• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
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Un'Introduzione all'Allevamento dei Botia (E. Turner)

Lun, 31/Mar/2008 - 00:00
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Una guida di base ma che sottolinea i punti essenziali per allevare con successo i pesci della famiglia dei Botia.

Traduzione dell'articolo: "An Introduction To Keeping Botia" di Emma Turner
sul sito Loaches Online, che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.

I riferimenti tassonomici nell'articolo sono ovviamente relativi a quanto si sapeva negli anni in cui è stato scritto; per avere un'idea dalla tassonomia attuale visitate queste pagine.

Gruppo di Botia striata - Foto di Richard Wildman (Loaches On Line)

Una delle gioie più grandi nell'acquariofilia dolce tropicale è certamente quella di allevare i cobitidi dal genere Botia, membri della famiglia Cobitidae.

L'articolo è stato scritto prima della revisione di Kottelat che ha eretto la sottofamiglia Botiinae al rango di famiglia vera e propria, quella dei Botiidae, separandola quindi nettamente dalla famiglia dei Cobitidae. Quindi dove è scritto 'Cobitidae' o 'Botiinae' è da leggere 'Botiidae'.

Purtroppo, trovare tutte le informazioni esatte sulla loro cura può essere difficile, e abbondano molte opinioni errate. Per aggiungere confusione, il genere Botia nel 2004 è stato revisionato, e la maggior parte dei cobitidi appartenenti alla sottofamiglia Botiinae è stata collocata in nuovi generi. In questo articolo spero di fornire solide informazioni sulle cure appropriate per questi meravigliosi pesci, e mostrarvi come un banco di cobitidi può davvero ravvivare il vostro acquario.

Condizioni dell'acquario

Questi pesci curiosi e predominanti, che abitano sul fondo, provengono da un'area geografica abbastanza ampia, che copre la maggior parte dell'Asia. In generale, preferiscono acqua tenera e leggermente acida e questo dovrebbe essere replicato quanto più rigorosamente possibile nell'acquario domestico, per avere risultati migliori a lungo termine. Mentre possono acclimatarsi bene ad un'acqua di durezza media, è semplicemente ingiusto forzare questi pesci ad adattarsi a inappropriati alti livelli di durezza e pH. L'acqua dovrebbe anche essere povera di nitrati, pulita e ben ossigenata.

I cobitidi, essendo pesci di fiume, sono abituati a vivere nelle acque dolci pulite che i loro corsi d'acqua nativi assicurano - non sono abituati agli accumuli di rifiuti organici che possono avvenire anche troppo facilmente nel sistema chiuso di un acquario, per cui sono essenziali i normali cambi parziali d'acqua.

Dovreste cercare di fare almeno due cambi parziali alla settimana, sostituendo in tutto il 25% del volume dell'acquario settimanalmente, come minimo. I Botiinae apprezzeranno una buona corrente nell'acquario, che può essere creata da una spray bar all'uscita di un filtro esterno, o attraverso l'uso di pompe supplementari. Questo imiterà il loro ambiente naturale dei fiumi e dei torrenti dal corso moderatamente veloce - questi pesci possono essere spesso osservati mentre nuotano controcorrente con evidente godimento.

Il substrato dovrebbe consistere in sabbia inerte per acquario (la mia scelta preferita) o in ghiaia acquatica liscia e fine. Deve essere evitata qualsiasi cosa tagliente, per proteggere la delicata zona sensoriale dei barbigli. Ho visto cobitidi che erano stati allevati per parecchi anni con ghiaia grossolana con i barbigli molto consumati; è uno spettacolo triste a vedersi e tanto facilmente evitabile. In alcuni casi, specialmente se la ghiaia non è mantenuta pulita dai detriti, le ferite sui barbigli si possono infettare.

Anche gli arredi dovrebbero essere scelti con attenzione, per proteggere da danni questi pesci che hanno squame molto piccole. Dovrebbero essere definitivamente evitate le rocce ruvide e taglienti (come le rocce laviche).

Uno dei passatempi preferiti dalla maggior parte delle specie dei Botiinae è quello di provare a schiacciarsi nelle fessure più strette, spesso in gruppo. Qualunque tipo di arredo con bordi ruvidi o taglienti può essere pericoloso per questi curiosoni. Molti allevatori di Botia hanno raccontato storie dell'orrore su pesci rimasti intrappolati in spazi in cui mai avrebbero pensato fossero in grado di stringersi o adattarsi. Perché non vi accada nulla del genere chiudete i fori sugli arredi di ceramica o sui legni con del silicone sigillante per acquario.

Buone scelte per gli arredi possono essere legni di torbiera e ardesia, con cui si possono costruire molte caverne dall'aspetto naturale, nelle quali i vostri pesci si possano ritirare se si sentono minacciati. Senza un numero sufficiente di nascondigli, i cobitidi saranno in uno stato di stress permanente e quindi vulnerabili a problemi come la malattia dei puntini bianchi (Ichthyophthirius mulitifiliis). Il vostro negoziante dovrebbe sapere di questo loro questo bisogno ed in nessun caso deve tenere i cobitidi in vasche di vendita nude.

Le piante possono essere immesse in acquario, ma generalmente non durano a lungo, poiché la maggior parte dei cobitidi possono bucherellare le foglie o persino tagliuzzare piccole piante sradicandole interamente. Ho trovato che Microsorum pteropus (Felce di Giava) e le specie di Anubias sono le più robuste e sembrano resistere più a lungo alle loro attenzioni.

Altro punto da considerare è che i Botia preferiscono un'illuminazione smorzata, un'altra ragione per la quale le piante spesso non si trovano così bene in un allestimento siffatto.

Nel vostro acquario dovrebbe essere inclusa una zona aperta per nuotare, in quanto questi pesci spesso si divertono a nuotare per tutta la lunghezza della vasca in banco, solitamente alla sera, o con un'illuminazione ulteriormente smorzata, come una luce lunare blu. Ricordatevi sempre di tenere il coperchio ben chiuso, in quanto tutti i cobitidi sono esperti saltatori.

Numeri

Quelle appartenenti ai Botiinae sono specie che vivono in banchi e devono essere sempre allevate in gruppi. A mio parere, cinque sono il minimo assoluto. Allevarli come esemplari solitari li può far diventare aggressivi o sempre nascosti, in quest'ultimo caso languiscono, a volte rifiutando il cibo, il che li conduce ad una morte dolorosa e prematura.

Questi pesci sviluppano legami sociali gli uni con gli altri e trovano conforto sotto forma d'un banco di altri pesci della loro stessa specie. Formeranno solitamente un ordine gerarchico, con un pesce conosciuto come botia “alfa” che è ovviamente il capo in carica - è solitamente (ma non sempre) il botia più grande nell'acquario ed è spesso una femmina. Seguite questa regola “dei numeri” ed otterrete buone probabilità di vederli comportarsi naturalmente ed nelle loro piene potenzialità; detto chiaramente, allevare solo uno (o un numero basso) di questi pesci notevolmente sociali è semplicemente crudele.

Non correte

I Botia sono molto sensibili alle condizioni dell'acqua meno che buone, e quindi non dovrebbero essere i primi pesci inseriti in un nuovo acquario. Idealmente, l'acquario dovrebbe essere stato allestito alcuni mesi prima della loro introduzione. Per le specie più pacifiche, dovreste prevedere qualche pesce rassicurante. I cobitidi gradiscono fare uscire la testa dalle loro caverne e vedere altri pesci che nuotano intorno, facendo loro capire che possono uscire e giocare tranquillamente. I pesci rassicuranti adatti sono per esempio, barbus, danio, rasbore e tetra, ma questo dipenderà da quale specie di cobitide avete scelto di allevare - alcune non sono così amichevoli!

Scegliete i vostri pesci

Nello scegliere i vostri botia, dovete essere sicuri di trovare dei pesci sani. E' quindi consigliabile girare per negozi fino a che non siate sicuri che il commerciante fornisca pesci ben quarantenati e ben alimentati, preferibilmente di almeno 5 cm di lunghezza (con l'eccezione della specie nana Yasuhikotakia sidthimunki). I pesci sotto queste dimensioni sono generalmente più deboli e non possono stare bene a meno che non vengano alimentati intensivamente, il che non è solitamente possibile all'interno di un acquario domestico. Dopo l'importazione i cobitidi dovrebbero avere una quarantena di parecchie settimane prima della vendita, per essere certi che non presentino nessun problema. Evitate i pesci che sembrano letargici, con le pinne chiuse, o i pesci che sono penosamente magri.

Introduzione dei vostri nuovi pesci

I Botiinae hanno delle potenti armi celate appena sotto gli occhi, sotto forma di spine suborbitali, che possono usare come meccanismo di difesa. Solitamente tenute relativamente piatte sotto la pelle, possono facilmente passare inosservate. Di conseguenza, bisogna sempre mettere molta cura quando si catturano questi pesci con dei retini, perché possono estendere quelle spine per difendersi quando si sentono minacciati. Le spine possono rimanere impigliate nel materiale del retino, causando loro molto dolore. Similmente, il vostro negoziante dovrebbe sempre mettere in un “doppio sacchetto” tutti i cobitidi venduti, per accertarsi che le loro spine non buchino il sacchetto durante il viaggio verso casa. Gli esemplari più grandi possono persino richiedere un terzo sacchetto.

Una volta arrivati a casa, è meglio spegnere le luci dell'acquario mentre si stanno acclimatando i cobitidi, per minimizzare lo stress. Una volta acclimatati e inseriti nella vasca, lasciate le luci spente per parecchie ore per permettere loro di esplorare il loro nuovo ambiente nella relativa oscurità.

Una caratteristica comune dei botia recentemente introdotti (o se cambiate l'arredamento interno in un acquario esistente che già conteneva i botia) è per loro esibirsi in quella che dagli entusiasti del cobitidi viene chiamata “la danza cobitide”. Sembrano tuffarsi a picco in banco, su e giù per i lati e negli angoli dell'acquario. Dopo alcuni giorni solitamente si placano, nel momento in cui familiarizzano con la loro nuova casa. Tuttavia, non sembra che la danza sia sempre una reazione dovuta allo stress, in quanto i cobitidi sono noti farla anche in acquari allestiti da anni. Vedo regolarmente il mio banco di quaranta Chromobotia macracanthus fare questa danza di sera, sotto la luce lunare blu. Solitamente effettuano la loro danza quando si avvicina il momento del pasto ed ovviamente sono molto eccitati. Ritengo che in questo caso è più un comportamento sociale di amicizia, ognuno urta contro gli altri lasciando sapere che sono lì - sembrano ritenersi felici e al sicuro in quel momento.

Alimentazione dei vostri pesci

I cobitidi, molto spesso, tendono ad essere compresi nella categoria piuttosto fuorviante dei “pulitori”. Non lo sono. Questi pesci che abitano sul fondo richiedono una loro propria fonte di cibo, e questo dovrebbe essere il più possibile vario.

Al negozio in cui lavoro, abbiamo una vasta selezione di cobitidi (solitamente fra trenta e quaranta specie in ogni momento). Per mantenerli in condizioni ottimali, li alimentiamo con piccole quantità di cibo sia secco che congelato tre volte al giorno. L'alimentazione più importante è quella alla fine della giornata in cui si spengono le luci - come ho detto prima, la maggior parte dei cobitidi preferisce un'illuminazione smorzata e non tutti avranno abbastanza confidenza da avventurarsi fuori fino a che la luce non viene ridotta.

Questo l'ho replicato nel mio acquario di macracanthus 210 x 68 x di 71 (1000 litri) a casa. Uso vari mangimi in pellets affondanti per pesci da fondo (tra i quali preferiscono la marca JMC), pellets affondanti per pesci carnivori, pastiglie a base di alghe, Tetra Prima e alimenti congelati come le larve bianche di zanzara (le loro preferite), artemia salina, dafnie, krill, mysis ecc. Gli esemplari più grandi apprezzano molto i gamberetti a pezzetti. Personalmente tendo a non usare chironomus, poiché è un alimento molto ricco. Se scegliete di alimentarli con i chironomus, fatelo con parsimonia.

Potete anche completare la dieta con fette di cetriolo, zucchino, o persino melone, tenuti sul fondo con le pinze che si usano per tenere giù le alghe negli acquari marini, o agganciati a qualche peso di quelli che si usano per le piante acquatiche, che lascino godere completamente del cibo ai botia. Quando si mette il cibo in acquario, non è insolito vedere i cobitidi più piccoli afferrarne una parte e nuotare via in un nascondiglio per mangiarlo in pace, lontano dai loro colleghi più grandi, che possono in caso contrario cercare di rubare loro il cibo di bocca!

Ingrigimento

Chromobotia macracanthus ingrigiti - Foto di Emma Turner

Chromobotia macracanthus ingrigiti - Foto di Emma Turner (Loaches Online)

Alcune specie (di cui parlerò in seguito) sono più aggressive di altre. Tuttavia, persino gli appartenenti alla specie più pacifica occasionalmente litigano gli uni con gli altri, e questo solitamente avviene fra due pesci dalle dimensioni simili. Potete notare che i pesci in questione diventano più pallidi e più grigi (un termine citato come “ingrigimento”). Allargano tutte le pinne ed assumono una posizione con il muso in basso, mentre girano in circolo su loro stessi ed emettono udibili schiocchi. Possono anche provare a mordersi, ma questa normalmente non è una cosa di cui preoccuparsi, poiché solitamente non si provocano nessun danno e le dispute si placano abbastanza rapidamente. Se allevate un grande gruppo, le aggressione avverranno sparse per tutto il banco, per cui nessun pesce diventa costantemente vittimizzato ed eccessivamente stressato.


Scelta delle specie

Chromobotia macracanthus (Clown Loach - Botia Pagliaccio)

Chromobotia macracanthus - Foto di Emma Turner

Chromobotia macracanthus - Foto di Emma Turner

Cominciamo con il botia più popolare dell'acquario - il botia pagliaccio (Chromobotia macracanthus) - anche se forse non dovrebbe essere il più popolare, date le sue dimensioni da adulto. Questo pesce, di origini indonesiane, viene venduto molto spesso agli acquariofili sprovveduti per aiutarli a sbarazzare il loro acquario dalle lumache. Sì, mangeranno le lumache, ma le mangiano ugualmente anche altre, più piccole (e solitamente più adatte) specie di Botia. I macracanthus possono raggiungere una lunghezza di 30-40 cm negli acquari domestici e diventano ancora più grandi in natura. Libri, siti web, o commercianti che indicano 15 cm come dimensioni massime stanno semplicemente dando consigli sbagliati.

Per allevare questi magnifici pesci, dovrete alloggiare gli esemplari più piccoli in un acquario di almeno 120 cm di lunghezza ed essere preparati a spostarli in un acquario di dimensioni minime 200 x 60 x 60 cm quando diventano adulti. Se non vi sentite preparati per fornire loro un acquario così grande, dovreste invece investire in una specie che non raggiunge le stesse dimensioni. I macracanthus possono vivere per decenni (alcune fonti indicano fino a cinquant’anni) se allevati correttamente, per cui sono un investimento per tutta la vita e dovrebbero essere trattati con rispetto.

Come guida molto approssimativa, alcuni dei miei residenti da più lungo termine hanno raggiunto in dieci anni i 22 cm di lunghezza. Inoltre ho acquistato gli esemplari più grandi nel corso degli anni, il più grande era di 30 cm di lunghezza e penso abbia più di quindici anni. Gli adulti sono pesci molto potenti e richiedono moltissimo spazio per nuotare – l’area di base dell’acquario è sempre più importante dell'altezza. Tuttavia, se potete fornire loro acquari spaziosi, sarete ricompensati con stupefacenti dimostrazioni del loro naturale comportamento. Sono pacifici verso le altre specie e non fanno mai danni intenzionalmente ai pesci più piccoli.

Botia almorhae (Yo Yo Loach - Botia yo-yo)

Botia almorhae - Foto di Emma Turner

Botia almorhae - Foto di Emma Turner

I Botia almorhae (prima conosciuti come Botia lohachata) sono frequentemente disponibili nel Regno Unito o negli Stati Uniti sotto il nome di Botia pakistani. Sono pesci bianchi con disegni neri lungo il corpo che hanno più o meno la forma alternata di “Y” e di “O”, il che ha fatto loro guadagnare il popolare nome comune internazionale di botia yo-yo.

A causa della loro natura un po' più esuberante ed aggressiva, alcune fonti consigliano di allevare gli individui solitari, ma questo avrà soltanto l’effetto di intensificare il loro livello di aggressività verso le altre specie di pesci. Allevati in gruppo, si preoccuperanno di più di loro stessi a vicenda, piuttosto che dei loro compagni di vasca, anche se dovrebbero essere evitati del tutto pesci piccoli e quelli con le pinne lunghe.

I Botia almorhae possono raggiungere i 17 cm di lunghezza e la loro livrea assume un disegno più reticolato quando invecchiano.

Botia dario (Queen Loach - Botia Regina)

Botia dario - Foto di Emma Turner

Botia dario - Foto di Emma Turner

Botia dario, conosciuto anche come botia regina (queen loach) o botia del Bengala, ha un temperamento che tende a variare. Alcuni miei conoscenti hanno allevato questa specie con altri pesci, compresi altri Botia sp., senza nessuna aggressione evidente. Tuttavia, io una volta ho aggiunto un banco di tredici di questi pesci nel mio grande acquario del Chromobotia macracanthus, ed essi hanno seminato il caos assoluto e morsicato le pinne di tutti i macracanthus, persino di quelli che a loro confronto erano enormi. Ho perso la parte migliore di un giorno per catturarli e rimetterli dov’erano, per cui raccomanderei una certa attenzione quando si considera questa specie.

Si riporta che raggiungano i 15 cm nei loro corsi d’acqua nativi di India e Bangladesh, ma la maggior parte degli esemplari che ho visto non raggiungevano quelle dimensioni, è più facile che arrivino ai 10-12 cm. Possono essere leggermente territoriali e litigare fra di loro di tanto in tanto, ma in un acquario moderatamente turbolento che contenga Barbus di medie dimensioni o tetra dal corpo profondo ecc, dovrebbero star bene.

Botia histrionica (Golden Zebra Loach – Botia Zebra Dorata)

Botia histrionica - Foto di Emma Turner

Botia histrionica - Foto di Emma Turner

Il Botia histrionica è una stupefacente aggiunta all'acquario di comunità. Raggiungendo una lunghezza massima di circa 13 cm, non è disponibile nell'hobby in modo così ampio come forse dovrebbe essere. Trovato nei torrenti montani d’acqua chiara fra India e Myanmar, questo bel pesce ha un disegno a strisce nere irregolari su uno sfondo bianco. Ha un temperamento pacifico e può essere allevato con la maggior parte degli altri pesci, con l'eccezione di quelle varietà con le pinne lunghe.

Botia kubotai (Polka Dot Loach – Botia a puntini)

Botia kubotai - Foto di Emma Turner

Botia kubotai - Foto di Emma Turner

Scoperto abbastanza recentemente, Botia kubotai, a volte conosciuto come Polka Dot Loach, è diffuso nelle acque veloci del Myanmar. Si pensa che raggiunga una lunghezza massima di circa 15 cm e può essere allevato con la maggior parte dei pesci di comunità, anche se forse è meglio evitare le varietà più piccole o con le pinne lunghe. E' una specie ragionevolmente pacifica, anche se a volte scoppiano delle zuffe fra gli individui all'interno del banco, o con altre specie di Botia. Comunque, non si presenta solitamente nessun danno significativo tra specie simili che condividono lo stesso acquario. Non esistono due pesci che abbiano esattamente lo stesso disegno, e questo cambia mano a mano che i pesci maturano.

Botia rostrata (Ladder Loach – Botia scaletta)

Botia rostrata - Foto di Emma Turner

Botia rostrata - Foto di Emma Turner

Nel 2004, il tassonomista ittico Dott. Maurice Kottelat ha segnalato di aver considerato Botia rostrata come un sinonimo minore di Botia almorhae. L'ho incluso in questo elenco in quanto è ancora esportato e venduto come specie “separata” ed è abbastanza ampiamente disponibile in commercio. Malgrado questo sviluppo che collega le due specie, molta gente segnala che questi pesci sono in realtà molto più amichevoli dei Botia almorhae. I giovani mostrano due strisce nere uguali (simili ad una scala a pioli) su uno sfondo bianco-oro che quando i pesci crescono si trasforma in un disegno reticolato tipo rete. In natura questo pesce, che diventa 16 cm di lunghezza, si presenta nei veloci torrenti montani di India e Bangladesh. Negli acquari domestici è più probabile che raggiungano una lunghezza di 8.5 cm.

Botia striata (Zebra Loach – Botia Zebra)

Botia striata - Foto di Emma Turner

Botia striata - Foto di Emma Turner

Probabilmente il più facilmente disponibile di quelle che chiamerei “piccole specie pacifiche” è indubbiamente il botia zebra (Botia striata) dell'India. Con una lunghezza massima di 10 cm è molto più adatto per le vasche piccole e convive pacificamente con tutte le altre specie.

Ha uno splendido disegno di sottili strisce nere e bianche alternate che cattura l’occhio, e si presta perfettamente all'altro nome comune di questo pesce, “Candystripe, caramella rigata”. Non posso raccomandare abbastanza questa specie!

Yasuhikotakia modesta (Blue Botia - Botia blu)

Yasuhikotakia modesta - Foto di Emma Turner

Yasuhikotakia modesta - Foto di Emma Turner

Yasuhikotakia modesta (prima Botia modesta) è un grandioso pesce colorato di blu-grigio con le pinne di un rosso-arancione luminoso. Tuttavia, hanno un carattere aggressivo e non sono adatti al comune ambiente di un acquario di comunità. Possono raggiungere i 25 cm di lunghezza, ma raramente negli acquari domestici diventano più di 18 cm. Le loro dimensioni da adulti richiedono un acquario lungo almeno 150 cm.

E’ una specie notturna, per cui per osservarli al meglio, bisogna impiegare una luce lunare blu che si accenda per alcune ore non appena le luci principali si spengono. Questo è inoltre il momento migliore per accertarsi che riescano tutti a mangiare equamente.

Guardatevi dagli esemplari colorati artificialmente, che ancora purtroppo vengono commercializzati. Come qualcuno possa pensare che i magnifici colori naturali di questa specie abbiano bisogno di alterazioni va oltre le mie capacità di comprensione – state alla larga da tutti i negozi che sostengono questa pratica crudele ed inutile.

Yasuhikotakia morleti (Skunk Loach – Botia Puzzola)

Yasuhikotakia morleti - Foto di Emma Turner

Yasuhikotakia morleti - Foto di Emma Turner

I botia puzzola, Yasuhikotakia morleti (prima Botia morleti), sono economici, facilmente disponibili e rimangono piccoli, circa 10 cm. Ma state attenti! Questa piccola specie può essere estremamente cattiva ed è meglio alloggiarli in un acquario grande, a causa del loro livello di aggressività. Se allevati in uno spazio limitato, possono causare molto danno alle altre specie di pesci.
In un allestimento più grande, potete riuscire a far convivere il banco di morleti per esempio con un gruppo di barbus veloci di medie dimensioni. Questo dovrebbe comunque essere tentato con cautela, controllando regolarmente l’acquario per accertarsi che gli altri abitanti non siano vittimizzati.

Sono bellissimi pesci con un corpo di un marrone-dorato brillante, una striscia dorsale nera che va dalla testa alla coda e una pinna caudale maculata. I compagni d'acquario ideali possono anche includere i cobitidi del gruppo dei Botia Tigre, (ora conosciuti come Syncrossus sp.), come Syncrossus hymenophysa, Syncrossus helodes e Syncrossus berdmorei. I Botia tigre diventano grandi, alcuni fino a 25 cm, per cui assicuratevi di fornire loro ampio spazio.

Yasuhikotakia sidthimunki (Dwarf Chain Loach – Botia catena nano)

Yasuhikotakia sidthimunki - Foto di Emma Turner

Yasuhikotakia sidthimunki - Foto di Emma Turner

Yasuhikotakia sidthimunki (prima Botia) è il più piccolo membro del gruppo. Conosciuto come Botia nano, raggiunge una dimensione massima di appena 6 cm. Questi botia costituiscono un'aggiunta affascinante per gli acquari più piccoli, non soltanto per le loro dimensioni, ma anche per la loro abitudine piuttosto insolita di nuotare in banco all'aperto sopra il livello inferiore della vasca per molte ore del giorno (diversamente della maggior parte degli altri cobitidi della sottofamiglia Botiinae).

Molto deplorevolmente, questo pesce attualmente è in pericolo critico di estinzione in natura, a causa della costruzione di dighe da parte dell'uomo lungo i fiumi della sua nativa Thailandia. I pesci offerti in vendita attualmente sono il risultato di un progetto di riproduzione in cattività (probabilmente tramite iniezioni di ormoni) e di conseguenza i prezzi possono essere abbastanza elevati.

Ricordatevi che questi pesci devono essere allevati in gruppi di cinque o più individui. Ciò nondimeno, sono botia affascinanti e pacifici e una grande aggiunta agli acquari di comunità che alloggiano le specie più piccole.


Spero di aver trattato qualcuna delle specie trovate più comunemente e di avervi dato alcune delucidazioni sui loro eccentrici comportamenti e necessità. Una volta ambientati, vivono relativamente a lungo e vi ricompenseranno con tutte le interazioni sociali dei loro comportamenti naturali. Oh, e se li vedete coricati su un fianco, stanno molto probabilmente schiacciando solo un pisolino...

© Emma Turner (Loaches Online)

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