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Perche' i Botia non dovrebbero essere allevati con i Ciclidi del Malawi (E. Turner)

Mar, 01/Apr/2008 - 00:00
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Una visione d'insieme del perché questi due tipi molto differenti di pesci non sono adatti ad essere alloggiati insieme. 'Gli acquari che manteniamo dovrebbero essere in primo luogo e anzitutto adeguati ai bisogni dei pesci, non ai nostri'

Traduzione dell'articolo:
"Why Loaches Should Not Be Kept With Malawi Cichlids" di Emma Turner
sul sito Loaches Online, che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.

I riferimenti tassonomici nell'articolo sono ovviamente relativi a quanto si sapeva negli anni in cui è stato scritto; per avere un'idea dalla tassonomia attuale visitate queste pagine.
L'articolo è stato scritto prima della revisione di Kottelat che ha eretto la sottofamiglia Botiinae al rango di famiglia vera e propria, quella dei Botiidae, separandola quindi nettamente dalla famiglia dei Cobitidae. Quindi dove è scritto 'Cobitidae' o 'Botiinae' è da leggere 'Botiidae'.

Foto di Emma Turner (Loaches Online)

Una domanda che viene fatta ripetutamente sul forum di Loaches Online è “I cobitidi sono adatti ad essere allevati con i ciclidi del Malawi?”

Viene fatta solitamente per quanto riguarda le specie della sottofamiglia Botiinae più grandi, come i Chromobotia macracanthus, parecchie specie del genere Yasuhikotakia (come Yasuhikotakia modesta e Yasuhikotakia eos), oltre che per i botia del genere Syncrossus (che sono largamente conosciuti come il gruppo dei “Botia tigre”).

Troppo spesso, negozi senza scrupoli e siti web sbagliati sui ciclidi dicono che la pratica di allevare questi due tipi di pesci molto diversi tra loro insieme nello stesso acquario è accettabile. Non lo è.
In questo corto articolo vogliamo fornire informazioni dettagliate sul perchè la combinazione di queste due specie di pesci è completamente inappropriata.

I cobitidi della sottofamiglia dei Botiinae provengono dai fiumi e dai torrenti dalla corrente veloce dell’Asia. Le correnti che incontrano sono soprattutto unidirezionali e piuttosto forti, e le condizioni dell'acqua sono tenera e acida. In alcune posti, come ad esempio in alcune zone del Kalimantan, i Chromobotia macracanthus possono persino essere trovati nelle zone di acqua nera, in cui le acque sono estremamente acide e con durezza quasi non misurabile.

Per contro, il lago africano del Malawi ha acqua dalla composizione molto dura e alcalina. Il grado medio di pH del lago è intorno a 8.3, con una durezza media di 18dH. Forzare dei pesci, che si sono evoluti per migliaia di anni a vivere in un determinato insieme di condizioni, a vivere in condizioni che si possono considerare come “all'altra estremità della scala”, può avere effetti drastici sui loro sistemi di osmoregolazione.

La temperatura dell'acqua nel lago Malawi varia durante l'anno, con la lettura media di è 25°C. Questa è considerata come l'estremità più bassa della gamma di temperature a cui sono abituati molti Botiinae. Se tentate di allevare i ciclidi del Malawi ad una temperatura che soddisfa i botia, i ciclidi potrebbero soffocare. Se i vostri botia sono allevati a temperature troppo basse, potrebbero diventare ancor più stressati e quindi più suscettibili di problemi e malattie come quella dei “puntini bianchi”.

Il lago Malawi è molto più grande di quello che pensa molta gente, ed ha una certa quantità di delicata attività di marea. Tuttavia, non è presente la continua e potente corrente unidirezionale che si trova nell'habitat naturale dei Botiinae.

Mentre i ciclidi consumano una certa quantità di vegetali, la dieta naturale dei Botiinae consiste principalmente di alimenti “carnosi”, come larve di insetti, vermi e crostacei. I ciclidi del Malawi si sono adattati a mangiare il cibo che il loro ambiente assicura, e in acquario lo mangeranno anche se è davvero inadatto a loro. Molti sono erbivori e mentre alcuni possono essere alimentati ogni tanto con alimenti basati su crostacei, le larve di zanzara e i vermi (che per i botia sono una prelibatezza) non possono essere dati ai ciclidi senza causare loro importanti problemi digestivi, come il “Malawi bloat” che può essere mortale.

I ciclidi del Malawi sono notoriamente aggressivi e non dovrebbero essere alloggiati con altri tipi dei pesci, malgrado alcuni esempi che potete vedere dove altre specie sono state costrette a vivere con loro nei confini di un acquario. Alcune specie di ciclidi del Malawi sono meno aggressive di altre, ma questo inferiore livello di aggressività è ancora troppo grande per dei cobitidi che debbano costantemente vivere con loro, e dai quali non avrebbero una via di fuga reale. Quando i ciclidi raggiungono la maturità sessuale, il livello di aggressività si intensifica e specie sensibili come quelle dei cobitidi non fronteggeranno bene questa esposizione per una lunga durata.

Sopravvivranno a mala pena in permanente stato di stress, e probabilmente soccomberanno a puntini bianchi o anche a ferite fisiche. Questo è valido persino per le specie più irascibili di botia, come i Botia tigre, il cui il livello di aggressività, mentre è considerato alto per una specie di botia, è un’inezia per la belligeranza implacabile dei ciclidi del Malawi.

I botia gradiscono avere nascondigli multipli all'interno dell'acquario, sotto forma di radici di torbiera e caverne fatte da rocce inerti ammucchiate. Anche i ciclidi del Malawi amano molto le caverne formate dalle rocce, ma sono ben noti scavatori e possono scavare via grandi parti di substrato da sotto le strutture delle caverne, facendole diventare molto instabili. Non sono da spiegare i potenziali disastri che potrebbero succedere.

Un ultimo pensiero. Come accennato prima, i pesci interessati si sono evoluti per migliaia di anni per adattarsi a un determinato insieme di condizioni. Una manciata di generazioni in cattività non va a cambiare le migliaia di anni di evoluzione. Potete sentire/vedere dei pesci sopravvivere temporaneamente in condizioni “compromesse”, ma la loro salute a lungo termine probabilmente ne soffrirà.
La gente non dovrebbe forzare i pesci ad adattarsi a quello che vuole ed allevare i pesci in un ambiente così inadatto non rende allevatori di pesci migliori per “essersela cavata”. Gli acquari che manteniamo dovrebbero essere in primo luogo e anzitutto adeguati ai bisogni dei pesci, non ai nostri.

Vi consiglio caldamente ulteriori letture sull'osmoregolazione e sullo shock osmotico.

© Emma Turner (Loaches Online)

Specie nel sito
Chromobotia macracanthus, Clown loach: i botia pagliaccio da giovani e da adulti
Clown Loach, Botia Pagliaccio
Aspettativa di vita: 30 - 40 anni
Dimensioni massime: 40 cm TL

Questa specie è senza dubbio una delle più mal conosciute in acquariofilia, dal momento che è del tutto inadatta per gli acquari piccoli, nonostante sia praticamente onnipresente nei negozi. La maggior parte dei rivenditori vendono i Chromobotia senza fornire quelle che dovrebbe essere considerate informazioni essenziali riguardanti la loro cura a lungo termine, con la conseguenza che la maggior parte degli esemplari in cattività muore molto prima di quanto consentirebbe la loro aspettativa di vita.

Temperatura in natura: 24 - 30°C

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