• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
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Meravigliosi sconosciuti (B. Janiczak)

Lun, 08/Set/2003 - 00:00
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Bell'articolo da cui traspare l'emozione che prova chi si imbatte in esemplari di pesce molto rari o addirittura che sembrano non essere ancora stati descritti dagli ittiologi. Questo è quello in cui sperano tanti appassionati allevatori di Cobitidi, andando alla ricerca nei negozi di esemplari un po' "strani", con qualche caratteristica al di fuori della norma, con la speranza di trovare qualcosa di "speciale".

Traduzione dell'articolo:
"Wonderous Strangers" di Bogdan Janiczak
pubblicato sul suo sito, ora non più online

I riferimenti tassonomici nell'articolo sono ovviamente relativi a quanto si sapeva negli anni in cui è stato scritto; per avere un'idea dalla tassonomia attuale visitate queste pagine.
L'articolo è stato scritto prima della revisione di Kottelat che ha eretto la sottofamiglia Botiinae al rango di famiglia vera e propria, quella dei Botiidae, separandola quindi nettamente dalla famiglia dei Cobitidae. Quindi dove è scritto 'Cobitidae' o 'Botiinae' è da leggere 'Botiidae'.

Yasuhikotakia lecontei (Botia lecontei) con livrea giovanile (le barre verticali scompariranno con la crescita) - Foto di Bogdan J. Janiczak

Malgrado l'enorme quantità di impressioni estetiche indimenticabili, risultanti dalla possibilità di osservare le abitudini e i costumi dei Cobitidi per un lungo periodo di tempo, il loro allevatore talvolta si ritrova egli stesso (o ella stessa) nella situazione in cui tutte le sue conoscenze ed esperienze acquisite fino a quel punto sembrano essere insufficienti per una rapida ed univoca identificazione dell'esemplare, che molte volte per caso, in modo più o meno intenzionale, è venuto in suo possesso.

A causa del fatto che la maggior parte degli esemplari di Botia disponibili nel commercio acquariofilo provengono dagli ecosistemi d'acqua dolce naturali, è possibile che l'allevatore di Cobitidi si sia imbattuto in una specie realmente ed estremamente rara, o persino non ancora scientificamente descritta. Non c'è certamente bisogno di dire in che misura questo può aumentare la sua frequenza del battito cardiaco e il livello delle sue emozioni positive.

Niente tuttavia succede senza una ragione, e solitamente noi, entusiasti dei Cobitidi, possiamo incrementare le nostre probabilità di diventare hobbisti fortunati. La natura è soggetta ad una continua evoluzione e gli ecosistemi locali si evolvono simultaneamente con tutte le popolazioni in essi residenti. Persino le indagini scientifiche sistematiche di ricerca possono toccare, nel caso dell'ittiologia e delle scienze correlate, campioni relativamente piccoli (dal punto di vista statistico) di un numero limitato di comunità di pesci di specie particolari. Di conseguenza, seguendo le parole del Dott. Tyson Royal Roberts, rinomato ittiologo e scopritore delle specie di Botia reversa e Botia splendida, per menzionare qualcuno dei suoi molti successi, tratte dalle nostre prime corrispondenze riguardanti i miei dubbi relativi all'unicità della definizione di olotipo e paratipo negli studi sui pesci, quello che ha potuto dire con sicurezza è che:

"...nessuna descrizione di specie, non importa quanto dettagliata, può mai essere completa. Né può tener conto delle differenze che potrebbero verificarsi successivamente negli esemplari provenienti da località differenti, di età differente, ecc., o allevati in acquario e soggetti a cambiamenti di colore nel tempo. Tali caratteri possono essere descritti e discussi soltanto dopo che sono stati osservati..."

Tenendo questo presente, non soltanto noi hobbisti appassionati di pesci e fanatici dei Cobitidi, abbiamo una incredibile opportunità di contribuire alla conoscenza umana riguardante i nostri amati amici subacquei, ma anche, in alcune appropriate situazioni, osservare e segnalare nuovi dati e fatti per colmare le lacune nelle descrizioni attualmente disponibili, o per aumentare i database scientifici, senza il bisogno di organizzare costose spedizioni nelle umide foreste subtropicali nei bacini dei fiumi dell'Asia sudorientale.

Sono stato personalmente fortunato, persino più che abbastanza, da portare all'attenzione della comunità degli allevatori di Botia una bella variazione di Botia caudipunctata (Speckletail loach) incontrata in natura nel Bacino del fiume Mun (Tailandia) e che ha stimolato nella primavera del 2002, nel forum di Loaches Online, una discussione internazionale all'interno della comunità degli entusiasti dei Cobitidi, riguardo alla potenziale nuova specie di Botia (identificata provvisoriamente come Botia sp. aff . rostrata, a causa della rassomiglianza visiva percepita intuitivamente con Botia rostrata (Gangetic loach).

Botia sp. aff. rostrata - Foto di Bogdan Janiczak

Più tardi, all'inizio del 2003, i mercati nordamericani ed europei sono stati raggiunti da una specie di Botia non ancora scientificamente classificata, identificata dagli esportatori tailandesi come Botia sp. Myanmar o Botia angelicus. Un anno fa, è apparsa in pubblico un'altra nuova specie di Botia, Botia sp. Tenasserim (Emperor botia). Gli ittiologi professionisti lavorano, secondo fonti bene informate, su un'altra specie ancora, vicina, tramite caratteristiche esterne, al Botia morleti (Skunk loach).

Sono convinto personalmente che scoprire altre specie di Botia è soltanto questione di tempo. In effetti è abbastanza paradossale, che sull'orlo del terzo millennio, con tutti quei bellissimi animali che sono portati all'estinzione dalla razza umana, ancora di tanto in tanto riceviamo dei regali, tramite forme di vita meravigliose e altamente organizzate.

La comunità scientifica non può ancora raggiungere l'unanimità riguardo allo status di alcuni dei Cobitidi indiani. Le specie quali Botia birdi e Botia dayi sono considerate come sinonimi di Botia almorhae (Reticulate loach) soltanto da alcuni degli ittiologi contemporanei. Lo status di pesci conosciuti da decenni come Botia pulchriprinnis (Beautiful-fin loach) e Botia lucasbahi (si dice che sia un sinonimo di esemplari giovanili di Botia beauforti (tiger loach) è ben lontano dall'essere saldamente stabilito. Avendo trovato, recentemente, un esemplare giovanile di Botia beauforti (Tiger loach) mescolato con giovani Botia helodes, sono ancora perplesso. Avevo allevato in precedenza un piccolo gruppo di tiger loaches, della specie di Botia beauforti, fin da quando erano molto giovani e, credetemi, essi sembravano, più o meno alla stessa fase della loro ontogenesi [ciclo di sviluppo di un organismo], abbastanza diversi. Questa è, tuttavia, una storia nuova di zecca e la sua fine dovrà ancora essere scritta nei tempi a venire.

Botia - Foto di Bogdan Janiczak

Quando per la prima volta ho iniziato a preparare questo capitolo del mio website, non mi sarei mai aspettato che alcune delle mie previsioni future e supposizioni espresse inizialmente si sarebbero dimostrate vere così rapidamente. All'inizio di febbraio del 2003, ho trovato un Botia, mescolato con una spedizione arrivata di recente di Botia lecontei (Silver loach) (in effetti il 70% di loro apparentemente sembrano essere Botia eos (Sun loach) ) il quale, secondo le descrizioni disponibili e le impressioni visive generali, è stato identificato originalmente come una variazione giovanile dalle pinne rosse di Botia lecontei. Con mia tacita sorpresa, durante un periodo di sei settimane (più o meno) in cui si è stabilito con successo in uno dei miei acquari di comunità di Cobitidi, il pesce ha sviluppato una colorazione e dei disegni che non rassomigliavano a nessuna di quelle conosciute e segnalate per la specie di Botia lecontei.

Come di consueto, in una tal situazione, fare una diagnosi unica è quasi impossibile. Le caratteristiche morfologiche possono indicare l'esistenza sia di un'altra popolazione sconosciuta di Cobitidi, specie ancora non osservata precedentemente dagli ittiologi, (ma quale allora?) sia di una mutazione naturale di una delle specie conosciute appartenenti al complesso Modesta. Questo Botia misterioso che potete vedere nelle foto qui allegate (e associate ad una presentazione delle foto on-line) esternamente sembra rassomigliare al Botia caudipunctata (Speckletail loach) piuttosto che al Botia lecontei, ma la colorazione rossastra estremamente caratteristica sia delle pinne caudali che dorsali è, d'altra parte, più vicina alle caratteristiche incontrate nelle specie di Botia lecontei e Botia modesta. Il Botia caudipunctata, nonostante esibisca una certa colorazione rossastra delle pinne, almeno nelle specie già conosciute e descritte, tuttavia ha solitamente le pinne significativamente più chiare, a mio parere molto vicine ad una pigmentazione giallastro-arancione, più chiara nella fase iniziale dell'ontogenesi dei pesci. In più la pinna caudale di questa specie è tipicamente marcata con un certo numero di macchioline [in inglese speckles, da cui il soprannome della specie] scure distribuite in modo regolare lungo i lobi della pinna.

Botia sp. cf. lecontei - Foto di Bogdan Janiczak

Invece di avere queste caratteristiche, l'esemplare in discussione ha un nitido margine nerastro sulla pinna caudale e un margine nero relativamente ampio di 2-3 mm sul bordo della dorsale. La pinna caudale sembra essere troppo grande per un Botia lecontei, benché ci siano otto raggi ramificati nella dorsale, considerata come caratteristica per i pesci che appartengono a questa specie. Quando ho chiesto gentilmente il loro parere a tre appartenenti al ramo acquariofilo, ho ottenuto tre commenti differenti. Li presenterò qui brevemente, per arricchire la discussione.
Ian Baird (Lao Community Fisheries e Dolphin Protection Project, Laos) pensa che il pesce sia un Botia lecontei. Ammette che ci sono enormi variazioni fra individui della stessa specie, anche all'interno di un singolo banco e quindi la colorazione delle pinne e i disegni del corpo non possono essere considerati come chiavi nel processo dell'identificazione di una specie.

Steven Grant (Castleford Aquarist Society), l'uomo che sta dietro all'articolo sul complesso di Botia modesta, benché trovi alcune somiglianze con la specie di Botia lecontei, non è completamente convinto di questo. Secondo le sue osservazioni, sono visibili dietro alla pinna dorsale due deboli barre verticali che formano una specie di sella, che se presenti indicherebbero probabilmente una variante della specie di Botia caudipunctata.

Kamphol Udomritthiruj, esperto thailandese dei Cobitidi, conosciuto per i molti contributi su LOL (Loaches on line), pensa che la conformazione generale del corpo di questo pesce non corrisponda molto bene alla figura caratteristica della specie Botia lecontei (peduncolo caudale - zona del pesce tra le pinne dorsale e caudale - troppo corto) e sia più propriamente vicino a Botia modesta (tuttavia non esattamente), o, omettendo i particolari della colorazione, a Botia caudipunctata. Ha ammesso, tuttavia, che finora non aveva mai visto degli esemplari di Botia con macchie sulla pinna rossa. Non ha escluso la possibilità di una ibridazione fortuita.

Come vedete il problema non è così semplice da essere risolto immediatamente. Fortunatamente, presupponendo di non avere disastri in vasca in futuro, avrò abbastanza tempo per osservare lo sviluppo del pesce e rendere noti i successivi cambiamenti nella forma, nel disegno e nella colorazione.

Qualunque sia la conclusione di questa storia, senza dubbio si sta rivelando ancora un altro caso di bel Botia misterioso, e questa sembra essere la cosa più importante, malgrado le nostre grandi emozioni ed aspettative.

Elenco delle Specie presenti nel sito e appartenenti alla Famiglia

Ambastaia nigrolineata - Foto © Emma Turner (Loaches Online)
Black-Lined Loach
Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni massime: 10 cm

Relativamente rara nel commercio acquariofilo, dopo essere stata separata dal genere Botia e assegnata al nuovo genere Yasuhikotakia, nel 2012 è stata separata anche da questo genere dall'ittiologo Dr. Kottelat che l'ha assegnata a un nuovo genere, Ambastaia, che comprende oltre ad Ambastaia nigrolineata anche Ambastaia sidthimunki

Temperatura in natura: 15 - 25°C
Valori pH in natura: 6.0 - 7.0
Ambastaia sidthimunki - Foto di Emma Turner (Loaches Online)
Dwarf Loach, Sid The Monkey
Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni massime: 6 cm

Questa specie era scomparsa per diversi anni dal commercio acquariofilo verso della fine del secolo in quanto in pericolo di estinzione; quando è riapparsa, riprodotta commercialmente tramite stimolazione ormonale, aveva un costo molto elevato. Ora in genere è disponibile, e senza essere particolarmente economica comunque è notevolmente meno costosa.

Temperatura in natura: 24 - 28°C
Valori pH in natura: 6.0 -7.5
Botia-almorhae - Photo by JJPhoto (Fishbase.org)
Reticulate loach
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Dimensioni massime: 15,5 cm SL

C'è una grandissima confusione nell'identificazione dei "Botia yo-yo", in bilico tra le due specie Botia lohachata e Botia almorhae, confusione non solo in ambito acquariofilo ma anche tra gli studiosi, che di volta in volta separano le due specie o le considerano sinonimi...

Temperatura in natura: 20 - 27°C
Valori pH in natura: 6.5-7.5
Botia dario - Foto © Emma Turner (Loaches.com)
Queen Loach
Aspettativa di vita: 5 - 8 anni
Dimensioni massime: 15 cm TL

I Botia dario non sono molto facili da reperire in commercio qui da noi, a volte si trovano venduti come Botia lohachata, con cui hanno una lieve somiglianza nel disegno della livrea nella fase giovanile. Sono tra i botia più piccoli, e devono essere mantenuti in branchi numerosi.

Temperatura in natura: 23 - 28°C
Valori pH in natura: 6.8-7.5
Giovane Botia histrionica - Foto © Mark Duffill (Seriouslyfish.com)
Gold Zebra Loach
Aspettativa di vita: 6 - 8 anni
Dimensioni massime: 12 cm SL

I Botia histronica sono dei membri relativamente pacifici del genere Botia, e arrivano ad una lunghezza di 13 cm. Gregari e curiosi, possono essere adatti alle vasche di comunità, ma dovrebbero essere allevati in non meno di 5 esemplari.

Temperatura in natura: 25 - 28°C
Valori pH in natura: 6.5 - 7.2
Botia kubotai - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)
Polkadot botias
Aspettativa di vita: 12 15 anni
Dimensioni massime: 15 cm SL

Quando nel 2004 Kottelat ha descritto scientificamente questa nuova specie di Botia, era da tempo che gi appassionati avevano capito che questi botia dall'ineguagliabile livrea costituivano una specie non ancora descritta scientificamente, ribattezzata con il nome provvisorio di "Botia sp. Myanmar" prima e "Botia angelicus" poi.

Temperatura in natura: 24 - 28°C
Valori pH in natura: 6.8-7.5
Esemplare giovanile di Botia lohachata, si noti la livrea a 'YoYo' - 02 marzo 2004
Yo-Yo Loach; Pakistani Loach
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Dimensioni massime: 11 cm SL

Botia lohachata ha il soprannome inglese di "yoyo loach", dovuto al disegno della livrea giovanile, che sembra disegnare lettere Y e O alternate. C'è una grandissima confusione nell'identificazione di Botia lohachata e Botia almorhae, a causa della livrea simile...

Temperatura in natura: 24 - 30°C
Valori pH in natura: 6.0 - 8.0
Botia rostrata - Foto di Emma Turner (Loaches Online)
Gangetic loach
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Dimensioni massime: 25 cm TL secondo Fishbase, 11-12 cm secondo Seriouslyfish... ma c'è discordanza anche tra i vari studiosi sulle eventuali sottospecie raggrupate in questa specie, sono necessari ulteriori studi.

Botia rostrata è un cobitide pacifico e tollerante, che si trova raramente in commercio; considerata prima specie a sé stante, dal 2004 il tassonomista Dott. Kottelat l'ha considerata come una sottospecie di Botia almorhae.

Temperatura in natura: 20 - 27°C
Valori pH in natura: 6.5-7.5
Esemplare giovanile di Botia striata - Foto di Emma Turner (Loaches Online)
Zebra Loach
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Dimensioni massime: 10 cm

Botia striata è un botia abbastanza piccolo, tranquillo ed attivo, che deve essere allevato in gruppi, non meno di 5 esemplari, perché possano interagire tra di loro e costruirsi una naturale struttura sociale.

Temperatura in natura: 23 - 26°C
Valori pH in natura: 6.0 - 8.0
Esemplare adulto di Botia udomritthiruji - Foto di Kampol Udomritthiruj (Loaches Online)
Emperor botia, Botia imperatore
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Dimensioni massime: 15 cm

Questa nuova specie, il cui primo esemplare è stato catturato per la prima volta già nel 1993, è stata descritta scientificamente solo nell'ottobre del 2007 dal Dott. Heok Hee Ng, che l'ha chiamata così in onore di Kamphol Udomritthiruj, ben conosciuto sul forum di Loaches Online, il quale ha raccolto in natura gli esemplari affinchè Ng potesse fare la sua descrizione.

Temperatura in natura: 22 - 28°C
Valori pH in natura: 6.0-6.5
Chromobotia macracanthus, Clown loach: i botia pagliaccio da giovani e da adulti
Clown Loach, Botia Pagliaccio
Aspettativa di vita: 30 - 40 anni
Dimensioni massime: 40 cm TL

Questa specie è senza dubbio una delle più mal conosciute in acquariofilia, dal momento che è del tutto inadatta per gli acquari piccoli, nonostante sia praticamente onnipresente nei negozi. La maggior parte dei rivenditori vendono i Chromobotia senza fornire quelle che dovrebbe essere considerate informazioni essenziali riguardanti la loro cura a lungo termine, con la conseguenza che la maggior parte degli esemplari in cattività muore molto prima di quanto consentirebbe la loro aspettativa di vita.

Temperatura in natura: 24 - 30°C
Sinibotia pulchra adulto, probabilmente una femmina - Foto © Zhou Hang (Seriouslyfish.com)

Aspettativa di vita: 8 - 10 anni
Dimensioni massime: 8.8 cm SL

Insieme a Sinibotia robusta è il membro del genere Sinibotia che si trova più comunemente in commercio, e le due specie sono spesso importate in lotti misti, presumibilmente perché condividono gli stessi habitat e sono quindi catturati insieme in natura. Come la maggior parte dei congeneri ha un corpo sinuoso molto flessibile che lo rende molto interessante da osservare.

Sinibotia robusta - Foto © Emiliano Spada
Botia robusta
Aspettativa di vita: 8 - 10 anni
Dimensioni massime: 10 cm TL

Il Botia robusta, che dal gennaio del 2004 ha assunto il nuovo nome di Sinibotia robusta, è una specie rara da trovare in commercio. Proveniente dalla Thailandia, dall'India e da una parte della Cina, ha una livrea molto simile a quella del Botia histrionica, con il quale viene spesso confuso.

Temperatura in natura: 20 - 24°C
Valori pH in natura: 7.0- 7.8
Esemplare adulto di Syncrossus beauforti con il tipico disegno della livrea © Nonn Panitvong/Siamensis.org
Tiger Botia
Aspettativa di vita: 8 - 10 anni
Dimensioni massime: 18 cm - sembra che le dimensioni di 25 cm talvolta registrate siano errate e da riferire a Syncrossus berdmorei.

Il Syncrossus beauforti è il più piccolo dei "Botia tigre", raggiungendo i 18-20 cm di lunghezza, ma non per questo è meno aggressivo e mordace degli altri Syncrossus: è famoso per essere un pesce violento, aggressivo, che morde le pinne degli altri pesci, e molto territoriale.

Temperatura in natura: 24 - 28°C
Valori pH in natura: 6.0 - 6.5
Syncrossus berdmorei dalla livrea fortemente maculata © Nonn Panitvong/Siamensis.org
Tiger Botia
Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni massime: 25 cm SL

Il Syncrossus (ex Botia) berdmorei è una specie molto rara in commercio, anche perché è stata importata solo recentemente. E' l'appartenente al gruppo dei 'botia tigre' dalla colorazione più spettacolare, lungo fino a 25 cm e può essere molto aggressivo verso gli atri pesci.

Temperatura in natura: 25 - 30°C
Valori pH in natura: 6.5 - 7.5
Syncrossus helodes (ex Botia helodes), Banded tiger loach - Foto © Robert Beke (Beke.co.nz)
Tiger Botia
Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni massime: 30 cm SL

Syncrossus helodes è un'altra specie della famiglia Botiidae che viene raggruppato tra i "Botia Tigre" per il comportamento sempre aggressivo e "mordace", anche se non così marcato come in altri botia, come ad esempio Syncrossus beauforti.

Temperatura in natura: 24 - 30°C
Valori pH in natura: 6.0 - 6.5
Syncrossus hymenophysa - Foto di Emma Turner (Loaches Online)
Tiger Botia
Aspettativa di vita: 8 - 12 anni
Dimensioni massime: 21 cm

Altro grande appartenente al gruppo dei "Botia tigre", Syncrossus hymenophysa manifesta come i cugini un'indole molto aggressiva e combattiva, che unita alle dimensioni ragguardevoli (25 cm) non lo rendono adatto alle comuni vasche di comunità.

Temperatura in natura: 25 - 30°C
Valori pH in natura: 6.0 - 7.0
Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Foto di Bogdan J. Janiczak
Speckletail loach, Botia coda puntinata
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 10 cm SL

Yasuhikotakia caudipunctata (era Yasuhikotakia caudipunctata) è uno tra i botia abbastanza difficili da trovare, in genere arriva nei negozi mescolato a grandi gruppi di Yasuhikotakia morleti. Nonostante le dimensioni contenute ha un'indole spiccatamente aggressiva e territoriale...

Temperatura in natura: 26 - 30°C
Valori pH in natura: 6.5-7.5
Yasuhikotakia eos (ex Botia eos) che ha appena finito il pasto (come si può vedere dalla pancia bella piena) - Foto di Bogdan J. Janiczak
Sun Loach, Botia sole
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 11 cm TL

Yasuhikotakia eos (ex Botia eos) è un botia aggressivo, che andrebbe tenuto in gruppo numeroso perché si formi una naturale gerarchia, in un grande acquario monospecifico o in compagnia di botia dal carattere parimenti aggressivo...

Temperatura in natura: 24 - 28°C
Valori pH in natura: 6.0 - 7.5
Yasuhikotakia lecontei (Botia lecontei) con livrea giovanile (le barre verticali scompariranno con la crescita) - Foto di Bogdan J. Janiczak
Silver loach
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 15 cm

Yasuhikotakia lecontei è un botia che raggiunge ragguardevoli dimensioni (25 cm di lunghezza) per cui, insieme al fatto che deve essere allevato in gruppi di non meno di 5 esemplari, necessita di acquari molto grandi, anche se non è aggressivo come altri congeneri.

Temperatura in natura: 26 - 30°C
Valori pH in natura: 6.0 - 6.5

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