• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Botia kubotai

Kottelat, 2004

Quando nel 2004 Kottelat ha descritto scientificamente questa nuova specie di Botia, era da tempo che gi appassionati avevano capito che questi botia dall'ineguagliabile livrea costituivano una specie non ancora descritta scientificamente, ribattezzata con il nome provvisorio di "Botia sp. Myanmar" prima e "Botia angelicus" poi.

Botia kubotai - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)

nome comune
Polkadot botias
sinonimi
Botia angelicus; Botia sp. Myanma
dimensioni massime in natura
15 cm SL
aspettativa di vita
12 15 anni

Quando nel gennaio del 2004 Kottelat ha descritto scientificamente questa nuova specie di Botia, tutti quelli di Loaches Online hanno esclamato "finalmente!" :-)

Era da tempo infatti che in molti avevano capito che questi botia dall'ineguagliabile livrea costituivano una specie non ancora descritta scientificamente, e gli esemplari ritrovati erano stati ribattezzati con il nome provvisorio di "Botia sp. Myanmar" prima e "Botia angelicus" poi.
In questo documento, tratto da ZooTaxa, c'è l'estratto della nuova specie descritta, insieme alla revisione della denominazione di quasi tutte le specie appartenenti alla sottofamiglia Botiinae dei Cobitidi, divenuta poi famiglia a sé stante, e chiamata famiglia dei Botiidae.

Botia kubotai è un pesce dalle abitudini squisitamente sociali, va allevato in gruppi di non meno di 5 esemplari. Hanno comportamenti vivacissimi e sempre in movimento con il gruppo, possono essere osservati molto spesso interagire fra di loro, ed amano particolarmente scegliere un nascondiglio dove poter rifugiarsi insieme, vicini vicini :-)
Sono molto attivi e nuotano spesso anche nei livelli superiori dell'acqua.

Esperienze Personali

Di: Ken Childs (Loaches Online)

Il pesce nella prima foto è circa 12,5 cm, mentre il pesce nella seconda foto è circa 10 cm, ed i pesci nella terza foto sono circa 5 e 7,5 cm. C'è una quantità incredibile di variazioni nel disegno della livrea in questi pesci.

Quelli più grandi tendono ad avere spot più piccoli, mentre gli spot più grandi sembrano come "appiattirsi" verso l'esterno, ma questo non è sempre costante. Ho messo la seconda foto proprio per mostrarlo. Difficilmente si trovano esemplari privi del tutto di spot. Quando finalmente saranno importati negli Stati Uniti in grande numero potranno essere presenti nei negozi e in foto molto più spesso.

Syncrossus helodes, ex Botia helodes - Foto di Bogdan Janiczak
Syncrossus helodes, ex Botia helodes - Foto di Bogdan Janiczak
Syncrossus helodes, ex Botia helodes - Foto di Bogdan Janiczak
 

Morfologia: pinna dorsale con 4 raggi semplici e 9 o 10 ramificati; pinna anale con 3 raggi semplici e 6 ramificati.
Tre strisce nere e cinque barre nere che lasciano quattro paia di macchie gialle allungate; mentre l'età aumenta, le strisce e le bande si allargano, le macchie gialle diventano più strette e sopra bande e strisce compaiono file di piccoli punti gialli.

distribuzione

Asia: Myanmar. La specie sembra essere endemica delle sorgenti del bacino del fiume Salween vicino al confine tra Myanmar e Thailandia.
Gli esemplari tipo sono stati raccolti nel Megathat Chaung nell bacino superiore del fiume Ataran (in tailandese noto come il Kasat), Stato del Kayin/Karen, in Myanmar; un'altra popolazione è stata poi scoperta nel fiume Hanthayaw (Suriya in tailandese), Provincia di Tak, in Thailandia.

habitat

Ambiente: bentopelagico; acqua dolce; Clima: tropicale
In acquario si adatta anche al mangime secco.

Non ci sono molte informazioni finora, si sa che questa specie vive simpatricamente con Botia kubotai nel fiume Ataran.
Alcune immagini del loro habitat raffigurano corsi da'acqua dalla corrente relativamente lenta al riparo di foreste ombreggiate, sorgenti apparentemente ben ossigenate, con acqua pulita, e un substrato di sabbia mista a rocce più tantissimi legni sommersi e lettiera di foglie.
Le piante acquatiche di Hanthayaw comprendono Pogostemon helferi e una specie di Cryptocoryne mentre le specie ittiche simpatriche comprendono Acanthocobitis pictilis, Syncrossus berdmorei, Pangio fusca, Crossocheilus burmanicus, Parambassis pulcinella, Systomus orphoides, Pethia stoliczkana, Microdevario kubotai, Hampala salweenensis, Poropuntius scapanognathus, Glyptothorax dorsale, Batasio dayi, Batasio feruminatus, Akysis vespa, Amblyceps caecutiens, Tetraodon cutcutia.
Nel fiume Ataran altri pesci registrati includono Schistura vinciguerrae, Schistura robertsi, Garra sp. "redtail" e Mastacembelus armatus, oltre a membri non identificati di Devario, Scaphiodonichthys, Tor, Neolissochilus, Garra, Schistura.

temperatura in natura
24 - 28°C
valore pH in natura
6.8-7.5
valori acqua in natura
dH: 12.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 120 cm di lunghezza
Sono pesci altamente sociali, vanno allevati in grandi gruppi (si raccomanda non meno di 5 esemplari) perchè si sentano tranquilli.
Sono necessari molti nascondigli e ripari, perchè non diventino timidi
Il fondo deve essere costituito da sabbia non tagliente, per non danneggiare i delicati barbigli.
Come tutti i botia, esige acqua pulita, eccellente filtrazione e cambi d'acqua regolari.

Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia o ghiaia fine, con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami. L'illuminazione può essere relativamente bassa; vanno bene piante in grado di crescere in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra.

Assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto i Botia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori e arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato. Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari. E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto a volte amano saltare. Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Non sono particolarmente aggressivi ma non devono essere allevati con pesci molto più piccoli di loro, in quanto possono intimorirli con le loro dimensioni e con il loro comportamento molto attivo e irruento. Deve essere evitata la convivenza con pesci dai movimenti lenti e/o con pinne lunghe, come ad esempio Betta, Guppy o molti ciclidi, in quanto spesso ne morsicano le pinne.
In una grande vasca, possono essere compagni più adatti attivi e pacifici ciprinidi come Barilius, Luciosoma, Balantiocheilos, Barbonymus.
Parlando di pesci da fondo, possono essere alloggiati con la maggior parte dei Botia, e, in grandi vasche, con i Chromobotia macracanthus. Stanno bene anche con cobitidi e nemacheidi, e con le specie di Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e molti altri pesci gatto. Come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare potenziali problemi. I Botia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o al contrario aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dai Botia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale. Gli Ambastaia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perchè le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana. 

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia della magrezza" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli hobbisti nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

alimentazione

Alimentazione predatoria, basata su molluschi acquatici, vermi, crostacei ed insetti.
Anche se i botia sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. In acquario non hanno pretese,  ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. La maggior parte dei botia preda le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

temperatura consigliata
26°C
  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie dal temperamento vivace e turbolento
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura o dalla riproduzione tramite stimolazione ormonale.
comportamento riproduttivo
Specie ovipara
dimorfismo sessuale
Le femmine sono generalmente più tozze e con la pancia più prominente dei maschi, ed hanno il muso più arrotondato. Invece i maschi hanno un muso più allungato con labbra evidentemente più carnose.
riproduzione

Nel 2008 Mark Duffill ha scoperto un singolo, giovane esemplare di circa 4 cm SL in un suo grande acquario di comunità contenente diversi adulti accanto a varie altre specie di botia e ciprinidi. I parametri dell'acqua erano mantenuti entro i limiti consigliati sopra e gli adulti erano alimentati con una dieta variata (leggi l'articolo di Mark Duffil).
La maggior parte dei botia però non sono mai stati riprodotti in acquario anche se alcuni, tra cui Botia kubotai, vengono riprodotti su base commerciale tramite l'uso di ormoni.
Purtroppo questa pratica ha preso una piega diversa negli ultimi anni, in quanto sono apparsi sul mercato un certo numero di ibridi, compreso anche un apparente incrocio  tra una forma di Botia histrionica e Chromobotia macracanthus.

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