• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
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Chromobotia macracanthus (O. Åhlander)

Lun, 26/Apr/2004 - 00:00
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Articolo veramente interessante, in cui sono presenti descrizioni e foto dell'ambiente naturale dei Chromobotia macracanthus, e soprattutto foto di un esemplare con le uova: l'articolo infatti sfata vari miti che si sono diffusi su questi simpaticissimi pesci, in particolare per quanto riguarda proprio la riproduzione.

Traduzione dell'articolo:
"CLOWN LOACH Chromobotia macracanthus (Bleeker 1852)" di Ola Åhlander
sul sito della Bollmora Akvarieklubb, che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.
Testi e foto di Ola Åhlander - Traduzione in inglese di Paul Stanton

Si tratta di uno degli articoli più completi e interessanti che abbia trovato su questi splendidi cobitidi.
Le uniche note che ho da fare in base alla mia esperienza personale, è che non è affatto impossibile allevare i botia con le piante, e che ho visto i macracanthus con i miei occhi mangiare le Melanoides tubercolata, le lumache a tronco di cono: le lavorano a lungo con i barbigli, fino a che riescono ad aprirle e a "ciucciarsi" il contenuto... una volta a uno gli era rimasta addirittura una conchiglia incastrata nel muso :-))))

I riferimenti tassonomici nell'articolo sono ovviamente relativi a quanto si sapeva negli anni in cui è stato scritto; per avere un'idea dalla tassonomia attuale delle famiglie di Botiidae e Cobitidae visitate queste pagine.

I Chromobotia macracanthus amano il cibo in pastiglie :) - Foto di Ola Åhlander (Bollmoraakvarieklubb.org)

I Botia pagliaccio sono uno dei pesci d'acquario più popolari, ed è così già da moltissimo tempo, ma sorprendentemente si conosce pochissimo di loro e della loro biologia. Principalmente è sconosciuta la loro riproduzione.
In questo articolo tratterò di tutto quello che realmente conosciamo su questi pesci e sfaterò qualche mito. Per finire, condividerò con voi le mie considerazioni ed idee su come possiamo finalmente risolvere il mistero e indurli a riprodursi in acquario.

Generalità:

Botia pagliaccio, Chromobotia macracanthus

I Chromobotia macracanthus provengono dall'Indonesia, sono stati ritrovati in Borneo (Kalimantan) e Sumatra. Per la maggior parte dell'anno vivono nei fiumi, ad eccezione del periodo della migrazione annuale per la riproduzione, quando gli adulti riproduttivi risalgono a nuoto verso canali più piccoli per accoppiarsi. Vivono presso il letto dei fiumi, in grande numero o in banchi. Le informazioni sulle dimensioni massime variano fino a 40-50 cm. Questo deve essere visto come evento molto raro anche in natura, e una dimensione degli adulti più normale sarebbe di 15-20 cm., per l'età massima le informazioni parlano di 20 anni.

Il Chromobotia macracanthus appartiene alla famiglia Cobitidae (Loaches), l'ordine è quello dei Cypriniformes.
La caratteristica principale per questa famiglia è una spina sotto ogni occhio che può essere eretta come meccanismo di difesa. Il nome scientifico dei Chromobotia è macracanthus che significa "grande spina". Anche se le spine non sono velenose, può essere molto doloroso essere punto da loro, credetemi!
Un avvertimento, le spine dei cobitidi possono rimanere facilmente impigliate nei retini, che nel caso peggiore possono ferire gravemente i pesci.
Le squame dei Chromobotia macracanthus sono piccole e difficili da vedere, il che ha fatto si che alcuni acquariofili dichiarassero che erano "privi di squame", il che è errato, comunque non ha squame sulla testa. I Cobitidi hanno quattro paia di barbigli. La forma del corpo e la livrea sono come potete vedere nelle foto.

Chromobotia macracanthus - Habitat indonesiano - Mikael Håkansson

Luogo natale del Botia pagliaccio! La rete da pesca nella foto è usata per pescare pesci commestibili, non particolarmente Botia pagliaccio. Foto: Mikael Håkansson

La grande maggioranza dei Chromobotia macracanthus in vendita sono catturati in natura, circa 20 milioni di Botia pagliaccio vengono esportati ogni anno dall'Indonesia. Qualche riproduzione in cattività è stata ottenuta principalmente in Tailandia con l'aiuto di ormoni per stimolare l'accoppiamento. Portare alla taglia adulta avannotti di Chromobotia macracanthus è ancora abbastanza costoso, confrontato con quello che costa catturarli in natura.

Resoconti dettagliati di riproduzioni con successo indotte con ormoni sono stati fatti per esempio nella Rep. Ceca, in Russia ed in Florida, ma è difficile verificare l'esattezza di questi rapporti. Un aumento dei Chromobotia macracanthus allevati nelle cosiddette "Fish Farm°, allevamenti in grande scala, è naturalmente una cosa auspicabile.

Anche se la specie non è particolarmente minacciata per il numero di esemplari catturati in natura, ci sono rapporti da determinate zone, principalmente a Sumatra, che indicano che il loro numeri sta diminuendo.
L'Indonesia ha proibito la cattura dei Chromobotia macracanthus che superano i 15 cm. per l'esportazione, questo per proteggere i pesci pronti per la deposizione. Anche se i pesci catturati in natura possono essere una minaccia d'estinzione in alcuni casi localizzati, la questione del catturare o no i Chromobotia macracanthus in natura non è così semplice, perché per quelle famiglie povere che hanno la pesca come loro unica fonte di reddito, il Botia pagliaccio dà un contributo economico importante.

Dalle informazioni che ho, in Borneo la cattura viene effettuata generalmente dalla fine di marzo all'inizio di luglio, quando l'acqua retrocede dopo la stagione delle piogge, che va da dicembre a febbraio. I pesci giovani, di qualche anno, possono essere pescati nella stagione delle piogge da gennaio a febbraio. A Sumatra l'alta stagione è più presto, da novembre a gennaio. Durante i primi anni c'era spesso una scarsità di Botia pagliaccio nei negozi in autunno ed in inverno, prima che cominciasse il periodo di cattura, ma attualmente si è cominciato ad allevare i pesci in grandi stabilimenti e in grandi laghetti di cemento, dotati di piante d'acquario, così adesso vi è disponibilità per tutto l'anno. Inoltre, c'è anche un vantaggio economico, in questo periodo i pesci crescono, e più grandi sono i pesci e più valgono.

Pescare i pesci in natura è molto interessante. Bisogna prendere una canna di bambù vuota lunga più di due metri e fare un piccolo buco in ogni segmento del bambù. Il bambù viene quindi collocato in acqua e i botia cercano nascondiglio lì dentro. Quando il bambù viene sollevato fuori dall'acqua bisogna far uscire i pesci scrollandolo con attenzione. Questo metodo può essere leggermente diverso da un posto ad un altro ma è quello principale.

Chromobotia macracanthus - pesca con le canne di bambu

Canna di bambù appese tramite dei lacci lungo un fiume di Sumatra. Con questo metodo vengono catturati nell'alta stagione da novembre a gennaio ...

Chaca bankanensis - Mikael Håkansson

...non solo i Chromobotia macracanthus ma anche molti pesci gatto, per esempio Chaca bankanensis. Foto: Mikael Håkansson

Mikael Håkansson, che ha visitato recentemente Jambi a Sumatra per studiare la cattura dei pesci d'acquario in quella regione, afferma che le canne di bambù vengono appese da alberi che si sporgono nell'acqua dalle rive, o da un pezzo di legno usato come galleggiante. Il secondo metodo è usato principalmente durante la stagione realmente alta, mentre i bambù che pendono dagli alberi è un metodo usato durante tutto l'anno. Il bambù viene ridotto ad una lunghezza di circa due metri ed è messo ad asciugarsi per due mesi, nel bambù fresco c'è una sostanza o un odore che evidentemente i pesci non gradiscono.

Chromobotia macracanthus - trappola per botia che viene svuotata - Mikael Håkansson

Una trappola di bambù che viene svuotata. Foto: Mikael Håkansson

I pesci che vengono pescati per uso acquariofilo vanno da 2 a 7-8 cm. Naturalmente i Chromobotia macracanthus più grandi vengono catturati con altri metodi di pesca quali le reti, ma questi vengono mangiati dalla popolazione locale. I macracanthus non sono una fonte significativa di cibo anche se vengono mangiati una volta catturati, ma vi sono altre specie più grandi di pesci che vengono ricercati.

Mikael ha detto che all'inizio dell'alta stagione per i Chromobotia macracanthus, tutti voglio partecipare, persino "anziane signore che possono appena camminare assumono un nuovo stile di vita e si siedono nelle barche, aiutando a svuotare le trappole di bambù".

Nuovi nomi per i Botia

Bleeker nel 1852 ha descritto il Botia pagliaccio come Cobitis macracanthus. In seguito è stato spostato nella famiglia Botia, in cui è rimasto fino al 2004, quando l'ittiologo svizzero Maurice Kottelat li ha collocati in una loro propria famiglia, Chromobotia. Nello stesso lavoro, la famiglia Botia è stata divisa in quattro famiglie più piccole, oltre a Chromobotia troviamo Yasuhikotakia, dove sono stati spostati i "Mekong loaches", con modesta, sidthimunki ed altri. I "tiger loaches° con tra gli altri helodes e hymenophysa sono stati messi nella famiglia Syncrossus. Sono rimasti nel genere Botia i loaches "indiani", per esempio Botia almorhae (Pakistani loach o Yoyo loach) e Botia striata.

macracantha o macracanthus?

Talvolta potrete vedere il nome della specie nella forma macracantha invece di macracanthus, ma in accordo con Sven Kullander del Museo di Storia Naturale Svedese (Swedish Natural history museum) non ci sono dubbi che è la forma macaranthus ad essere corretta.
"Macracanthus in questo caso è un sostantivo (grande spina), così non è cambiato al contrario del nome della famiglia, descritta da Bleeker come Cobitis macracanthus. Siccome Cobitis è femminile avrebbe dovuto usare "macracantha° se avesse inteso trattarlo come un aggettivo (grande spinoso)"
Un grazie riconoscente a Sven per questa spiegazione, con la qual possiamo mettere la parola fine a questa discussione.

Comportamento:

Yasuhikotakia modesta

Il 'Blue loach' o Botia blu adesso si chiama Yasuhikotakia modesta.

I Chromobotia macracanthus sono considerati pesci che vive in banchi, ma piuttosto direi che vivono in gruppo. I pesci litigano fra loro in un modo che i pesci che vivono in un banco "reale" fanno raramente. Questo problema di definizione è probabilmente più di un interesse soltanto accademico. In nessun caso questi pesci dovrebbero essere allevati da soli, in quanto diventano molto insicuri, impauriti ed a volte aggressivi. Sono allevati più adeguatamente in gruppi di 4-5 o più esemplari. Ho letto in parecchi articoli che i Chromobotia macracanthus più anziani possono diventare aggressivi con le altre specie di pesci, ma non ho mai notato questo, potrebbe semplicemente essere che i macracanthus erano stati allevati da soli o in un gruppo troppo piccolo.

Chromobotia macracanthus

I Chromobotia macracanthus non dovrebbero essere allevati da soli ma in gruppi di almeno 4 o 5 esemplari.

I Chromobotia macracanthus crescono abbastanza velocemente da giovanotti, fino ai 7-8 cm., dopo rallentano in modo cospicuo la loro velocità di crescita. I giovani macracanthus sono pesci vivaci e curiosi a cui piace venire nella parte anteriore della vasca quando è l'ora di mangiare. La mia esperienza è che i pesci più vecchi sono un po' più prudenti e preferiscono se possibile trovare un posto dove nascondersi.
A volte rimangono fermi e dormono in un modo che dà loro l'aspetto di pesci morti, a volte rimangono persino fermi sdraiati su di un fianco. Quando si cerca di capire che cosa è successo, il pesce nuota via come se niente fosse successo. Sono d'altro canto incredibilmente rapidi quando prendono velocità e sono molto abili nello schivare le pietre nelle correnti molto rapide.

La caratteristica più conosciuta dei botia è che fanno "click". Quando si litigano per il cibo o per il posto migliore nel nascondiglio, emettono un sonoro click, che è facilmente udibile, a volte così forte da far pensare che l'acquario si sia spezzato!

L'acquario:

Una grande area del fondo è la cosa migliore. I pesci che vivono vicino al fondo come i cobitidi non hanno l'esigenza di un acquario alto. Il materiale adatto per il fondo è il ghiaino per acquario, con pietre più piccole e più grandi e radici, per dare l'aspetto di un ambiente naturale.

Potete provare con le piante, ma dovete tener conto che potrete subire qualche perdita, in quanto ai Chromobotia macracanthus piace mangiare le piante. Se chiedete ad un macracanthus le Echinodorus e diverse specie di Hygrophila sono molto saporite. Vanno meglio, per esempio, la felce di Giava (Microsorum pteropus) e le Anubias, ed anche la Vallisneria.

La dimensione dell'acquario deve essere compatibile con la dimensione dei pesci, non voglio dare nessuna dimensione definitiva o puntare il dito su qualcuno: in questo caso, usate il buonsenso. Più grande è, meglio è, e questo è valido qui come nella maggior parte dei casi che riguardano gli acquari.

Chromobotia macracanthus

Il nome della specie macracanthus significa 'grande spina' ed allude alla spina erettile che hanno i Chromobotia sotto ogni occhio.

I nascondigli sotto forma di fori e caverne vanno bene, ai pesci piace stare in una caverna ed osservare fuori, per vedere che cosa sta succedendo. Rimangono vicini felicemente stretti insieme, per cui i fori dovrebbero essere abbastanza grandi per contenere allo stesso tempo l'intero gruppo. A mio parere si ottiene un aspetto migliore se i fori vengono fatti con grandi pietre arrotondate e con radici per copiare l'habitat naturale dei Chromobotia macracanthus, ma ai pesci non importa così tanto che materiali usate. Ho visto utilizzare sia mattoni che tubi di plastica grigi, che i pesci usano felicemente.
Le radici vuote possono causare problemi. Ne ho avuto una dove uno dei miei pesci aveva deciso di vivere, farlo uscire fuori era quasi impossibile. Ho dovuto aspettare una settimana prima che si decidesse ad uscire ed io potessi spostarlo come previsto.

La circolazione dell'acqua e il filtraggio è meglio se vengono regolati un po' superiori a quanto si farebbe in un acquario standard, in modo da essere sicuri di buon flusso d'ossigeno, non c'è bisogno di nessuna corrente d'acqua forte come quella necessaria in un acquario di Balitoridi (hillstream).

I Chromobotia macracanthus non richiedono valori estremi dell'acqua, saranno eccellenti un pH e KH normali. D'altra parte si dovrebbe fare attenzione con i cambi d'acqua estremi, questi pesci sono sensibili ai cambiamenti improvvisi nella qualità dell'acqua. Piccoli e frequenti cambi d'acqua sono la cosa migliore. Io raccomando di cambiare l'acqua almeno una volta ogni due settimane, preferibilmente più spesso.
La temperatura solitamente raccomandata va dai 25 ai 30°C., in altre parole abbastanza calda. I miei pesci sembrano preferire 26-28 gradi, anche se possono stare ad una temperatura più alta, non sembrano pensare che sia così confortevole.

Dieta

E' quasi più facile dire quello che i Chromobotia macracanthus non mangiano, piuttosto che elencare cosa mangiano, sono onnivori.
Le voci che dicono che possono "ripulire" un acquario dalle lumache, è quasi vera. Scrivo quasi, perché mi sono accorto che non mangiano le lumache della sabbia "Malaysian° (Melanoides tubercolata), che possono essere riconosciute dalla loro conchiglia a forma di spirale aguzza. Queste lumache hanno nell'apertura della conchiglia una copertura (l'opercolo) che possono chiudere, ovviamente questo è troppo duro perché i Chromobotia macracanthus riescano a romperlo!

Poiché sono pesci onnivori e vivono sul fondo, si può contare che mangeranno gli animali che vivono sul e nel fondo. Oltre alle lumache anche crostacei, vermi e larve, per esempio chironomus, tubifex, è probabile che siano tutti inclusi nella loro dieta naturale. Nelle acque dolci tropicali solitamente c'è abbondanza di piccoli gamberi, probabilmente quindi anche questi saranno un alimento importante, così come le verdure, di tipi differenti.
In altre parole potete alimentare questi pesci con tutti i tipi di cibo, mangime in fiocchi, cibo vivo e congelato come larve di zanzara, chironomus, mysis, Dafnia, tubifex, ecc. I lombrichi sono squisiti, ma devono essere prima tagliati in dimensioni adeguate, il che per qualche persona può essere già troppo! artemia salina, pastiglie di alghe, pellets di diversi tipi, come quello per salmonidi, discus o pesci rossi. Vanno altrettanto bene i cavolini di Bruxelles, fette di zucca e di cetriolo sbollentati.
Naturalmente il modo migliore di alimentali è di dar loro cibi che affondano, ma se necessario possono andare nella parte superiore dell'acquario e perfino mangiare sulla superficie mentre nuotano sul dorso. Una dieta eterogenea e varia è probabilmente la cosa migliore.

Chromobotia macracanthus

Il chironomus è uno dei piatti favoriti dei Chromobotia macracanthus. Un avvertimento, non è insolito essere allergici ai chironomus, quindi se vi sembra di avvertire anche un minimo disagio, per esempio vi prudono gli occhi o si sviluppano delle chiazze cutanee smettete di usare questo alimento.

I Chromobotia macracanthus sani mangiano molto e spesso, il che spiega l'esigenza di una buona filtrazione. Il loro vorace appetito li porta facilmente ad essere tentati a sovralimentarsi, il che presto porterà ad un peggioramento delle condizioni dell'acqua. Alimentateli con piccole quantità alcune volte durante il giorno, in modo che i pesci non lascino nessun avanzo, il fondo può diventare particolarmente sudicio se li alimentate con pastiglie e wafer, poiché i botia pagliaccio non hanno molte buone maniere a tavola.

I Chromobotia amano il mangime in pastiglie

I Chromobotia amano il mangime in pastiglie

Talvolta i Chromobotia macracanthus entrano in una "feeding frenzy° letteralmente una "frenesia d'alimentazione"; significa che si gettano istericamente sul cibo schioccando intensamente. Anche se sono solitamente pesci a cui piace mangiare, quello che accade è qualcosa di completamente differente, sembra come non avessero mai mangiato prima! I miei pesci si comportano così tra Marzo-Maggio e questo può forse avere qualcosa a che fare con il cambiamento stagionale nel loro habitat originario.

Problemi particolari:

Ci sono un paio di cose che si dovrebbero tenere sotto controllo a proposito dei Chromobotia macracanthus. Il problema più comune è quello dei puntini bianchi, questi pesci sono facilmente colpiti da questa malattia. Questo accade spesso quando i pesci sono stati allevati troppo al freddo o in pesci appena comprati dopo il trasporto.
Pesci che sono tenuti abitualmente bene non sono più suscettibili ad ammalarsi di altri; durante i dieci anni che ho allevato questi pesci, ho visto soltanto una volta un puntino bianco. Per i casi di emergenza tenete sempre in casa la medicina per l'ictio se acquistate i botia, può salvar loro la vita. L'ictio, la malattia dei puntini bianchi si cura facilmente, ma può essere una catastrofe se non curato.

N.B.! seguite con attenzione le istruzioni di dosaggio per tutte le medicine, alcune medicine suggeriscono metà del dosaggio normale proprio per i botia, perché possono essere sensibili ad alcuni ingredienti, soprattutto combinazioni con il rame.

La perdita di peso, o malattia del dimagrimento, è inoltre abbastanza comune nei Chromobotia macracanthus. I sintomi tipici sono la perdita di peso e un comportamento conosciuto come "dorso a lama di coltello", anche se il pesce è vivace e mangia normalmente.
Questa malattia è più difficile da trattare, è portata da un organismo parassita (spironucleus) presente nell'intestino, dello stesso tipo che si pensa sia la causa della cosiddetta malattia dei discus.

Ho guarito con successo da questa malattia dei pesci importati recentemente, usando Spirohexol della JBL in pastiglie. Ne ho preso una pastiglia, l'ho schiacciata e l'ho sciolta in meno acqua possibile. Ho usato quindi dei granelli di mangime per discus e li ho impregnati nella soluzione. Sono diventati come una densa poltiglia, poco dopo averli messi a mollo nel liquido. Ho allora alimentato i pesci ammalati con questa poltiglia, dopo una settimana la malattia sembrava sparita. Perché faccia più effetto non bisogna dare nessun altro alimento. Anche il Flagyl (Metronidazolo) aiuta a combattere questa malattia, ma almeno qui in Svezia la prescrizione può essere abbastanza difficile da ottenere.

A parte questo i botia pagliaccio non sono più cagionevoli di altri pesci, le malattie descritte prima si presentano solitamente in pesci che sono stati stressati durante il trasporto, o che sono stati sottoposti ad altri fattori di stress come acqua fredda o scarsa igiene dell'acquario.
Non comprate i pesci che sembrano emaciati! I pesci di bell'aspetto raramente sono ammalati. Per citare la mia amica Elisabeth Hallberg; "il modo migliore per evitare la malattia è di mantenere i pesci in buona salute".

Riproduzione

Ci sono pochi fenomeni nell'hobby acquariofilo che sono oggetto di così tante dicerie ed ipotesi come la riproduzione dei Chromobotia macracanthus. Ogni tanto appaiono articoli o storie di qualcuno che ha "trovato" degli avannotti nel suo acquario, ma non sono state mai presentate foto o altre prove. Questo non vuol dire che tutti i resoconti siano delle invenzioni, ma che a volte dovremmo essere più dubbiosi.

Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche comuni che non possiamo ignorare. Si racconta spesso di acquari "dimenticati" in cui improvvisamente compaiono degli avannotti. Se questo è vero, può significare che i pesci non hanno bisogno di una forte corrente per deporre le uova.
Altre esperienze vanno però contro questa teoria, leggete più sotto. Purtroppo, mi direte, sarebbe più semplice se potessimo trovare una ricetta ben precisa di che quello che dovremmo fare.

Ho allevato i Chromobotia macracanthus per circa dieci anni e particolarmente intensivamente negli scorsi quattro-cinque anni. Ho provato molti modi differenti per incoraggiare i miei botia pagliaccio a deporre le uova, ma finora senza successo.
Ho tratto alcune conclusioni che forse possono ispirare qualcun altro a risolvere il mistero di questi pesci incantevoli, così ho pensato di fare qui un resoconto delle mie riflessioni e suggerimenti.

Primo e più importante, se leggete gli articoli su libri o pubblicazioni e in diversi forum in Internet, troverete spesso la dichiarazione che i Chromobotia macracanthus devono essere molto vecchi e molto grandi per essere pronti alla deposizione.
Nel complesso è difficile capire come possano essersi diffuse così tanto tali informazioni, riguardanti una specie che conosciamo così poco. In ogni caso, ho stabilito che questo non è vero!
Secondo uno studio della Danau Sentarum Wildlife Reserve, i pesci sotto gli 8-10 cm. rimangono nelle usuali zone di pesca durante la stagione delle piogge, mentre gli altri migrano. Considerando la velocità con cui si sviluppano, possiamo giungere alla conclusione che i Chromobotia migrano per la deposizione dal loro secondo o forse terzo anno di vita.

Per un incidente (a causa di mio figlio di un anno e mezzo e di alcuni contatti esterni ai filtri nel mio acquario dei botia) una coppia dei miei esemplari più grandi è morta. Siccome sono un tipo curioso ed uno dei pesci sembrava piuttosto arrotondato, l'ho aperto. Con mia grande sorpresa era pieno di uova!
I pesci ora si trovano in alcool al NRM, il Museo Svedese di Storia Naturale a Stoccolma, se qualcuno vuole controllare la loro taglia; altrimenti potete guardare la foto qui sotto. La femmina gonfia di uova, in alto nella foto, è intorno ai 10-11 cm. di lunghezza standard (Pinne escluse) e intorno a 15cm. di lunghezza totale, ben lontana dai 30 cm. di alcuni autori. Quindi non sono necessari pesci enormi perché i macracanthus siano maturi per la deposizione, perciò non lasciate che questo vi scoraggi dal provare.

Chromobotia macracanthus con uova - Foto di Erik Åhlander, NRM

Chromobotia macracanthus con uova! Foto di Erik Åhlander, NRM

I tentativi più controllati che avevo effettuato avevano avuto successo, al punto che avevano avuto come risultato che la femmina era pronta a deporre, questo è ancora lontano dalla riproduzione, ma è già un piccolo passo avanti. Ho cominciato a provare ad imitare un piccolo e largo fiume alla fine della stagione secca, e quindi ho cercato di simulare una "migrazione" verso acque più limpide e fluenti.

L'acquario era di quasi 200 litri, nel quale allevavo dieci Chromobotia fra gli 8 e i 12 cm. Il fondo era costituito da ghiaia e da piccole e grandi pietre. Su uno dei lati corti dell'acquario c'era una "camera di filtrazione" costituita da una striscia di materiale filtrante di 50x40 cm che suddivideva e occupava 20 cm. della lunghezza dell'acquario. Avevo un leggero flusso d'acqua (proporzionalmente, un Fluval 4:, intorno ai 1000l/h, in proporzione leggermente diverso dalla corrente d'acqua di quando si stanno allevando questi pesci.) L'acqua era acqua di rubinetto normale ma con l'aggiunta di un po' di argilla schiacciata in quanto spesso i fiumi tropicali sono piuttosto fangosi. La temperatura dell'acqua era abbastanza alta, intorno ai 30°C.

Dopo un paio di settimane ho cominciato a cambiare l'acqua torbida, ad abbassare la temperatura intorno ai 27°C. e ad aumentare la corrente dell'acqua. Dopo un altro paio di settimane, quando l'acqua è diventata tutta limpida, ho aumentato ulteriormente la corrente dell'acqua (ora con quattro pompe della stessa potenza) ed aggiunto pignette d'ontano e torba nella camera di filtrazione per ottenere un'acqua più "confortevole". Inoltre ho piantato alcuni Spatyphyllum nel caso i pesci desiderassero un po' di vegetazione per deporre le uova. In tutto questo procedimento ho alimentato i pesci come un idiota, il che significa che dovevo cambiare la metà dell'acqua almeno due volte alla settimana, forse più, tranne all'inizio quando la qualità dell'acqua supponevo fosse meno scarsa.

Come ho già detto, i pesci non hanno mai deposto le uova e dopo circa un mese è successo l'incidente, come ho segnalato sopra.

Mentre lavoravo a questo articolo ho avuto dei contatti con Per-Erik Lingdell, che lavora sugli insetti che vivono in acqua corrente, lui è ovviamente molto serio ed ha una grande conoscenza dei meccanismi di questo genere di habitat e di come appare. Mi ha detto che aveva effettivamente avuto degli avannotti di Chromobotia macracanthus, ma sfortunatamente non era riuscito a farli sopravvivere. Aveva seguito una procedura simile alla mia, ma aveva usato un'acqua dalla corrente più forte. Soprattutto aveva un posto in cui l'acqua scorreva veloce sopra delle pietre più grandi piccole e crede che i pesci avessero deposto lì le uova. Aveva anche cambiato le condizioni dell'acqua più rapidamente di quanto ho fatto io. Ho cercato di stimolare i miei pesci per circa un mese prima che fossero vicini alla "zona di deposizione".
Per-Erik era molto informato ed amichevole, come di solito lo sono i "loach people°, gli appassionati dei cobitidi, ed ho avuto molti suggerimenti e idee dalla mia conversazione con lui.

Dal quanto detto sopra, potete capire che non ci sono andato molto lontano! Ho appena allestito un nuovo e un po' più grande acquario, intorno ai 300 litri. (a settembre del 2004) dove avverrà il prossimo tentativo di deposizione. Le misure sono 120x60x40, un fondo abbastanza grande ma non molto alto. Nell'angolo del filtro ho fatto un cosiddetto "filtro di Amburgo", dove ci sarà posto per alcune potenti pompe, Fluval 4 o simili. In questo momento soltanto una è in funzione, le sto mettendo in uso una alla volta, per stimolare una corrente più forte dell'acqua. Inoltre ho un piccolo filtro esterno Ecco della Eheim, principalmente per potere usare torba e similari su una base controllata. Tutta l'altra aspirazione del filtro è nella parte interna del filtro ad angolo, immaginate la frustrazione se i pesci deponessero e le uova fossero risucchiate dal filtro!

Angolo del filtro

Angolo del filtro. Qui si possono inserire almeno 4 pompe di movimento, basta provare un pochino.

Ho un alimentatore automatico che distribuisce tre volte al giorno pellets e granuli per discus. Li alimento con squisitezze come lombrichi e chironomus quando torno a casa di sera, spesso due volte, con un paio di ore in mezzo. Cerco di fornire una dieta ricca di proteine e grassi, credo che sia necessario per l'eventuale produzione delle uova.
L'illuminazione è naturalmente temporizzata in modo da coincidere con i miei ritmi, si accende intorno all'ora di pranzo e si spegne poco dopo la mezzanotte. Al mattino sono troppo stanco ed occupato con la scuola materna ed altre cose per avere tempo di occuparmi dei pesci.

L'acquario è allestito con ghiaia grossolana, una piccola radice ed alcune pietre più piccole, lo riempirò con molte altre pietre durante "la migrazione a monte del fiume" e forse alla fine abbasserò anche il livello d'acqua per aumentare realmente la corrente dell'acqua.

Ho programmato che questo tentativo di deposizione sarà sullo stesso modello del primo, ma con alcune modifiche. Per esempio se i pesci non depongono nella corrente forte allora forse deporranno nell'acqua più calma dopo le piccole rapide. Ho un bel gruppo di otto macracanthus, il più grande è intorno ai 13-14 cm. Il periodo riproduttivo è all'inizio della stagione delle piogge, che comincia a Novembre-Dicembre, cosicché ho alcuni mesi per preparare l'acquario e i pesci per quello che succederà, e questo credo mi renderà più facile raggiungere l'obiettivo, seguendo il ritmo naturale dei pesci per il periodo dell'anno.
Dovremo vedere come va, se funziona state tranquilli che ne sentirete parlare! Altrimenti farò qualche altro cambiamento, e proverò ancora, ancora e ancora!

Una parte del mio nuovo acquario per i botia pagliaccio

Una parte del mio nuovo acquario per i botia pagliaccio, finora ancora arredato piuttosto scarsamente ma verranno aggiunti altri elementi per raggiungere un ambiente adatto alla riproduzione. L'acqua è un po' marroncina a causa dei tannini umici rilasciati dalla torba nel filtro.

Vi ho detto quindi come ho fatto in precedenza e che cosa ho progetto di fare. Noi acquariofili siamo a volte un poco reticenti su quello che stiamo facendo, in particolare se si stanno facendo piccoli esperimenti. No davvero, le vostre esperienze possono essere molto utili per gli altri, si sa che "sbagliando si impara". Potreste pensare che io sia completamente sulla pista sbagliata, ed avere altri pensieri ed idee di come dobbiamo riuscire a convincere questi magnifici pesci a deporre le uova. Bene, potreste anche aver ragione voi!

Non ci sono molte specie di pesci belli, simpatici e divertenti quanto i Chromobotia macracanthus.
Meritano davvero maggiori tentativi di mettere seriamente fine al loro grande mistero!


Chromobotia macracanthus

Un grazie di cuore a: (in ordine alfabetico):

  • Elisabeth Hallberg, Bollmora aquariumclub, per le idee e per avermi salvato da salti mortali linguistici e logici.
  • Mikael Håkansson, Imazo, per le meravigliose foto da Sumatra.
  • Sven Kullander, NRM, per le esaurienti spiegazioni sulla classificazione e la nomenclatura zoologica (e molto più).
  • Per-Erik Lingdell, Limnodata, che è stato così generoso da raccontarmi tutto sulla riproduzione dei suoi Chromobotia macracanthus.
  • Erik Åhlander, NRM e Bollmora aquarium club, per tutte le nostre discussioni sui cobitidi e su ogni cosa riguardanti i pesci.
  • Eva-Lil Åhlander, mia moglie, che mi permette di accudire ai miei pesci quando necessario...
  • e infine un grazie speciale a Paul Stanton per il suo aiuto per la traduzione in inglese di questo articolo.

© Ola Åhlander - Bollmora akvarieklubb
Haninge, Sweden 02 set 2004 (english version 13 ott 2004)

Riferimenti su internet:

Loaches Online
un "must" per chi è interessato ai cobitidi.
Fishbase
Tutti i pesci del mondo. E' molto utile, ma aggiornare i nomi scientifici può richiedere uno o due anni.
Potential for the Aquarium Fish Trade and Conservation Issues
Singapore University, Department of Biological Science, 1998 (Probabilmente un documento studentesco, autore sconosciuto. Non tutto scientificamente corretto nelle varie sezioni.

Oltre a questo, ho letto ogni cosa che ho potuto trovare sui Cobitidae e i Balitoridae su libri, riviste e su internet negli ultimi 5 anni.

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