• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

I pesci pulitori NON ESISTONO!

I pesci non vanno comprati per la loro presunta funzione di pulitori, ma perché piacciono e perché sono interessanti da osservare. Dobbiamo essere noi a rispettare le loro esigenze, non loro a dover svolgere un lavoro in vece nostra: i pesci non sono attrezzi, e non possono sopravvivere solo con gli scarti degli altri...

Corydoras panda

Nijssen & Isbrucker, 1971

Una tra le specie più diffuse in commercio grazie alla graziosa livrea, è un cory robusto, resistente e facile da riprodurre in acquario.

Corydoras panda - Foto © Hristo Hristov

nome comune
Panda cory
dimensioni massime in natura
4 cm SL
aspettativa di vita
5 - 10 anni

Quando alla fine degli anni '70 i Corydoras panda sono stati introdotti nel commercio acquariofilo, erano molto costosi e molto ricercati. La loro popolarità resta intatta, ma ora vengono riprodotti commercialmente a grande ritmo, e sono diventati tra i cory più popolari in acquariofilia, oltre ad essere molto più convenienti da comprare. Il patterning attraente, con la combinazione di macchie chiare e scure ricorda vagamente il panda gigante e ha dato origine al nome comune. Si colloca tra le migliori scelte per i novizi acquariofili, in quanto sono pacifici, resistenti e si riproducono facilmente.

I Corydoras panda hanno il corpo chiaro con una macchia nera dagli occhi (come i panda), uno spot nero sulla pinna dorsale e un'altro vicino alla base della pinna caudale.
Sono di solito confusi con gli altri generi delle sottofamiglie, come Brochis, Scleromystax e Aspidoras. Sono identificati dalle righe gemelle di placche ossee lungo i fianchi e dall'avere meno di 10 raggi nella pinna dorsale.

Il genere Corydoras è incluso nella famiglia Callichthyidae, di cui i membri sono spesso indicati collettivamente come "armoured catfishes", pesci gatto corazzati, per la presenza di placche ossee al posto delle squame sul corpo.
La loro tassonomia può essere fonte di confusione, e si pensa che esistano ancora numerose specie non descritte scientificamente. I pesci la cui identificazione non è stata ancora confermata e che entrano comunque nel commercio acquariofilo vengono indicati con un numero preceduto dalla lettera "C" o "CW" per riferimento e organizzazione (esattamente come con gli L-number per i Loricaridi).

Possono facoltativamente respirare aria atmosferica e possiedono una versione modificata dell'intestino, altamente vascolarizzato, che si è evoluto per facilitare l'assorbimento di ossigeno atmosferico e aiutare la sopravvivenza in ambienti poveri di ossigeno. In acquario potrete occasionalmente vederli salire in superficie per prendere una "boccata d'aria".
Le spine della pinna dorsale sono rigide e sono in grado di perforare la pelle umana, dando vita ad un "pungiglione" che può essere molto doloroso, per cui deve essere usata molta cautela quando si maneggiano. Si ritiene anche che le secrezioni delle ghiandole ascellari alla base di ogni spina vertebrale possano essere leggermente tossiche o velenose.

Ci sono attualmente oltre 180 specie descritte scientificamente di Corydoras (comunemente abbreviato in "Cory"), il che lo rende uno dei generi più speciosi di tutto il sudamerica. Ci sono anche tantissime specie non descritte, a molte delle quali è stato assegnato un "numero C" per l'identificazione. E' un sistema di numerazione molto semplice, simile al L-number utilizzato per identificare i oricaridi non descritti. Entrambi i sistemi sono stati implementati dalla rivista acquariofila tedesca DATZ (Die Aquarien und Terrarienzeitschrift), ma si sono rivelati strumenti preziosi e sono ora ampiamente utilizzati dagli acquariofili di tutto il mondo.

E' in parte questa enorme diversità (insieme al loro aspetto innegabilmente grazioso) che ha portato i cory ad essere tra i pesci più popolari in acquariofilia. Sono anche molto tranquilli e pacifici; anche se possono divorare uova e/o avannotti di altri pesci, l'aggressività verso altre specie è praticamente sconosciuta. E' altrettanto insolita l'ostilità intraspecifica, che si verificano in solo una manciata di specie (soprattutto nelle varietà a "muso lungo"). Questa comunque non è un problema, in quanto raramente si traduce in danni fisici. In natura maggior parte delle specie si presentano in grandi banchi e quindi stanno meglio se allevati in gruppo in cattività.

La maggior parte dei cory sono principalmente bentonici (abitano sul fondo), anche se qualche specie fa eccezione e trascorrere la maggior parte del tempo in acque aperte. Purtroppo questo loro comportamento spesso comporta che vengano acquistati e venduti come "spazzini" per "pulire il fondo" delle vasche di comunità. Anche se certamente spazzolano eventuali bocconi non consumati che raggiungono il fondo, non lo terranno certamente "pulito" in quanto tale. Anzi, al contrario, se nell'acquario ci sono dei cory la manutenzione e la pulizia del substrato devono diventare una preoccupazione primaria per l'acquariofilo, in quanto i cory possono sviluppare brutte infezioni ai barbigli se allevati su un fondo sporco o non adatto. Bisogna anche ricordare che non vivranno a lungo se devono sopravvivere solo con gli scarti di cibo che sfuggono ai pesci sopra di loro. Per garantire che i vostri cory ricevano la giusta quantità di cibo usate sempre cibo affondante e controllate che ognuno abbia la sua razione.

distribuzione

Sud America: Bacino superiore del Rio delle Amazzoni

habitat

Ambiente demerso, acqua dolce, clima tropicale.
Abita torrenti e affluenti d'acqua sia chiara che nera, spesso su substrati sabbiosi. Molti di questi corsi d'acqua in certi periodi dell'anno vengono alimentati dalle acque che defluiscono dallo scioglimento dei ghiacciai delle montagne innevate delle Ande. In questi momenti la corrente aumenta e la temperatura dell'acqua può essere molto bassa (circa 19°C).

Vai alle pagine con le foto dei biotopi d'origine dei Corydoras

temperatura in natura
22 - 25°C
valore pH in natura
6.0 - 7.4
valori acqua in natura
dGH 2-12
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 50 cm di lunghezza per un gruppo di minimo 6-8 esemplari.
Vanno previste zone d'ombra per dare sicurezza ai pesci, formate da rocce cave, radici arcuate, piante a cespuglio e galleggianti. Il substrato ideale è la sabbia, anche se la ghiaia arrotondata è un'alternativa accettabile, a condizione che venga tenuta scrupolosamente pulita, in quanto sono sensibili ai substrati scarsamente mantenuti o sporchi e possono perdere i loro barbigli se allevati in condizioni precarie. Anche un substrato non arrotondato e regolare può danneggiare seriamente i barbigli dei pesci quando cercano di "arare" il fondale.

Seriouslyfish.com consiglia per questi pesci un allestimento tipo biotopo amazzonico. Si può usare un substrato costituito da sabbia di fiume e aggiungere alcuni rami, legni (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, il faggio comune è sicuro da usare se completamente essiccato e scortecciato) e radici contorte. Poche manciate di foglie secche (di faggio vanno bene, così come di quercia) completeranno la sensazione naturale. Le piante acquatiche non sono una caratteristica delle acque naturali di questa specie.
Lasciate che il legno e le foglie diano all'acqua il colore del tè, eliminando le foglie vecchie e sostituendole ogni qualche settimana, in modo che non si decompongono e inquinino l'acqua. Non c'è alcun bisogno di utilizzare torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che ambientalmente distruttiva. In questo tipo di configurazione l'illuminazione dovrebbe essere abbastanza smorzata.

Comportamento e compatibilità: Molto tranquillo e adatto a molte vasche di comunità. Non va allevato con pesci molto grandi o aggressivi. Buoni compagni di vasca possono essere piccoli caracidi, ciprinidi, anabantoidei, ciclidi nani e altri pesci gatto pacifici.
Non devono essere abbinati ad altre specie da fondo più vivaci, come i botia, perchè ne sarebbero stressati e non riuscirebbero a competere per il cibo. E' da evitare anche l'abbinamento con specie molto più grandi, che potrebbero tentare di mangiarseli: tutti i Corydoras hanno il primo raggio della pinna dorsale molto duro, che si conficca nella gola dell'incauto predatore e lo porta alla morte (perchè il cory gli rimane incastrato in gola).
Cercare sempre di allevare i Corydoras in folti gruppi: sono molto più fiduciosi e attivi in presenza dei conspecifici.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Corydoras

alimentazione

E' una specie onnivora che in natura si alimenta con vermi, crostacei, insetti e vegetali. In acquario accetta di buon grado ogni tipo di cibo, da quello vivo al mangime secco, in granuli o pastiglie. Nutrire i Corydoras con una dieta variata garantirà condizioni ottimali di salute e colorazione.

L'importante è che affondi in fretta e arrivi alla loro portata prima che se lo mangino gli altri abitanti dell'acquario... controllate sempre che tutti i vostri pesci mangino la giusta razione di cibo! Una delle principali cause di morte dei Corydoras nelle vasche degli "acquariofili" è il denutrimento, perchè si pensa erroneamente che possano bastargli quelle poche briciole che avanzano gli altri pesci... o addirittura ci sono persone che pensano si mangino gli escrementi degli altri pesci! I Corydoras hanno bisogno di mangiare esattamente come tutti gli altri abitanti dell'acquario!

In nessun caso devono essere tenuti a sopravvivere solo grazie agli "avanzi" degli altri abitanti dell'acquario o inseriti solo per "pulire" l'acquario.

  • Specie che va allevata in folto gruppo: almeno 6-8 esemplari
  • Specie a cui va dato da mangiare, come a tutte le altre, non è vero che si nutre solo di residui di cibo o di escrementi!
  • In genere vengono riprodotti in cattività per il commercio, ma se ne possono trovare stock provenienti dalla cattura in natura. Chiedete al vostro negoziante se i pesci che state per comprare sono d'allevamento o di cattura.
dimorfismo sessuale
Le femmine sono più robuste. I maschi hanno il corpo più allungato e snello, mentre le femmine sono molto più arrotondate, specialmente se viste di fianco. E' facile notarlo anche osservandole dall'alto. Durante la riproduzione la femmina trasporta le uova in una sacca formata dalle pinne ventrali.
riproduzione

Può essere riprodotto in modo simile a molte altre specie di Corydoras, anche se gli avannotti richiedono un po' di attenzione in più a causa delle loro dimensioni. Impostare un acquario per la riproduzione (30 com di lunghezza è già una buona dimensione), o con il fondo nudo, o con un sottile strato di sabbia o ghiaia. Usare un piccolo filtro a spugna ad aria, così i minuscoli avannotti non saranno risucchiati e inserire alcuni ciuffi di vegetazione tipo il muschio di Giava. Vanno bene una temperatura di circa 24°C ed un pH di 6,5. Filtrare l'acqua attraverso la torba è utile, così come l'uso di acqua RO.
Di solito è meglio avere un rapporto tra maschi e femmine di 2:1, si raccomanda cioè di avere 2 maschi per ogni femmina. Condizionare il gruppo con una dieta varia di cibo vivo, surgelato e secco.

Quando le femmine sono visibilmente piene di uova eseguire un grosso (50-70%) cambio con acqua più fredda di quella in acquario per portare la temperatura a circa 18°C, aumentando nel contempo l'ossigenazione e la corrente d'acqua all'interno della vasca. Questo va fatto naturalmente abbastanza lentamente, nel giro di un'ora o due, e potrebbe essere necessario ripeterlo per più giorni, fino a che i pesci non entrano in deposizione.

Vale la pena a questo punto annotare un paio di note sulla riproduzione in generale dei Corydoras. Molte specie sono riproduttori stagionali, che si riproducono durante la stagione umida nei loro paesi d'origine. Questa si verifica nello stesso periodo dell'anno in cui in Europa è inverno, quindi se i tentativi di riproduzione effettuati in estate non riescono, può valere la pena aspettare fino all'inverno prima di riprovare.
Inoltre, possono essere necessari diversi anni per talune specie prima di diventare sessualmente mature, quindi siate pazienti.
Infine, a volte possono essere necessarie diverse tattiche, come ad esempio i tempi in cui effettuare i cambi d'acqua, il livello di ossigenazione, ecc. Se continuate a non avere alcuna fortuna, non abbiate paura di provare diversi approcci.

Se i pesci decidono di deporre le uova, di solito le depongono sul vetro dell'acquario, spesso in una zona dove la corrente dell'acqua è piuttosto forte. Il comportamento riproduttivo è caratterizzato da un iniziale aumento dell'attività e dell'eccitazione, quindi i maschi iniziano a inseguire attivamente le femmine. Una femmina ricettiva permetterà ad un maschio di accarezzarla con i barbigli, prima che la coppia prenda la classica "posizione a T", in cui il maschio afferra i barbigli della femmina tra la pinna pettorale e il corpo. Quindi rilascia dello sperma, che si suppone passi attraverso la bocca e le branchie della femmina, e venga diretto verso le pinne pelviche. Queste vengono usate per formare una "sacca", in cui lei depone un singolo uovo. Una volta che questo è fecondato, la femmina nuota via per trovare un luogo adatto per depositarlo, dopo di che il ciclo si ripete. Se nella deposizione i pesci si trovano in gruppo, vedrete spesso più maschi a caccia di una fammina quando va a depositare un uovo, nel tentativo di essere i prossimi prescelti per fecondarne uno.

Gli adulti mangiano le uova se ne viene data loro l'opportunità, per cui una volta completata la deposizione delle uova si hanno due scelte: togliere gli adulti e far crescere la covata nello stesso acquario, o spostare le uova e far crescere gli avannotti altrove. Se decidete di spostare le uova, vedrete che sono abbastanza robuste, e di solito possono essere trascinate delicatamente lungo il vetro con un dito. Il nuovo contenitore dovrebbe contenere la stessa acqua dell'acquario di deposizione ed essere allo stesso modo ben ossigenata. Ovunque si decida di far schiudere le uova, è sempre meglio aggiungere alcune gocce di blu di metilene in acqua, per evitare fungosi. Anche così comunque qualche uovo probabilmente ammuffirà, e dovrebbe essere rimosso non appena notato, al fine di evitare che la fungosi si diffonda. Altre opzioni possono essere l'aggiunta di qualche pigna d'ontano nell'acquario per la schiusa (rilasciano varie sostanze chimiche benefiche). Alcuni hobbisti utilizzano anche alcune specie di gamberetti d'acqua dolce per raccogliere eventuali spore fungine dalle uova sane, come le Neocardina heteropoda, che si mangiano le uova malate, ma lasciano intatte quelle sane.

Le uova si schiudono in 3-5 giorni. Una volta che gli avannotti hanno consumato il loro sacco vitellino, devono essere nutriti con alimenti tipo infusori per i giorni successivi, fino a quando non sono abbastanza grandi per accettare microworm o naupli d'artemia. Sembrano essere meno soggetti alle malattie se allevati in un acquario con un sottile strato di sabbia sul fondo, piuttosto che in un allestimento a fondo nudo.

Vai alle pagine sulla riproduzione dei Corydoras

valori dell'acqua per la riproduzione
La riproduzione viene stimolata da qualche cambio d'acqua con acqua leggermente più fredda di quella della vasca (simulazione della <a href="varie_ciclo_stagioni_simulato_Adolfsson">stagione delle piogge</a>)

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