a it.hobby.acquari.


Ecco l'indice del volume :

Ringraziamenti edizione americana
Note dell'Editore
Prefazione
Introduzione
I capitoli del libro
  1. Le piante come elementi filtranti dell'acqua
  2. Alleopatia
  3. I batteri
  4. Fonti di nutrimento per le piante
  5. Il carbonio
  6. Nutrizione delle piante ed ecologia
  7. Il substrato
  8. Il vantaggio aereo
  9. Il controllo delle alghe
  10. Allestimento dell'acquario e sua manutenzione
L'"Acquario equilibrato" è scomparso?
Caratteristiche di un acquario naturale low tech
  1. Il pH rimane stabile
  2. Manutenzione semplice
  3. Normale comportamento dei pesci
Utilità delle piante negli acquari
Stimolazione della crescita delle piante nell'acquario
Bibliografia
Capitolo 1 - Le piante come elementi filtranti dell'acqua
I metalli pesanti
  1. Metalli presenti nell'acqua
  2. Meccanismi di tossicità dei metalli pesanti
  3. Tossicità dei metalli per i pesci
  4. Tossicità dei metalli nelle piante
  5. Fattori che riducono la tossicità dei metalli
    1. Durezza dell'acqua e pH
    2. Carbonio organico disciolto
    3. Chelanti artificiali
    4. Variazione della specie
    5. Altri fattori
  6. Assorbimento dei metalli da parte delle piante
Ammoniaca
  1. Tossicità da ammoniaca nei pesci
  2. Tossicità da ammoniaca nelle piante
  3. L'assorbimento di ammoniaca da parte delle piante acquatiche
I nitriti
  1. Tossicità del nitrito
  2. Assorbimento di nitrito nelle piante
Utilizzo delle piante acquatiche nel trattamento delle acque di scarico
Piante e composti tossici negli acquari
  1. Il parere di un allevatore di pesci
Bibliografia
Capitolo 2 - Alleopatia
Alleopatia nelle piante acquatiche
  1. Composti fenolici come alleochimici nelle piante acquatiche
  2. Il rilascio di alleochimici delle piante
  3. L'impercettibile natura dell'alleopatia delle piante acquatiche
  4. Le piante acquatiche contro le alghe
  5. Le piante acquatiche contro batteri ed invertebrati
  6. La guerra chimica tra le piante acquatiche
    1. Alleopatia nel substrato
    2. Alleopatia in acqua
  7. Agenti chimici di difesa indotti da infezioni
  8. L'autoinibizione
L'alleopatia nelle alghe
L'alleopatia in acquario
Bibliografia
Capitolo 3 - I batteri
Processi batterici
  1. Decomposizione dei batteri eterotrofi
    1. La decomposizione nel sedimento come fonte di CO2
    2. la produzione di sostanze umiche (SU)
  2. Nitrificazione
  3. Denitrificazione
  4. Accumulo di nitriti
    1. Respirazione del nitrato
    2. Nitrificazione incompleta
    3. DAP e denitrificazione incompleti
  5. Riduzione di ferro e manganese
  6. Produzione di acido solfidrico
  7. Distruzione dell'acido solfidrico
  8. Fermentazione e metanogenesi
  9. Ossidazione del metano
Biofilm
Processi batterici negli acquari
Bibliografia
Capitolo 4 - Fonti di nutrimento per le piante
Acquario-modello e metodologia
Alimenti per i pesci
  1. Uniformità chimica degli esseri viventi
  2. Il cibo per i pesci come sorgente di nutrienti
  3. I nutrienti passano dal cibo per pesci alle piante dell'acquario
Il terriccio come sorgente di nutrienti per le piante
L'acqua come sorgente di nutrienti per le piante
  1. Durezza dell'acqua e nutrienti dell'acqua dura
  2. L'acqua come sorgente di nutrienti per le piante
Disponibilità di nutrienti per le piante nell'acquario
Bibliografia
Capitolo 5 - Il carbonio
Alcalinità dell'acqua, pH e CO2
Il carbonio limita la crescita delle piante sommerse
Carenza di carbonio nell'acqua dolce in natura
Strategie delle piante per aumentare l'assorbimento di carbonio
  1. Immagazzinamento della CO2 sotto forma di malato
  2. Fissazione della CO2 respirata
  3. Uso del bicarbonato
  4. Assorbimento di CO2 dal sedimento
  5. Foglie aeree
  6. Varie strategia
Fonti di carbonio per le piante
La CO2 negli acquari
Bibliografia
Capitolo 6 - Nutrimento delle piante ed Ecologia
I nutrienti necessari
Assorbimento competitivo dei nutrienti
Accumulo di nutrienti e concentrazione critica
E' preferibile un movimento moderato dell'acqua
Assorbimento di nutrienti dai sedimenti e dall'acqua
  1. Traslocazione dei nutrienti
  2. Le piante acquatiche preferiscono assorbire il fosforo tramite le radici
  3. Le piante acquatiche preferiscono assorbire il potassio tramite le gemme
  4. Le piante acquatiche preferiscono assorbire l'ammonio tramite le foglie
L'assorbimento dell'azoto nelle piante acquatiche
  1. Le piante acquatiche preferiscono l'ammonio ai nitrati
  2. La fonte di azoto per una crescita migliore
  3. Ecologia e preferenze nelle fonti di azoto
  4. Le piante e i batteri nitrificanti sono in competizione
Durezza dell'acqua ed ecologia delle piante
  1. I fabbisogni delle piante d'acqua dura
  2. I fabbisogni delle piante d'acqua tenera
Nutrizione nell'acquario
Bibliografia
Capitolo 7 - Il fondo
Componenti del terriccio e dei sedimenti
  1. Particelle minerali
  2. Materia organica
  3. Materia inorganica precipitata
  4. Microorganismi
Caratteristiche dei terricci e dei sedimenti
  1. Il legante dei nutrienti
  2. Natura anaerobica dei fondi
  3. La microzona ossidata mantiene i nutrimenti e le tossine nei sedimenti
  4. Stabilità dei sedimenti e dei terreni sommersi
Caos in terreni appena sommersi
Terriccio e sedimenti per la coltivazione delle piante acquatiche
Problemi dei sedimenti e dei terreni sommersi
  1. Tossicità dei metalli
  2. Tossicità dell'acido solfidrico (H2S)
  3. la materia organica
  4. Basso potenziale redox
  5. Terreni solfati acidi
  6. Torbidezza
Effetto delle piante acquatiche sui fondi
Il substrato negli acquari
  1. La scelta del terriccio
  2. Allestimento di vasche con terriccio
  3. Fertilizzazione
  4. Additivi della ghiaia
  5. Degradazione del substrato nel tempo?
Bibliografia
Capitolo 8 - Il vantaggio Aereo
Vantaggi aerei
  1. La crescita aerea utilizza la CO2 con maggior efficacia
  2. la crescita aerea utilizza la luce con maggior efficacia
  3. le piante emerse hanno una migliore fermentazione
  4. La crescita aerea ossigena meglio le radici
    1. Rilascio di ossigeno dalle radici delle piante acquatiche
    2. Il rolascio di O2 dalle radici risulta più efficace nelle piante emerse
    3. Come le piante emerse ossigenano le radici
    4. Come l'ossigeno giova alle piante acquatiche con radici
Le piante galleggianti aumentano l'attività biologica
La crescita aerea nell'acquario
Bibliografia
Capitolo 9 - Il controllo delle alghe
Metodi comuni per il controllo delle alghe
  1. Antialghe, chlorox e antibiotici
  2. Riduzione della luce
  3. Cambi d'acqua
  4. Pesci, gamberetti e chiocciole che si cibano di alghe
  5. Rimozione dei fosfati
La competizione tra alghe e piante
  1. I vantaggi delle alghe rispetto alle piante
    1. Migliore adattamento alla scarsa illuminazione
    2. Adattamento delle alghe allo spetto luminoso
    3. Migliore adattamento al pH alto e all'acqua alcalina
    4. Assorbimento più efficace dei nutrienti dall'acqua
    5. Maggiore distribuzione della specie
  2. Vantaggi delle piante sulle alghe
Fattori che permettono il controllo delle alghe
  1. Piante emergenti
  2. Il ferro
    1. Il ferro come nutriente limitante per le alghe
    2. Come le alghe ricavano il ferro
    3. Il ferro e il controllo delle alghe
  3. Alleopatia
Cure intensive per le invazioni d'alghe
Bibliografia
Capitolo 10 - Allestimento pratico e manutenzione di un acquario
Percorsi tipici degli hobbisti principianti
Allestimento di un semplice acquario low-tech
Fattori principali
  1. I pesci
  2. Illuminazione
    1. Illuminazione dalla finestra e luce solare
    2. Luce fluorescente
  3. Scelta delle piante
Linee guida per la cura dell'acquario
Avvertenza
Bibliografia
Abbreviazioni e Conversioni
milligrammi litro rispetto a molarità rispetto ad equivalenti
Foto a colori
Biografia dell'autrice
Riferimenti
Riferimenti & Link

Links

FAQ - Domande e Risposte

Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere...

Ed ecco qui di seguito che cosa pensano del libro i partecipanti al newsgroup it.hobby.acquari

Francesco Potortì (01 giugno 2005)
recensione da ignorante del libro di Walstad
Siccome avevo chiesto un brevissimo riassunto del libro "ecologia dell'acquario di piante" di Diana L. Walstad e non avevo avuto risposte, ora che l'ho letto provo a fare una breve recensione da ignorante, che magari farà venire a qualcuno la curiosità di leggerlo. Il libro è edito da AquaEdì (www.aquaedi.info) e costa circa 30 eur, veste editoriale molto elegante, circa 200 pagine, taglio fortemente tecnico ma pieno di consigli pratici, molto americano.
Prima di cominciare metto in chiaro che sono estremamente ignorante sia di acquari (me ne interesso da un mese e ancora non ho allestito il mio primo acquario) sia di chimica (ho fatto un esame di chimica inorganica oltre vent'anni fa). Tutte le opinioni raccontate come dati di fatto sono di Walstad, non mie. Messe le mani avanti, cominciamo, e speriamo che qualche anima buona voglia correggere gli strafalcioni :-)
Walstad vuole raccontare un modo di fare acquari che non sia né quello tipico americano, senza piante e solo ghiaia sul fondo, né quello europeo tecnologico, fondo fertile, tanta luce, concime e insufflatore di anidride carbonica, filtraggio potente e frequenti cambi d'acqua.
Lei descrive un acquario a bassa tecnologia: tre cm di terriccio comune (da giardino, o da invaso) coperto da tre cm di ghiaietto, tante piante, pochi pesci tranquilli, poca luce artificiale, acquari vicini alle finestre, niente anidride carbonica, niente concimi, pesci nutriti in abbondanza: l'eccesso diventerà concime per le piante entro il giorno dopo grazie ai batteri e alle lumache. Se il giorno dopo ne resta ancora sul fondo vuol dire che era troppo. Ogni sei mesi, cambio di metà dell'acqua.
Piante di tutti i tipi: immerse ed emerse, perché le prime sfruttano l'ombra delle seconde, e le seconde approfittano di poter accedere all'anidride carbonica dell'aria per crescere meglio. Radicate sul fondo e galleggianti, perché le prime traggono i nutrienti dal terreno e lo rendono ospitale per i batteri che decompongono il mangime in eccesso e purificano l'acqua, le seconde ossigenano l'acqua con le loro radici e crescono velocemente grazie all'accesso all'aria.
Il filtro è importante più per muovere l'acqua che come filtro biologico: il terreno, purché piantumanto, fa la funzione di filtro biologico. Se tutto va bene, il filtro si pulisce solo quando è così intasato che il flusso della pompa diventa insufficiente. L'acqua è di rubinetto, preferibilmente dura, perché l'acqua dura è più facile da gestire, è meno instabile, contiene già buona parte dei nutrienti necessari alle piante. L'acqua evaporata si rabbocca con acqua di rubinetto, meglio con ETDA (il biocondizionatore).
Ovviamente tutto è bello finché va bene. E allora meglio capire come funziona (per chi riesce a capire, almeno...): i primi capitoli sono dedicati alla chimica dell'acqua, delle piante, dei batteri e all'allelopatia, cioè alle interazioni fra piante e alghe che rilasciano sostanze favorenti o disfavorenti, interazioni che rendono molto difficile prevedere ad esempio se una certa specie di pianta starà bene con un'altra.
E un capitolo è dedicato al controllo delle alghe. Un consiglio che non avevo letto da altre parti: evitare che il terriccio venga colpito dalla luce del sole (per esempio, coprirlo con nastro adesivo), perché la luce libera il ferro del terriccio, rendendolo facilmente accessibile alle alghe e togliendo alle piante il vantaggio delle radici.
Beh, spero che qualcuno sia rimasto interessato da quanto sopra, e che sia stato utile e senza troppi errori.
Cld (18 feb 2005)
Salve a tutti, cosa ne pensate del libro della Walstad?
Ecco, io lo sto leggendo e avendo una vasca da 50l (lordi) vuota... mi piacerebbe provare! Un dubbio: il terriccio, quale scegliere? Nel libro parla di "terriccio da invaso" e di "terriccio da giardinaggio" come due cose distinte, ma che differenza c'e'?
C'e' qualcuno che ha già provato ad avviare una vasca con tale metodo?
Con che risultati?
maughe
> cosa ne pensate del libro della Walstad?
Mi ha entusiasmato :-) Secondo me e' obbligatorio per chi vuole le piante
:-)
Albus Dumbledore
> cosa ne pensate del libro della Walstad?
Bello.
:-)
> parla di "terriccio da invaso" e di "terriccio da giardinaggio" come due cose distinte, ma che differenza c'e'?
Ci sono tanti terricci in commercio.
Scegli quello che più ti piace.
:-))
> C'e' qualcuno che ha già provato ad avviare una vasca con tale metodo?
Io no, ma conosco persone che l'hanno fatto.
> Con che risultati?
Ottimi.
Ma ci vuole parecchia esperienza per non far disastri.
Cld:
> Ci sono tanti terricci in commercio. Scegli quello che più ti piace.
vado in un vivaio e dico: "buongiorno! vorrei un BEL sacchetto di terriccio" ? :))
A parte questo, da quello che ho capito nel periodo di avvio devo aspettarmi un crollo del KH, giusto? Con conseguente crollo del pH (dovuto anche alla naturale acidità del terriccio). Quindi mi aspetto di dover aggiungere sali per saturare il terriccio, me lo confermi?
> Ottimi. Ma ci vuole parecchia esperienza per non far disastri.
e' per questo che ci siete voi del NG! :))
Consigli?
Albus Dumbledore
> vado in un vivaio e dico: "buongiorno! vorrei un BEL sacchetto di terriccio" ? :))
+ o -.
Entri e chiedi
"Scusate, dove tenete i sacchi di terriccio per gerani?"
(vedi che ti ho già dato un'indicazione?)
:-)
Raggiungi il reparto e comperi quello più bello, più colorato, più leggero, visto che te lo devi portare a casa, più profumato.
(vedi che ti ho già dato 2 indicazioni?)
:-)
Poi, controlli che non sia stallatico (so di un pazzo che l'ha usato, ma te lo sconsiglio), anche perché puzza.
(vedi che ti ho già dato 3 indicazioni?)
:-)
Fatto questo, vai alla cassa e paghi.
> A parte questo, da quello che ho capito nel periodo di avvio devo aspettarmi un crollo del KH, giusto?
????????????
E perché?
> Con conseguente crollo del pH (dovuto anche alla naturale acidità del terriccio).
Non direi. ... non ho mai verificato, ma non è detto.
Anzi, prova e facci sapere.
:-)))
> Quindi mi aspetto di dover aggiungere sali per saturare il terriccio, me lo confermi?
Fai di meglio; lascialo a mollo in acqua di rubinetto per un paio di settimane prima di usarlo.
> e' per questo che ci siete voi del NG! :)) Consigli?
Nessuno.
:-)
Cld:
> (vedi che ti ho già dato un'indicazione?)
grazie
> (vedi che ti ho già dato 2 indicazioni?)
grazie grazie
> (vedi che ti ho già dato 3 indicazioni?)
grazie grazie grazie :-)
> Fatto questo, vai alla cassa e paghi.
sigh! :-(
>>A parte questo, da quello che ho capito nel periodo di avvio devo aspettarmi un crollo del KH, giusto?
> ????????????
> E perché?

la parte chimica del perché non la so (tu la sai, forse!) però mi pare di aver letto che la Walstad aggiunga bicarbonato durante le prime fasi. Anche nel tuo sito dove parli dell'akadama c'e' scritto qualcosa del genere...
>>Con conseguente crollo del pH (dovuto anche alla naturale acidità del terriccio).
> Non direi. ... non ho mai verificato, ma non è detto. Anzi, prova e facci sapere.
ok!
> Fai di meglio; lascialo a mollo in acqua di rubinetto per un paio di settimane prima di usarlo.
e questa e' la quarta indicazione... :-)
beh, ho intenzione di usare solo acqua del rubinetto nell'acquario...
>>Consigli?
> Nessuno.
grazie /lo stesso/ :-)
Zio Maury:
>> C'e' qualcuno che ha gia' provato ad avviare una vasca con tale metodo?
> Io no, ma conosco persone che l'hanno fatto.
>> Con che risultati?
> Ottimi. Ma ci vuole parecchia esperienza per non far disastri.
Concordo con Peppone:-)))))))))
Aggiungo inoltre che penso sia l'unico libro uscito finora in grado di spiegare in modo completo e nel contempo semplice la chimica delle piante: pensate che sono riuscito a capirlo anch'io.
Ho invece forti perplessità sul sistema in mano a gente non esperta, sicuramente non è indicato per i principianti.
A livello storico sembra inoltre di leggere le indicazioni che venivano fornite oltre 25 anni fa sulla rara letteratura che descriveva in modo generico come far crescere le piante in vasca: provato alcune volte a fare cose simili, ma risultati pochini, fino all'avvento della CO2. Ad ogni modo, pur non condividendo il sistema di gestione, è un libro che per gli appassionati con qualche anno sulle spalle di coltivazione di piante è sicuramente utile per ampliare la propria visione sulla coltivazione delle piante acquatiche: mi auguro possa diventare un "classico" della bibliografica acquariofila italiana.
Concludo con la mia personalissima riflessione: ottimo libro da un punto di vista di osservazione scientifica e di spiegazione dei processi biologici dei vegetali acquatici, non condivido invece il sistema di gestione che complica oltremodo l'equilibrio della vasca anche con consigli spesso fuorvianti come l'utilizzare eccessi di mangime per fertilizzare l'acqua o evitare i cambi parziali per mesi e mesi: ai principianti un consiglio del genere potrebbe risultare LETALE; anche le informazioni inerenti la cura delle malattie e l'allevamento degli avannotti ritengo che affrontino l'argomento in modo fortemente opinabile. Spero di non essermi dilungato troppo.
Albus Dumbledore:
> Aggiungo inoltre che penso sia l'unico libro uscito finora in grado di spiegare in modo completo e nel contempo semplice la chimica delle piante: pensate che sono riuscito a capirlo anch'io.
:-))
> Ho invece forti perplessità sul sistema in mano a gente non esperta, sicuramente non è indicato per i principianti.
Concordo.
> A livello storico sembra inoltre di leggere le indicazioni che venivano fornite oltre 25 anni fa sulla rara letteratura che descriveva in modo generico come far crescere le piante in vasca: provato alcune volte a fare cose simili, ma risultati pochini, fino all'avvento della CO2.
Funzia, funzia.
Anche senza CO2, solo che le piante crescono, bene, ma lente.
> Ad ogni modo, pur non condividendo il sistema di gestione, è un libro che per gli appassionati con qualche anno sulle spalle di coltivazione di piante è sicuramente utile per ampliare la propria visione sulla coltivazione delle piante acquatiche: mi auguro possa diventare un "classico" della bibliografica acquariofila italiana.
Più che altro spiega il perché e il percome di molte cose date sempre per scontate.
> Concludo con la mia personalissima riflessione: ottimo libro da un punto di vista di osservazione scientifica e di spiegazione dei processi biologici dei vegetali acquatici, non condivido invece il sistema di gestione che complica oltremodo l'equilibrio della vasca anche con consigli spesso fuorvianti come l'utilizzare eccessi di mangime per fertilizzare l'acqua
...ma che funzionano...
> o evitare i cambi parziali per mesi e mesi:
Questa è una sua scelta e, anche per me, non è condivisibile, anche se funziona pure questa.
Zio Maury:
>> A livello storico sembra inoltre di leggere le indicazioni che venivano fornite oltre 25 anni fa sulla rara letteratura che descriveva in modo generico come far crescere le piante in vasca: provato alcune volte a fare cose simili, ma risultati pochini, fino all'avvento della CO2.
> Funzia, funzia. Anche senza CO2, solo che le piante crescono, bene, ma lente.
E quindi ciucciano meno dall'acqua... ergo depurano meno... ma......bho?
> Più che altro spiega il perché e il percome di molte cose date sempre per scontate.
Ed è proprio questo che fa di questo libro un "must"
> Questa è una sua scelta e, anche per me, non è condivisibile, anche se funziona pure questa.
Si vabbè, ma allora funzionano anche gli acquari con le piante finte, le bolle, il sottosabbia e l'areatore con l'astronauta e il teschio oppure quei prodotti che ti dicono di non cambiare l'acqua per 6 mesi: tanto tanto tempo fa i pesci si tenevano così eppure mica morivano, se la vasca ere avviata; sicuramente si avevano più problemi, ma chi era appassionato sapeva comunque superarli. Quando ero piccolo addirittura io aggiungevo l'acqua del rubinetto a quella evaporata (a parte che andavo alle elementari, ma dubito a quel tempo che qualcuno sapesse cosa ma i fosse l'acqua OSMO:-)) e poi una volta all'anno svuotavo tutto, lavavo tutto e ripartivo: eppure i Guppy mi avevano invaso l'acquario (mica erano delle mezze pippe come adesso). Bisogna vedere invece cosa è meglio per i pesci, tutto qui.
Ma dico io, ci abbiamo messo decenni per capire quanto sia importante la CO2 per l'equilibrio biologico (gli olandesi pare che già la utilizzassero negli anni '50, o forse prima.....:-))) e adesso sventoliamo suggerimento che la rinnegano? Mi pare solo che questo possa incuriosire gli acquariofili di nuova generazione, quelli nati negli anni '90 proprio con l'avvento della CO2, dato che non conoscevano prima l'acquariofilia; infatti era più o meno simile a quella descritta nel libro in oggetto, senza purtroppo gli interessantissimi approfondimenti sulla chimica, fondamentali per capire la biologia delle piante acquatiche e che fanno di questo libro una fonte unica di utilissime informazioni.
Albus Dumbledore:
>> Anche senza CO2, solo che le piante crescono, bene, ma lente.
> E quindi ciucciano meno dall'acqua... ergo depurano meno... ma......bho?
Non è detto...
> Si vabbè, ma allora funzionano anche gli acquari con le piante finte, le bolle, il sottosabbia e l'areatore con l'astronauta e il teschio oppure quei prodotti che ti dicono di non cambiare l'acqua per 6 mesi:
Infatti è così.
Funziano.
Male, ma funziano...
> tanto tanto tempo fa i pesci si tenevano così eppure mica morivano, se la vasca ere avviata;
Verissimo...
Campavano, male, ma campavano...
Anche l'homo erectus campava, male, ma campava...
Non so se sia chiara la metafora...
:-)
> sicuramente si avevano più problemi, ma chi era appassionato sapeva comunque superarli. Quando ero piccolo addirittura io aggiungevo l'acqua del rubinetto a quella evaporata
Normale.
Lo faccio anch'io...
> (a parte che andavo alle elementari, ma dubito a quel tempo che qualcuno sapesse cosa ma i fosse l'acqua OSMO:-))
Oh, io lo so.
Eppure...
:-)
> e poi una volta all'anno svuotavo tutto, lavavo tutto e ripartivo:
Col ca##o!!!
Questo nemmeno morto..
:-DDDDD
> eppure i Guppy mi avevano invaso l'acquario (mica erano delle mezze pippe come adesso). Bisogna vedere invece cosa è meglio per i pesci, tutto qui.
Appunto.
Homo erectus => uomo moderno.
> Ma dico io, ci abbiamo messo decenni per capire quanto sia importante la CO2 per l'equilibrio biologico (gli olandesi pare che già la utilizzassero negli anni '50, o forse prima.....:-))) e adesso sventoliamo suggerimento che la rinnegano?
Nessuno la rinnega.
Nemmeno lei.
Se ne ridimensiona l'importanza.
> Mi pare solo che questo possa incuriosire gli acquariofili di nuova generazione, quelli nati negli anni '90 proprio con l'avvento della CO2,
Li chiamiamo post-co2ini?
:-))
> dato che non conoscevano prima l'acquariofilia; infatti era più o meno simile a quella descritta nel libro in oggetto, senza purtroppo gli interessantissimi approfondimenti sulla chimica, fondamentali per capire la biologia delle piante acquatiche e che fanno di questo libro una fonte unica di utilissime informazioni.
Già...
:-))
Ulisse (22 set 2000)
Nell'introduzione del libro "ECOLOGY of the PLANTED AQUARIUM" di Diana Walstad Visibile a: www.atlasbooks.com/marktplc/rr00388.htm Mi e' sembrato interessate questo passaggio:
If the hobbyist uses natural means (e.g., decomposition) to provide CO2, it is especially important to limit CO2 loss from the aquarium.
CO2, because it is a gas, will be lost by all measures that increase air-water mixing, such as vigorous agitation of the water by spray bars, airstones, and ‘wet-dry’ filters.

Quindi, usando la decomposizione della materia organica presente nelle vasche avviate si produce naturalmente la CO2, e la cosa importante e' mantenerla il piu' possibile; evitando troppi movimenti di acqua.
La CO2 nel mio acquario e' a 4 mg/l e quindi suppongo che derivi da una produzione "naturale", quindi se riduco il movimento d'acqua dovrebbe aumentare?
Walter Peris
> allestito vasche caratterizzate da un basso numero di accessori (denominate low-tech) e in particolare senza la CO2
E' la passione di Diana Walstad :-)))))
E' c'è del vero.
Nulla da eccepire; è possibile condurre una vasca in condizioni di bassa tecnologia.
Paradossalmente, è più difficile, dato che non sono previsti cambi d'acqua ma solo rabbocchi, non è prevista fertilizzazione con CO2 ma solo con nutrienti liquidi e, in alcuni casi, nemmeno la luce, se non quella del sole attraverso una finestra.
Certo, devi avere molte piante e pochi pesci (e piccoli) :-))))
Però si può fare.
Anche se qualcuno sul gruppo mi ha contestato, qualche mese fa, io ho in atto un piccolo esperimento di questo tipo.
Vasche piccole, da 5 vetri (30x17x24 cm), solo fondo (pomice e Akadama), piante e pesci (3 Guppy).
Una lampadina sopra, a incandescenza o a risparmio energetico.
Fine
No filtro, HQI, bim bum bam.....
Mangime e sali, forniti da me, per indurire l'acqua.
Ah... dimenticavo; le due vaschette le ho regalate a due compagni di scuola di mia figlia: 10 anni. :-)))))))
Ogni settimana, un cambio di circa 1 L.
Il primo è partito a marzo (a agosto non si riusciva a vedere la parete di fondo per il numero di avannotti di Guppy e l'aveva portato in montagna:-)))); adesso sono cresciuti e sono stati trasferiti nella fontana del giardino) e l'altro una settimana fa.
I bambini sono ENTUSIASTI e le vasche vanno da sole.
Ulisse
> E' la passione di Diana Walstad :-)))))
Ho subito fatto qualche ricerca e ho trovato:
www.atlasbooks.com/marktplc/rr00388.htm
che contiene i riferimenti ad un libro sull'argomento che mi sembra interessante.
Pero' a quanto pare si possono ottenere risultati interessanti anche con delle soluzioni intermedie, che usano una parte delle tecnologie disponibili.
In particolare una specie di compromesso tra bassa manutenzione e piacevole effetto visivo.
Ed e' quello che vorrei fare con la mia vasca per ciclidi Malawi.
Pero' la gran parte delle informazioni che si trovano sembrano rivolte ad ottenere il massimo dello sviluppo.
Ulisse (11 dic 2000)
Ho appena finito di leggere avidamente il libro di Diana Walstad sulle vasche low-tech e non vedo l'ora di fare una vasca di prova.

Uno dei componenti da usare e' la terra da vaso per il fondo, ne vanno messi circa 2.5 cm sui quali mettere altri 2.5 cm di brecciolino (2-3 mm).

Una idea e' di acquistare della terra per vaso di buona qualita' (basandomi sul prezzo, la + costosa) magari di una marca nota e controllando che non contenga concimi.

Mi chiedevo:
1) qualcuno ha provato a mettere della terra da vaso sul fondo?
2) che terra avete ha usato?
3) che ne pensate?
Dave
> 1) qualcuno ha provato a mettere della terra da vaso sul fondo?
non ancora :-))
> 3) che ne pensate?
che la cosa mi piace, anch'io sto riallestendo il 100 litri piu' o meno in questo stile. Sotto il ghiaietto voglio metterci 2 cm di terreno argilloso preso in giardino, con bestiacce varie incluse :-)))
Ho intenzione di tenerci pochissimi pesci (piccoli) e di non esagerare con la luce (max 50W).
Pero' conto di cambiare parecchia acqua (di rubinetto, prefiltrata con carbone e/o torba), per cui ho aggiunto un troppo pieno; in questo modo sono certo che funzionera', con pochi cambi come consigliato non ne sono convintissimo.
Gianmarco Vanni
> Ho appena finito di leggere avidamente il libro di Diana Walstad sulle vasche low-tech e non vedo l'ora di fare una vasca di prova.
io ho una vasca (60*30) nel cui fondo, come substrato fertile ho utilizzato 5 l di terriccio per bonsai, non akadama, privo di fosfati e nitrati assieme a torba usata e graniglia lavica il tutto ricoperto da ghiaia di quarzo per un paio di cm e ancora 3 cm di sabbia silicea...
acqua del rubinetto, una lampada da 23W (di quelle a basso consumo) un piccolo filtro angolare (Hydor II) giusto per muovere l'acqua un pochetto. Effettuo da 3 mesi solo rabbocchi (con RO per evitare la marmorizzazione dei pesci :)) e la temperatura attualmente oscilla tra i 20 e i 22°C (ho un riscaldatore tarato sui 20° per evitare di scendere troppo.
Ho piantato Vallisneria, Anubias nana, microsorium, cryptocoryne e a galla ceratopteris thalictroides e lemna minor...
a giorni alterni somministro un fertilizzante che ha fabbricato Alessandro Cellerino secondo la ricetta Di Walter Peris.
Questa vasca va da se (cibo a parte) e appena mi ridanno la macchinetta digitale posterò le foto.
Non ho ancora mai avuto problemi con nitriti, tantomeno coi nitrati che colorano appena il test.
BERNORIO Alessandro
Ho da sempre (15 anni) vasche estremamente LOW TECH. Sono felice, da poco, di aver appreso, lurkando il NG, di non essere il solo ad essere sprovvisto di impianti vari di anidride carbonica.
Tornando all'oggetto ho una vasca da 130 litri in cui all'inizio misi grossi quantitativi di torba e terra da giardino bollita coperta da Lava frantumata (naturalmente acqua dell'acquedotto di Rho al 100%). All'inizio enorme quantitativo di sedimenti per finire dopo 1 settimana con acqua limpida.
L'inizio della vasca risale ad 1 anno fa i primi fortunati ospiti furono una coppia di leeri che si riprodusse copiosamente.
Ora la vasca ospita 5 scalari (2 coppie formate e 2 deposizioni) + 1 copia di Pelvicachromis (10 avannotti allevati con successo) vegetazione abbondante e cambi d'acqua regolari (sempre acqua d'acquedotto) nessuna misurazione di valori.
La mia idea e' che pesci non particolarmente esigenti (es. no ramirezi) possono stare bene in vasche di questo tipo. Mi sembra assurdo che ci siano persone che allevano i lebistes in acqua di osmosi quando in acqua del rubinetto a 20 gradi si riproducono come pazzi...
Chiaramente e' solo la mia idea e non voglio finire lapidato...:-)))
Walter Peris (11 dic 2000)
> 1) qualcuno ha provato a mettere della terra da vaso sul fondo?
No.
:-)))
> 2) che terra avete ha usato?
Nessuna.
> 3) che ne pensate?
E' da provare.
Quello che ti consiglio CALDAMENTE di fare, è di monitorare per le prime DUE settimane (SENZA PESCI, mi raccomando) il livello di ammonio, nitriti, nitrati e ferro.
Temo che potresti incorrere in spiacevoli sorprese.
Inoltre, io metterei PIU' ghiaia sopra il fertilizzante, giusto per avere più sicurezza quando andrai a piantare e sradicare le piante.
Tieni presente che la Walstad usa luce solare e pochi pesci.
Hai intenzione di seguire TUTTA la sua filosofia? Fino in fondo (compresi i rabbocchi con acqua di rubinetto)?
Ulisse
> Hai intenzione di seguire TUTTA la sua filosofia?
Innanzi tutto, ti ringrazio Walter, e' da te che ho
sentito parlare del metodo Walstad per la prima volta.
Be si, lo vorrei applicare per quanto possibile, la vasca prende 1 ora di luce solare al giorno (da ottobre a giugno) e vorrei tenerci dei Malawi M-BUNA sicuramente non scavatori e in numero esiguo.
Pero', prima di applicarlo alla vasca principale da 500 litri faro' una prova su una vasca piu' piccola che sta vicino ad una finestra e che prende 1.40 ore di luce solare diretta al giorno. E che, se riesco a far funzionare il metodo, accogliera' pesci e piante durante i lavori sull'altra.
In particolare avro':
1) Vasca aperta con crescita delle piante all'aria libera e assorbimento del CO2 in prevalenza dall'aria
2) Nessun filtraggio biologico, solo meccanico, in questo modo l'ammoniaca verrà assorbita in gran parte dalle piante, e sembra che la assorbono piu' rapidamente dei nitriti e nitrati
3) Luce solare (che ha una intensita' pari a 20 volte quella artificiale e uno spettro ideale)
4) Pochi cambi d'acqua per non disperdere le sostanze alleopatiche che contrastano le alghe
5) Pochi pesci, iper nutriti per nutrire anche le piante
6) Molte piante, per consumare: metalli pesanti, ammonia, nitriti e nitrati ecc...
7) 1 watt/gallone (3,64 litri) di illuminazione, senza CO2 non serve molta luce
8) Terra da giardino, e' consigliata per acqua dura (mentre la terra da vaso e' consigliata per acqua tenera), per generare la CO2 in modo naturale dalla decomposizione della materia organica
> Fino in fondo (compresi i rabbocchi con acqua di rubinetto)?
Si, certo, con i rabbocchi del rubinetto l'acqua dovrebbe diventare sempre piu' dura. Vedremo.
Walter Peris
> Be si, lo vorrei applicare per quanto possibile, la vasca prende 1 ora di luce solare al giorno (da ottobre a giugno) e vorrei tenerci dei Malawi M-BUNA sicuramente non scavatori e in numero esiguo
Ma, allora, c'è una cosa che non capisco.
Piante o m'buna?
> 1) Vasca aperta con crescita delle piante all'aria libera e assorbimento del CO2 in prevalenza dall'aria
OK.
Tieni un buon movimento dell'acqua, allora.
> 2) Nessun filtraggio biologico, solo meccanico, in questo modo l'ammoniaca verrà assorbita in gran parte dalle piante, e sembra che la assorbono piu' rapidamente dei nitriti e nitrati
Certo.
> 3) Luce solare (che ha una intensita' pari a 20 volte quella artificiale e uno spettro ideale)
OK.
> 4) Pochi cambi d'acqua per non disperdere le sostanze alleopatiche che contrastano le alghe
OK.
Occhio, però, all'affollamento di pesci.
Se ne metti troppi, ti inquineranno l'acqua più in fretta di quanto le piante potranno mai smaltire.
> 5) Pochi pesci, iper nutriti per nutrire anche le piante
Ah, ecco...
:-))))
> 6) Molte piante, per consumare: metalli pesanti, ammonia, nitriti e nitrati ecc ...
OK.
> 7) 1 watt/gallone (3,64 litri) di illuminazione, senza CO2 non serve molta luce
OK.
> 8) Terra da giardino, e' consigliata per acqua dura (mentre la terra da vaso e' consigliata per acqua tenera), per generare la CO2 in modo naturale dalla decomposizione della materia organica
Mah.... questo non mi ha mai convinto fino in fondo.
La storiella della CO2 da decomposizione è una storia priva di fondamento, a quanto pare.
Comunque...
> Si, certo, con i rabbocchi del rubinetto l'acqua dovrebbe diventare sempre piu' dura. Vedremo.
OK.
Tienici informati.
discus (29 mag 2002)
Un amico ha un bellissimo acquario 30x30x30 dove alleva guppy. Ha un tappeto di crypto molto folto, sfrutta la luce diffusa non ha il filtro ne riscaldamento eppure ha una vaschetta veramente bella piena di guppetti.
E' un acquario tipo quello professato dalla Walstad e sinceramente fino a quando non l'ho visto non ho mai creduto alla possibilita' di gestire un acquario in quel modo.
Sara' forse per le piccole dimensioni ma..........................
discus
>> E' un acquario tipo quello professato dalla Walstad
>cosa è Walstad?
Diana Walstad e' un'acquariofila e scienziata americana che ha scritto un bellissimo libro "Ecology of the Planted Aquarium : A Practical Manual and Scientific Treatise for the Home Aquarist" del 1999.Spiega come gestire un acquario con pochissima tecnologia (no CO2, no fertilizzazione se non terriccio da giardino all'atto dell'allestimento, luce quasi sempre naturale ecc.): questo solo per dirti che tanti postulati, assiomi, che noi acquariofili diamo per dimostrati, in realta' sono contestabilissimi.
Quanti libri di acquariofilia trovi che ti dicano di usare il terriccio da giardino o l'argilla dei giardinieri per fare il fondo dell'acquario:
nessuno credo, eppure la Walstad (a certe condizioni: attenzione a non generalizzare mai i messaggi, ma a trovare "le verita'" nascoste tra le pieghe del discorso) ti dice, e ti dimostra con un molti dati e osservazioni, come fare in questo modo.
Altra cosa impensabile per tanti acquariofili: la luce del sole. Quanti libri ti dicono che e' bene mettere l'acquario in una posizione nella quale l'acquario riceva per alcune ore la luce diretta del sole? Nessuno: eppure la Walstad ti dice, e ti dimostra (anche qui, le verita' sono nascoste tra le righe!) a che condizioni la luce del sole e' un vantaggio per l'ecosistema "acquario".Ma questa e' filosofia "low-tech", cioe' il contrario di quello che sono oggi i "nostri" acquari.
Gli acquari "low-tech" sono acquari che fanno un uso limitato della tecnica (pompe, riscaldatori, luci al neon sono il tech degli acquari di oggi).
Questa autrice ha fondato scientificamente le ragioni degli acquari "low-tech": cioe' ha spiegato come costruirne e gestirne uno, alla luce di quanto ne sappiamo (ovviamente ne sappiamo noi per modo di dire!!!!!!!) oggi a livello scientifico.
...a dimenticavo e' integralmente in inglese!!!!!
vedotondo
> > Se avete qualche consiglio...
> Sicuro di volerlo sentire?
Un buon libro?
Forse spiegarli che cosa sia l'alleopatia non sarà il caso ma una buona lettura forse gli farebbe bene che dici?
Scherzi a parte da quando mi hai dato quel libro mi sento miracolato :-)))
Finalmente sono riuscito a capire alcune cose che sapevo succedessero nel mio acquario ma non mi sapevo spiegare ;-).
AntoSca
Potreste dirmi che libro è? Se si trova in giro lo compro anche io :-))
Albus Dumbledore
E' la traduzione italiana del libro della Walstad, che al seminario GAEM sono riuscito a rifilare a qualcuno...
:-)))
Trovi info sul sito di aquaplanta http://www.aquaedi.info/release/booksx
vedotondo
Comunque l'acquariofilo medio Italiano troverà difficoltà a leggerlo, le varie formule e nomi scientifici veramente approfonditi lo rendono un capolavoro per pochi, io lo sto studiando ma spesso devo tornare pagine indietro per capire bene certi concetti.
Ovviamente parla un ignorantone cronico :-)))
Albus Dumbledore
> Comunque l'acquariofilo medio Italiano troverà difficoltà a leggerlo, le varie formule e nomi scientifici veramente approfonditi lo rendono un capolavoro per pochi,
Naaaa.....
Le formule ti danno la spiegazione scientifica dei concetti che sono espressi in termini più semplici.
Puoi saltarle e capire tutto lo stesso, no?
> io lo sto studiando ma spesso devo tornare pagine indietro per capire bene certi concetti.
Perché non ti applichi.
:-)))
F_P
...infine, se hai voglia di "letture impegnate" il libro della Walstad (menzionato in questo thread da WP, aka Dumbledore) e' proprio l'ideale per cominciare a capire che cosa succede nel tuo acquario.
Aragorn
> Infine, se hai voglia di "letture impegnate" il libro della Walstad (menzionato in questo thread da WP, aka Dumbledore) e' proprio l'ideale per cominciare a capire che cosa succede nel tuo acquario.
Perfettamente d'accordo su tutto, soprattutto sull'ultimo suggerimento! ;-)
vedotondo
> Perfettamente d'accordo su tutto, soprattutto sull'ultimo suggerimento!
Anche io sono pienamente d'accordo però faccio un pò il bastian contrario e sinceramente, pur non essendo un luminare in fatto di piante e gestione di acquari, mi rendo sempre più conto che quella che un tempo chiamavano sensibilità oggi comincia ad avere un nome e finalmente persone come Wuolter e come la Walstad ci iniziano a far capire l'acquariofilia nei suoi molteplici risvolti.
E' sin troppo facile dopo qualche anno di esperienza dire: metti quelle luci e usa quel fertilizzante; è sinceramente più istruttivo imparare ad usare il cervello e capire perchè si deve usare una lampada od un fertilizzante anziché un altro.
Mi sono ritrovato una sera a fianco dell' amico Graz davanti alla vasca di discus che ho attualmente in casa e sono venuti fuori dei ragionamenti veramente eccezionali e non a caso ci siamo scambiati idee e pensieri e forse sarebbe il momento di iniziare a parlare di questi ragionamenti, come il buon Wolter sta facendo da anni cercando di farci capire che un buon filtro non sempre deve essere potente ma anzi può essere anche assente se una vasca ha molte piante e pochi pesci e non guardando in faccia il lato commerciale.
Questo per dire che non sempre (IMHO) basta cambiare una lampada od un filtro e si ottiene il risultato, secondo me bisogna imparare a conoscere il nostro ecosistema "acquario" e dopo le FAQ dell' NG il libro della Walstad ci mette in condizioni di farlo e mi auguro che presto ci si trovi a ragionare sul contenuto di questo, per poter capire che l'acquariofilia italiana sta andando avanti.
Maurizio
> Insomma, qual è il trucco? Solo la CO2? Ok, la rimetto (incrociate che l'impianto funzioni ancora e basti aggiungere la bombola,
La CO2 ti aiutera' sicuramente ma non e' il solo toccasana. Io con le piante sono sempre stato abbastanza fortunato, ho gli acquari pieni senza usare fondi fertilizzati, senza usare fertilizzanti commerciali da sciogliere in acqua e cambiando i neon solo quando bruciano. Miracolato? No :-) In questi gironi sto' leggendo "Ecologia dell'acquario di piante" di Diana L. Walstad edito dalla Aquaedi di Milano. E' un libro che, secondo me, dovrebbe entrare in tutte le case dove c'e' un acquario con piante. E' eccezionale. Sono solo alla pagina 122 e ho capito perche' le mie piante crescono bene, perche' mi sono successe certe cose in acquario, perche' vengono scritte tante cose sulle piante... insomma e' il primo libro sull'acquariofilia che mi convince :-) Da tantissimi anni leggiamo come coltivare le piante, cosa usare e come.
Improvvisamente si scopre che oltre la meta' di quei consigli o suggerimenti sono perfettamente inutili o, addirittura, errati!!!
Con questo messaggio ti metto ancora di piu' in crisi, lo so' ;-)) L'unico consiglio che ti posso dare, oltre a leggere quel libro, e' di non preoccuparti, basta trovare la lampada giusta e l'equilibrio giusto tra pesci e piante e poi anche tu sarai tra quelli che distribuiscono piante a destra e a manca :-) Purtroppo e' facile dare consigli sulla riproduzione di un pesce o su come allevarlo ma sulle piante... ogni acquario e' una storia a se.
Comincia dalla lampada. Non ricordo che cosa hai (non farmi ricercare tra i messaggi ;-) ) io comincerei con una osram (o philips) 860.

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