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Allevare e riprodurre il ram boliviano, Microgeophagus altispinosa (L.Newman)

Sab, 02/Ott/2004 - 00:00
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Spiegazione molto dettagliata con bellissime foto delle modalità di riproduzione di questi stupendi Ciclidi nani, ci sono inoltre molte informazioni sulla loro storia tassonomia e sul loro allevamento in acquario.

Traduzione dell'articolo:
"Keeping and Breeding the Bolivian Ram, Microgeophagus altispinosa (Haseman, 1911)" di Lee Newman
sul sito di The Cichlid Room Companion che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.

Coppia in riproduzione di Microgeophagus altispinosa nell'acquario. Pesci e foto di Lee Newman

Alcuni anni fa, mentre facevo un giro presso uno dei grossisti locali di pesci tropicali, mi imbattei in un ciclide che era simile al ben noto ram, uno dei miei pesci favoriti da lungo tempo. A quel tempo, questa specie non mi era per nulla familiare, ma ero interessato a loro a causa della loro somiglianza con il ram.
Non seguendo l'itinerario più sensato e ragionevole, di cercare prima informazioni sull'acquisto progettato, ne ho presi quattro, ognuno di lunghezza totale di 4-5 centimetri e dal sesso ancora non identificato.

Maschio di Microgeophagus altispinosa - Foto di Lee Newman

Maschio di Microgeophagus altispinosa in acquario. Pesci e foto di Lee Newman

Dopo essere arrivato a casa ed aver acclimatato i pesci nella loro nuova sede, ho consultato i libri della mia biblioteca per cercare informazioni. Secondo l'hobby e la letteratura scientifica, questi pesci, insieme al ram venezuelano, hanno avuto una storia relativamente alla loro nomenclatura veramente sconcertante. Questo rende difficile trovare informazioni per quanto riguarda questi pesci.
Tuttavia, dopo aver riesaminato la letteratura, i nuovi pesci sono stati identificati come Microgeophagus altispinosa, il ram boliviano.

Nomenclatura

Ciò che segue è una spiegazione molto breve riguardo al motivo per cui ho usato il termine Microgeophagus in questo articolo per il ram boliviano.
Devo confessare, tuttavia, che anche se mi piace sapere i nomi propri dei pesci che allevo, in nessun modo sono qualificato a dare giudizi sulle questioni nomenclaturali, sto solo cercando di seguire la letteratura!

Il ram boliviano originalmente è stato descritto come Crenicara altispinosa da Haseman nel 1911.

Nel 1971, Axelrod ha descritto il genere Microgeophagus che comprende i ram provenienti dal Venezuela e dalla Colombia, Microgeophagus ramirezi. Molto comune nel commercio ed originalmente posto nel genere Apistogramma, M. ramirezi è stato spostato nel nuovo genere, sulla base del fatto che era molto differente nella morfologia e nel comportamento di riproduzione dagli altri Apistogramma.
Il ram boliviano, con la morfologia ed il comportamento riproduttivo molto più simili al ram venezuelano che agli Apistogramma, fu posto anch'esso nel genere Microgeophagus.

Per rendere tutto questo un poco più complicato, Kullander nel 1977 istituì e descrisse il genere Papiliochromis per comprendere entrambe le specie di ram, e su questa base Microgeophagus fu considerato nomen nudum. Esistono ancora alcuni dibattiti riguardo al genere corretto per i ram, tuttavia, argomentazioni convincenti sono state fatte da Robins e da Bailey (1982) e da Langhammer (1991) in favore del genere Microgeophagus. Gli hobbisti che cercano informazioni su questi pesci dovrebbero assicurarsi bene di usare Microgeophagus e Papiliochromis, i due nomi comunemente usati nella letteratura.

Distribuzione

Richter (1989), riferì la provenienza del M. altispinosa dal Rio Mamore vicino al congiungimento con il Rio Guapore, vicino alla città di Trinidad; dal bacino del fiume Rio Guapore a Santa Cruz. in Bolivia; dal Rio Quizer vicino a San Ramon; dalla depressione sotto Todos Santos in Bolivia e dalla foce dell'Igarape vicino a Guajara-Mirim in Brasile.

Confronti con il M. ramirezi

Il Microgeophagus altispinosa diventa un po' più grande del cugino venezuelano, il maschio raggiunge circa 10 centimetri di lunghezza totale, le femmine restano un po' più piccole. Oltre alle differenze di taglia, i maschi del M. altispinosa sono più snelli e meno tozzi delle femmine, e inoltre hanno delle estensioni sui raggi superiore ed inferiore della pinna caudale. In sintonia con il ram venezuelano, questi pesci sono depositori delle uova su substrati aperti e biparentali, abbastanza diversi dagli Apistogramma, poligami e depositori in caverne.

Allevamento

Nella zona di Vancouver, il Microgeophagus altispinosa offerto per la vendita tende ad essere troppo piccolo ed esile per qualunque genere di ambiente competitivo. Questo solitamente dà pochi problemi se viene offerta una buona varietà di cibo di piccole dimensioni, vivo e congelato. Una volta che sono ingrassati, i pesci possono essere immessi in un acquario di specie - o in un acquario di comunità.
Questi pesci sono meno timidi se vengono messi in compagnia di piccoli pesci attivi quali i tetra.

Come con la maggior parte dei Ciclidi nani, un acquario da 60 litri rappresenta il minimo per una coppia già formata, ma per sperimentare meglio il dinamico comportamento di questi pesci, è necessario un acquario più grande.

Ho disposto i miei quattro pesci in un acquario di comunità di 200 litri, contenente 12 Nannobrycon eques, dodici Carnegiella marthae, sette Hemigrammus sp. aff. rhodostomus e sei Corydoras trilineatus.
L'acquario è stato riempito di acqua di rubinetto di Vancouver invecchiata e inalterata, con un pH di 6,3, GH inferiore a 10 dH e temperatura di 28°C.

E' stato allestito con sabbia fine per facilitare lo scavo delle buche, rocce arrotondate per la deposizione delle uova, pezzi di legno per acquario e piante per la copertura. I cambi settimanali d'acqua del 30% e la pulizia regolare del filtro mantengono una qualità dell'acqua accettabile per questi ciclidi.
Sono stati alimentati con una varietà di alimenti; cibo vivo, enchitrei, lombrichi tagliuzzati, chironomus congelati, fiocchi e granulati.

Riproduzione

Femmina di Microgeophagus altispinosa - Foto di Lee Newman

Femmina di Microgeophagus altispinosa in acquario. Pesci e foto di Lee Newman

Coppia in corteggiamento di Microgeophagus altispinosa - Foto di Lee Newman

Coppia in corteggiamento di Microgeophagus altispinosa nell'acquario. Pesci e foto di Lee Newman

Femmina di Microgeophagus altispinosa che sorveglia le uova - Foto di Lee Newman

Femmina di Microgeophagus altispinosa che sorveglia le sue uova nell'acquario. Pesci e foto di Lee Newman

Coppia in riproduzione di Microgeophagus altispinosa - Foto di Lee Newman

Coppia in riproduzione di Microgeophagus altispinosa nell'acquario. Pesci e foto di Lee Newman

I quattro pesci si sono ambientati molto bene ed entro un paio di mesi si è evidenziato il dimorfismo sessuale, rivelando un maschio e tre femmine. A questo punto il maschio è diventato molto attivo, inseguendo ed esibendosi davanti alle femmine.

Dopo parecchie settimane, il maschio ha scelto una delle femmine ed ha iniziato a corteggiarla mentre ancora inseguiva le altre femmine. Il corteggiamento consisteva nella reciproca esibizione laterale e in "sbaciucchiamenti° delle rocce nella zona del corteggiamento.

Dopo parecchi giorni di corteggiamento, la coppia ha iniziato a pulire e rimuovere sabbia intorno ad una roccia vicino alla parte frontale dell'acquario.

A questo punto, il maschio è diventato sempre più aggressivo verso le altre due femmine, inseguendole più frequentemente. Anche se non era stato fatto nessun danno a nessuna delle due femmine, erano state costrette negli angoli posteriori dell'acquario. Queste due femmine hanno dimostrato di essere degli effettivi pesci-bersaglio, poiché il legame della coppia è sembrato molto rafforzato.

Due giorni dopo che era stata scavata una depressione intorno alla roccia pulita, ho visto la femmina con l'ovodepositore visibile.

Parecchie ore più tardi, la coppia ha cominciato a deporre le uova. La femmina ha iniziato con parecchi viaggi a vuoto, con il maschio che prestava la massima attenzione. Quindi la femmina ha deposto sulla roccia una linea di 5-7 uova, grigio-chiaro e ovoidali. Il maschio si è mosso rapidamente dentro dietro la femmina e quando lei si è spostata dalla roccia tornando in cerchio dietro il maschio, lui ha fecondato le uova.
La deposizione delle uova è durata circa sessanta minuti, con conseguente placca circolare di circa 125 uova.

Cura delle uova

Quando è stata completata la deposizione delle uova, la femmina ha preso posto sopra la roccia coperta di uova per ventilarle con forti movimenti delle pinne pettorali. La femmina si inclinava su un lato, usando soltanto una pinna pettorale per arieggiare, mentre l'altra era usata per mantenere la sua posizione sopra le uova.

Per la maggior parte del tempo, la femmina si prendeva cura delle uova ed il maschio difendeva il territorio di deposizione delle uova, scacciando tutti gli altri pesci dalla zona.

Frequentemente, il maschio dava il cambio alla femmina nel compito di prendersi cura delle uova, per circa 5-10 secondi alla volta. Il maschio si avvicinava al luogo di deposizione, la femmina allora si muoveva verso il maschio e, non appena i due pesci si sorpassavano, una breve esibizione laterale reciproca segnalava lo scambio. Allora il maschio prendeva posto sopra le uova, ventilandole nello stesso modo della femmina. La femmina poi ritornava direttamente al luogo di deposizione delle uova dopo 5-10 secondi. Cosa interessante, non ho osservato nessuna esibizione delle pinne quando la femmina ritornava per riprendere il suo compito di curarsi delle uova.

Le uova vengono covate per tre giorni, con l'assistenza dalla femmina. Dopo che le uova si sono schiuse, soltanto 11 uova bianche, non fecondate, sono state lasciate sulla roccia.

Lo Sviluppo degli Avannotti

La femmina ha spostato le larve con la bocca in una piccola buca che era stata scavata al lato della roccia di deposizione delle uova. Le larve erano sorvegliate con attenzione dalla femmina, dato che sono necessari 4-5 giorni prima che imparino a nuotare liberamente.

Il maschio ha continuato a difendere il territorio di deposizione delle uova, vigilando frequentemente sulla nidiata parecchi secondi alla volta.

Per il periodo di cura della nidiata, il colore giallastro del corpo, la banda nera sull'occhio e la macchia laterale nera sia del maschio che della femmina, erano diventati molto intensi.
La coppia continuava ad alimentarsi durante il ciclo di deposizione, tuttavia, la femmina non lasciava la nidiata molto a lungo.

Gli avannotti possono essere lasciati con gli adulti, tuttavia, il loro numero diminuirà rapidamente in un acquario di comunità, poiché i genitori non sono particolarmente efficienti nel difendere i mobili avannotti. inoltre, la presa d'acqua di ogni filtro dovrebbe essere coperta con una spugna che non limiti il flusso d'acqua ma che prevenga che gli avannotti vengano risucchiati nel filtro.

Per assicurarmi che qualche avannotto sopravvivesse, ho rimosso la maggior parte degli avannotti, circa il 90%, subito dopo che avevano imparato a nuotare liberamente. Li ho disposti in un acquario da 40 litri, senza substrato, con un filtro a spugna maturato per più o meno una settimana, quindi li ho trasferiti in un acquario da 120 litri con un filtro a spugna e un filtro con il coperchio rimosso (per non intrappolare gli avannotti).
Comunque, ho lasciato alcuni avannotti alla coppia nell'acquario di comunità, per assicurare un maggior legame tra la coppia, anche se, dopo alcuni giorni, tutti quegli avannotti erano stati mangiati dagli altri pesci nell'acquario.

L'allevamento degli avannotti presenta pochi problemi. Si può partire con cibo vivo, naupli d'artemia appena schiusi, e con mangimi pronti più tardi, mano a mano che crescono.
Tuttavia, gli avannotti sembrano sensibili ai nitrati, che possono causare un tasso di mortalità fino al 100%. Ho perso l'intera prima nidiata per la tossicità dei nitrati prima di capire che ne erano così sensibili. Per impedire ulteriori perdite dovute ai nitrati, facevo un cambio d'acqua del 30-50% un giorno sì e uno no, unito alla regolare pulizia del filtro. Questo ha provocato una sana e rapida crescita degli avannotti delle tre nidiate successive che la coppia originale ha prodotto.

Un'altra precauzione piuttosto evidente è quella di non ammucchiare eccessivamente gli avannotti durante i primissimi mesi. Ho usato l'acquario da 120 litri per gli 80-100 avannotti di una covata per i primi tre mesi o giù di lì, quindi li ho trasferiti in un acquario da 90 centimetri, 160 litri, per evitare l'ammucchiata.
Dopo qualche mese comincino a mostrare la livrea degli adulti, allora possono essere venduti o scambiati per ridurre la densità nell'acquario d'allevamento.
Nei pesci giovani si può solitamente distinguere il sesso ad una lunghezza totale di circa 4 centimetri, intorno ai 5 mesi.

Conclusione

La coppia nell'acquario di comunità continuava a deporre ogni tre- quattro settimane, e il maschio, malgrado avesse altre due femmine, ovviamente pronte, per distrarsi durante gli intervalli tra le deposizioni, è rimasto legato con la sua femmina.

Sebbene non sia popolare come Microgeophagus ramirezi, Microgeophagus altispinosa ha molti buoni motivi per essere raccomandabile.
Sembra un po' più robusto e più facile da riprodurre che il ram venezuelano, e, come è tipico per i Microgeophagus, è coloratissimo, ha un carattere vivace e un comportamento interessante.

© Copyright 1995, Lee Newman - All rights Reserved
Questo articolo è stato originalmente pubblicato nel "Buntbarsche Bulletin" 168 pp 1-6, il giornale dell' American Cichlid Association, consultare la ACA Home Page per le informazioni sull'associazione. L'articolo è qui riprodotto con il permesso dell'autore Lew Newman.

Specie nel sito
Coppia di Mikrogeophagus altispinosus - Foto © Frank Schafer (Aquarium Glaser GmbH)
Bolivian ram, Ram boliviano
Aspettativa di vita: 5 - 6 anni
Dimensioni massime: 8 cm SL

Più rari e meno conosciuti dei cugini Mikrogeophagus ramirezi, sono in realtà molto attraenti e più adatti a chi si avvicina all'allevamento dei ciclidi nani rispetto ai ram.

Temperatura in natura: 22 - 26°C
Valori pH in natura: 07.00.00
"The Ram and its Nomenclature, Which Name Actually Has Precedence?"
Langhammer, J. K., 1991. "Buntbarsche Bulletin", 147: pp. 18-19.
"Complete Book of Dwarf Cichlids"
Richter., H.J., 1989, "T.F.H. Publications, Inc., Neptune City, NJ".
"The status on the generic names Microgeophagus, Pseudogeophagus, and Papiliochromis (Pisces: Cichlidae)"
Robins, C. R. and R. M. Bailey, 1982, "Copeia" 1982 (1): pp. 208- 210.

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