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Allevare i Pangio e altri cobitidi in acquario (E. Turner)

Gio, 22/Gen/2015 - 09:28
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Una delle indispensabili guide di Emma Turner, questa volta dedicata ai pangio e ai cobitidi 'anguilla' in generale, che non solo sono diversi, attraenti e sociali, ma anche facili da allevare. Emma ci spiega perchè un gruppo di questi pesci è semplicemente grande!

Traduzione dell'articolo:
"Keeping Kuhli and other Eel loaches in the aquarium" di Emma Turner
sul sito della Practical Fishkeeping, che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.

Pangio - Foto © Emma Turner

La forma sottile degli "Eel loach" per gli anglofoni, che qui chiamerò "cobitidi anguilla", li distingue da tutti gli altri membri della famiglia Cobitidae. Se ne differenziano anche perchè hanno un numero relativamente elevato di vertebre e la pinna dorsale posta dietro la pinna pelvica.

Abitanti del fondo serpentiformi, sono diffusi ampiamente in tutto il Sud-Est asiatico, e le varie specie abitano una varietà di habitat - da acqua stagnante a corrente moderata. Tuttavia, la maggior parte abita in lenti corsi d'acqua o in stagni forestali poco profondi, spesso tra le paludi di torba dove i tannini colorano l'acqua, rendendola tenera e acida. Tali corpi d'acqua sono spesso ombreggiati dalle chiome della foresta pluviale e dall'abbondante vegetazione marginale lungo le rive. Il substrato è di solito costituito da sabbia, limo, fango e torba. Circondato da tale fitto fogliame, non è una sorpresa che le foglie regolarmente cadano in acqua, e questi mucchi di fogliame in decomposizione formano l'habitat preferito di questi pesci.

I cobitidi anguilla comprendono i 33 membri del genere Pangio. Piccoli e allungati, sono spesso e impropriamente chiamati kuhli loaches o, peggio ancora, Coolie loaches. Il loro nome deriva dal nome di Heinrich Kuhl (1797-1821), un pioniere collezionista di flora e fauna a Giava in onore del quale è stato chiamato Pangio kuhlii. Come gli altri cobitidi, i cobitidi anguilla hanno delle taglienti spine suborbitali. Sono di solito poco notate, in quanto vengono tenute piegate e ben nascoste in una piega formata dalla pelle, ma possono essere rapidamente sollevate se il pesce si sente minacciato o stressato.

Pangio - Foto © Emma Turner

La scienza ...

All'interno del genere Pangio sono provvisoriamente riconosciuti quattro gruppi principali, o complessi: anguillaris, kuhlii, oblonga e shelfordii.

Il gruppo anguillaris comprende specie con un alto numero di vertebre, un corpo vermiforme e pinne pettorali arricciate nei maschi.

Il gruppo oblonga comprende specie con un colore uniforme del corpo, otto-nove raggi pettorali, 45-51 vertebre e cospicue pinne adipose dorsali e ventrali visibili sul peduncolo caudale.

Il gruppo shelfordii presenta un corpo con una serie cospicua di macchie medio-laterali, che a volte formano una striscia laterale solida, una barra scura alla base della pinna caudale, diverse file di macchie sulla pinna caudale con un peduncolo caudale sottile, e quattro paia di barbigli - essendo la quarta coppia un'estensione del labbro inferiore.

Le caratteristiche distintive del gruppo kuhlii non sono così chiare e attualmente si sta pensando che i veri Pangio kuhlii non siano mai stati esportati dai luoghi nativi di Giava. Sembra che la maggior parte dei cosiddetti "kuhli loaches" in commercio siano effettivamente Pangio semicincta. Tuttavia, una descrizione generale del pesce di questo complesso comprende una profondità del corpo otto volte la lunghezza standard e tre paia di barbigli, di cui quelli più vicini al muso sono i più lunghi. Il colore del corpo è giallo con larghe bande verticali che sono per lo più limitate alla metà superiore del corpo, e la metà inferiore della pinna caudale presenta una banda nera asimmetrica. Il disegno della livrea del corpo da solo, tuttavia, non può essere invocato come un'identificazione definitiva, in quanto la maggior parte delle livree è molto irregolare. Mano a mano che i pesci maturano, anche il disegno della livrea cambia,  e in alcune specie le selle si "rompono", per confondere ulteriormente le cose. Avere informazioni sulla posizione in cui sono stati raccolti, insieme a tratti numerabili e, in una certa misura, la livrea, sono le chiavi per una identificazione accurata.

Pangio - Foto © Emma Turner

L'allestimento giusto per questi cobitidi

L'acquario deve essere maturo e idealmente lungo almeno 60 cm. L'acqua deve essere tenera e acida, quindi è meglio puntare ad un pH compreso tra 6.0-7.0 e una durezza generale inferiore a 12-15 ° (DH). A questo riguardo può essere utile la filtrazione con torba. L'acqua deve essere mantenuta ad una temperatura tropicale costante, da 22 a 26°C.

Arredare il fondo con un substrato di sabbia morbida e decorare con legni, rocce levigate e ciottoli. Se dovete per forza utilizzare la ghiaia, assicuratevi che sia la più fine possibile e non tagliente. I cobitidi anguilla amano mettere il muso nel fondo e alcune specie ci si seppelliscono, lasciando sporgere solo il muso. Un substrato fine e liscio, non ruvido, non solo protegge i loro delicati barbigli sensoriali, ma evita anche di danneggiare i loro corpi, coperti da squame estremamente piccole, quando si muovono attraverso di esso.

Una buona filtrazione è un must, ma basta che ci sia solo una corrente dolce. Fate in modo di assicurarvi che i vostri cobitidi anguilla non riescano ad entrare nei filtri o nelle pompe, in quanto possono comprimersi negli spazi più piccoli. Se volete far stare i vostri Cobitidi come a casa loro, mettete in acquario un po' di foglie di mandorlo indiano, Terminalia catappa. Sono disponibili in molte negozi d'acquari o on-line. Quando si impregnano d'acqua vanno sul fondo e i Cobitidi prendono dimora lì sotto. Rilasceranno anche tannini che aiutano ad acidificare l'acqua naturalmente. E' necessario comunque sostituire periodicamente le foglie, in quanto si decompongono.

Botia anguilla sono tra i pesci più socievoli e dovrebbero essere sempre tenuti in grande numero. Dieci insieme dovrebbe essere il minimo assoluto: passeranno molte ore aggrovigliati insieme nei loro nascondigli preferiti o serpeggiando intorno ai gambi di piante ombrose. Sono un piacere da osservare, e più nascondigli sicuri fornirete loro, più è probabile che li vedrete. Un gruppo grande aumenta la fiducia e compagni di vasca di dimensioni e disposizione simile - i Boraras sono l'ideale - può contribuire a incoraggiare i cobitidi anguilla nello stare all'aperto.

Effettuare regolari, piccoli cambi d'acqua e dopo ognuno i Cobitidi dardeggeranno in giro per la vasca, con un'intensa attività. Per quanto riguarda l'alimentazione, i cobitidi anguilla amano l'artemia salina di dimensioni appropriate, mini chironomus, daphnia e ciclops, oltre che mangimi secchi affondanti. come fiocchi schiacciati e piccoli granuli.

Pangio oblonga - Foto © Emma Turner

Si possono riprodurre?

Fino ad oggi, solo un paio di specie sono state riprodotte con successo negli acquari domestici, e queste riproduzioni sono stati accidentali! La specie che si è più comunemente riprodotta sembra essere Pangio oblonga (foto sopra, di Emma Turner) e anche se non è stato documentato nessun corteggiamento, sono stati trovati degli avannotti sotto le piastre filtranti del filtro sottosabbia o tra ghiaia arrotondata.

L'unica altra specie che so essersi riprodotta in cattività è Pangio doriae. Un ospite che frequenta il negozio d'acquari dove lavoriamo io e il mio compagno ce ne ha portato un gruppo di avannotti. Anche se la riproduzione non è stata documentata, dalle piccole dimensioni che avevano i pangio che abbiamo ricevuto non vi può essere alcun dubbio che erano stati riprodotti in cattività.

I cobitidi anguilla maturi di solito possono essere sessati. Quando le femmine diventano gravide possono sviluppare enormi pance, mostrando attraverso la pelle delle uova verdastre, e nei maschi - tranne le specie Pangio alcoides, Pangio incognito e Pangio pulla - il secondo raggio delle pinne pettorali, e qualche volta anche il terzo, è ispessito. Inoltre, per la maggior parte delle specie le pinne pettorali e pelviche sono più lunghe nei maschi che nelle femmine.

Anche se la maggior parte dei successi nella riproduzione sembrano provenire da acquari con un substrato di ghiaia, io consiglierei comunque di mantenere questi pesci sulla sabbia. Magari, sarebbe opportuno selezionare una zona del substrato e creare una piccola area con ghiaia fine e arrotondata. Se i pesci decidessero di deporre le uova, molte potrebbero cadere tra la ghiaia e rimanere al sicuro, in modo molto simile alle deposizioni controllate di molte altre specie che sono portate avanti sopra biglie o sassi.

Pangio - Foto © Emma Turner

Guida ad alcune specie familiari

Alcuni tra i cobitidi anguilla più comunemente visti in commercio sono:

Pangio semicincta (Fraser-Brunner, 1940)
Questa specie a righe è in mente a molti come il "Pangio kuhlii", e infatti è probabilmente il pesce maggiormente etichettato in modo errato come Pangio kuhlii. Le macchie sono variabili, ma questa specie di solito ha da 9 a 12 barre scure su uno sfondo arancio. Le barre possono essere irregolari, anche unite insieme sulla superficie dorsale per formare selle. Attualmente si sa che è diffuso nella penisola malese e nella Grande Isola della Sonda, in Borneo e a Sumatra, ma potrebbe avere una distribuzione molto più ampia. Cresce fino a 10 cm di lunghezza.

Pangio myersi - Foto © Emma Turner

Pangio myersi (Harry, 1949)
E' una specie molto tozza e talvolta indicata come "kuhlii gigante". Gli adulti sono facilmente riconoscibili per la loro profondità del corpo e per le larghe macchie nere intervallate da sottili barre giallo/arancio. La pinna caudale è di solito completamente nera o con una macchia nera e una barra nera o fila di macchie nere subterminale. Si sa che è diffuso nel bacino del Mekong in Cambogia, Laos, Vietnam, e anche nel Sud-Est della Thailandia, può crescere fino a 10 cm.

Pangio cuneovirgata - Foto © Emma Turner

Pangio cuneovirgata (Raut, 1957)
Nella foto sopra, di Emma Turner, è il pangio in primo piano. Davvero nano, il bellissimo Pangio cuneovirgata raggiunge al massimo i 5 cm di lunghezza. Proviene dalla penisola malese, Sumatra e Giava occidentale, e si vede a volte nei negozi, spesso come contaminazione dei lotti di altre specie di Pangio. La livrea del corpo è costituita da 7 a 13 brevi selle scure confinate alla metà dorsale del corpo e da una macchia nera alla base della pinna caudale. Il ventre è bianco, mentre la superficie dorsale ha uno sfondo giallo-oliva.

Pangio oblonga (Valenciennes, 1846)
E' una popolare specie senza bande, che è spesso venduta sotto il nome di "Black Pangio kuhlii", Pangio kuhlii nero, e in certa letteratura più vecchia era conosciuto come Pangio javanicus. Si presenta con un colore uniforme che può andare da qualsiasi gradazione tra il bruno-rossastro e il nero, ed è una specie resistente che raggiunge un massimo di 8 cm. E' stato registrato in Borneo, Cambogia, Giava, Laos, penisola malese, Thailandia e Vietnam. Pangio oblonga è la specie che più frequentemente ed accidentalmente è stata riprodotta in acquario.

Pangio shelfordii - Foto © Emma Turner

Pangio shelfordii (POPTA, 1903)
Questa specie screziata si trova occasionalmente in commercio, ed è molto ricercata. Attualmente si sa che è diffuso in Borneo, Sumatra, penisola malese e Singapore, ed è venduto sotto il nome di Shelford’s Prickly Eye. Cresce tipicamente fino a circa 8 cm e non ci sono due pesci che condividono lo stesso disegno della livrea. Ci sono notevoli variazioni nelle marcature e nella colorazione anche tra le diverse popolazioni geografiche.

Pangio anguillaris - Foto © Emma Turner

Pangio anguillaris (Vaillant, 1902)
Pangio anguillaris è riconosciuto come Eel ‘Kuhli’ loach, Pangio kuhlii anguilla, ed è stato registrato in Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Thailandia e Vietnam. Possono raggiungere una lunghezza fino a 12,5 cm ed amano scavare nel substrato da dove possono spesso essere visti sdraiati in grandi colonie con solo i musi che spuntano dal fondo.

Pangio doriae - Foto © Emma Turner

Pangio doriae (Perugia, 1892)
Anche questo è un cobitide sottile e allungato che può raggiungere i 12,5 cm. Da quanto si sa abita la penisola malese e Sarawak, Borneo. Pangio doriae può essere distinto dal molto simile Pangio anguillaris dai suoi prominenti barbigli nasali, in quanto Pangio anguillaris manca di questa caratteristica. Esiste una certa varietà tra le forme di colore geografiche naturali, tra cui una forma rosa molto bella. Questa specie è stata riprodotta in acquario.

© Emma Turner - Practical Fishkeeping

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