• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
Tempo di lettura
7 minuti
Letto finora

La mia esperienza con i Pangio

Mer, 07/Gen/2015 - 17:18
Posted in:
0 comments

Racconto di un'esperienza personale di allevamento e di riproduzione mancata dei serpentelli spinosi, i Pangio

Pangio sp.

La mia esperienza con i serpentelli risale al lontano febbraio del 2000, quando, in due diversi negozi, avevo comprato 3 'Pangio kuhlii', che probabilmente erano invece Pangio semicincta, li avevo immessi in acquario e non li avevo più visti per almeno 3 mesi... erano i primi tempi che avevo l'acquario, ero ancora agli inizi della scoperta di questo mondo, e li avevo dati per morti. Invece un bel giorno vedo un guizzo tra le piante... possibile? Era proprio un Pangio, dopo qualche giorno ho rivisto anche gli altri due, e dopo poco tempo avevano preso così confidenza con l'ambiente circostante, che non avevo più nessun problema a vederli, erano sempre in giro tranquilli per la vasca, tutto il giorno, sempre tutti e tre assieme, che giocavano quasi, arrotolandosi ed attorcigliandosi insieme tra loro.
Era uno spettacolo guardarli, a volte erano così infilati tra le radici delle anubias da farmi temere che fossero rimasti incastrati, invece dopo poco li vedevo strisciare via...
Naturalmente in vasca erano presenti moltissimi nascondigli, tra rocce accatastate, legni sovrapposti ed incrociati, mezze noci di cocco rovesciate... i posti che preferivano erano gli intrichi formati dalle radici delle anubias che avevo legato alle noci di cocco e ai legni per "mimetizzarli" nell'ambiente circostante...


Dopo qualche tempo ho potuto anche assistere ad un evento che, nella beata incoscienza dei neo-acquariofili, ho capito solo più tardi fosse più unico che raro in acquario: una deposizione, anche se purtroppo non andata a buon fine perché poco dopo mi stava andando a scatafascio tutto l'acquario...

Vi racconto come è andata:

Avevo collegata all'acquario tramite un tubicino d'aeratore e pietra porosa una bottiglia con la mistura di acqua, zucchero e lievito per fare la CO2 artigianale; un giorno in mia assenza le mie due bambine nel corso di qualche gioco sono riuscite ad "agganciare" il tubicino e strattonandolo hanno fatto cadere per terra la bottiglia di plastica. Forse per l'effetto "agitazione" circa 1/3 del contenuto della bottiglia, orizzontale per terra, era entrato in vasca, risalendo il tubicino d'aeratore... Quando sono rientrata a casa mi è venuto un mezzo colpo, l'acqua era diventata molto torbida e color marroncino lattiginoso, i pesci boccheggiavano in superficie... vedendo la bottiglia della mistura mezza vuota e interrogando le disg...ehmm, le bimbe, ho capito cosa era successo e ho fatto subito un cambio d'acqua del 50%, ho messo l'uscita del filtro sopra il livello dell'acqua formando una cascatella, per ossigenarla meglio, e la situazione sembrava rientrata: i pesci avevano ripreso il loro comportamento normale e l'acqua era rimasta torbida solo molto leggermente.

Pangio kuhlii dentro un cespuglio di Riccia fluitans in superficie
Pangio kuhlii dentro un cespuglio di Riccia fluitans in superficie
Pangio kuhlii dentro un cespuglio di Riccia fluitans in superficie

Ed ora inizia il bello: qualche ora dopo, verso sera, con l'acqua ancora leggermente torbida, ho notato dei movimenti insoliti, ed ho visto due dei miei Pangio in superficie, in un cespuglio di riccia... non avendoli mai visti lontani dal fondo, li ho osservati per un po', temendo fossero lì colpiti dagli stessi sintomi d'asfissia che avevano mostrato gli altri pesci. Invece non boccheggiavano ma, dopo qualche secondo di immobilità, hanno iniziato ad attorcigliarsi fra di loro, allontanandosi lievemente per riattorcigliarsi, in una specie di "danza" fatta di lievi sfioramenti e avvitamenti, alternati a momenti di immobilità...

Dopo parecchi minuti in cui guardavo emozionata questo "balletto", sono rimasta a bocca aperta quando è avvenuta la deposizione: piccolissime uova scure hanno iniziato a "fluttuare", una buona parte è rimasta ancorata ai grossi cuscini di riccia che galleggiavano in superficie, altre sono cadute verso il basso, dove i Chromobotia macracanthus si sono subito accorti che c'era da banchettare...
I due Pangio, dopo essere rimasti ancora un po' di tempo nel cespuglio di riccia, immobili, sono quindi scesi di nuovo verso il fondo, senza curarsi delle uova.

Io ero stata presa completamente alla sprovvista, non mi sarei mai aspettata di assistere ad uno spettacolo del genere, era già sera, per di più sabato, e non avevo né vaschette né sale nido in cui ricoverare le uova, che d'altronde erano lì (pensavo al sicuro) sulla riccia, solo quelle cadute in basso erano state mangiate, per cui con l'incoscienza che spesso caratterizza i neo-acquariofili ho lasciato tutto così com'era, frastornata, e rimandando ogni decisione all'indomani.

Purtroppo però, quando mi sono svegliata il mattino dopo, la situazione era precipitata: l'acqua era diventata completamente bianco latte, tutti i pesci che potevo intravedere attraverso l'acqua torbida erano a galla, boccheggianti ed esausti, i botia e i pangio erano coricati su un fianco sulle grosse foglie di un'echinodorus che arrivavano sulla superficie dell'acqua, in cerca d'aria, mi sembravano più morti che vivi... Ero nel panico più completo, non riuscivo a capacitarmi di quello che stava succedendo... Com'era possibile che ci fosse di nuovo tutto quel lievito sciolto in acqua, se il giorno prima l'acqua dopo i cambi era praticamente pulita? Eppure per intorbidire così l'acqua che cosa poteva essere se non lievito?
Per mia fortuna mi era venuto in aiuto il newsgroup, it.hobby.acquari, ho postato un messaggio d'aiuto e nonostante fosse domenica mattina qualcuno ha subito risposto (Robflat, me lo ricordo ancora, non finirò mai di ringraziarlo  ), mi ha spiegato che l'intorbidimento poteva essere causato da una forte esplosione batterica causata non solo dal lievito ma soprattutto dallo zucchero entrati in vasca il giorno prima, proliferazione batterica che aveva azzerato il contenuto di ossigeno dell'acqua, provocando quei sintomi di asfissia nei pesci... Capire dalle sue parole quello che stava succedendo mi ha sollevato e mi ha aiutato ad affrontare la situazione: cambi d'acqua piccoli ma ripetuti a distanza di breve tempo, aeratore a manetta e cascatella dal filtro per ossigenare l'acqua, in più carbone attivo nel filtro sostituito dopo due giorni, come mi aveva consigliato Walter Peris, ringrazio anche lui, per avermi seguito nella mia disavventura quasi passo-passo...

Inutile dire che nell'agitazione e nella preoccupazione per la sopravvivenza dei miei pesci (me ne erano morti 3, nonostante tutto) mi sono completamente dimenticata delle uova dei Pangio, quando me ne sono ricordata ormai la riccia era stata sbattacchiata tanto tra aeratore e filtro che di uova non ve ne era più traccia...

Ho sperato che magari qualcuna da qualche parte fosse rimasta nascosta alla voracità dei pesci, ma anche a distanza di tempo e scrutando accuratamente il ghiaino di fondo non ho mai visto piccoli, e mi sono rassegnata... ho visto altre volte venire i Pangio in superficie sulla riccia, ma mai altre deposizioni.


Solo con il passare del tempo ho capito quanto fosse stata per me un'esperienza eccezionale vedere quella deposizione, e naturalmente oggi mi mangio i gomiti pensando che non mi è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di prendere la macchina fotografica e fare una cavolo di foto, o di pensare prima alle uova e poi ai pesci in quel frangente che a me pareva catastrofico... ma come è andata è andata, l'esperienza comunque insegna :)

Posso solo segnalare due cose, emerse nelle discussioni su it.hobby.acquari seguite a questo evento, e riportate anche nella pagina dedicata alla riproduzione dei Pangio:

  • sembra che comprare i pangio in posti diversi e in periodi diversi possa favorire la possibilità di avere due sessi diversi, e quindi di avere una potenziale "coppia"
  • la deposizione potrebbe essere stata stimolata proprio dalla presenza di zucchero e lievito nell'acqua, che è sembrata ai futuri genitori una potenziale fonte di cibo per gli avannotti; ovviamente non consiglio a nessuno di riprovare a farlo in vasca, visti i risultati :(

Elenco delle Specie presenti nel sito e appartenenti al Genere

Pangio anguillaris - Foto © Thomas Frank (Seriouslyfish.com)

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 12 cm SL

E' uno dei Pangio commercializzati sotto il nome generico di 'cobitidi anguilla' o 'pesci anguilla', anche se generalmente sono disponibile mescolati con spedizioni di altri pesci. Le popolazioni selvatiche tendono a mostrare delle variazioni nel disegno della livrea.

Temperatura in natura: 24 - 26°C
Valori pH in natura: 5.0 - 6.0
Pangio cuneovirgata proveniente dalla Penisola Malese - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 4 cm SL

Questa specie è uno tra i 'serpentelli d'acqua dolce' più piccoli, raggiunge appena i 4 cm di lunghezza, e si trova raramente in commercio, il più delle volte si trova mescolato casualmente tra le spedizioni di congeneri simili di aspetto.

Pangio doriae dalla Thailandia © Nonn Panitvong (Siamensis.org)

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 9.0 cm TL

Pangio doriae è uno dei Pangio commercializzato sotto il nome generico di 'cobitide anguilla' o 'pesce anguilla', anche se generalmente è disponibile come cattura accessoria tra spedizioni di altri pesci. Alcuni autori hanno ipotizzato che possa essere sinonimo di Pangio anguillaris.

Pangio kuhlii - Foto © George J. Reclos (Fishbase.org)
Coolie loach
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 12 cm TL

Sembra ormai quasi assodato che tutte le biscette o serpentelli d'acqua dolce commercializzati come Pangio kuhlii, siano invece un'altra specie, probabilmente Pangio semicincta, in quanto la specie Pangio kuhlii in natura vive praticamente solo nell'isola di Giava, dove non ci sono punti di raccolta commerciali che li esportino ai fini acquariofili.

Temperatura in natura: 24 - 30°C
Valori pH in natura: 5.5 - 6.5
Pangio malayana - Foto © Thomas Frank

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 6.0 cm SL

Questa specie si trova spesso in commercio ma infilata senza volerlo nelle spedizioni di congeneri simili di aspetto, da quali si può distinguere solo con un'attenta osservazione.

Pangio myersi - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)
Giant kuhlii loach
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 10 cm SL

Questa specie è regolarmente in commercio ed è conosciuta anche come 'Myer’s loach'. Negli ultimi anni si sono rese disponibili forme albine e leucistiche, anche se non è chiaro se esistono anche in natura o meno. E' incluso nel gruppo di Pangio kuhlii di specie strettamente correlate all'interno del genere.

Pangio oblonga proveniente dalla Thailandia - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)
Java loach
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 8.0 cm TL

Tra i Pangio più disponibili in commercio nell'hobby acquariofilo, e commercializzato come 'Java loach', 'cinnamon loach' e 'chocolate kuhli loach'. E' incluso nel complesso Pangio kuhlii-oblonga, gruppo di specie strettamente correlate nel genere.

Temperatura in natura: 23 - 25°C
Pangio semicincta proveniente dalla Thailandia - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)

Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 9-10 cm

Quella di Pangio semicincta è una tra le specie erroneamente identificate più frequentemente in acquariofilia, essendo quasi sempre commercializzata come Pangio kuhlii. Quest'ultima specie però è considerata endemica solo a Giava, dove in pratica non esistono catture ai fini commerciali, e secondo molte fonti probabilmente non è mai stata vista in acquario. Il rapporto tra le due specie comunque è stato ed è tutt'ora molto confuso.

Pangio shelfordii - Foto © Lim Teow Yeong
Borneo loach
Aspettativa di vita: 15 - 25 anni
Dimensioni massime: 8.0 cm TL

Questa specie è esportata solo occasionalmente, spesso involontariamente tra le spedizioni di specie congeneri. E' inclusa nel complesso di Pangio shelfordii, gruppo di specie strettamente correlate nel genere.

Temperatura in natura: 24 - 30°C
Valori pH in natura: 5.5 - 6.5

Aggiungi un commento

Avviso per chi vuole lasciare un commento: Questo è un sito amatoriale, che vuole diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sulle specie allevate in acquario, ed è gestito da una sola persona. Se avete qualche commento da fare riguardo al sito o a questa pagina siete i benvenuti, ma per richieste d'aiuto e/o consigli per il vostro acquario è meglio rivolgervi dove ci sono più persone in grado di rispondervi, come i forum dedicati, posso consigliarvi i miei preferiti, acquariofiliafacile.it e acquarioacquadolce.it, per serietà ed attendibilità, ma ce ne sono molti altri :)

By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.