• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
Tempo di lettura
12 minuti
Letto finora

Allevamento in acquario di Poecilia spp. 'molly' (S. Teseo)

Dom, 01/Giu/2008 - 00:00
Posted in:
0 comments

Tra i più noti pesci d'acquario, il molly si presta bene alla vita in cattività a causa della sua elevata prolificità ed alla sua spiccata tolleranza alle più diverse condizioni ambientali. Anche se spesso si tende a considerarlo un pesce "da principianti", può riservare grandi soddisfazioni anche all'acquariofilo esperto.

Articolo di Serafino Teseo tratto dal sito dell'Associazione naturalistica e divulgativa Neptunalia, attualmente non più online.
Neptunalia è una associazione naturalistica senza scopo di lucro, che intende raccogliere e divulgare tutto quel che c’è da sapere sul mondo dell’acquariofilia e terraristica, con tono rigorosamente scientifico ma con sguardo da veri appassionati. Vi segnalo la loro pagina di Facebook.

Black Molly, femmina - Foto di Hristo Hristov

Tra i piu' noti pesci d'acquario, il molly si presta bene alla vita in cattività a causa della sua elevata prolificità ed alla sua spiccata tolleranza alle più diverse condizioni ambientali. Anche se spesso si tende a considerarlo un pesce ''da principianti'', esso può riservare grandi soddisfazioni anche all’acquariofilo esperto.

Classificazione e distribuzione

Un molly lyre-tail - Foto di Serafino Teseo (Neptunalia.it)

Un molly lyre-tail - Foto di Serafino Teseo (Neptunalia)

Il gruppo di pesci d’acquario comunemente indicati come “molly” deve il suo nome alla vecchia nomenclatura scientifica, la quale identificava il genere come Mollienisia, attualmente sostituito con Poecilia.

La popolarità dei molly è senza dubbio dovuta alla facilità con cui essi possono essere mantenuti e riprodotti; non è da dimenticare che allo stesso genere appartiene l’arcinoto guppy, conosciuto anche come “pesce milione”.

Per quanto riguarda la sistematica andiamo a collocare i molly nella famiglia dei pecilidi (comprendente all’incirca 300 specie), la quale annovera soltanto pesci d’acqua dolce o al massimo d’acqua salmastra; essa appartiene all’ordine di teleostei conosciuto col nome di ciprinodontiformi.

Piuttosto che dire che i pecilidi sono tutti ovovivipari (ovvero che non depongono uova nell’ambiente esterno ma partoriscono piccoli già sviluppati all’interno del corpo materno), sembra più corretto dire che l’intera famiglia è composta da pesci che partoriscono piccoli vivi, ma che anche specie tra loro affini possono mostrare un contributo materno allo sviluppo delle uova sostanzialmente diverso: molti membri della famiglia vengono definiti lecitrofici, ovvero caratterizzati da un contributo all’uovo solamente nella fase precedente la fecondazione. In altri pecilidi, al contrario, la madre fornisce il maggior contributo all’uovo in termini di nutrimento dopo la fecondazione: tali specie sono definite matrotrofiche.

Coppia di molly della varietà 'sale e pepe'; il maschio (in basso) è riconoscibile, fra l'altro, per la presenza del gonopodio - Stefano Tollari (Neptunalia.it)

Coppia di molly della varietà 'sale e pepe'; il maschio (in basso) è riconoscibile, fra l'altro, per la presenza del gonopodio - Stefano Tollari (Neptunalia)

Caratteristica peculiare di questi pesci è la facilità nella discriminazione tra i due sessi: è semplice individuare i maschi a causa del lungo gonopodio, il quale altro non è che la pinna anale trasformata in organo copulatorio; solitamente i maschi presentano anche una pinna dorsale di dimensioni maggiori.

Col nome comune “molly” si indicano innanzitutto alcune specie largamente commercializzate, tutte appartenenti al genere Poecilia, che sono Poecilia velifera, Poecilia latipinna, Poecilia sphenops e Poecilia mexicana; ad esse si sono aggiunte numerose altre specie di Poecilia (nonché l’unica specie non appartenente al genere, che è Pamphorichthys minor o mini - molly), che tuttavia non sono comuni come pesci d’acquario e non sono normalmente in commercio nel nostro paese.

I molly sono considerati da alcuni studiosi come un sottogenere del genere Poecilia, e sono diffusi in acque dolci e d’estuario in un’area che va dalla parte meridionale dell’America del nord a coprire quasi tutta l’America centrale; essi sono divisibili in due complessi di specie facilmente riconoscibili: un primo complesso comprendente i molly dalle pinne “a vela” (come Poecilia velifera o Poecilia latipinna) e un altro comprendente i molly dalle pinne corte (come ad esempio Poecilia sphenops); questi due complessi di specie sono ampiamente sovrapposti per quanto riguarda le aree di distribuzione, e si hanno frequenti incroci che danno origine ad ibridi naturali.

Allevamento

Dal punto di vista dell’allevamento, possiamo dire che questi pesci non presentano particolari difficoltà nemmeno per l’acquariofilo principiante; una questione sulla quale si è discusso per lungo tempo è quella riguardante l’aggiunta di sale marino all’acqua, che in certi testi (sia datati che recenti) è definita come indispensabile.

Si sa per certo che alcune specie di molly vivono in acque salmastre, e che alcuni esemplari siano stati persino trovati in mare; ciò che non è tenuto abbastanza in considerazione è che il sottogenere Mollienisia (che tra l’altro in svariati testi ed articoli scientifici è denominato Mollienesia) occupa un areale molto esteso, comprendente una grande diversità di habitat sostanzialmente differenti dal punto di vista ecologico. Pertanto, se per alcuni esemplari di certe popolazioni naturali l’aggiunta di sale marino all’acqua può essere indispensabile allo scopo di ottenere una buona salute, per altri essa può rivelarsi quantomeno “indesiderata”; inoltre, molte piante acquatiche disponibili nei negozi d’acquari soffrono un’eccessiva presenza di sali.
Da alcuni articoli sull’argomento risulta che vi sia solo una “razza” di Poecilia velifera, che vive in Florida, in grado di vivere senza problemi in acqua salata, e che comunque, anche tra i molly non comuni quanto P. velifera o P. latipinna, vi siano specie con popolazioni viventi in acque interne e popolazioni viventi in lagune costiere.

Sempre sulla “questione del sale” è opportuno puntualizzare che, a causa della facilità nella riproduzione in cattività e della prolificità di questi animali, sono nati nel corso degli anni veri e propri ceppi d’acquario (per non parlare delle varietà) che si sono probabilmente adattati alla vita in acqua dolce pura; una certa adattabilità è sicuramente in parte dovuta al fatto che le differenti specie di molly non disdegnano affatto di incrociarsi tra loro, e ciò si traduce in una larga produzione di ibridi di varia natura che dilazionano ancora di più il concetto di “popolazione d’acqua salmastra” o “popolazione d’acqua dolce”.

Pertanto, se assumiamo che il sale non sia indispensabile nell’allevamento dei molly, diciamo che probabilmente, piuttosto che di acqua salata (con cloruro di sodio, NaCl), questi pesci hanno bisogno di un’acqua piuttosto dura, come quella che proviene dalla maggioranza dei rubinetti: nelle loro zone d’origine la maggior parte delle rocce ha una composizione calcarea.

Per ciò che concerne la riproduzione in vasca di questi animali, possiamo dire che essa è piuttosto facile da ottenere, e che sono sufficienti condizioni di normale ossigenazione e di pulizia dell’acqua perché essi si comportino come farebbero nel loro ambiente naturale. I molly sono piuttosto prolifici, anche se non quanto i loro “cugini” guppy (Poecilia reticulata); anche nel loro caso, infatti, il problema della riproduzione si inverte, e diventa più difficile prevenire gli accoppiamenti piuttosto che indurli.

Parliamo a questo punto di riproduzione in acquario in maniera più strettamente pratica. Dopo aver acquistato diversi esemplari di molly, ed averli tenuti per qualche tempo insieme (capita tuttavia piuttosto frequentemente di acquistare femmine già gravide), si potrà notare ad un certo punto un ingrossamento della zona ventrale della femmina, segno sicuro dello sviluppo di uova fecondate; la fecondazione nei pecilidi è interna, ovvero avviene all’interno della cloaca della femmina. La pinna anale del maschio, come già accennato, è trasformata in un gonopodio dotato di una sorta di uncinetti con i quali viene fissato all’interno dell’apertura urogenitale della femmina al momento dell’accoppiamento. Quest’ultimo richiede un perfetto sincronismo dei movimenti dei due riproduttori, il quale può esistere solamente quando la femmina è pronta per la riproduzione.
Con l’aiuto di una piccola scanalatura nel gonopodio, viene trasportata nel corpo della femmina una piccola quantità di sperma raggruppata in un pacchetto, la quale servirà per la fecondazione di un grande numero di uova (e ricordiamo che solo parte di questi spermatozoi verrà utilizzata per la fecondazione, mentre un’altra parte verrà conservata per deposizioni successive, fino a diversi mesi di distanza).

E’ opportuno, allo scopo di evitare uno stress eccessivo alle femmine, inserire in una stessa vasca più femmine per uno stesso maschio (l’inverso porterebbe ad avere continui tentativi di accoppiamento da parte dei maschi, i quali tra l’altro entrerebbero in competizione spermatica e potrebbero anche aggredirsi in maniera diretta).

Le uova fecondate si sviluppano all’interno del ventre della femmina e gli embrioni, una volta completamente sviluppati, romperanno l’involucro nel momento dell’espulsione dell’uovo dal corpo della madre; gli avannotti appena partoriti nuotano per un breve tratto per poi depositarsi sul fondo, mentre dopo poco raggiungono la superficie per riempire d’aria la vescica natatoria.
I piccoli non vengono partoriti in continuazione, tra un’espulsione e l’altra trascorrono intervalli più o meno lunghi.

Per chi alleva questi pesci esiste un problema piuttosto importante, ovvero evitare che gli altri pesci presenti nella vasca, la madre in primis, divorino gli avannotti appena nati (sebbene alcuni sostengano che la madre sia meno portata a mangiare la propria prole). Per questo proposito sono da molti anni in commercio le cosiddette “sale parto”, che consentono ai piccoli pesci di sopravvivere nelle prime, critiche fasi di vita. E’ anche possibile sistemare la femmina in un acquario a parte nel momento in cui si nota un ventre molto ingrossato; tale acquario deve essere molto ricco di vegetazione (sono ottimi i muschi, ma anche Ceratophyllum demersum) e provvisto di areatore da azionare nelle ore notturne, allo scopo di fornire efficaci nascondigli agli avannotti ed allo stesso tempo evitare che le piante consumino nottetempo grosse quantità di ossigeno per la respirazione (si può anche eliminare la vegetazione a parto avvenuto e femmina rimossa).
Ovviamente, durante il trasferimento, deve essere evitato uno stress eccessivo per le femmine, che potrebbero partorire dei piccoli prima del tempo.

A questo punto basta controllare frequentemente se la femmina ha partorito tutti gli avannotti, per poi trasferirla nuovamente nella vasca principale. Solitamente il parto ha luogo nelle prime ore del mattino. Per capire se un parto è terminato, si può osservare la femmina dall’alto: se i lati del ventre non presentano alcuna convessità, con ogni probabilità tutti gli avannotti sono stati espulsi.

Il numero di piccoli che una femmina rilascia ad ogni parto nella sua vita varia enormemente; una giovane femmina al primo parto difficilmente darà alla luce più di 15-20 individui, mentre grosse femmine possono produrre centinaia di individui per parto.

Per quanto riguarda l’allevamento dei giovani molly non devono essere seguite regole molto particolari: sono comunque raccomandati frequenti cambi parziali e vasche di dimensioni adeguate, dato che i piccoli di queste specie richiedono più spazio rispetto ad altri pecilidi, nonché una alimentazione sana e varia, comprendente abbondanti quantità di cibo vivo.

Ruolo come organismi modello

I molly vengono studiati in ambito scientifico sotto diversi aspetti; la loro facilità d’allevamento, infatti, li rende un modello piuttosto adatto ad esperimenti di vario genere. Un argomento che è stato approfondito piuttosto bene è la riproduzione, ed in particolare sono stati esaminati i polimorfismi maschili, la competizione spermatica e le varie strategie riproduttive adottate dai maschi stessi.

La forma delle pinne di questo molly è simile a quella presentata dagli esemplari selvatici - Foto di Serafino Teseo (Neptunalia.it)

La forma delle pinne di questo molly è simile a quella presentata dagli esemplari selvatici - Foto di Serafino Teseo (Neptunalia)

 

Per quanto riguarda i polimorfismi maschili, è stato osservato che essi, almeno per quanto riguarda le dimensioni degli animali, esistono sia in Poecilia latipinna che in Poecilia mexicana; sembra infatti che i maschi varino considerevolmente di dimensioni, e che quelli più grandi siano avvantaggiati nella riproduzione in quanto favoriti nella scelta femminile del partner. I maschi piccoli, d’altro canto, compensano lo svantaggio derivante dalla loro taglia essendo sessualmente più attivi e tentando accoppiamenti forzati (sono definiti in inglese sneakers, che può essere tradotto con la parola “meschino”).

E’ stato tuttavia notato che, nella maggior parte delle popolazioni prese in considerazione, la massa relativa del testicolo è maggiore al diminuire delle dimensioni dei pesci; essa viene calcolata tramite un indice, che viene detto gonadosomatico (GSI).

Uno studio ulteriore, che ha invece preso in esame solamente una popolazione di Poecilia mexicana vivente in un ambiente di grotta, è stato condotto dopo alcune osservazioni in cui gli studiosi hanno attestato che il comportamento dei maschi più piccoli (aumento dell’attività sessuale e delle copulazioni forzate) non sussisteva. E’ stato quindi testato se i maschi piccoli ricorressero a tale strategia riproduttiva in presenza di maschi grandi: dai risultati degli esperimenti è stato dedotto che i maschi di dimensioni minori non aumentano la loro attività sessuale né adottano la strategia delle copulazioni forzate; pertanto gli studiosi sono arrivati alla conclusione che l’ambiente estremo della grotta non favorisce grosse spese energetiche, e pertanto i maschi eccessivamente attivi sarebbero penalizzati.

La competizione spermatica è un fenomeno che si verifica in moltissime specie animali, e su di esso sono stati elaborati due modelli: il primo, che viene detto SCR (Sperm Competition Risk), prevede che un individuo debba investire poco sperma se ci sono poche probabilità che esso si trovi a competere con lo sperma di un altro individuo, mentre debba investire più sperma al salire delle probabilità di competizione. Il secondo modello, denominato SCI (Sperm Competition Intensity), prevede che l’incremento della competizione spermatica porti ad un investimento massimale di sperma quando un maschio si trova di fronte ad un singolo competitore.

In un esperimento mirato a stabilire quale dei due modelli seguissero i molly, alcuni esemplari (in questo caso Poecilia latipinna) sono stati posti in tre condizioni diverse, vale a dire: una condizione 1 di rischio di competizione spermatica assente e quindi bassa intensità di competizione, una condizione 2 di rischio di competizione presente con media intensità di competizione, ed una condizione 3 con elevati rischio ed intensità di competizione.
I maschi nella situazione 2 hanno prodotto più sperma di quanto hanno fatto quelli nella situazione 1, ma non vi è stata una differenza significativa tra i maschi della situazione 2 e della 3. Da ciò si può dedurre come i molly in questione si comportino come descritto dal modello SCR e non in base al modello SCI, in quanto non vi sono differenze nell’investimento di sperma quando i competitori sono uno o molti. Un altro filone di esperimenti che vengono comunemente effettuati sui molly riguarda lo studio dei ritmi biologici; in questi casi si sottopongono gli animali a condizioni di ritmi luce - buio alterati, e se ne osservano le reazioni in base ai livelli di attività misurati ad intervalli di tempo regolari.

Ibridi e varietà presenti in commercio

Esempio di selezione 'spinta': l'individuo ritratto è un black molly balloon lyre-tail - Stefano Tollari (Neptunalia.it)

Esempio di selezione 'spinta': l'individuo ritratto è un black molly balloon lyre-tail - Stefano Tollari (Neptunalia)

Un discorso interessante può essere fatto sul grande numero di varietà presenti in commercio, che tra l’altro sono costantemente in aumento. Dal punto di vista “ufficiale” vengono riconosciute alcune varietà in base a certe caratteristiche fisiche, le quali sono essenzialmente le stesse per tutte le specie di molly che si trovano più facilmente in commercio.

Nei concorsi viene fatta una prima distinzione tra due categorie principali, vale a dire varietà black e varietà colorata; nel primo gruppo rientrano anche quegli animali che presentano una livrea marmorizzata o a macchie nere di differenti dimensioni. Appartengono a questa categoria i molly completamente ed uniformemente neri (che vengono definiti come black), i molly con varie macchie nere su corpo e pinne (dotted), quelli con macchie nere di maggiori dimensioni su corpo e pinne (spotted), quelli con macchie irregolari (marbled) e quelli con un’unica macchia nera di grandi dimensioni sulla dorsale o sulla caudale (black spot).
Alla varietà colorata appartengono invece animali che presentano la pinna dorsale o caudale di colore rosso o giallo (definiti come dorsal/caudal red/yellow), quelli che hanno un’area del corpo marrone o bronzata (brown) e quelli che presentano macchie rosse o gialle lungo il corpo (red/yellow spotted).

Altre caratteristiche vengono tenute in considerazione nell’ambito dei concorsi, come ad esempio i colori di fondo della livrea: wild, red, yellow, orange, white e silver sono i principali; anche gli occhi variano di colore, ed abbiamo pesci con occhi neri, definiti normal, quelli con occhi di colori diversi dal nero (different colour), o pesci con occhi senza pigmento (without pigment).

Infine, anche per quanto riguarda la forma delle pinne può essere fatta una classificazione che si basa su quattro standard principali: abbiamo innanzitutto molly che presentano pinne normali, simili a quelle degli esemplari che vivono liberamente in natura nei luoghi d’origine; poi vi sono gli hi - fin, con tutte le pinne a velo estese ben oltre le dimensioni naturali, i double sword (con i raggi agli estremi della pinna caudale più sviluppati in lunghezza rispetto agli altri), ed i lyre - tail, ovvero con coda a lira.

Molly balloon - Stefano Tollari (Neptunalia.it)

Molly balloon - Stefano Tollari (Neptunalia)

Una citazione a parte meritano i cosiddetti molly balloon, che sono stati selezionati in modo da avere una colonna vertebrale incurvata ad s, la quale conferisce loro una forma “a palloncino”; sebbene questi pesci siano normalmente vitali ed atti alla riproduzione (anche se più delicati rispetto ai molly “standard”), il loro allevamento è criticato da molti acquariofili, i quali considerano ingiusta una produzione di animali basata sulla selezione di un carattere che può essere considerato come un handicap.

© Serafino Teseo (Associazione naturalistica e divulgativa Neptunalia)

Specie nel sito
Poecilia latipinna, maschio wild - Foto © Hippocampus-bildarchiv.com
Sailfin molly
Aspettativa di vita: 5 anni
Dimensioni massime: Maschio 15.0 cm TL (in genere 12 cm), femmina 11.0 cm TL

La larga pinna dorsale a forma di vela del maschio è la caratteristica più distintiva di questa specie, della quale ne esistono in commercio molte forme di colore; come per tutti i Molly, l'ideale per loro è l'allevamento in acqua salmastra.

Temperatura in natura: 20 - 26°C
Poecilia mexicana nel suo habitat, nel Rio La Antigua in Messico - Foto © Juan Miguel Artigas Azas (Fishbase.org)
Shortfin molly
Aspettativa di vita: 5 - 6 anni
Dimensioni massime: 11.0 cm SL

Come le altre specie di molly è stata riprodotta selettivamente per produrne diverse forme e varietà, anche se forse è meno facile da trovare in commercio, e vive molto più a lungo e in salute se allevata in condizioni d'acqua salmastra.

Temperatura in natura: 22 - 28°C.
Valori pH in natura: 7.0 - 7.5
Coppia di Black Molly, Poecilia sphenops - Foto © Hristo Hristov
Black Molly
Aspettativa di vita: 5-6 anni
Dimensioni massime: 8 cm TL i maschi, 12 cm TL le femmine

Tra i più diffusi pesci d'acquario di comunità, sono in realtà tra quelli meno conosciuti e più bistrattati: sono pesci d'acqua salmastra, destinati ad ammalarsi se tenuti troppo tempo in acqua dolce, e diventano abbastanza grandi (le femmine possono arrivare ai 12 cm)

Temperatura in natura: 18 - 28°C
Valori pH in natura: 7.5 - 8.2
Poecilia velifera - Foto © Rudolf Svensen
Sail-fin molly
Aspettativa di vita: 5 anni
Dimensioni massime: maschio 15.0 cm TL, femmina18.0 cm TL

E' un'altra tra le popolari specie di molly in acquariofilia, e come le altre è stata riprodotta selettivamente per produrne diverse forme e varietà, come albino, nero, rosso, ecc. Come tutti i molly vivono molto più a lungo e in salute se allevati in condizioni salmastre.

Temperatura in natura: 25 - 28°C
Valori pH in natura: 08.00.00

Bibliografia

Influence of male competition on male mating behaviour in the cave molly Poecilia mexicana
R. Riesch, I. Schlupp, M. Plath, Japan Ethological Society and Springer – Verlag, Tokyo, 2005.
Journal of Fish Biology
n. 53 (Supplement A), pagg. 64 – 81, Article No. jb980807, 1998.
L’abc dell’acquario d’acqua dolce
I. Bianchi, M. Mariani, De Vecchi editore.
Male size polymorphism and testis weight in two species of mollies (Poecilia latipinna, P. mexicana, Poeciliidae, Teleostei)
I. Schlupp, J. R. Poschade, M. Tobler & Martin Plath.
Pesci d’acquario
D. Mills, Vallardi I. G..
Phylogenetic relationships among the mollies (Poeciliidae: Poecilia: Mollienesia group) based on mitochondrial DNA sequences
M. B. Ptacek, F. Breden.
Sperm competition effects on sperm production and expenditure in sailfin mollies, Poecilia latipinna
A. S. Aspbury, Department of Biology, Texas State University - San Marcos, San Marcos, TX 78666, USAts6ddd, Behavioral Ecology.
Riproduzione dei pesci d’acquario senza problemi
H. J. Y

Aggiungi un commento

Avviso per chi vuole lasciare un commento: Questo è un sito amatoriale, che vuole diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sulle specie allevate in acquario, ed è gestito da una sola persona. Se avete qualche commento da fare riguardo al sito o a questa pagina siete i benvenuti, ma per richieste d'aiuto e/o consigli per il vostro acquario è meglio rivolgervi dove ci sono più persone in grado di rispondervi, come i forum dedicati, posso consigliarvi i miei preferiti, acquariofiliafacile.it e acquarioacquadolce.it, per serietà ed attendibilità, ma ce ne sono molti altri :)

By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.