• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Brachygobius xanthomelas

Herre, 1937

Questa specie è a volte disponibile nel commercio acquariofilo tra i "pesci ape", anche se spesso erroneamente identificata, e confusa con un membro non identificato del genere che non corrisponde a nessuna delle specie descritte.

Brachygobius xanthomelas da Bangka Island, Indonesia - Foto © Michael Lo

nome comune
Bumblebee goby, pesce ape
etimologia

Brachygobius: dal greco brachys, eia = piccolo + dal latino gobius = ghiozzo

dimensioni massime in natura
2 cm SL
aspettativa di vita
5-8 anni

Questa specie è a volte disponibile nel commercio acquariofilo, anche se spesso erroneamente identificata, ed il suo nome è stato anche ampiamente utilizzato erroneamente per indicare un membro non identificato del genere che non corrisponde a nessuna delle specie descritte.
Quest'ultimo è il pesce raffigurato nella maggior parte delle immagini che si trovano online, e possiede una macchia scura sulla base anteriore della prima pinna dorsale, mentre la stessa zona nel vero Brachygobius xanthomelas è incolore.

Secondo le attuali conoscenze si può identificare come segue:  meno di 30 squame laterali; una banda nera che raggiunge la linea medio ventrale posteriore della pinna anale; prima banda nera del corpo che termina all'origine della pinna dorsale; assenza di squame predorsali o opercolari; parte basale della prima pinna dorsale non nera anteriormente.

Il genere Brachygobius attualmente contiene 9 specie descritte scientificamente, e anche se tutte sono indicate collettivamente come "pesci ape", solo Brachygobius doriae e Brachygobius sabanus sono comunemente disponibili nel commercio acquariofilo.

Il genere è spesso incluso nella sottofamiglia Gobionellinae a fianco generi quali Chlamydogobius, Mugilogobius, Pseudogobiopsis, Rhinogobius, Schismatogobius, Stigmatogobius. È considerato più strettamente correlato al genere Pandaka con cui condividono numerosi caratteri, ma anche alcune differenze.

distribuzione

Asia: Malesia e Indonesia

habitat

Ambiente: demerso, acqua dolce e acqua salmastra. Clima: tropicale.
Generalmente limitato agli ambienti di pianura, tra cui paludi d'acqua dolce, torrenti, affluenti minori, e paludi di torba forestale. La vegetazione marginale tende a crescere fittamente con letti di piante acquatiche, dei generi quali Cryptocoryne o Barcalaya e macchie di lettiera foglie sommerse in alcune zone.
Gli habitat delle torbiere sono caratterizzate da acqua del colore del tè a causa dei tannini, bassissima acidità, conduttività minima, e durezza trascurabile. Il substrato è composto da fango e torba con sovrastante lettiera e strutture legnose sommerse come le radici degli alberi.
A differenza di molti congeneri, questa specie non sembra trovarsi spesso in natura in ambienti di marea o altrimenti salmastri.

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allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 45 cm di lunghezza dovrebbe essere considerato il minimo indispensabile per allevarne un gruppo di almeno 6 o più esemplari.
Fornire tantissimi nascondigli e ripari; l'idea è di creare molte linee visuali spezzate, per consentire agli esemplari più deboli di sfuggire alle continue attenzioni dei pesci dominanti. Possono essere mescolati al substrato del corallo schiacciato o della sabbia corallina, al fine di agire come buffer per il pH se necessario, e aggiungere sale marino (apposito per acquari) in una dose di circa 2 grammi per litro. La filtrazione non deve essere forte, l'ideale è un piccolo filtro a spugna ad aeratore.

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Comportamento e compatibilità: Non è un pesce ideale per l'acquario di comunità, ma è meglio allevarlo in un acquario monospecifico. Infatti le loro ridotte dimensioni, se non ne fanno una facile preda per i pesci più grandi, unita alla loro "lentezza" nell'alimentarsi faranno comunque perdere loro la competizione alimentare con quasi ogni altra specie, oltre al fatto che non accettano il mangime secco.
Anche se i maschi, in particolare, sono territoriali l'uno verso l'altro, bisogna allevarne un gruppo di minimo 6 o più esemplari, in quanto se sono allevati in buon numero l'aggressività si distribuisce meglio tra gli individui, in più i pesci diventano più audaci e mostrano un comportamento più naturale.

alimentazione

In acquario dovrebbe essere considerato essenziale offrire loro piccolo cibo vivo, come Artemia, Daphnia, ecc, anche se alcuni esemplari imparano con pazienza ad accettare le alternative congelate. I mangimi secchi sono normalmente ignorati (ricordo che provengono dalla cattura in natura!)

  • Specie d'acqua salmastra
  • Specie che in genere non accetta il mangime secco
  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie riprodotta raramente in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono d'allevamento o di cattura.
dimorfismo sessuale
Le femmine sessualmente mature appaiono spesso con il corpo più rotondo rispetto ai maschi, in particolare quando piene di uova. Quando sono nel periodo riproduttivo i maschi assumono sul corpo una tinta rossastra mentre le barre scure sul corpo diventano pallide; nelle femmine invece la prima barra gialla diventa più luminosa.
riproduzione

Questa specie depone le uova in piccole grotte, che in acquario possono essere create tramite piccoli vasi di fiori, tubi di ceramica, conchiglie, contenitori di pellicole fotografiche, pezzi di tubi di plastica...
Un maschio seleziona un sito e inizia in prossimità a fare parate alle femmine, finché non ne trova una ricettiva. Vengono deposte nella grotta circa 100-200 uova, dopo di che la femmina si allontana, lasciando il maschio a sorvegliare e curare la covata.
Una volta che un maschio custodisce le uova sarebbe meglio o rimuovere qualsiasi altro pesce presente, o se possibile spostare la grotta con maschio e uova all'interno di un altro acquario, contenente acqua identica a quello di provenienza, al fine di evitare la predazione dei piccoli.
Il periodo di incubazione è di 7-9 giorni. Una volta che gli avannotti hanno raggiunto il nuoto libero richiedono alimenti microscopici come Parameci o Brachionus fino a che non diventano grandi abbastanza da accettare naupli di Artemia e simili. Per le prime settimane di vita sono pelagici e si stabiliscono sul substrato.

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