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I Mikrogeophagus altispinosus (Straussina)

Dom, 22/Apr/2012 - 16:49
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Esperienza di allevamento e riproduzione di questi splendidi ciclidi nani, corredata da bellissime foto

Articolo di Straussina - a cura di Sandro Purgatori (Alex) pubblicato sul sito di Poecilidi.com, non più on-line... non potrei riprodurlo senza consenso, ma non c'è più nessuno da contattare, e mi sembra un peccato perdere una testimonianza di allevamento e riproduzione di questa splendida specie, ce ne sono così poche sul web... per cui eccola qui sotto, spero di non fare torto a nessuno (nel caso contattatemi), ma di dare un servizio in più a chi sta cercando informazioni su questa specie.

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

La prima volta che ho visto in negozio questo pesce,sono rimasto molto affascinato dai suoi colori e dalla particolare conformazione del muso che ricorda quella di un pappagallo

Visto che non è mia consuetudine acquistare dei pesci senza saperne le caratteristiche, mi sono opportunamente documentato su internet e sui vari libri in mio possesso,e dopo qualche giorno son tornato a prenderli. Inizialmente ho preso una presunta coppia, poi, visto la morte di uno dei due, dopo qualche tempo, ne ho acquistati altri 5 esemplari

Primo piano di Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Primo piano di Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Coppia di Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Coppia di Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Non starò qui a dilungarmi sulla lunga e contorta nomenclatura che questo ciclide nel corso degli anni ha subito, ma mi limiterò solamente ad elencare i vari sinonimi con i quali è stato ed è ancora chiamato:

  • Crenicaria Altispinosa,
  • Papiliochromis Altispinosa,
  • Papiliochromis Altispinosus,
  • Mikrogeophagus Altispinosa,
  • Mikrogeophagus Altispinosus,
  • Microgeophagus Altispinosa.

La vasca che ospiterà l’Altispinosus, dovrà avere minimo una lunghezza di 100 cm, anche se, una coppia ben affiatata,vive e si riproduce anche in 50-60 Lt; come fondo, visto la caratteristica che hanno di scavare buche nel periodo riproduttivo, dovremo usare sabbia o ghiaino di piccola granulometria, e dal colore non troppo chiaro.
L’Altispinosus, a differenza del cugino Ramirezi,si adatta meglio ai valori chimici dell’acqua,ma per allevarlo nel migliore dei modi e cercarne la riproduzione,dovremo dargli un acqua tenera ed un pH acido, con una temperatura compresa fra 24-28°C.

La vasca, sarà arredata con qualche radice, che i nostri amici utilizzeranno per nascondersi e per delimitare i territori, qualche pianta che formi dei bei cespugli,ma soprattutto sassi lisci e con superficie piana che utilizzeranno come sub-strato per la deposizione, infatti, a differenza di altri ciclidi nani, questi depongono su superfici all’aperto.
Anche l’alimentazione, non rappresenta un problema, infatti, l’importante è che sia più variegata possibile.
Potremo dare quindi, scaglie, granuli, liofilizzato, congelato e chi ne ha la disponibilità, anche del vivo.

Il loro comportamento fa si che siano ospiti ideali anche per vasche di comunità, non rappresentando nessun problema per gli altri inquilini.Verso i conspecifici, risultano essere abbastanza territoriali, difendendo il loro seppur piccolo territorio, con attacchi e parate di minaccia che comunque non rappresentano mai un pericolo di vita per gli altri.Ovviamente, il discorso cambia quando sono in periodo di riproduzione.

Ad un occhio non esperto, e soprattutto se siamo in possesso di esemplari giovani, non è molto semplice distinguerne il sesso. Il discorso del 3° raggio della pinna dorsale che riguarda il Ramirezi, con l’Altospinosus non è attendibile. Comunque, il maschio è sempre più grande e più snello della femmina,che invece risulta essere più piccola, tozza e tondeggiante nelle forme. L’unico segno di dimorfismo che ci fa essere certi, è la diversità della papilla genitale.
Nel maschio questa risulta essere più lunga e ed appuntita, mentre nella femmina è più corta e tozza

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Il maschio - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

La femmina - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Pulizia del substrato di deposizione - Foto di Alex_69

Se il nostro obbiettivo è quello di riprodurli, dovremo acquistare un gruppetto di 5-6 giovani soggetti da far accrescere nella vasca, da questi, sicuramente si formeranno le coppie che resteranno insieme fino alla morte di uno dei due soggetti. Una volta formata la coppia, non sarà difficile assistere alla riproduzione.
Personalmente, ho avuto il piacere di assistere alla riproduzione delle mie due coppie, che hanno deposto più volte anche in contemporanea; devo dire che osservarne i comportamenti è molto interessante.

Le fasi che precedono la deposizione, sono caratterizzate da un periodo di corteggiamento che dura alcuni giorni, durante i quali si osservano i due soggetti che si mettono con il corpo in parallelo l’uno all’altra, emettono delle vibrazioni con tutto il corpo, iniziano a cercare il sub-strato dove deporre, ed i colori, soprattutto nel maschio, sono molto accesi.

Una volta individuato il sasso dove deporre, iniziano a pulirlo e a togliere la sabbia attorno.

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Coppia che pulisce il substrato - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Femmina che prova la deposizione - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Fasi della deposizione e fecondazione - Foto di Alex_69

Prima che abbia inizio la deposizione, a femmina fa alcuni passaggi a vuoto sul sasso con il maschio che è pronto ad intervenire.

Finalmente ha inizio la deposizione, i due si muovono in una sorta di “girotondo” che vede la femmina avanti che depone, ed il maschio subito dietro che feconda. Questa fase dura circa 40 minuti, dopodichè, sul sasso vengono lasciate dalle 80-100 uova di color arancio.

Terminata la deposizione ha inizio la fase di cura delle uova. Infatti la femmina si occupa di ventilare ed ossigenare le uova, mentre al maschio spetta il compito di sorvegliare il territorio. Compito che svolge molto caparbiamente, attaccando qualsiasi intruso che transiti nelle sue vicinanze, compreso pesci più grandi quali i Discus che ben presto capiscono che è il caso di stare alla larga.
L’ho visto anche attaccare con molta decisione il Panaque che da parte sua dava delle “scodate” pazzesche al maschio che nonostante tutto, non indietreggiava.

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Deposizione e fecondazione - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Femmina che ventila le uova - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Femmina che ventila le uova - Foto di Alex_69

Di tanto in tanto, la femmina si allontana per 30-40 secondi dalle uova, non prima che su quest si sia posizionato il maschio.

Le uova, ad una temperatura di 28-29°C, impiegano circa tre giorni per schiudere, nel frattempo il maschio avrà provveduto a scavare delle buche nei pressi del sub-strato. In queste buche poi verranno spostate le larve che verranno prese delicatamente in bocca dai genitori e poi posizionati appunto nella buca. Dopo la nascita i genitori continuano a sorvegliare la prole che dopo 4-5 giorni inizierà a nuotare liberamente.

Ho assistito a due schiuse, le larve sono sopravvissute fino al secondo giorno, poi sono sparite.

E’ interessante notare che durante il periodo nel quale i genitori curano le larve, la macchia nera laterale e la banda nera sull’occhio si accentuano, così come si accentua anche la colorazione giallastra del loro corpo. Visto che non ho esperienza in questo senso, credo che sia dovuto al fatto di essere più facilmente riconoscibili dalle larve.

Concludendo, consiglio a tutti di vivere un'esperienza con gli Altospinosus, che anche se molto meno popolari del Ramirezi, sono pesci molto interessanti, coloratissimi, molto più vivaci e robusti in acquario, interessanti dal punto di vista della riproduzione, ed inoltre sono compagni ideali in vasche biotopo ed anche in vasche di comunità.

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Papilla genitale della femmina mentre depone le uova - Foto di Alex_69

Mikrogeophagus altispinosus - Foto di Alex_69

Particolare della papilla genitale della femmina - Foto di Alex_69

Il Mikrogeophagus Altispinosus in natura abita zone con acque basse, tipo ruscelli, stagni, piccole pozzanghere. Il suo areale di distribuzione comprende Bolivia e Brasile, anche se i maggiori e più importanti biotopi dove questo è stato rinvenuto, sono in Bolivia, infatti è anche soprannominato “Ram della Bolivia”.

Questo Ciclide nano raggiunge i 10-12 cm di lunghezza, anche se si parla di alcuni esemplari sui 14 cm, è caratterizzato da colori molto vivaci e sgargianti, inoltre ha le pinne e in special modo quella caudale bordate di un bel rosso vivo.

inviato da Straussina - a cura di Sandro Purgatori (Alex) - (c) 2009 by www.poecilidi.com

Specie nel sito
Coppia di Mikrogeophagus altispinosus - Foto © Frank Schafer (Aquarium Glaser GmbH)
Bolivian ram, Ram boliviano
Aspettativa di vita: 5 - 6 anni
Dimensioni massime: 8 cm SL

Più rari e meno conosciuti dei cugini Mikrogeophagus ramirezi, sono in realtà molto attraenti e più adatti a chi si avvicina all'allevamento dei ciclidi nani rispetto ai ram.

Temperatura in natura: 22 - 26°C
Valori pH in natura: 07.00.00

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