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Betta sp. Mahachai: il ritorno (A. Prasartkul)

Mar, 22/Ago/2006 - 00:00
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Questo articolo è scritto come complementare all'articolo Betta sp. Mahachai di Nonn Panitvong. Gli habitat naturali del misterioso Betta sp. "Mahachai" sono stati visitati di nuovo nove mesi dopo la prima esplorazione nell'ottobre del 2001, e purtroppo i visitatori hanno avuto delle brutte sorprese.

Traduzione dell'articolo:
"Betta sp. 'Mahachai': A revisit" di Arthit Prasartkul
su Siamensis.org.

Biotopo di Betta sp. Mahachai in Thailandia, Asia - Foto di Nonn Panitvong (Siamensis.org)

Questo articolo è scritto come complementare all’articolo sui Betta sp. “Mahachai” (disponibile su www.siamensis.org) di Nonn Panitvong. Gli habitat naturali del misterioso Betta sp. "Mahachai" sono stati visitati di nuovo nove mesi dopo la prima esplorazione di Nonn Panitvong, Akkapol Wisitchainont e l'autore nel mese di ottobre del 2001. Vuol essere una relazione sulla situazione attuale degli habitat naturali di Betta sp. "Mahachai" a luglio del 2002, quasi un anno dopo che Betta sp. “Mahachai” è stato introdotto nel commercio acquariofilo (visti in vendita come selvatici al mercato ittico Jatujak a Bangkok intorno a novembre-dicembre 2001) e sono diventati famosi in città. Hanno guadagnato popolarità tra “organizzatori di combattimenti”, “amatori”, “collezionisti di esemplari selvatici” e simili. Betta sp. “Mahachai” è noto per la sua resistenza e abilità nei combattimenti, mentre gli amatori tendono ad incrociarli per il genoma verde, da cui la razza “verde naturale” (che credo sia un incrocio tra Betta splendens X Betta sp. “Mahachai”). All'interno degli appassionati internazionali dei Labirintidi, Betta sp. “Mahachai” è noto quasi a tutti come una nuova specie dai colori affascinanti. La domanda è aumentata vertiginosamente, e intacca direttamente la sopravvivenza della specie - per non parlare dell’urbanizzazione del suo habitat.

L'autore si augura vivamente che questo articolo getti una luce per creare la consapevolezza di preservare il nostro ambiente e conservare Betta sp. “Mahachai”. Il genere umano e l'ambiente così come le creature come animali e piante sono tutti collegati tra loro. Una buona pratica di coesistenza è di fondamentale importanza per lo sfruttamento odierno del mondo. Se non si farà nulla per salvare l’habitat naturale dei Betta sp. “Mahachai” e mantenere le loro popolazioni, credo che si estingueranno in natura in un futuro molto prossimo.

Uno sguardo alla nuova distribuzione della popolazione

L'atmosfera nella palude - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

L'atmosfera nella palude - Foto di Nonn Panitvong

Alla sera di un mercoledì molto noioso, mi è squillato il telefonino nel bel mezzo del mio viaggio di ritorno a casa dall’università. Ho ricevuto una chiamata da un mio collega acquariofilo per viaggio di raccolta di un giorno negli habitat di Betta sp. “Mahachai” nella Provincia Samutsakorn, il giorno Giovedi 24 luglio 2002, che era un giorno festivo. Siamo partiti la mattina molto presto per Mahachai; la strada era pulita e il tempo bello – cosa non comune per i Bangkokiani nella stagione delle piogge. Io guidavo l’auto, “Tony” Anurat Tejavej era un navigatore chiacchierone mentre Nonn Panitvong e "Mee" Chaiwut Krudpan ci intrattenevano sui sedili posteriori.

Un torrente che abbiamo trovato a Bang-kra-joa - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Un torrente che abbiamo trovato a Bang-kra-joa - Foto di Nonn Panitvong

La nostra prima tappa è stata ai sobborghi di Bang-kra-jao, una piccola comunità sulla riva sinistra del fiume Chao Praya. Bang-kra-jao è a circa 30 km dalla zona di Mahachai. Siccome la località è molto simile a quella di Mahachai (vale a dire una palude di palme Nypa fruiticans), si pensava molto speranzosi di vedere la specie distribuita anche in questa zona. Da notare che non vi era alcuna registrazione dell'esistenza di Betta sp. “Mahachai” a Bang-kra-jao prima della nostra visita.

 
Nonn alla ricercadei nidi di bolle - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Nonn alla ricercadei nidi di bolle - Foto di Nonn Panitvong

Attraverso le piccole strade che vanno dal distretto di Pra-pradaeng alle rive del fiume Chao Praya, abbiamo raggiunto la piccola comunità di Bang-kra-jao. Le piantagioni di alberi da frutto, che solitamente dominavano gran parte della zona, sono ora sostituite da nuove case moderne. Abbiamo fatto ricerche ai loro fianchi, per qualche palude di Nypa fruticans, anche se ne abbiamo notata solo una. Con molta disperazione, siamo andati dentro tale palude, cercando acqua adatta e nidi di bolle nel "Krapok Jark" (il piccolo sacchetto formato dai fitti piccioli delle palme di Nypa). Con mia grande gioia, ho visto un nido di bolle nel "Krapok Jark".

Trichopsis vittatus qui è molto comune - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Trichopsis vittatus qui è molto comune - Foto di Nonn Panitvong

Il nido dei Betta sp. è denso e compatto. Al contrario, i nidi di bolle dei Trichopsis vittatus, che sono così abbondantemente e ampiamente distribuiti nelle acque tailandesi, sono larghi e costruiti mollemente. Molto spesso, anzi quasi sempre, Trichopsis vittatus si trova negli stessi habitat di Betta sp. Mentre Betta sp. attira tutti, dai piccoli bambini locali a seri organizzatori di combattimenti, rendendolo vulnerabile all’estinzione, Trichopsis vittatus è ovunque. Grazie alla sua colorazione smorzata ed essendo meno territoriale (vale a dire meno disposto ai combattimenti), non interessa a nessuno.

Un nido compatto di Betta sp. Mahachai con le uova. E' diverso da quello di Betta smaragdina la quale costruisce normalmente nidi molto larghi - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Un nido compatto di Betta sp. Mahachai con le uova. E' diverso da quello di Betta smaragdina la quale costruisce normalmente nidi molto larghi - Foto di Nonn Panitvong

Abbiamo fotografato il nido di bolle; almeno per confermare più tardi che era davvero quello dei Betta, e non dei Trichopsis. Non abbiamo catturato i pesci sotto il nido di bolle; invece, siamo andati alla ricerca di altri nidi di Betta. Purtroppo, non ce n’era nessun altro; il che fa dedurre che non c’erano molti pesci. Abbiamo deciso di lasciare il nido indisturbato, al fine di assicurarci che il pesce fosse in grado di mantenere la sua stirpe in questa località di Bang-kra-jao. Abbiamo lasciato la palude, per ulteriori ricerche palude dopo palude. In seguito non abbiamo più visto nessun pesce, neanche nidi, vicino ai siti di Bang-kra-jao. E’ una vergogna!

 

Paludi inquinate Vs. paludi non ancora inquinate

Frutti di Solanum trilobatum, una pianta medicamentosa contro la tosse che cresce vicino alle paludi - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Frutti di Solanum trilobatum, una pianta medicamentosa contro la tosse che cresce vicino alle paludi - Foto di Nonn Panitvong

Abbiamo lasciato Bang-kra-jao e ci siamo spinti in seguito verso un habitat formalmente conosciuto. Se noi non l’avevamo mai visitata, questa località era già stata più volte esplorata da altre persone, locali e straniere, prima. Ci aveva detto del posto Eric Bourdier, nostro buon amico acquariofilo che risiede a Bangkok. Lui, insieme con a sua moglie tailandese, ha raccolto molti Betta sp. “Mahachai”. Sorprendentemente, Eric riferiva di aver trovato forme di Betta splendens domestiche negli habitat vicini. Questo ci dice qualcosa, da tali malintesi e irregolarità viene quindi introdotta un'altra minaccia per la stirpe pura di Betta sp. “Mahachai”.

 
Macaca fascicularis (Macaco mangia-granchi) - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Macaca fascicularis (Macaco mangia-granchi) - Foto di Nonn Panitvong

Sul nostro cammino, abbiamo superato una sfruttata palude di palme di Nypa, inquinata da rifiuti, spazzatura e acque reflue. L’acqua era diventata nera e le Nypah fruiticans sembravano appassire. Come i suoi parenti umani, il Macaco mangia-granchi (Macaca fascicularis) nativo della palude si adatta bene al cambiamento ambientale. La gente si ferma per la strada e getta cibo ai macachi in questa palude inquinata che mi stordisce con ansietà.

Ahimè, abbiamo raggiunto la destinazione - una palude non ancora inquinata circondata da fabbriche. Non abbiamo esitato ad esplorarla. Una volta entrati nella palude, ricoperta da grandi foglie di palma, percepivamo davvero un senso di vera e propria sfida. Le immagini urbane sono rimaste alle nostre spalle, anche se erano a meno di un chilometro di distanza. Respiravamo aria fresca e percepivamo una brezza fresca anch’essa.

 
Un banco di Trichogaster trichopterus - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Un banco di Trichogaster trichopterus - Foto di Nonn Panitvong

Un trucco per ricercare tutti i Betta sp. è quello di cercare il nido di bolle. I Labirintidi formano delle bollicine e vi costruiscono un nido per deporvi le uova. Il nido varia da genere a genere; ognuno ha caratteristiche diverse. Il nido di Trichogaster trichopterus è grande (può raggiungere i 20 cm di diametro) e costituito da bollicine piccolissime. Quelli di Trichopsis vittatus e Betta sp. “Mahachai” sono molto più piccoli con le caratteristiche dette prima in questo articolo.

 
Dermogenys pusillus (Half-Beaked Livebearer) e Rasbora dusonensis - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Dermogenys pusillus (Half-Beaked Livebearer) e Rasbora dusonensis - Foto di Nonn Panitvong

L'acqua era di color marrone. Si potevano osservare centinaia di Trichopsis vittatus nuotare in acque libere. Abbiamo cercato i nidi di bolle dei Betta sp. nei “sacchetti” formati dalle Nypa fruiticans, o “kapok Jark”. Nella caccia abbiamo visto anche dei Dermogenys pusillus (Half-becco liverbearer). Per un'intera ora e mezza abbiamo vagato nella palude, morsicati dagli insetti, infastiditi da truppe di formiche, impauriti dai serpenti, e abbiamo catturato una sola femmina Betta sp. “Mahachai” sotto l'unico nido di bolle che abbiamo visto. Infatti, abbiamo trovato due nidi, ma uno era pieno di uova e così ce ne siamo allontananti senza disturbarlo in alcun modo. Abbiamo lasciato il sito con grande delusione e profonda preoccupazione per la sopravvivenza della specie.

 
Dermogenys pusillus (Half-Beaked Livebearer) e Rasbora dusonensis - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Oryzias minutillus, uno dei più piccoli pesci d'acqua dolce della Thailandia - Foto di Nonn Panitvong

Prima della nostra partenza, abbiamo parlato con un locale che lavorava come moto taxi dalla fabbrica. Ci ha detto che la palude era stata visitata da molte persone, provenienti da luoghi diversi giorno dopo giorno, per catturare i “Pla Kat”, o betta combattenti. Dubito che effettuassero le catture per loro propria passione, ma probabilmente erano al servizio della grande domanda nel commercio acquariofilo, sia a livello nazionale che internazionale.

 

Il ritorno

Habitat di Betta sp. Mahachai accanto a un terrapieno artificiale. Molti altri saranno fatti nelle paludi nel prossimo futuro - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Habitat di Betta sp. Mahachai accanto a un terrapieno artificiale. Molti altri saranno fatti nelle paludi nel prossimo futuro - Foto di Nonn Panitvong

In realtà, volevamo tornare indietro a Bangkok a mezzogiorno, o al più tardi alle 2 del pomeriggio. Avevamo forti dubbi se i Betta sp. “Mahachai” fossero scomparsi così rapidamente, o se avevamo avuto poca fortuna, o scarsa abilità nella loro cattura. Il fatto che non avevamo trovato molti, ma soltanto pochi, nidi di bolle dei Betta, dovrebbe essere la risposta migliore.

 
Frutti di Nypa fruticans - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Frutti di Nypa fruticans - Foto di Nonn Panitvong

Non volevamo tornare a mani vuote, per cui abbiamo continuato la nostra ricerca. Ci siamo spinti ulteriormente nel Distretto di Kra Tum Ban dove eravamo stati nel mese di ottobre 2001 (vedi Betta sp. “Mahachai”, articolo di Nonn Panitvong). Dopo un pranzo veloce da un negozio dall'altra parte della strada, abbiamo attraversato la strada trafficata per arrivare alla palude. Davanti a noi c’era la palude che avevamo visitato nove mesi fa, ma ai nostri occhi si presentava un luogo diverso. Le palme si erano diradate e l'acqua era ricoperta da una felce galleggiante aliena (Azolla sp.).

 
Questo è l'habitat da noi visitato l'anno scorso. Ora è completamente coperto da Azolla sp. - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Questo è l'habitat da noi visitato l'anno scorso. Ora è completamente coperto da Azolla sp. - Foto di Nonn Panitvong

Ho guardato i miei amici e loro hanno guardato me, come a chiederci se qualcuno volesse tentare la ricerca. No. Eravamo tutti d’accordo nel tornare indietro, rendendoci conto di quali difficoltà ci sarebbero state nel trovare qualsiasi pesce. Ogni singolo centimetro quadrato di palude era ricoperto da un folto tappeto di questa felce galleggiante. Le foglie delle Nypa fruticans erano state tagliate; i locali le utilizzano come tetti e pareti. (Le foglie lunghe approssimativamente un metro e larghe mezzo metro sono molto compatte, e vengono vendute a 2 baht il pezzo, equivalenti a circa 5 cent nella moneta degli Stati Uniti)

 
Primo piano dello spesso strato di Azolla sp. - Foto di Nonn Panitvong (www.siamensis.org)

Primo piano dello spesso strato di Azolla sp. - Foto di Nonn Panitvong

Meno foglie, più luce che incentiva la crescita delle piante. Acqua inquinata, più composti azotati, il che significa più fertilizzante. L’Azolla sp. cresce ottimamente, ma allo stesso tempo minaccia l’habitat naturale dei Betta. Mi chiedo se il labirinto sia in grado di prendere aria dalla superficie quando deve farlo attraverso questo spesso strato di piante galleggianti. Se no, Betta sp. “Mahachai” sarebbe veramente in grande difficoltà.

Il tempo vola. Siamo dovuti andare via. Per allora, la ragazza di Nonn lo aveva già chiamato centinaia di volte (mentre il mio telefonino aveva “temporaneamente” la batteria esaurita!). Infatti, tutte le ragazze si seccano se non si torna indietro all’orario promesso! Bang!!!!

© Storia: Arthit Prasartkul, 1 agosto 2002
Foto: Nonn Panitvong, Anuratana Tejavej, Eric Bourdier
Didascalie foto: Nonn Panitvong - Siamensis.org

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