• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Rhinogobius zhoui

Li & Zhong, 2009

Specie difficile da trovare in commercio, spesso confusa con altro gobidi, rimane piccola ma non è adatta ai comuni acquari di comunità

Rhinogobius zhoui dalla Povincia di Guangdong in Cina - Foto © Michael Lo

etimologia

Rhinogobius: dal greco rhinos, che significa ‘muso’, e il nome generico Gobius
zhoui: in onore del naturalista e raccoglitore di pesci Zhou Hang, che ha scoperto questa specie.

dimensioni massime in natura
3.6 cm SL
aspettativa di vita
3 - 5 anni

Questa specie è apparsa nel commercio acquariofilo dal 2010 ed è venduta sotto diversi nomi, tra cui ‘ghiozzo cinese rosso’, ‘ghiozzo rosso di Zhou’, ‘ghiozzo rosso’.

I maschi adulti possono essere riconosciuti da quelli delle altre specie attraverso i seguenti caratteri: assenza di una macchia nera sulla prima pinna dorsale; presenza di una larga banda bianca su ciascuna pinna mediana; mancanza di pigmentazione sulla guancia e sulla membrana branchiostegale; presenza di 6-8 chiazze rosse sui fianchi.

distribuzione
Asia: torrente del monte Lianhua nella provincia Guangdong, in Cina
habitat

Ambiente: demerso, acqua dolce; clima tropicale.
Limitato a sorgenti e affluenti minori poco profondi, con buona corrente e ben ossigenati, caratterizzati da distese di rapide e cateratte interrotte da pozze calme o alcune cascate. Il substrato di fondo è normalmente composto da piccoli scogli, sabbia e ghiaia con accumuli di massi e macchie di lettiera di foglie, con piante acquatiche tra cui Blyxa sp. e Cryptocoryne crispatula var. crispatula.
Durante i periodi di elevata piovosità alcuni corsi d'acqua possono essere temporaneamente intorbididirsi a causa del materiale in sospensione, insieme ad un aumento, a volte torrenziale, della portata e della profondità dell'acqua.
Altri pesci raccolti nella stessa zona sono Pseudogastromyzon laticeps, Pseudobagrus trilineatus, Zacco platypus, Parazacco spilurus.

temperatura in natura
19 - 24 °C
valore pH in natura
7.0 – 7.8
valori acqua in natura
Durezza: 90 – 215 ppm
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 60 cm di lunghezza
Non è difficile da allevare se si mantengono in condizioni ottimali; si raccomanda di alloggiarli in un acquario che simuli un fiume che scorre con un substrato di rocce di varie dimensioni, sabbia, ghiaia fine, e alcuni massi erosi dall'acqua. Si può ulteriormente arredare con rami, legni, tubi di ceramica, vasi da piante, ecc, disposti a formare una rete di angoli, nicchie e macchie ombreggiate, fornendo così linee visuali spezzate. La maggior parte delle piante acquatiche non riuscirà a crescere bene in un ambiente così, ma si possono utilizzare piante resistenti attaccate agli arredi, come Microsorum, Bolbitis o Anubias.

Come molti pesci che in natura popolano acque correnti, sono intolleranti all'accumulo di inquinanti organici e richiedono acqua pulitissima per rimanere in salute, quindi dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume dell'acquario. Anche se non è strettamente necessario predisporre un vero e proprio fiume-acquario, stanno meglio e vivono più in salute se nel loro acquario c'è un'elevata percentuale di ossigeno disciolto e un certo movimento dell'acqua.

Comportamento e compatibilità: può essere allevato in acquari di comunità, in particolare con piccoli pesci pacifici che abitino la parte superiore della colonna d'acqua, come Tanichthys o Microdevario. Sono meno adatti piccoli invertebrati come Caridina e Neocaridina, perché vengono facilmente predati.
La cosa migliore nella maggior parte dei casi però è allevarli da soli, in un acquario monospecifico, senza mescolarli con altre specie del genere Rhinogobius. dato che non è ancora chiaro se sono in grado di ibridarsi.

Anche se i maschi sono territoriali è improbabile che si facciano seri danni l'uno con l'altro, se si fornisce l'acquario di ripari e coperture sufficienti, sembrano invece richiedere attivamente la presenza di conspecifici. Quindi il consiglio è quello di acquistare almeno due maschi e altrettante o più femmine, altrimenti i pesci potrebbero diventare svogliati e inattivi.

alimentazione

Le specie del genere Rhinogobius tendono a essere carnivore opportunistiche, e in natura si cibano di piccoli invertebrati, crostacei e simili.
In acquario la maggior parte della loro dieta dovrebbe comprendere piccolo cibo vivo e/o congelato, come larve di zanzara, chironomus, artemia, dafnia, etc.

Soprattutto appena inseriti in vasca potrebbero non accettare il mangime secco, ma vi possono essere abituati con molta pazienza. Il mangime secco però non dovrebbe essere offerto su base regolare, soprattutto se l'obiettivo è quello di farli riprodurre.

  • Specie piccola e statica, in acquario bisogna controllare che riesca a mangiare la sua razione di cibo come gli altri pesci
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono d'allevamento o di cattura.
dimorfismo sessuale

I maschi adulti sono significativamente più colorati delle femmine, e sviluppano pinne impari più estese con spesse e luminose fasce marginali da bluastre a bianche. Queste bande sono visibili abbastanza presto nella vita dei pesci, e sono un mezzo preciso per individuare il sesso nei pesci giovani.
Nelle femmine sia la pinna dorsale che la caudale hanno una fascia marginale rossastra. Il disegno della livrea è un mezzo meno affidabile per la determinazione del sesso, poiché è variabile in entrambi i sessi, specialmente tra le femmine che possono essere pallide o colorate luminosamente, alcuni esemplari addirittura sono difficili da distinguere dai maschi.

riproduzione

La riproduzione è già stata ottenuta in acquario, ma non è facile.
Come tutte le specie del genere Rhinogobius,  le uova sono deposte sul soffitto di una caverna o di una fessura e sorvegliate dal maschio fino alla schiusa.
La scelta di un sito per la deposizione è il primo problema, dal momento che a differenza delle altre specie di Rhinogobius, o almeno di quelle conosciute in acquariofilia, i maschi di Rhinogobius zhoui non selezionano un unico sito e lo difendono contro altri maschi, ma piuttosto pattugliano un'area generale, e spesso tentano di interrompere l'attività dei maschi concorrenti. Per questo motivo si consiglia di utilizzare solo uno o due maschi per ogni tentativo di riproduzione, e prevedere una o più femmine per ogni maschio. Dovrebbero essere predisposti più siti atti alla deposizione, sotto forma di rocce tipo ardesia piatta, tubi di terracotta, vasi per piante, ecc.

Il corteggiamento viene normalmente avviato dalla femmina, che può anche attaccare il maschio se non è disposto a deporre le uova quando lei è pronta. Quindi ci può volere un po' di pazienza prima che si verifichi un accoppiamento con successo, che generalmente viene indicato dalla coppia che scompare dalla vista per un periodo prolungato di tempo. Possono rimanere all'interno della caverna per 2-5 giorni,prima che la femmina venga scacciata una volta terminata la deposizione. Durante questo periodo la coppia non dovrebbe essere disturbata.
Coppie inesperte potrebbero mangiare le uova, attaccarli malamente, o fecondarle solo in parte, ma dopo alcuni tentativi normalmente le cose vanno a posto. Inoltre condizioni non ottimali dell'acqua sembrano influenzare negativamente la fertilità dei maschi, per cui è necessario un regime di manutenzione rigoroso.

Una volta che si nota la femmina fuori della grotta, è possibile verificare la presenza di uova sollevando con attenzione il supporto che forma la grotta e inclinandolo, senza farlo uscire dall'acqua. Le uova sono grandi (circa 4 mm di lunghezza) e una covata media ne conta circa 30-60. A questo punto è consigliabile rimuovere tutti gli altri pesci, tranne il maschio, o spostare altrove maschio e uova (si può usare un piccolo contenitore di plastica per farlo senza danneggiare nessuno dei due).
Alcuni maschi però tendono a mangiarsi le uova entro 24-48 ore dalla deposizione, nel qual caso devono essere rimossi e incubate artificialmente. Quando si rende necessario procedere in questo modo, il metodo più produttivo prevede il posizionamento delle uova, ancora attaccate al substrato di deposizione, in una sala nido a rete galleggiante (non una sala nido con lati di plastica). Durante questo periodo non devono essere rimosse dall'acqua o esposte a luce eccessiva. L'uso di una rete consente di puntare verso le uova l'uscita di una pietra porosa, che aiuta a simulare lo sventolare delle pinne del maschio per prevenire che la covata ammuffisca o sviluppi problemi batterici.

Detto questo, le uova sono molto sensibili e il contenitore con la covata richiederà un qualche trattamento. Si sono dimostrati funzionare una combinazione di una pignetta d'ontano in 10 litri di acqua più 1 g di sale / l, o un prodotto anti-patogeno contenente verde malachite e formaldeide in misura di 3 gocce per 10 l. Se il maschio non mangia le uova può essere lasciato al suo posto fino alla loro schiusa, e tali trattamenti possono essere omessi, in quanto sarà lui stesso a fare in modo che si sviluppino in modo corretto.

Il periodo di incubazione è normalmente 13-21 giorni a seconda della temperatura. Durante gli ultimi giorni di incubazione è stato osservato che i maschi aumentano la velocità con cui sventolano le uova con le pinne. Questo presumibilmente aiuta in qualche modo la schiusa, perché quando le uova vengono covate artificialmente la schiusa tende a prolungarsi per 5 o più giorni, e alcuni avannotti possono avere difficoltà a lasciare l'uovo. Usare un prodotto anti-patogeno come detto sopra può aiutare notevolmente anche con quest'ultimo problema.

La seconda ragione per usare una sala nido a rete per la schiusa degli avannotti è che hanno un grande sacco vitellino e sono sostanzialmente immobili per i primi giorni. Quando la covata è posata su una superficie solida, come la base di vetro o di plastica di un acquario, tendono a sviluppare problemi di salute e a morire in grande numero, mentre in una rete sollevata nell'acqua questo non accade.

Il sacco vitellino è completamente assorbito in una settimana, durante i quali l'aeratore deve rimanere in funzione, ma si può offrire agli avannotti dei naupli d'artemia appena schiusi e simili già dal secondo o terzo giorno. Una volta raggiunto questo stadio i giovani possono essere rimossi dalla rete e farli crescere diventa più facile, anche se il loro sviluppo è piuttosto lento. Per un tasso di crescita ottimale dovrebbero essere effettuai cambi d'acqua ogni 24-48 ore.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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