• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

I pesci pulitori NON ESISTONO!

I pesci non vanno comprati per la loro presunta funzione di pulitori, ma perché piacciono e perché sono interessanti da osservare. Dobbiamo essere noi a rispettare le loro esigenze, non loro a dover svolgere un lavoro in vece nostra: i pesci non sono attrezzi, e non possono sopravvivere solo con gli scarti degli altri...

Otocinclus macrospilus

Eigenmann & Allen, 1942

E' uno dei più comuni 'oto' in commercio, ed è una specie ideale per l'acquario di piante. Purtroppo può essere molto delicato momento della prima importazione, e le perdite non sono infrequenti.

Otocinclus macrospilus - Foto © Robert Fossum (Planetcatfish.com)

nome comune
Oto
dimensioni massime in natura
3.5 cm SL
aspettativa di vita
5 anni

L'idea che i "pesci pulitori" siano indispensabili per mantenere l'equilibrio dell'acquario o che siano in qualche modo "necessari" è totalmente falsa e senza alcun fondamento.

E' uno dei più comuni 'oto' in commercio, e si tratta di una specie ideale per l'acquario di piante. Purtroppo può essere molto delicato momento della prima importazione, e le perdite non sono infrequenti. Di solito infatti gli oto in vendita sono molto indeboliti dalla mancanza di cibo, in quanto sono pesci piccoli che hanno bisogno di nutrirsi quasi costantemente, per cui soffrono facilmente la fame durante il trasporto e la stabulazione dei grossisti. inoltre, come quasi tutti gli oto, sono catturati in natura, per cui possono essere molto sensibili alla qualità dell'acqua. Molti appassionati riportano meno problemi se i pesci vengono inseriti in acquari ben maturi e fittamente piantumati, dove la qualità dell'acqua è stabile e vi è una abbondanza di microrganismi e alghe con cui possono nutrirsi. Una volta che i pesci hanno superato la fase iniziale e si alimentano bene, il loro allevamento diventa molto più facile.

Questa specie è spesso etichettata erroneamente nei negozi, di solito come Otocinclus affinis o Otocinclus vittatus. Isbrucker et.al. (2001) ha proposto il genere Macrotocinclus per Otocinclus affinis e questo è stato accettato (Eschmeyer, 2015).

La somiglianza tra Otocinclus macrospilus, Otocinclus vittatus e Otocinclus vestitus spesso crea confusione tra gli acquariofili. Otocinclus macrospilus può essere distinto da Otocinclus vestitus dal disegno sulla pinna caudale: Otocinclus macrospilus ha una distinta grande macchia nera rotonda alla base della pinna caudale; in Otocinclus vestitus la banda nera orizzontale sui fianchi si estende sulla pinna caudale senza un allargamento significativo in una macchia. Otocinclus vittatus è un altra specie molto somigliante, ma il bordo superiore della banda orizzontale nera lungo i fianchi di questa specie è delimitata da una chiara fascia bianca distinta che separa la banda dal disegno screziato; su Otocinclus macrospilus la striscia bianca è meno distinta e in Otocinclus vestitus il disegno screziato confina con la banda nera senza una striscia bianca ben definibile.

Si possono osservare gli oto che improvvisamente sfrecciano presso la superficie dell'acqua per prendere una boccata d'aria, in modo molto simile ai membri dela famiglia Callichthyidae (Corydoras, ecc). Gli Otocinclus possiedono una modifica della parete esofagea che può funzionare per la respirazione aerea e aiutare a fornire galleggiabilità supplementare, il che aiuta questi pesci a rimanere vicino alla superficie dell'acqua nei loro habitat (Schaefer, 1997).

Il genere Otocinclus è un membro basale della tribù Hypoptopomatini e si pensa sia monofiletico (Schaefer, 1997). Le specie di Otocinclus sono ampiamente distribuite nelle zone cis-andine del Sud America, dal Venezuela settentrionale a nord dell'Argentina. Di solito abitano piccoli e medi corpi idrici, spesso associati a vegetazione marginale (Reis, 2004).

Il genere Otocinclus fu eretto da Cope nel 1871. Nel 1997, Scott A. Schaefer revisinò il genere, riconoscendo solo 13 delle allora 65 specie; le altre furono ri-assegnate a diversi altri generi. Da allora, nuove specie sono state descritte come Otocinclus, portando attualmente il totale delle specie valide a 18 (Eschmeyer, 2015).
La biogeografia filogenetica degli Otocinclus studiata da Schaefer (1997) rileva che gran parte della diversificazione delle specie a livello degli Otocinclus e forse di altri Loricaridi è avvenuta prima della formazione del bacino amazzonico. Le relazioni filogenetiche tra i pesci nella sottofamiglia Hypoptopomatinae sono attualmente in fase di studio, e il genere Otocinclus potrà eventualmente subire altri cambiamenti (Lehmann, 2006).

distribuzione

Sud America: bacino superiore del Rio delle Amazzoni, in Colombia, Ecuador e Perù

habitat

Ambiente: demerso, acqua dolce. Clima tropicale.Abita macchie dense di vegetazione marginale in ruscelli, torrenti e del fiume. E 'anche trovato in gran numero sulle stuoie galleggianti di vegetazione comunemente noto come "prati galleggianti", che forniscono un rifugio per molte specie di pesci

temperatura in natura
21 - 26°C
valore pH in natura
5.5 - 7.5
allevamento

Dimensioni minime della vasca: 45 cm di lunghezza per un gruppo di almeno 6 esemplari.
Idealmente vanno allevati in un allestimento fortemente piantumato con piante a foglia larga, rami, legni e, se lo si desidera superfici rocciose verticali. Le piante vive sembrano essenziali per la sopravvivenza a lungo termine di questi Otocinclus. La scelta del substrato non è estremamente importante in quanto specie trascorre gran parte del suo tempo lontano dal fondo della vasca, ma un substrato di sabbia sembra apprezzato quando i pesci vi scendono a rovistare.

Comportamento e compatibilità: Molto timidi e riservati, al punto che saranno facilmente battuti nella competizione per il cibo da specie più vigorose (e ci vuole poco!). E' meglio allevarli con piccoli caracidi tranquilli, ciclidi nani come gli Apistogramma, piccoli Corydoras. Non vanno abbinati a specie troppo grandi (come Pterophyllum scalare) perchè potrebbero mangiarli.
Come le altre specie del genere, preferiscono vivere in compagnia dei conspecifici e si dovrebbe puntare ad un gruppo di almeno 6 esemplari.

alimentazione

E' una specie principalmente vegetariana, che in natura si nutre di alghe e altri microrganismi, e di detriti vegetali.
In acquario gli oto si nutrono delle alghe sulle piante e sugli arredi, ma non possono sopravvivere solo di alghe. hanno pochissimo valore nutritivo, e ne dovrebbero mangiare quantità impossibili da avere costantemente in acquario, per quanto 'infestato' sia... la loro dieta va integrata anche con mangime apposito in pastiglie affondanti a base di alghe e di spirulina e con verdura sbollentata (zucchini, cetrioli, lattuga, spinaci, ecc.). Anche se accettano piccolo cibo vivo e/o congelato, come chironomus o Daphnia, fate attenzione a non nutrirli con questi tipi di alimento troppo spesso, in quanto non richiedono una grande quantità di proteine nella dieta.

E' importante purtroppo sottolineare che, come tutti i cosiddetti mangia-alghe, non possono sopravvivere solo con le alghe che crescono in acquario, e men che meno possono sopravvivere solo con gli avanzi degli altri pesci: come acquariofili siamo tenuti a garantire che tutti i pesci che alleviamo abbiano la giusta razione di cibo, e offrire loro una dieta varia e calibrata sulle loro esigenze.

  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie che deve mangiare come le altre, non può sopravvivere solo con le alghe in acquario: la dieta va integrata con mangime a base vegetale e verdure!
  • Specie riprodotta solo raramente in cattività, gli esemplari in commercio provengono praticamente tutti dalla cattura in natura. Chiedete al vostro negoziante se i pesci che state per comprare sono d'allevamento o di cattura.
dimorfismo sessuale
E' abbastanza facile individuarne il sesso, osservando i pesci dall'alto, in quanto le femmine mature presentano il corpo più ampio.
riproduzione

Ne è già stata ottenuta la riproduzione in acquario, ma non sono disponibili molti dettagli. La deposizione delle uova avviene in uno stile simile alle specie di Corydoras, con i pesci che si mettono nella classica posizione a 'T', in cui il maschio afferra la femmina tra le pinne pettorali e il corpo, e vengono emessi contemporaneamente uova e sperma. Diversamente dai cory, le uova sono sparse casualmente in giro per la vasca, di solito tra le piante nella zona superiore, o sui vetri.
Vari fattori sembrano essere coinvolti nello stimolare la deposizione. Sembrano essere importanti soprattutto grandi cambi d'acqua settimanali con acqua più fredda. Si pensa che anche la presenza di un'altra specie che si sta riproducendo in vasca (si solito sono coinvolti i Corydoras) posa svolgere un ruolo nello stimolare l'attività di deposizione.
Gli avannotti sono molto piccoli e richiedono l'accesso costante a grandi quantità di alghe e altri alimenti vegetali.

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