• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Astronotus ocellatus

(Agassiz, 1831)

L'Astronotus ocellatus si è meritato da chi lo conosce un nome quasi proprio, Oscar, perché è un pesce "quasi umano", unico tra i pesci d'acquario: chi lo alleva rispettandone le esigenze non può non essere conquistato dalla sua intelligenza e dal suo comportamento. Non è però un pesce da acquario di comunità, per le notevoli dimensioni ed il carattere turbolento.

Astronotus ocellatus, varietà Red Tiger - Foto © Mkmk (Wikipedia.org)

nome comune
Oscar
dimensioni massime in natura
45 cm TL
aspettativa di vita
15 - 18 anni

L'Astronotus ocellatus si è meritato da chi lo conosce un nome quasi proprio, "Oscar", perchè è un pesce "quasi umano", che ha comportamenti unici tra i pesci d'acquario: chi lo alleva rispettandone le esigenze non può non esserne conquistato.
A differenza di molti altri pesci non si limita a stare in acquario e a "scodinzolare" solo quando è il momento della pappa, ma sembra osservare con attenzione ciò che accade fuori dalla vasca, e molti suoi allevatori sono pronti a giurare che riconosce il suo "padrone", venendo anche a galla per farsi accarezzare.
In età giovanile ha anche una livrea molto accattivante e bella, che però tende a diventare uniforme con l'età.

Come per tutti i pesci messi nella sezione "pesci da non comprare", ripeto per l'ennesima volta che non intendo da non comprare in senso assoluto (nella lista ci sono anche i pesci rossi!) ma da comprare solo quando ci si è informati delle loro esigenze, del loro carattere, delle dimensioni che possono raggiungere da adulti. Sono ancora troppi i piccoli astronotus comprati senza alcuna cognizione di causa e buttati in vasche da 30-60-80 litri con i più disparati pesci "di comunità" e riportati al negoziante dopo una settimana per lo scompiglio che creavano in vasca, se non condannati ad una fine ben peggiore...

I problemi con gli Astronotus li hanno solo coloro che lo comprano senza sapere quanto diventa grande e quanto diventa aggressivo, ma solo perché lo vedono nella vasca del negoziante e dicono "che beeeello!!"... e il negoziante, anche se lo sapesse (perché non è affatto detto che lo sappia), se ne guarda bene dal dire che entro pochi mesi si mangerà tutti i guppy presenti nella vasca dello sventato acquirente, e anche se lo dicesse il 90% delle volte non verrebbe neppure ascoltato... :-(

In realtà Oscar, per quanto intelligente e straordinariamente interessante, impone delle condizioni d'allevamento da rispettare, se non si vuole incorrere in cocenti delusioni...

E' un pesciozzo molto grande e tozzo, lo comprate piccolo e caruccio a 5 cm di lunghezza e in pochi mesi vi trovate un bestione di 30/40 cm e che può pesare più di un chilo... Ma questo non deve spaventare: basta allevarlo in vasche adatte!
Il modo migliore di allevarli è di prenderne un gruppetto di piccoli, diciamo 5 o 6, ed allevarli in un acquario molto grande, da 500 litri o più. Bisogna comunque premunirsi, chiedendo al negoziante se li riprende indietro, o a qualcuno di fiducia che li accolga, perché andranno allontanati dalla vasca, pena mutilazioni e morte certa, tutti gli esemplari che risultassero sottomessi agli altri, e tutti gli altri "incomodi" quando, da un'attenta osservazione del loro aspetto e del comportamento (il dimorfismo degli oscar non è molto evidente) avremo individuato una coppia.
Poi si può anche sperare in una riproduzione, ed in ogni caso la coppia così individuata può vivere insieme per molti anni... mentre avendo un solo esemplare, mettergliene insieme un altro, anche del sesso opposto, è sempre un'operazione ad alto rischio, a causa della loro aggressività e territorialità.

La vasca va arredata con rocce o legni, che gli oscar posizioneranno autonomamente dove più gli piacerà, scavano buche qua e là, piccole o più spesso enormi, spostando il fondo tutto da una parte o tutto dall'altra... Insomma, vi toglieranno il pensiero del layout della vasca :-)

State pensando di comprare degli Oscar?
Pro e contro dell'allevamento

In queste condizioni la coltivazione delle piante è spesso improponibile, con gli Oscar più "scavatori" può resistere solo qualche cespuglione di piante galleggianti, che darà un seppur minimo contributo alla pulizia dell'acqua, talvolta però, siccome i pesci non sono fatti con lo stampino e non hanno tutti lo stesso carattere, se ne possono trovare degli esemplari che consentono di tenere piante e anche layout più complessi.
Inoltre gli Oscar sono pesci che "sporcano" tantissimo, per cui ci vuole una filtrazione potente e sovradimensionata.

E per finire è sempre meglio non mettere nessun coinquilino, se non proprio da giovanissimi, perché sono aggressivi, e soprattutto imprevedibili: possono vivere tranquillamente con pesci delle loro dimensioni (quelli più piccoli se li mangiano) ma da un giorno all'altro possono scatenarsi e decidere che è ora di liquidarli... certo, magari questo non succederà mai, non è per fortuna matematico, ci sono allevatori che li hanno tenuti in compagnia di altri pesci delle dimensioni adeguate fino alla loro morte naturale, ma sappiate che comunque il rischio c'è ed è reale.
Anche i plecostomus più grandi, pur essendo "corazzati" hanno i loro punti vulnerabili, e nonostante la loro stazza gli Oscar possono procurare loro seri danni, nel momento in cui hanno deciso che vogliono la vasca tutta per loro.

Questo mi è stato confermato da un amico, Corrado Bozzano, che mi ha detto testualmente:

"A proposito di astronotus... ho visto sul tuo sito che dici (come avevo a suo tempo detto io, sigh!) che può stare in compagnia di plecostomus, non è vero! Il mio Oscar dopo circa quattro anni di convivenza gli ha 'strappato' mezzo muso, hai presente la bocca a ventosa? Ne ha portato via mezza. Nota bene che il pleco era di 25 cm... non credo che esista il compagno ideale per lui (o forse meglio lei), finché gli va bene poi ad un certo punto... sbrana!"

Osservate queste premesse, gli Oscar vi daranno enormi soddisfazioni, come detto prima sono pesci quasi "umani", che ricambieranno il vostro "amore" venendo a mangiare dalle vostre mani e solo dalle vostre, e lasciandosi accarezzare come fedeli cagnolini :-)

L'importante, con gli Oscar ma anche con tutti gli altri pesci, è non dare mai per scontato nulla, come per gli umani, anche per i pesci vale il fatto che ognuno ha il proprio carattere, che può essere molto diverso l'uno dall'altro, anche se appartengono alla stessa specie... ci possono essere pesci più aggressivi e pesci meno,, così come succede tra gli umani...

Vorrei sottolineare però che chi alleva gli Astronotus con soddisfazione ben difficilmente lo fa in vasche piccole...

Morfologia: Spine dorsali (totale): 12 - 14; Raggi dorsali molli (totale): 19 - 21; Spine anali 3; Raggi anali molli: 15 - 17. Grande bocca con spessie labbra; 7 pori preopercolari; primo arco branchiale senza lobo; lamelle branchiali corte e spesse, molto dentellate; molti raggi sono ramificati.

Livrea: il colore del corpo è scuro, con il margine degli opercoli e le parti ventrali dei fianchi arancione luminoso ; spesso alla base della pinna caudale è presente una macchia arrotondata nera con un bordo arancione.
Per il commercio acquariofilo sono state selezionate numerose varianti di forma e colorazione, le più popolari sono la forma "albina" e "tiger", ma ve ne sono molte alte, compresi i "pinne a velo".

Questa specie è indicato anche come ‘velvet cichlid’, ‘red oscar’, ‘tiger oscar’, o ‘marble cichlid’. Si tratta di un pesce d'acquario molto popolare, anche se le sue dimensioni da adulta e la tipica aspettativa di vita di 10-20 anni devono essere presi in considerazione prima dell'acquisto. Attualmente sono disponibili numerosi ceppi ornamentali, e mentre la cura in acquario è più o meno identica per tutti, un certo grado di cure aggiuntive va riservata alla varietà "pinne a velo", che è un po' meno competitiva rispetto ad altre forme.

Astronotus ocellatus può essere distinto dal suo unico congenere, Astronotus crassipinnis, dalla presenza (vs assenza) di macchie ocellate alla base della pinna dorsale, la barra verticale sul corpo si trova sopra la base della pinna anale (vs davanti alla punta della pinna pettorale), più il possesso di 13 raggi della pinna dorsale spinosi e 20 molli (vs. 12 spinosi e 21-22 molli). Inoltre, Astronotus crassipinnis presenta due barre verticali scure al posto della prima barra chiara in Astronotus ocellatus, ed è complessivamente di colore più scuro.

La tassonomia del genere è lungi dall'essere risolta, infatti analisi genetiche fanno pensare che esistano ancora un certo numero di ulteriori specie, ancora morfologicamente criptiche. Ad esempio, gli ocelli dorsali sembrano essere presenti solo nelle popolazioni amazzoniche occidentali, ma solo l'Astronotus ocellatus peruviano è stato studiato in profondità. Il disegno della livrea di tutti gli Astronotus è criptico e composto da macchie e strisce irregolarmente organizzati, mentre i giovani sono in genere neri con strisce bianche.

In termini filogenetici il genere Astronotus in precedenza era stato raggruppato nella tribù putativa Chaetobranchini, a fianco dei generi Chaetobranchus e Chaetobranchopsis, a causa di analogie morfologiche tra i tre (Kullander, 1998), anche se recenti analisi hanno cercato di metterlo più vicino alle tribù Cichlini e Retroculini (Lopez-Fernández et al., 2005), Cichlasomatini e Heroini (López-Fernández et al (., 2010) o come simile a tutti questi gruppi Smith et al., 2008).

distribuzione

Sud America: bacino del Rio delle Amazzoni in Perù, Colombia, Brasile. Segnalato anche nella Guiana Francese

habitat

Ambiente: bentopelagico; acqua dolce; clima: tropicale
Abita preferibilmente le acque calme e poco profonde, o le aree di foresta inondate.
Si trova in canali e stagni dal fondo fangoso o sabbioso. Sembra preferire acque bianche, calme, dove scruta tra i rami degli alberi sommersi o tra la copertura della vegetazione lungo gli argini. Abbastanza popolare tra gli acquariofili ma non tra gli acquacultori, a causa della loro crescita lenta. E' molto apprezzato come alimento in Sudamerica.

Vai alle pagine sul biotopo naturale degli Oscar

temperatura in natura
22 - 25°C
valore pH in natura
6.0 - 8.0
valori acqua in natura
dH range: 5 - 19
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 150 x 60cm come area di base è il minimo indispensabile per alloggiare un solo individuo adulto; per una coppia o per un gruppo ci vuole molto più grande. Per gli esemplari più giovani può bastare una vasca più piccola, ma non bisognerebbe mai comprare dei pesci se non si è sicuri di poterli ospitare per tutta la loro vita.

Circostanze impreviste possono capitare a chiunque, ma un animale che raggiunge la sua lunghezza completa non è una circostanza imprevista.

E' una specie che ama scavare, quindi non sono adatti ad allestimenti elaborati, spesso le piante vere fanno una brutta fine, e gli arredi della vasca vendono ridisposti a loro gusto e piacimento. E' preferibile arredare la vasca con un substrato di sabbia e qualche grande pezzo di legno/radice, che riproduce in linea di massima il suo ambiente naturale, ma si possono usare anche rocce, pietre, o manufatti di terracotta e similari.
Preferiscono luce smorzata, con troppa luce possono diventare addirittura timidi. E' necessaria una filtrazione sovradimensionata, perchè sporcano molto.

Comportamento e compatibilità: Anche se non è particolarmente aggressivo per un ciclide di queste dimensioni, la sua natura predatoria impone di non combinarlo con pesci molto più piccoli. Le sue dimensioni da adulto escludono anche la possibilità di essere allevato in un comune acquario di comunità, ma in grandi acquari dedicati.

Come compagni di vasca possono essere adatti pesci dalle dimensioni pari alle loro, in vasche adeguatamente grandi (>240 cm di lunghezza) ma ci sono parecchi resoconti di Oscar diventati improvvisamente aggressivi e feroci anche con compagni di vasca che "sopportavano" da tempo.

alimentazione

Questa specie è onnivora generalizzata, nutrendosi in natura di una serie di cibi, tra cui pesci più piccoli, insetti, crostacei, zooplancton e vari tipi di vegetazione, sia terrestre che acquatica, anche se gli alimenti più carnosi sembrano essere preferiti, mentre frutta e altri vegetali sono presi in considerazione solo quando le prede sono scarse.

Uno studio condotto da Winemiller (1990) ha rivelato che tra i pesci consumati dagli Astronotus, la maggior parte erano pesci gatto bentonici tra cui specie di Bunocephalus, Rineloricaria e Ochmacanthus. Alcune popolazioni sono state osservate mentre cacciavano in modo simile ai Nimbochromis del lago Malawi, utilizzando una strategia di comportamentale conosciuto come tanatosi, o "fare il morto".

In acquario mangia praticamente di tutto, anche se è preferibile un menù altamente proteico. Può essere utilizzato come alimento base un mangime secco in pellet ciclidi buona qualità, integrato con offerte regolari di alimenti vivi o congelati. I lombrichi vivi sono particolarmente apprezzati, ma sono utili alternative gamberetti, bianchetti, gamberetti di fiume, grilli, ecc.
Fare attenzione a non sovralimentarli, in quanto gli Oscar sono notoriamente avidi e presto imparano a mendicare il cibo ogni volta che il loro proprietario si avvicina l'acquario.

Come la maggior parte dei pesci predatori è preferibile non alimentarli con carne di mammiferi/aviaria, come cuore di bue o pollo, perchè contengono dei grassi che non vengono metabolizzati dai pesci, e possono provocare eccessivi depositi di grasso e anche degenerazione degli organi interni.
Anche alimentare con pesci rossi o guppy o alri poecilidi vivi non è una buona pratica, perchè sono spesso veicolo di parassiti e malattie, e se non condizionati in anticipo non hanno neanche un grande valore nutritivo.

  • Specie che diventa grande: più di 45 cm
  • Specie che può essere a seconda degli individui molto aggressiva e territoriale
dimorfismo sessuale
Nelle popolazioni selvatiche i maschi adulti sono a volte un po' più grandi e colorati rispetto alle femmine, ma questa specie non tende a mostrare dimorfismo sessuale esterno. Nelle femmine in livrea nuziale è visibile l'ovipositore, come un'estensione dell'ovidotto appena prima e durante la deposizione delle uova.
riproduzione

Questa specie depone su substrato e sviluppa legami di coppia estesi. Il modo migliore per ottenere una coppia è quello di iniziare con un gruppo di giovani, una mezza dozzina o più, che dovrebbero iniziare ad accoppiarsi spontaneamente quando raggiungono la maturità sessuale. Una volta che si è formata una coppia, gli altri pesci dovrebbero essere rimossi. L'acquario deve contenere un certo numero di rocce piatte o altre strutture per fornire una scelta di siti di deposizione.

Durante il corteggiamento la coppia selezionerà e pulirà accuratamente il sito scelto. Le uova appena deposte sono bianche e opache. Non si sa bene il motivo preciso, ma una covata valida di solito cambia colore durante le prime 24 ore. Le uova (di solito qualche migliaio) sono deposte e custodite da entrambi i genitori. Le uova schiudono dopo 3 o 4 giorni, e i genitori spostano gli avannotti in una buca poco profonda nella sabbia, in cui rimangono per 6 o 7 giorni. Le cure parentali dei genitori sono estese anche dopo la schiusa, ma una volta che gli avannotti hanno raggiunto il nuoto libero possono essere tranquillamente separati dagli adulti.

E' necessaria però un'attenta riflessione prima di tentare di riprodurre questa specie. Una singola femmina può deporre fino a 2000 uova, il che significa molto spazio e risorse se l'intenzione è di farli crescere tutti. Inoltre, Astronotus ocellatus è uno tra i pesci più spesso "scaricati" dopo che sono cresciuti troppo, e agli acquari pubblici e ai negozi in genere ne vengono offerti molti di più di queli che sarebbero in grado di ospitare.

In aluni paesi è considerato un parassita invasivo, e ha poco valore commerciale dal momento che continua ad essere riprodotto commercialmente su larga scala dagli allevatori di pesci ornamentali.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

Aggiungi un commento

Avviso per chi vuole lasciare un commento: Questo è un sito amatoriale, che vuole diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sulle specie allevate in acquario, ed è gestito da una sola persona. Se avete qualche commento da fare riguardo al sito o a questa pagina siete i benvenuti, ma per richieste d'aiuto e/o consigli per il vostro acquario è meglio rivolgervi dove ci sono più persone in grado di rispondervi, come i forum dedicati, posso consigliarvi i miei preferiti, acquariofiliafacile.it e acquarioacquadolce.it, per serietà ed attendibilità, ma ce ne sono molti altri :)

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.

Pesci tropicali da pensarci due volte (e alcune valide alternative) Injaf

Questo articolo ci porta attraverso alcune delle specie più popolari disponibili in commercio e soprattutto offre suggerimenti per alternative che hanno più probabilità di essere allevate con successo nella media degli acquari domestici - traduzione in italiano di un articolo di Injaf

Tankbuster (INJAF)

Ampia spiegazione sui pesci da considerare 'tankbuster', nella convinzione che acquariofili più informati significa scelta più consapevole delle specie da allevare, in quanto una maggior informazione fa sì che la gente consideri e capisca pienamente ciò a cui si sta impegnando quando decide di acquistare uno di questi pesci, e che sappia scegliere qualcosa di più adatto se non può fornire loro una adeguata sede permanente. - traduzione in italiano di un articolo di Injaf