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La Riproduzione dei Chromobotia macracanthus

Mar, 07/Ott/2003 - 00:00
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Chromobotia macracanthus ingrigiti per la lotta - Foto © Mike McGeoghegan (Seriouslyfish.com)

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale dei Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) è praticamente inesistente, nell'"Atlante di Aquarium" è descritto come segno di dimorfismo la diversa forma della pinna caudale, più grossa e più profondamente incisa, con le punte rivolte verso l'interno nel maschio, mentre più piccola e con punte diritte nella femmina. Inoltre i maschi avrebbero il dorso più inarcato e sarebbero più tozzi.

Queste differenze comunque sarebbero evidenti solo nei pesci che abbiano già raggiunto una taglia medio-grande, non alle dimensioni in cui sono tenuti comunemente in acquario.

Molti confutano comunque le osservazioni di Baensch sull'"Atlante di Aquarium", ritenendo che le femmine si possano distinguere solo dalle maggiori dimensioni rispetto al maschio e da una maggiore "rotondità" (dovuta evidentemente alle uova)

Accoppiamento

Due di Botia macracantha

Poco o nulla si sa delle riproduzioni avvenute in acquario, che sono molto rare, ed ottenute comunque da esemplari di una certa età e taglia.
In genere quando si parla di allevamento di Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) si fa riferimento ad iniezioni ormonali fatte dagli allevatori per stimolare la riproduzione che altrimenti non avverrebbe, ma non ho trovato nulla di certo a questo proposito.

Sempre sull'Atlante di Aquarium si accenna ad una coppia di Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha) di ben 18 anni, che deponevano regolarmente le uova in un anfratto. L'allevamento degli avannotti era avvenuto con successo, mediante naupli di artemia salina.

Anche nell'articolo Riproduzione del Chromobotia macracanthus è riportata un'esperienza di riproduzione avvenuta con successo, è molto interessante perchè spiega dettagliatamente come questa è avvenuta, seguendo una specie di "ciclo" delle stagioni simulato in acquario, e fornendo ai Botia alimenti molto proteici e sostanziosi, Botia anche questi però che avevano raggiunto la taglia di una trentina di cm.

Comunque una delle motivazioni più frequente che si dalla alla mancata riproduzione dei Botia in acquario è che non riescano a raggiungere le dimensioni che avrebbero in natura, e non arrivino quindi alla maturità sessuale.

In base a questo nuovo articolo, che Ola Åhlander, dell'Associazione acquariofila svedese di Bollmora, mi ha concesso gentilmente di tradurre e pubblicare nel mio sito, sembra che in realtà, in base alla sua stessa esperienza personale, i Chromobotia possano arrivare alla riproduzione anche a dimensioni non notevoli... Quanto da lui ottenuto, e comprovato dalle foto dei suoi esemplari, conservati presso il Museo di Storia Naturale di Stoccolma, è di avere una femmina con il ventre pieno di uova, di 10-11 cm. di lunghezza, grazie a condizioni adatte dell'acquario e soprattutto di alimentazione...

Da quanto da lui riportato, potrebbe sembrare che la mancata riproduzione dei macracanthus negli acquari domestici sia imputabile, più che ad un loro non raggiungimento delle dimensioni adeguate, ad un ambiente non idoneo e soprattutto ad un'alimentazione insufficiente e sbilanciata rispetto alle loro esigenze (più carnivore che onnivore).

Crescita degli avannotti

Come ho già detto, nei rari casi di nascita degli avannotti, essi sono già delle dimensioni adeguate per nutrirsi agevolmente con i naupli d'artemia salina, quindi dovrebbero crescere senza molti problemi.

Specie nel sito
Chromobotia macracanthus, Clown loach: i botia pagliaccio da giovani e da adulti
Clown Loach, Botia Pagliaccio
Aspettativa di vita: 30 - 40 anni
Dimensioni massime: 40 cm TL

Questa specie è senza dubbio una delle più mal conosciute in acquariofilia, dal momento che è del tutto inadatta per gli acquari piccoli, nonostante sia praticamente onnipresente nei negozi. La maggior parte dei rivenditori vendono i Chromobotia senza fornire quelle che dovrebbe essere considerate informazioni essenziali riguardanti la loro cura a lungo termine, con la conseguenza che la maggior parte degli esemplari in cattività muore molto prima di quanto consentirebbe la loro aspettativa di vita.

Temperatura in natura: 24 - 30°C

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