• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Potamotrygon

Le razze d'acqua dolce del genere Potamotrygon, come si può ben capire guardando le dimensioni che raggiungono, che vanno da un diametro di 35 cm. a più di un metro, non sono assolutamente adatte ai comuni acquari domestici.

Esemplare di Potamotrygon brachyura del diametro di 190 cm per più di 220 kg di peso - Foto © Fishing-worldrecords.com

nome comune
Razze d'acqua dolce

Le razze d'acqua dolce appartengono al genere Potamotrygon, famiglia Potamotrygonidae (River stingrays), ordine Rajiformes, classe Elasmobranchi (squali e razze).
Come si può ben capire guardando le dimensioni che raggiungono nella TABELLA con tutte le specie del genere Potamotrygon, e che vanno da un diametro di 35 cm. a più di un metro, non sono assolutamente adatte ai comuni acquari domestici.

Un acquario dedicato a loro dovrebbe essere non meno di 800/1000 litri, e soprattutto sviluppato più in ampiezza dell'area di base che in altezza, in quanto come è facile intuire le razze si muovono orizzontalmente non verticalmente :). Sono necessari almeno 150 x 100 x 50cm d'altezza per la specie più piccola, per aumentare con l'aumentare delle dimensioni della specie (non fate come proposto in questa scheda de Il Mio Acquario, dove si propone un acquario di 150x70cm. per una razza che arriva ad un diametro di più di un metro... i 30 e più cm di razza che avanzano dove li mettiamo? O la razza va messa nell'acquario arrotolata come un tappeto? O va tenuta da piccola, per poi liberarsene quando cresce? ).

Potamotrygon motoro, che nonostante il suo metro di diametro è una tra le più diffuse (!) in acquario, cresce molto rapidamente, arriva al metro entro l'anno di vita o poco più... se sopravvive. E' abbastanza chiaro che una vasca di due metri per quattro (minimo minimo) dove questa razza possa muoversi non è alla portata di tutti.

pesci_potamotrygon leopoldi - Bud'sRayz

Morso di un'Arowana su una razza della specie Potamotrygon leopoldi (polka dot ray) - Foto dal sito Bud'sRayz

L'altezza della colonna d'acqua non dovrebbe superare i 30 cm, e l'illuminazione va smorzata, perché potrebbe infastidirle.
Il fondo essere costituito solo da sabbia fine, senza alcun arredo nè pianta (tutt'al più qualche pianta galleggiante, utile anche per smorzare la luce), perché la razza possa passare, come sua natura, la maggior parte del tempo insabbiata sul fondo, in attesa della preda.

La convivenza con altri pesci è quanto meno improponibile: le specie piccole sarebbero considerate cibo vivo e predate dalla razza, mentre quelle grandi costituirebbero loro un pericolo per le razze, sbocconcellandone il mantello o la coda. Ci sono comunque testimonianze di attacchi di razze anche a grandi discus, che hanno avuto la peggio.
Sono inoltre sconsigliate tutte le specie di loricaridi, in quanto potrebbero "attaccarsi" al loro mantello, provocando lesioni.

pesci_potamotrygon sp. - Foto di Y. Miura

Potamotrygon sp. - particolare delle spine caudali delle razze, che possono essere molto pericolose, anche per l'uomo - Foto di Y. Miura

Inoltre è da tener presente che è difficilissimo che si abituino a mangiare mangimi secchi: chi le alleva deve mettere in conto di attrezzarsi con cibo vivo di molte varietà, se non le vuol fare morire di fame, per poi abituarle lentamente a mangiare congelato, molluschi, pezzetti di pesce fresco. Quasi tutte le specie sono ghiotte di caridine, ma è una dieta un po' dispendiosa a lungo andare :-). Questa loro difficoltà ad accettare il mangime non è un capriccio, ma è dovuta al fatto che la quasi totalità delle razze in commercio proviene direttamente dalla cattura in natura, dove ovviamente il mangime secco non è contemplato nella dieta.

Sono intolleranti a tutti i medicinali normalmente usati per i pesci d'acquario.

Attualmente la famiglia Potamotrygonidae comprende tre generi,  ognuno dei quali proviene dal Sud America. Paratrygon e Plesiotrygon sono entrambi generi monotipici, cioè contengono un'unica specie descritta) e in ambito acquariofilo si vedono molto raramente. La stragrande maggioranza delle razze allevate in cattività appartengono al grande genere Potamotrygon, che contiene attualmente 17 specie, e i cui membri sono a volte indicato come razze "big-eyed", grandi occhi, per ragioni abbastanza ovvie.
Ci sono anche una serie di specie non descritte che appaiono in commercio abbastanza regolarmente, che si ritiene appartengano al genere Potamotrygon. Per facilità di identificazione, a tutti i Potamotrygonidi è stato quindi assegnato un "P-numero". Questo sistema funziona esattamente allo stesso modo del sistema di numerazione L-numero per identificare i Loricaridi, ed è stato utilizzato in modo simile in Germania prima di essere adottata globalmente.

Insieme con il pesce sega e gli squali, tutte le razze sono incluse nella classe Elasmobranchii. Non hanno ossa nel corpo, in qunato le loro strutture scheletriche sono composte principalmente da cartilagine. Dei Potamotrygonidi fa parte l'unico gruppo di Elasmobranchi che si sono evoluti per occupare habitat puramente d'acqua dolce. Come altre razze, hanno sviluppato anche un sistema respiratorio specializzato per consentire loro di respirare mentre giacciono in o sul substrato (bocca e branchie sono sul lato inferiore del pesce, quindi non possono essere utilizzati quando il pesce è a riposo così). Dietro ogni occhio vi è un'apertura nota come sfiatatoio, attraverso cui l'acqua passa alle branchie, dove viene estratto l'ossigeno.

Questi pesci sono molto pericolosi. La maggior parte dei nativi dei paesi in cui sono presenti hanno molta più paura delle razze rispetto alle altre specie apparentemente letali, come i piranha. In Colombia, per esempio, ci sono oltre 2000 casi annuali di lesioni e persino di morte causate da punture delle razze. Il pungiglione velenoso si trova sulla parte superiore della pinna caudale, dove è chiaramente visibile come un'appendice piuttosto carnosa. Ha un sottile strato esterno nota come guaina tegumentaria, che serve a proteggere la spina del pungiglione e sue ghiandole velenose. Sulla sua superficie dorsale ci sono un certo numero di barbigli appuntiti rivolti all'indietro. Ciò contribuisce ad aprire la guaina quando la razza tenta di utilizzare il pungiglione, nonché ad ampliare qualsiasi ferita inferta. L'orientamento dei barbigli permette di utilizzare il pungiglione come un amo da pesca, rendendo difficile la sua rimozione una volta che ha colpito un bersaglio.
L'apparato pungente o spina è formato da dentina (la stessa sostanza che compone i denti umani) e possiede ghiandole di veleno associate. La razza non può muovere il suo pungiglione in modo indipendente, ma usa la coda agitandola in un movimento come quando si cerca di colpire qualcosa. La puntura si verifica se la punta della spina dorsale perfora la guaina tegumentaria e raggiunge il contatto con la pelle del bersaglio. Anche se il veleno delle varie specie varia in tossicità (purtroppo ci sono molti pochi studi su questo argomento), è tutto molto simile nella composizione. Il veleno è a base di proteine ​​e contiene un cocktail di sostanze chimiche destinate a provocare sia dolore intenso che rapida degenerazione dei tessuti (necrosi). Se si viene colpiti dal pungiglione, oltre allo straziante dolore localizzato, le conseguenze dovrebbero essere mal di testa, nausea e diarrea. Reazioni più gravi rispetto a questo non sono infrequenti, ed è sempre meglio consultare un medico al più presto, non importa quanto sia grave la puntura.
Una forma immediata di trattamento è quello di immergere la ferita in acqua calda, perché aiuta a neutralizzare le proteine ​​tossiche.
Va da sé che quando si allevano le razze va osservato il massimo grado di cautela. Il pericolo comunque è minimo se si adotta un atteggiamento cauto e rispettoso, in quanto le razze non sono generalmente aggressive, ma utilizzano il pungiglione solo come mezzo di difesa. In realtà spesso diventano abbastanza addomesticate, imparano a riconoscere il loro proprietario e si portano in superficie per chiedere il cibo. Molti appassionati nutrono le loro razze a mani nude, e questo è bene fino a quando si sta attenti. Per motivi di sicurezza però potrebbe essere più saggio investire in un paio di guanti spessi per l'alimentazione e la manutenzione della vasca. La maggior parte delle lesioni in acquariofilia si verificano quando ingenui e/o temerari custodi di razze cercano di addomesticarle o di catturarle utilizzando una rete. questo non è mai da fare, per catturarle è meglio utilizzare un qualche tipo di contenitore solido o un sacchetto di grandi dimensioni.

Le razze cambiano periodicamente il loro pungiglione, di solito circa ogni sei mesi. Spesso il nuovo pungiglione comincia ad apparire prima che quello precedente si stacchi. Una volta caduto il pungiglione vecchio, continua comunque ad essere velenoso per un certo periodo, quindi deve essere esercitata la dovuta cura anche quando si sifona il substrato o si eseguono altre operazioni di manutenzione nell'acquario.

Lo stato di conservazione delle specie della famiglia Potamotrygonidae non è chiaro. Si pensa che alcune popolazioni che hanno una ristretta distribuzione naturale siano  minacciate da vari impatti antropici, tra cui la distruzione degli habitat, l'ecoturismo e, in misura minore, la raccolta per il commercio acquariofilo. Mentre sono stati proposti progetti di conservazione, una generale mancanza di informazioni biologiche per quanto riguarda le varie specie, così come frequenti errori di identificazione, hanno finora reso difficile lo sviluppo di piani di gestione delle specie. Il governo brasiliano ha riconosciuto che esiste un problema di conservazione, e attualmente le esportazioni di razze per il commercio sono controllate dall'Agenzia Ambientale Brasiliana (IBAMA). Nessuna specie di razza può essere legalmente esportata dal Paese.

Prima di acquistare una razza si prega di leggere quanto più possibile sull'argomento. Sono animali specializzati che possono vivere per oltre 20 anni, per cui l'acquisto presuppone un impegno notevole. Prima di comprarne qualche esemplare, se possibile verificate in negozio se si alimenta correttamente. Un esemplare sano raramente rifiuta il cibo. Se si riescono a vedere delle sporgenze ossee su entrambi i lati del peduncolo caudale, è una chiara indicazione di malnutrizione. Le protuberanze sono le "ossa" del bacino e non devono essere visibili in una razza ben nutrita. Una rientranza tra gli occhi è un altro classico segno di denutrizione. Comunque se il pesce è ancora attivamente alla ricerca di cibo è di solito reversibile in entrambi i casi. Se invece i bordi del disco sembrano essere arrotolati verso l'alto, non perdete il vostro denaro. Questa condizione è comunemente denominata "riccioli della morte" dagli allevatori di razze e la stragrande maggioranza degli esemplari colpiti non riesce a recuperare. E' causata da periodi di digiuno e/o stress prolungato e si pensa che sia causato dalla degenerazione del sistema nervoso e del tessuto muscolare dei pesci.

  • Specie che diventano grandi: da 35 cm di diametro a più di un metro...
  • Specie predatrici piscivore
  • Specie che mal si adattano a mangiare mangime secco
  • Specie poco riprodotte in cattività, gli esemplari in commercio provengono quasi totalmente dalla cattura in natura. Chiedete al negoziante se i pesci che state per prendere sono d'allevamento o di cattura.
Specie nel sito
Potamotrygon motoro - Foto © Marcel Burkhard (Wikimedia.org)
Ocellate river stingray, Razza d'acqua dolce
Aspettativa di vita: 15 - 20 anni
Dimensioni massime: 100 cm di diametro. La lunghezza massima segnalata da Axelrod et al. nel 1991 è di 100 cm TL

Nonostante le sue dimensioni non ne consentano l'allevamento nella maggior parte degli acquari domestici, è una delle razze più diffuse in commercio, il che la dice lunga su come noi 'acquariofili' ci informiamo prima di comprare dei pesci.

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