• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Pygocentrus nattereri

Kner, 1858

Famoso come predatore rapace e sanguinario, Pygocentrus nattereri è tra i pesci d'acqua dolce più famosi al mondo, ed è molto diffuso purtroppo anche in acquariofilia, nonostante richieda spazi e cure che non tutti si possono permettere.

Giovane esemplare di Pygocentrus nattereri (Piranha) - Foto © Frank Schäfer (Aquarium Glaser GmbH)

nome comune
Piranha, Caribe
sinonimi
Serrasalmus nattereri
dimensioni massime in natura
35 cm SL- Peso massimo pubblicato: 3.9 kg
aspettativa di vita
10 anni

"ACQUISTARE UN PIRANHA"

L’acquisto di un piranha non è assolutamente una decisione che si prende alla leggera o per colpo di fulmine. Innanzitutto non bisogna dimenticare la potenziale pericolosità di alcune specie come quelle del genere Pygocentrus. A volte ci vuole un attimo per farsi ferire. I serrasalmus misurano inoltre dai 10 ai 65 cm: per potergli offrire delle buone condizioni dovrete quindi allestire un acquario molto grande, di almeno 400 litri. Avete risorse economiche, tempo e spazio necessario per un simile acquisto e per la sua installazione?
Installazione che d’altra parte dovrete effettuare con un largo anticipo, in modo che l’acqua dell’acquario presenti dei parametri chimico fisici accettabili per i pesci. Non potrete quindi procurarvi la vasca lo stesso giorno in cui prendete i pesci, tanto più che le molte ore che trascorrerete ad installare questa grande vasca, i piranha la trascorreranno in cattive condizioni rischiando di morire per un abbassamento di temperatura o per mancanza di ossigeno .

Non dimenticate inoltre che questi pesci sono assai longevi e che dovrete occuparvene per diversi anni; sappiate anche che i piranha non amano digiunare e dovrete quindi trovare una soluzione per quando andrete in vacanza. L’ideale sarebbe contattare un altro acquariofilo che abbia la cortesia di passare a nutrire i vostri pesci ogni giorno od al massimo 2 volte a settimana. Infine, prima di acquistare uno o più piranha, dovrete interrogarvi sul perché intendete farlo. Alcuni allevatori affermano che dopo il pesce rosso, il piranha è sicuramente il tipo di pesce più maltrattato e bistrattato dagli acquariofili. Infatti molte persone alla ricerca di sensazioni forti lo accolgono nell’acquario attirati dalla loro reputazione di assassini sanguinari. Quando in seguito si rendono conto che il loro piranha non ha niente di mostruoso e che anzi si dimostrano piuttosto timidi, queste persone li lasciano morire o li gettano nel gabinetto. Per questo motivo, nel rispetto della natura, dovete scegliere di acquistare dei piranha per l’interesse che suscitano in voi e non per semplice curiosità.

Daniele Salerno (www.piranhaditalia.it)

Molti acquariofili (in genere soprattutto neo-acquariofili) sono attratti dai Piranha, affascinati dalla loro fama di pesci ferocissimi, il "terrore rosso" d'acqua dolce, e si aspettano di vedere nel proprio acquario scene come quelle propinate in molti film di serie B. Sono tantissimi purtroppo i poveri pesci tenuti in condizioni non adatte alla loro sopravvivenza a lungo termine, comprati solo per poter postare su youtube il video in cui si mangiano un pesce rosso o qualche guppy vivi...

Esemplare giovanile di Pygocentrus nattereri (Piranha) - Foto di LeChat - Aqua-Flore.com

Esemplare giovanile di Pygocentrus nattereri (Piranha) - Foto di LeChat - Aqua-Flore.com

Esemplare adulto di Pygocentrus nattereri (Piranha) - Foto di LeChat - Aqua-Flore.com

Esemplare adulto di Pygocentrus nattereri (Piranha) - Foto di LeChat - Aqua-Flore.com

In realtà i Piranha in acquario non fanno paura a nessuno, ma anzi, se non tenuti in ottime condizioni, si rivelano pesci sbiaditi, scialbi, ma soprattutto paurosi e timidissimi, che schizzano a cercare un posto dove nascondersi con scene da panico non appena qualcuno entra nella stanza dove c'è il loro acquario...

Gli errori più frequenti di chi li alleva è di sottovalutare la loro esigenza di spazio e il fatto che devono vivere in branco, dove per "spazio" si intende sufficiente anche per nuotare, non solo per star fermi, e per "branco" si intende un minimo di 5-6 esemplari, non due o tre.
Inutile dire che i pescetti di 5 cm che sembrano vivere da pascià in 100 litri, dopo nemmeno un anno saranno già dei bestioni, che dopo poco tempo possono superare i 35 cm di lunghezza... Succede purtroppo frequentemente, quando sono tenuti in spazio insufficiente, che i pesci arrivino a mangiarsi tra di loro. Se alimentati correttamente e tenuti in spazio sufficiente invece sono più tranquilli, e specialmente gli adulti potrebbero anche convivere con altre specie... potrebbero, ho detto, è comunque meglio non provarci, e soprattutto MAI inserire nemmeno un altro piranha in una vasca dove c'è già un gruppo di piranha da tempo, il rischio è che venga attaccato come estraneo e ucciso.

Esemplare giovanile di Piaractus brachypomus (ex Colossoma pacu) - Foto di LeChat - Aqua-Flore.com

Esemplare giovanile di Colossoma macropomum (ex Colossoma pacu)
Foto di LeChat - Aqua-Flore.com

Inoltre bisogna fare attenzione anche alla specie di piranha che si compra, ci sono casi in cui alcuni acquariofili si sono accorti dopo tempo di non avere il branco di piranha carnivori che tanto li esaltava, ma degli innocui Pacu (Colossoma macropomum), che si nutrono principalmente di vegetali... Problema non da poco, in quanto i piranha vegetariani crescono molto di più dei loro simili carnivori, e per allevarli da adulti ci vorrebbe una piscina olimpionica.

Il nome scientifico dei piranha attualmente è Pygocentrus nattereri, mentre in passato erano chiamati Serrasalmus nattereri.

Famoso come predatore rapace. in grado di strappare rapidamente la carne dalle ossa e un pericolo per qualsiasi animale che entra nelle sue acque natali, Pygocentrus nattereri è tra i pesci d'acqua dolce più noti al mondo. Come risultato, questa creatura "sanguinaria" si trova nella maggior parte degli acquari pubblici, sono stati fatti macabri film di Hollywood, e la specie è in seguito diventata popolare nel commercio acquariofilo.

Secondo Herbert Axelrod (1976) il mito iniziò quando il presidente americano Theodore Roosevelt fece una visita nel Brasile amazzonico nel 1913. Era accompagnato da molti giornalisti e i brasiliani organizzarono una serie di trovate pubblicitarie, una delle quali era che il presidente avrebbe "scoperto" un fiume che poi avrebbe preso il suo nome. Era stato scelto un affluente del Río Aripuanã, precedentemente conosciuto come Río da Dúvida (River of Doubt) ancora oggi denominato Río Roosevelt o Río Teodoro. Quando Roosevelt arrivò al fiume i brasiliani avevano preparato una sorpresa: era stato isolato un tratto di alcune centinaia di metri dove per settimane i pescatori avevano catturato e lì isolato centinaia di piranha adulti. Dissero al presidente che lui e i suoi uomini non sarebbero mai dovuti entrare in acqua, o sarebbero stati mangiati vivi dai terribili pesci. Naturalmente questa notizia venne accolta con scetticismo, per cui vi venne fatta entrare una mucca, variamente citata come "malata" o "vecchia". Alcuni dicono anche che le sue mammelle fossero state tagliate. Questo causò una spettacolare frenesia tra i piranha intrappolati e affamati e giornali si riempirono di storie sui terrificanti pesci carnivori, mentre in realtà non c'è un solo record di piranha selvatici che abbiano ucciso un essere umano.

Negli ultimi 15 anni c'è stato un boom nell'allevamento in cattività dei piranha e dei loro congeneri, e sono nati un buon numero di siti web e forum dedicati all'argomento. Sono disponibili molte specie differenti, ma la maggior parte sono catturate in natura, costose e quindi al di là delle possibilità della maggior parte degli acquariofili. Pygocentrus nattereri viene invece riprodotto commercialmente e giovani dalle dimensioni di un euro vengono venduti piuttosto a buon mercato per dei pesci che richiedono cure specializzate e, in definitiva, costose.

Per gli appassionati può essere un eccellente soggetto per l'acquario, ma prima di procedere all'acquisto è meglio informarsi bene. Il nome "piranha" è comunemente applicato a tutti i membri dei generi Pygocentrus, Serrasalmus, Pristobrycon, Pygopristis e Catoprion ma in verità è applicabile solo al primo. Le specie di Pygocentrus sono quindi spesso indicate come "veri piranha", e sono anche i pesci denominati "piranha" ("caribe" in Venezuela) nei loro paesi di origine, mentre nella maggior parte degli altri sono conosciuti come "pirambeba". Sono tutti membri della famiglia Serrasalmidae, un gruppo attualmente composto da 16 generi tra cui alcuni altri ben noti come Metynnis, Myleus, Colossoma, Piaractus.

La loro tassonomia è confusa e continua a subire revisioni, con Serrasalmus e Pristobrycon in particolare che presentano una serie di problemi di identificazione. Le conoscenze attuali suggeriscono l'esistenza di diversi clade (gruppi di generi strettamente correlati) all'interno della famiglia, di cui il "clade piranha" contiene tutti i piranha/pirambeba più il genere Metynnis (Ortí et al. 2008). In termini di "veri piranha" gli studiosi più moderni continuano a seguire il sistema nomenclaturale proposto da Fink (1993), in cui esistono solo tre specie: Pygocentrus piraya (Cuvier, 1819), Pygocentrus cariba (Humboldt, 1821) e Pygocentrus nattereri. Mentre le identità dei primi due restano in dubbio, Fink è stato in grado di diagnosticare con precisione Pygocentrus nattereri, e resta incerto se la specie rappresenta una singola linea evolutiva o no.

Esiste anche l'enigmatica Pygocentrus palometa Valenciennes 1850, descritta dal Río Orinoco e ancora indicata come valida da alcune fonti, che è generalmente considerato un dubium nomen nonostante la comparsa occasionale su liste commerciali. Pygocentrus nattereri è difficile da identificare per una serie di motivi. Ad esempio, Pygocentrus piraya e Pygocentrus cariba sono endemici per singoli bacini fluviali (rispettivamente Río São Francisco, Brasile e Rio Orinoco, Venezuela/Colombia) e in possesso di dettagli morfologici che permettono una diagnosi relativamente facile. Pygocentrus nattereri invece ha una distribuzion incredibilmente ampia, e il colore ed il disegno della livrea variano notevolmente a seconda della località e anche all'interno dei pesci di una sessa località. E' noto anche che la colorazione varia a seconda del tipo di habitat: pesci che abitano ambienti d'acqua nera tendono ad essere più scuri con meno rosso/arancio di quelli che abitano acque cristalline o bianche, anche se le popolazioni d'acqua nera sono apparentemente rare.

La morfologia e le livrea negli adulti possono variare in termini di forma di testa e corpo, presenza o assenza di macchie scure o reticolate sui fianchi e pigmentazione delle pinne. Tali differenze hanno fatto sì che alcune popolazioni fossero descritte come specie distinte, in particolare Pygocentus altus Gill 1870 dal Rio delle Amazzoni Superiore e Pygocentrus ternetzi Steindachner 1908 dal Río Paraguay. Sebbene i piranha continuino ad essere commercializzati sotto entrambi i nomi, Fink (1993) ne studiò più di 100 esemplari provenienti da diverse località dei drenaggi del Rio delle Amazzoni e del Río Paraguay, e non riuscì a trovare nessun carattere costante (forma, colorazione, conta meristica) che potesse essere utilizzato per definirli secondo l'origine. Avendo trovato tutte e tre le specie non diagnosticabili, decise di sinonimizzare Pygocentrus altus e Pygocentrus ternetzi con Pygocentrus nattereri, in quanto quest'ultimo è il più antico nome disponibile per il gruppo. Anche se lui stesso ammise che non era una scelta migliore soddisfacente, la classificazione di Fink è ancora in vigore oggi.

In uno studio successivo (Fink & Zelditch, 1997) sono state osservate differenze di forma del corpo tra le popolazioni settentrionali e meridionali di Pygocentrus nattereri, ma le prove che rappresentassero specie diverse erano ancora insufficienti. Un'analisi filogenetica utilizzando esemplari provenienti da molte località diverse potrebbe aiutare a risolvere alcune delle confusioni, ma l'enorme portata di tale studio sembra essere stato un importante fattore limitante.

distribuzione

Sud America: bacino del Rio delle Amazzoni, bacino dei fiumi Paraguay-Paraná, fiumi costieri del Brasile nordorientale e bacino del fiume Essequibo. Registrato anche nel fiume Uruguay in Brasile.

habitat

Ambiente: pelagico, acqua dolce, clima subtropicale.
Comune nei torrenti e laghetti interconnessi in Mato Grosso, in Brasile, dove influenza la distribuzione e l'alimentazione di altri pesci e in aree ad elevata produzione primaria in Rio Machado e Rio Negro. Gli adulti si nutrono soprattutto al tramonto e all'alba.

allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 240x90x60 cm è il minimo indispensabile per un gruppo di non meno di 5-6 individui, perchè oltre alle loro dimensioni hanno bisogno di nuotare; specie adatta solo ai grandi acquari pubblici o a chi ha le risorse necessarie per garantire questi spazi.

Alcuni acquariofili allevano questa specie in acquari nudi per facilitare la manutenzione, ma come substrato vanno bene sia la comune ghiaia da acquario o la ssabbia. Altri arredi dipendono fondamentalmente dal gusto personale, ma le piante possono essere mangiate, soprattutto se i pesci decidono di deporre le uova. L'illuminazione è relativamente poco importante. I Pygocentrus tipicamente producono un sacco di rifiuti, quindi è essenziale l'uso di uno o più filtri esterni sovradimensionati. Se possibile cercate di mettere tutte le attrezzature fuori dalla vasca, in quanto possono danneggiare o rompere termoriscaldatori di vetri, termomentri, ecc. Rassegnatevi a cambiare il 30-50% del volume della vasca ogni settimana e fate la massima attenzione quando eseguite tale manutenzione.

Comportamento e compatibilità: è meglio allevare questa specie da sola, anche se gli adulti tendono a lasciare in pace i pesci più piccoli, se ben nutriti. In grandi acquari specie di dimensioni simili non possono essere uccisi definitivamente, ma le loro pinne probabilmente verranno viste come cibo. Associarli ad altri pesci comunque è sempre un rischio, anche se l'acquario fosse abbastanza grande c'è sempre da tener conto del loro temperamento aggressivo. Se qualche persce viene ferito rischia seriamente di essere divorato dagli altri. Assolutamente non vanno inseriti altri pesci, neanche della stessa specie, in un gruppo già consolidato che vive già da tempo assieme nello stesso acquario.
Si dice spesso che i Pygocentrus nattereri in natura caccino in grandi gruppi voraci, ma di solito solo i giovani stanno in branco. Gli individui anziani si raggruppano in libere aggregazioni e formano gerarchie di dominanza; per cui è consigliato l'acquisto di un singolo esemplare adulto o un gruppo di 5-6 o più giovani, con quest'ultima opzione preferibile.

alimentazione

Le specie di Pygocentrus non sono carnivore esclusive, e possono essere più accuratamente descritte come generaliste opportunistiche. La dieta naturale non consiste solo di pesci vivi, ma anche invertebrati acquatici, insetti, noci, semi e frutti. Gli individui adulti di grandi dimensioni (lunghezza 15-24 cm) si nutrono principalmente all'alba, nel tardo pomeriggio e la notte, mentre i pesci più piccoli (8-11 cm) sono attivi soprattutto durante il giorno.
Ogni mascella contiene una singola riga di denti triangolari taglienti e appuntiti, usati come lame per tagliare e perforazione, ma altrettanto utili per lacerare e schiacciare. I denti vengono cambiati alternativamente prima da un lato della mascella e poi dall'altro, permettendo ai pesci di alimentarsi continuamente. Attaccano anche pesci malati o morenti, si nutrono delle pinne di specie più grandi, e puliscono le carcasse, ma le aggressioni contro animali vivi introdotti in acqua sono molto rare e per lo più si riferiscono a morsi accidentali o casi in cui sono rimasti intrappolati in piccole pozze durante i periodi di siccità, vale a dire quando il cibo scarseggia e i pesci sono presenti in alte densità.

Agli esemplari giovani in acquario possono essere offerti chironomus, piccoli lombrichi, gamberi tritati e simili, mentre gli adulti accettano strisce di carne di pesce, gamberi/gamberetti interi, cozze, lombrichi più grandi, etc. Questa specie, come le altre specie predatrici, non deve essere alimentata con carne di mammiferi o aviaria, come cuore di manzo o di pollo, poiché alcuni dei lipidi contenuti in queste carni non possono essere adeguatamente metabolizzati dai pesci e possono causare depositi di grasso in eccesso e anche la degenerazione degli organi.
Allo stesso modo non vi è alcun beneficio nell'uso di pesci vivi come alimentazione, come poecilidi o piccoli pesci rossi, perché portano con sé il rischio di introdurre parassiti o malattie e in ogni caso non hanno un alto valore nutritivo se non adeguatamente condizionati in anticipo.

  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie aggressiva
  • I Pygocentus nattereri in commercio provengono generalmente da allevamento, non così le specie simili o i congeneri, che provengono dalla cattura in natura. Chiedete al negoziante se i pesci che state per prendere sono d'allevamento o di cattura.
dimorfismo sessuale
Non esiste dimorfismo sessuale.
riproduzione

La riproduzione è difficile ma fattibile in acquario, l'importante è disporre di una vasca molto grande. La coppia va fatta formare spontaneamente allevando un gruppo di almeno 6 esemplari. Vengono deposte centinaia di uova, gli avannotti però hanno comportamenti cannibali: i più grandi mangeranno i più piccoli, per cui se si vuole un alto tasso di sopravvivenza vanno separati tra di loro a seconda delle dimensioni che raggiungono mano a mano che crescono.

Pygocentrus nattereri è relativamente facile da riprodurre. La maturità sessuale viene raggiunta a circa un anno di età e 10-15 cm di lunghezza. A meno che non si trovi una coppia già sessuata è meglio iniziare con 6 o più giovani e consentire che si formino naturalmente una coppia o due. In alcuni casi, la deposizione delle uova è stata avviata da un grande cambio d'acqua con acqua più fredda. Quando i maschi entrano in riproduzione si isolano dal resto del gruppo e scavano una buca nel substrato con la bocca e la pinna caudale. Se presenti, le piante acquatiche possono anche essere tagliate e il conseguente "nido" viene difeso contro altri maschi. Le femmine ricettive dimostrano interesse mettend in bocca il substrato attorno al nido, e quando sono pronti a deporre le uova, sia maschio che femmina scuriscono la livrea. Le uova sono deposte in diversi gruppi e custodite dal maschio, a volte assistito dalla femmina. In grandi acquari più coppie possono deporre le uova contemporaneamente.

Le uova si schiudono in 2-3 giorni e gli avannotti raggiungono il nuoto libero dal quinto. A questo punto è meglio spostarli in un acquario da parte, con un filtro a spugna. E' necessarrio ogni gionro fornire diversi pasti costituiti da naupli d'artemia o microworm e cambi d'acqua di circa il 10% del volume della vasca. Gli avannotti diventano sempre più cannibali mano a mano che crescono per cui devono essere spostati in acquari progressivamente più grandi in gruppi dalle dimensioni simili.
Pensateci bene comunque prima di intraprendere un simile progetto, perché potreste finire con 1000 giovani piranha con molto poco valore di vendita.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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