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Crossocheilus siamensis: un pesce che vale il suo peso in oro

Ven, 04/Gen/2013 - 13:27
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Esperienza d'allevamento dei Crossocheilus siamensis, i SAE, con descrizione del loro comportamento e delle loro caratteristiche.

Traduzione dell'articolo:
"S.A.E.: A Fish Worth Its Weight In Gold" di Wlad Franco-Valias
sul sito della Calgary Aquarium Society che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.
Pubblicato su The Calquarium - Volume 40, numero 5, Febbraio 1998

Crossocheilus oblongus (ex Crossocheilus siamensis) - Foto © Anette and Klaus Grønhøj

Nei fiumi del sud-est asiatico vive un pesce dall'aspetto molto comune, che la maggior parte degli acquariofili ignorerebbe del tutto se non fosse che il Dr. Baensch ha scoperto che si nutre di alghe filamentose. Infatti è considerato il migliore mangiatore di alghe disponibile. Sto parlando del mangia-alghe siamese (Crossocheilus siamensis), noto agli acquariofili internettiani di lingua anglosassone semplicemente come SAE (Siamese algae eater).

Ho incontrato per la prima volta questo pesce in un negozio quando stavo allestendo il mio grande acquario di comunità (1,5 m di lunghezza) piantumato. Era la mia prima vasca amazzonica. Le piante e i pesci dovevano provenire dalla regione amazzonica o, almeno, dal Sud America. Questo in teoria. Siccome i mangia-alghe siamesi provengono dall'altra parte del mondo, li consideravo solo graziosi, ma sono stato contento in seguito che il negozio li avesse.

Pochi mesi dopo ho iniziato ad incorrere in un problema familiare con gli acquari appena allestiti: le alghe. Pensavo di avere praticamente tutti i tipi di alghe verdi. I miei Echinodorus erano coperti da un tappeto di alghe e non crescevano. Ho provato ad aumentare il numero delle piante, con risultati alterni. Il Ceratophyllum prima divenne infestante e dovevo rimuoverlo settimanalmente, quindi esplose un piccolo tipo di Salvinia sulla superficie della vasca, seguito dalla lemna gigante (Spirodella polyrhiza). Queste piante a crescita rapida mantenevano le alghe sotto controllo, ma facevano anche ombra agli echinodorus. Avevo bisogno di qualcosa che mangiasse le alghe, non solo competesse con loro per le sostanze nutritive.

Come parte della mia collezione di pesci amazzonici avevo un paio di Rineloricaria sp., cinque Otocinclus affinis e due Peckoltia vittata. Scoprii che non mangiavano le alghe a sufficienza. Dapprima gli Otocinclus si erano ingrassati di alghe, poi erano morti con l'aspetto emaciato (forse sono mangia-alghe selettivi). Non so ancora cosa mangino nella mia vasca le Rineloricaria, perché sono strettamente notturne e si immobilizzano non appena si accende una luce. I Peckoltia mantenevano puliti e lucidi due pezzi di legno. In realtà sono grandi mangiatori di legno.

Alcuni soci del club mi avevano consigliato di aggiungere un paio di Ancistrus sp. Mi hanno anche parlato molto bene delle loro capacità di mangia-alghe. I miei libri di riferimento concordavano, così ho vinto la mia avversione per questi pesci (trovavo le setole sulla testa semplicemente rivoltanti) e ne ho preso in prestito un maschio adulto. Sono anche andato dal mio negozio di pesci preferito per dare un po' di rinforzo con altri ancistrus. Ce n'era solo uno, così andai in un altro negozio. E' stato allora che ho trovato una vasca piena di mangia-alghe siamesi.

I mangia-alghe erano piuttosto piccoli, solo 3 cm di lunghezza, così ne ho comprato dieci. Il mio problema delle alghe era diventato così grave che non mi importava che non fossero amazzonici. Ho messo i nuovi pesci in una vasca di quarantena e ho trascorso un paio d'ore a fare pulizia nell'acquario grande. Ho rimosso ogni foglia coperta di alghe, pulito i legni e i vetri. Ho tenuto le foglie più coperte d'alghe in un secchio d'acqua per alimentare i pesci nuovi. E' stato il momento in cui sono stato più piacevolmente sorpreso. Al mattino ho messo qualche foglia nella vasca di quarantena, e quando sono tornato dal lavoro le foglie erano immacolate! I SAE sono stati così efficienti che durante le due settimane di quarantena ho quasi finito le foglie coperte di alghe.

Quando ho aggiunto gli Ancistrus e i SAE nella vasca grande, le alghe stavano facendo un lento ritorno, che si è concluso quel giorno. Il giorno dopo l'acquario era praticamente libero dalle alghe. Gli ancistrus si scelsero un grosso pezzo di legno, con molti rami cavi, e scomparvero. Nel frattempo i SAE avevano raddoppiato le loro dimensioni in tre mesi, e ora dopo 11 mesi sono più di 10 cm di lunghezza. Sono stato avvisato che diventano territoriali, e ho notato che si spingono via gli uni con gli altri in alcune occasioni, ma non ho visto nessun combattimento reale. Infatti i pesci sono abbastanza socievoli e stanno nella parte anteriore della vasca come se stessero al sole. E' davvero uno spettacolo vederne sette stesi sulla sabbia nella parte davanti dell'acquario, i corpi allineati con la corrente, godersi il sole invernale.

Ormai vi starete probabilmente chiedendo che aspetto hanno i SAE. Se avete accesso a una copia di The Optimum Aquarium di Horst & Kipper, andate a pagina 125 e saltare il resto di questo paragrafo. Se avete accesso a Internet, controllate l'home page di Liisa Sarakontu, ha un buon articolo sui ciprinidi mangia-alghe con indicazioni per l'identificazione e schizzi disegnati a mano.

I SAE sono molto simili agli Epalzeorhynchus kallopterus e fino a poco tempo fa appartenevano allo stesso genere. Nei SAE le scaglie sul dorso hanno un bordo scuro, il che dà ai pesci un aspetto reticolato. I SAE non hanno il riflesso ramato sopra la linea nera longitudinale come i kalopterus, e a differenza loro hanno solo un paio di barbigli. La loro forma più robusta, le pinne trasparenti e lil dorso reticolato rendono i SAE facili da individuare se mescolati con gli E. kalopterus.

Secondo le mie fonti, nessuno è mai riuscito a riprodurre i SAE in acquario. Trovo che questo sia un po' sorprendente, perché ho notato due dei miei SAE che si comportavano come se si stessero corteggiando. Hanno scelto una biforcazione alla base di un grosso pezzo di legno e vi sono rimasti per un paio di giorni. Gli altri venivano cacciati via. Purtroppo non mi è stato possibile vedere l'interno della biforcazione, quindi non ho potuto verificare se ci fossero uova, o se stesse succedendo qualsiasi altra cosa. In quel momento anche due degli ancistrus si erano accoppiati e il maschio era di guardia ad una covata all'interno degli stessi legni. Chissà se gli eventi erano correlati.

Una cosa che trovo insolita è vedere come cambia il colore dei pesci quando c'è qualche avvenimento in corso. La mia esperienza con tetra, ciclidi e betta è che il pesce si colorano molto e spiegano le pinne, per sembrare più impressionanti. I SAE invece diventano pallidi. La loro striscia nera svanisce diventando quasi dello stesso colore del corpo, si muovono e balzano in avanti in finti attacchi, senza che ne derivino lesioni o molestie ingiustificate. Di solito hanno questo comportamento due pesci fuori dal gruppo, che poi se ne vanno ognuno per conto proprio.

Per quanto riguarda il cibo, sembra che mangino qualsiasi cosa. Alghe, naturalmente, poi chironomus congelati, artemia salina congelata, fiocchi, pellets affondanti, tubifex liofilizzati, e zucchine lesse. Si nutrono regolarmente con il resto dei pesci nella vasca, a volte con troppo entusiasmo, ma le alghe sono per lo più assenti, anche in inverno, quando l'acquario prende fino a due ore di luce solare diretta sul vetro frontale. Io non credo che i SAE puliscano i vetri o i legni, sono gli ancistrus a farlo. I SAE sembrano specializzarsi con le piante, infatti mi capita spesso di vederli mettere la bocca sulle foglie in cerca di alghe. Ogni tanto sradicano le piante giovani durante la pulizia, e li ho visti scavare tane molto superficiali nella sabbia con il corpo quando vogliono riposare, ma questo è nulla se si ha familiarità con il comportamento simile dei ciclidi.

L'unica cosa spiacevole sui SAE è la difficoltà nel trovarli in vendita. Li ho visti solo due volte nei negozi, e vedevo gli avvisi su Internet ogni volta che qualcuno li trovava in vendita. Sembrano anche essere influenzati dalla maledizione che colpisce i pleco su Internet, che causa la morte dell'animale di cui si discute quando si osa chiamare la sua specie per nome (si veda l'articolo di Grant Gussie), da cui la sigla SAE.

Quindi, che cosa posso dire di un pesce che mantiene i miei Echinodorus e la mia Heteranthera zosterifolia puliti e intatti, mangia di tutto, se la cava bene con i miei tetra e loricaridi, e mi diverte con le sue buffonate? Questo pesce davvero vale il suo peso in oro.

© Wlad Franco-Valias - Calgary Aquarium Society


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Vai alle pagine con i pro e contro dell'allevamento dei Crossocheilus, i "mangia-alghe" siamesi

Elenco delle Specie presenti nel sito e appartenenti al Genere

Esemplare adulto di Crossocheilus atrilimes dalla Thailandia © Nonn Panitvong (Siamensis.org)

Aspettativa di vita: 10 - 12 anni
Dimensioni massime: 7.3 cm SL

Specie tra quelle vendute come "mangia-alghe siamese", rimane più piccola delle altre, ma mantiene lo stesso carattere vivace, turbolento e agitato.

Temperatura in natura: 20 - 26°C
Valori pH in natura: 6.0 – 7.5
Giovane esemplare di Crossocheilus langei © Hippocampus-Bildarchiv
Siamese Algae Eater
Aspettativa di vita: 10 - 12 anni
Dimensioni massime: 14.5 cm TL

E' forse la più diffusa tra le specie vendute come "mangia-alghe siamese", che si assomigliano talmente da essere scambiate l'una per l'altra. Ha un carattere vivace, turbolento e agitato, che unito alle ragguardevoli dimensioni da adulto (circa 15 cm) non lo rende adatto alle piccole vasche.

Temperatura in natura: 20 - 26°C
Valori pH in natura: 6.0 – 7.5
Crossocheilus oblongus - Foto © Michael Noren (Fishbase.org)
Siamese flying fox
Aspettativa di vita: 10-12 anni
Dimensioni massime: 16 cm SL

Tra i pesci molto simili venduti come 'mangia-alghe siamese', è considerato da alcune fonti il 'vero' Crossocheilus siamensis, ma sembra che in realtà venga esportato solo molto raramente.

Temperatura in natura: 24 - 26°C
Valori pH in natura: 6.5 - 8.0
  • Gussie, G. (1996). "Aquaria on the Internet: Part 4". The Calquarium Vol. 39 No. 3
  • Horst, K & Kipper, H. (1986). The Optimum Aquarium. Aqua Documenta, Germany.
  • Sarakontu, L. & Frank, N. http://www.kolumbus.fi/~w425013/

Commenti

Buongiorno, abito ad Anzio(RM) e nel giardino ho un laghetto di circa 1800 litri in cui vivono piante galleggianti, pesci rossi ed alcune carpe koi e stavo valutando la possibilità di inserire anche un pesce pulitore mangia alghe. Il Crossocheilus siamensis è compatibile con temperature invernali talvolta prossime allo zero ? Grazie Giuseppe

Ciao, le indicazioni sulle temperature che si trovano nelle schede indicano il massimo e il minimo delle temperature a cui possono vivere... se per il Crossocheilus è indicato 20-26°C si intende che 20° è il minimo a cui possono vivere... non posso escludere che possano stare bene anche a 19-18°, qualche grado in meno, ma posso proprio escludere che possano sopravvivere alle temperature invernali del nostro clima... se si chiamano 'pesci tropicali' un motivo ci sarà :)

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