• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
Tempo di lettura
6 minuti
Letto finora

Riproduzione del Badis bengalensis (aka Badis sp. scarlet ora Dario dario)

Mar, 14/Ott/2003 - 21:37
Posted in:
0 comments

Articolo esauriente, con belle foto, sull'allevamento e la riproduzione dei Dario dario, ex Badis bengalensis, in un acquario a loro dedicato.

Traduzione dell'articolo:
"Breeding Badis Bengalensis (aka Badis sp. scarlet)" di Arthit Prasartkul
La versione originale in inglese era pubblicata sul sito dell'autore, AquaBox, ora non più online. Ricordo che Badis bengalensis o Badis sp. "scarlett" era il vecchio nome della specie attualmente ridenominata Dario dario.

Maschio di Badis bengalensis (con femmina sullo sfondo) - Foto di Arthit Prasartkul

Il mio primo incontro con la specie dei Badis ebbe luogo nel marzo del 2001, quando comprai una coppia di Badis badis badis (Badis blu o pesci camaleonti) dal mio importatore locale a Bangkok. Avevo visto in precedenza delle immagini di questi pesci e questa era la ragione per cui desideravo averne una coppia. Bellissimo pesce con una livrea dai colori insoliti, bande scure verticali con pinne bordate di blu, mi piacque a prima vista.

Tuttavia, rimasi deluso quando ne vidi una cinquantina in quel negozio di pesci, perché avevano invece colori molto scialbi. Mi ero detto che i pesci non potevano ancora presentarsi bene nelle vasche da esposizione, e che avrei ottenuto il meglio scegliendone solo una coppia, per rifarmi almeno del viaggio. Il venditore si accorse che ero rimasto deluso per la loro apparenza molto grigia, così mi disse che i pesci avrebbero mostrato i loro bellissimi colori una volta eccitati o in riproduzione. Più tardi mi mostrò gli stessi pesci dopo essere stati messi in un sacchetto di plastica per portarmeli a casa. Questa volta i pesci mostravano i loro colori, ma tuttavia non così straordinari come io speravo.

Tornato a casa feci molte ricerche su questo pesce, principalmente su Internet. Purtroppo, sembravano esserci pochissime informazioni disponibili, per quanto riguarda la loro riproduzione, la differenza tra i due sessi, l’habitat naturale, ecc. Ero riuscito a sapere soltanto che le specie di Badis preferiscono come luoghi di deposizione grotte e caverne, proprio come gli Apistogramma ed altri Ciclidi nani, salvo che le uova erano custodite solamente dal maschio.

Le avevo provate e riprovate tutte per convincere i due pesci a riprodursi, ma, purtroppo, non avevo visto nessun avannotto. In primo luogo avevo provveduto a fornirgli una caverna, successivamente alcune piante come muschio di Giava e felce di Giava, perfino alcune Terminalia catappa del Bengala, così come un substrato di torba e foglie di quercia per abbassare il pH. Nessun progresso, gli stessi risultati: nessun avannotto. Cercai allora più informazioni.

Durante le mie ricerche su Internet, mi imbattei in un piccolo pesce molto bello, conosciuto come Badis sp. "scarlet" o badis scarlatto. Ero rimasto subito abbagliato dagli straordinari colori rosso-bianco e dalla forma elegante. In seguito, questo piccolo scarlatto era finito nella mia lista dei desideri con la massima priorità. Avevo desiderato ardentemente alcuni dei miei pesci, così come avevo voluto il Badis blu, ma questo volta molto più.

Esemplare maschio di Dario dario - Foto di Arthit Prasartkul

Fig. 2 - Maschio di Badis scarlet - Foto di Arthit Prasartkul

Fui abbastanza fortunato da procurarmi alcuni dei pesci al top della mia lista dei desideri, i badis scarlet, più tardi nell’ottobre del 2001 da un mio generoso amico, Nonn Panitvong, che se ne procurò circa 30 da uno scambio con un altro hobbista tailandese, con il quale era venuto in contatto durante l’esposizione annuale dei pesci di Bangkok, tenuta all’inizio dello stesso mese.
Quando mi chiamò al telefono mi disse che si era finalmente procurato qualcuno dei miei pesci più desiderati. Ero eccitato abbastanza per fargli visita il giorno seguente. Fui ancora deluso a causa del loro colore grigio. Seppi che i pesci erano molto giovani e poteva essere che il loro colore ancora non si fosse nel pienamente sviluppato. Scelsi quello che era più rosso degli altri come maschio e un altro, quello con meno colore di tutti, sperando fosse femmina. Eravamo d’accordo sul fatto che gli altri senza colore potevano essere troppo giovani, e il colore sarebbe presto comparso. Successivamente avevamo scoperto che, fra i 30 avannotti che Nonn aveva, c’era soltanto un maschio, ed era quello che avevo preso. Ad ogni modo, mi era stata data una coppia ed ero ritornato a casa felicemente.

La coppia era meno di 2,5 cm. di lunghezza quando li avevo ricevuti per la prima volta, e adesso sono giusto un pochino più grandi. Il maschio è rossastro, con le barre verticali rosse sul fianco e una banda bianca sulle pinne pelviche, mentre la femmina è brunastro chiaro, senza nessun colore.

Poiché mi piacevano così tanto, avevo alloggiato la coppia dei badis scarlet nel mio piccolo acquario “desktop” al lato del mio computer, con alcune piante come Glossostigma elatinoides e Barclaya longifolia. La vasca era stata concepita per essere un mini-acquario piantumato sul mio scrittorio, da guardare quando ero stanco dei compiti gravosi assegnatomi dopo le lezioni all'università. I badis scarlet erano le “stelle risplendenti” di questo mini acquario. Mentre scrivevo le mie relazioni, lanciavo sempre uno sguardo con la coda dell’occhio a questa mini vasca sullo scrittoio.

Coppia di Dario dario - Foto di Arthit Prasartkul

Fig. 3 - Coppia di Badis bengalensis - Foto di Arthit Prasartkul

Dopo circa una settimana che mi ero procurato questi giovani pesci, mentre finivo alcuni compiti, intorno alla mezzanotte, ero così stanco dal lavoro che mi fermai a guardare il mio piccolo acquario per riposarmi un pochino.

Vidi il maschio che inseguiva la femmina per tutta la vaschetta. Avevo pensato che il maschio fosse territoriale ed aggressivo, e volesse far uscire la femmina dal suo territorio. Mi ero domandato se l’acquario fosse troppo piccolo, e più tardi pensai che forse avrei dovuto spostare la femmina lontano dal maschio pericoloso. No, stavo completamente sbagliando. Dopo alcuni minuti, mentre stavo ancora decidendo se spostare la femmina o no, avevo visto il maschio inseguire la femmina fin dentro un grosso ciuffo di muschio di Java ed abbracciarla, proprio come fanno i Betta, costruttori di nidi di bolle, quando depongono le uova.

Avevo visto pure le piccole uova chiare spargersi velocemente nella vegetazione; qualcuna era caduta nella ghiaia, qualcuna si era fissata al muschio di Giava, e persino sulla parete di vetro dell’acquario. Il maschio allora aveva allontanato la femmina e aveva cominciato a sorvegliare e custodire le uova.

Ero talmente eccitato da chiamare Nonn, quello chi mi aveva dato la coppia, nel mezzo del suo sonno notturno, per informarlo che questi tipi avevano finalmente deposto le uova con successo, per l'accidente!

La mattina seguente avevo scritto alla mailing list “Apisto” chiedendo se qualcuno avesse mai osservato questo comportamento dei badis scarlet, perché prima pensavo fossero dei depositori nelle caverne, proprio come i loro parenti, per esempio il Badis badis badis, il Badis badis burmanicus e il Badis badis siamensis. Avevo avuto alcune risposte da Zack Wilson e Kevin Korotev. Mi avevano suggerito che era meglio togliere la coppia o si sarebbero mangiati le uova e gli avannotti. Ho fatto come mi era stato detto.

Coppia in riproduzione di Dario dario - Foto di Arthit Prasartkul

Fig.4 - Il maschio sta corteggiando la femmina, spingendo spesso la sua compagna contro la parete di vetro - Foto di Arthit Prasartkul

Tre giorni più tardi dalle uova erano nati 3 avannotti veramente minuscoli; erano molto più piccoli degli avannotti degli apistogramma. Nonostante avessi visto cadere molte altre uova, perché se ne erano schiuse soltanto tre? Credo che qualcuna sia stata mangiata dai loro genitori, o soltanto dalla madre. Inoltre, avevo notato che alcune uova erano ammuffite, in quanto erano diventate bianche e facevano fuoriuscire della peluria lanuginosa.

Avevo alimentato i minuscoli avannotti con parameci, ed ero passato ai microworms dopo 4-5 giorni. Dopo, in aggiunta ai microworms davo anche da mangiare i naupli di artemia salina. Quando avevano raggiunto l’età di un mese, li avevo alimentati con tubifex. Questo l’avevo fatto per la mia convinzione che gli avannotti si sviluppano più velocemente quando sono costretti a mangiare qualche cosa di più grande delle loro bocche; i tubifex sono sempre stati usati come trucco. Sì, si sono sviluppati velocemente. Nei giorni in cui sto scrivendo (25 gennaio 2002), hanno già raggiunto la loro lunghezza di giovani adulti, quasi 1,5 cm. Da questa covata sono venuti fuori 2 maschi e una femmina.

Allevo questi badis scarlet nella mia acqua di rubinetto locale che ha un pH di 7,5, un KH di 1 dKH ed un GH di 1 dGH. Li alimento quotidianamente con tubifex come cibo principale, completo occasionalmente con naupli di artemia salina. In più, ho osservato che questi pesci depongono le uova molto facilmente quando sono alimentati abbondantemente. La deposizione avviene sempre dopo che hanno avuto la pancia piena di cibo. Poiché vivo in un clima tropicale, non ho bisogno di riscaldatore e la temperatura è intorno ai 25-27°C. costantemente.

Il Badis bengalensis era precedentemente conosciuto come Badis sp. "scarlet" quando fu scoperto per la prima volta nel 1999. Guadagnò molto rapidamente la popolarità fra gli hobbisti dei pesci tropicali, a causa delle sue ridotte dimensioni, e degli straordinari colori, particolarmente negli sbalzi d’umore dovuti alla riproduzione.
Nel suo habitat naturale vive fra la vegetazione nelle risaie e nelle paludi nel Bengala, in India.

© Arthit Prasartkul, 25 Gennaio 2002

Specie nel sito
Coppia di Dario dario - Foto © Nonn Panitvong
Scarlet dario, Dario scarlatto
Aspettativa di vita: 3-5 anni
Dimensioni massime: 2 cm TL il maschio, 1.3 cm TL la femmina

In acquariofila questa specie è tra quelle dei Badidae più note, in quanto è una scelta sempre più popolare per i piccoli acquari. Non è adatto alle comuni vasche di comunità, ma a causa della sua territorialità e del temperamento aggressivo, non è adatto neanche a vasche troppo piccole.

Temperatura in natura: 18 - 26°C

Aggiungi un commento

Avviso per chi vuole lasciare un commento: Questo è un sito amatoriale, che vuole diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sulle specie allevate in acquario, ed è gestito da una sola persona. Se avete qualche commento da fare riguardo al sito o a questa pagina siete i benvenuti, ma per richieste d'aiuto e/o consigli per il vostro acquario è meglio rivolgervi dove ci sono più persone in grado di rispondervi, come i forum dedicati, posso consigliarvi i miei preferiti, acquariofiliafacile.it e acquarioacquadolce.it, per serietà ed attendibilità, ma ce ne sono molti altri :)

By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.