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I Labirintidi: Varie & Eventuali

Ven, 26/Dic/2008 - 21:58
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Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere... i messaggi più interessanti di it.hobby.acquari

Trichopodus trichopterus 'opaline' - Foto © defenderregina (Wikipedia)

Ed ecco qui di seguito i post più interessanti che riguardano i Labirinitidi ripescati da it.hobby.acquari ringrazio tutti i partecipanti e le persone che citerò nei messaggi riportati, per il contributo che danno alla crescita dell'acquariofilia.

... Varie & Eventuali

F_P (11 dic 2004)
il mio colisa lala, che per 15 giorni circa ha costruito e mantenuto un bel nido di bolle e di alghe, da 3-4 giorni non lo cura piu' di tanto.
Non riesco a capire se la colisa non l'ha filato e lui s'e' dato per vinto, o se c'e' stata una effettiva deposizione. Puo' essere che mi sia perso il lieto evento (niente avannotti in vasca, comunque).
A complicare le cose ho notato che il colisa ha una ferita sul petto, all'attaccatura delle "antenne" pettorali (qual'e' il nome corretto?). Non vorrei che se le fosse date di santa ragione con la gentil signora, avendone la peggio.
Devo fare qualcosa per la ferita, o posso aspettare fiducioso che si rimargini?
Fabio Sebastiani
> il mio colisa lala, che per 15 giorni circa ha costruito e mantenuto un bel nido di bolle e di alghe, da 3-4 giorni non lo cura piu' di tanto.
Eh si, come ti dicevo dopo un po' lo abbandona. I piccoli cmq non li segue per lungo tempo dalla schiusa e dopo un po' abbandona piccoli e nido.
> A complicare le cose ho notato che il colisa ha una ferita sul petto, all'attaccatura delle "antenne" pettorali (qual'e' il nome corretto?).
Pinne pelviche. Sono pero' modificate e vengono usate per le chemiorecezione
("assaggiano" le cose).
> Non vorrei che se le fosse date di santa ragione con la gentil signora, avendone la peggio.
Probabile.
> Devo fare qualcosa per la ferita, o posso aspettare fiducioso che si rimargini?
Cura la qualità dell'acqua.
Di solito sono cose che vanno a posto da sole.
ECCI'
> Pinne pelviche. Sono pero' modificate e vengono usate per le chemiorecezione ("assaggiano" le cose).
Mi spieghi? Sono come i baffi delle lontre o di alcuni pesci gatto?
Fabio Sebastiani
> Mi spieghi? Sono come i baffi delle lontre o di alcuni pesci gatto?
Si in sostanza come i pesci gatto. Vengono chiamati bottoni gustativi. In realtà la maggior parte dei pesci li ha su tutto il corpo e nella cavità orale. Nei pesci gatto e negli anabantoidei asiatici sono in maggior concentrazione sui "baffi". Un bottone gustativo e formato da un insieme di cellule che hanno dei microvilli e sono esposte all'ambiente tramite dei pori. Sui microvilli ci sono i recettori specifici per le sostanze da "monitorare".
Idem per la lingua umana. Solo che li ci sono una serie di bottoni specializzati. In genere infatti lo spettro d'azione di ogni singolo bottone è limitato e lavora solo a certe concentrazioni (noi ci aiutiamo anche con le cellule olfattorie e con dei recettori tattili).
Per i baffi delle lontre (vibrisse?), non saprei di solito i mammiferi hanno questo tipo di recettori esposti nella cavità orale e nel faringe.
Ma potrei anche sbagliare.
MioMao
Una domanda a M. Lodola: leggendo il tuo articolo (complimenti) su IMA (il mio acquario) sono rimasto incuriosito da quanto scrivi:
"Le cure parentali che i Ciclidi e i Belontidi prestano alla loro prole sono una conseguenza dell'aggressività come difesa alla predazione: il premio evolutivo..." ecc..
Mi riferisco proprio a questa affermazione. Hai voglia di chiarirla?
Personalmente non mi trovo d'accordo in quanto (ma io, ormai si sa, sono solo un povero MioMao di provincia) :-)) mi risulta piu' semplice intendere l'aggressività (di questi pesci) proprio come una conseguenza alla "scelta" evolutiva di effettuare cure parentali. O meglio... non una conseguenza ma una "sinergia"... un comportamento che, data la (pur minima) consapevolezza della "proprietà", va di pari passo con il bisogno di difesa del "proprio".
E' quasi una situazione Kantiana... :)))
La tua opinione?
Maurizio Lodola
sicuramente l'argomento necessitava di maggior approfondimento, ma temevo dei tagli da parte della redazione (come purtroppo è accaduto nell'articolo su i Periophtalmi: la versione integrale è disponibile sul sito Sera - HomePage -> Approfondimenti -> Letture -> "Alla conquista della terra" -); soprattutto sono contento che gli articoli di etologia solletichino la tua curiosità e spero anche quella di qualche altro amico del NG.
In quella frase intendevo dire che la specializzazione che alcune specie di pesci hanno raggiunto nell'attuazione di complessi moduli comportamentali, atti alla difesa della prole, si sono originati a partire da comportamenti più semplici come quelli applicati dai genitori quando esercitano una certa aggressività nei confronti dei predatori.
In altre parole tutto deve essere cominciato quando pesci più o meno territoriali hanno cominciato a difendere dagli intrusi non solo il proprio territorio di caccia e il sito riproduttivo, ma anche le uova.
Probabilmente all'inizio gli avannotti non rientravano tra le loro attenzioni, forse in parte li divoravano essi stessi (il cannibalismo è spesso presente nel mondo animale). La selezione naturale ha fatto il resto: i figli di tali genitori non sopravvivevano e insieme a loro andavano perduti quei caratteri ereditari che portavano al cannibalismo e/o al disinteresse della prole, mentre individui particolarmente aggressivi verso altri adulti, anche se in maniera involontaria, hanno contribuito allo sviluppo dei piccoli di cui forse non si interessavano più di tanto, ma che comunque non venivano predati.
Man mano che tali comportamenti si fissavano nel patrimonio genetico, il "premio evolutivo" è stato un maggior numero di piccoli sopravvissuti. Ciò ha portato ad una progressiva diminuzione del numero di uova con il solito meccanismo della pressione evolutiva: quei genitori che deponevano un alto numero di uova non riuscivano a portare a termine le covate dato che ancora non si era evoluto un linguaggio che permetteva una comunicazione tra piccoli e adulti (ne parlo nella seconda parte dell'articolo che verrà pubblicata sul numero di marzo), mentre covate ridotte avevano più probabilità di essere portate a termine. Anche in questo caso col tempo questa caratteristica riproduttiva si è fissata nel genoma, affinandosi continuamente fino ad arrivare ai complessi rituali che possiamo osservare nei Ciclidi dei nostri acquari.
Spero di essere stato più chiaro che nell'articolo e se hai qualche altro dubbio ne riparliamo.

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