• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Yasuhikotakia caudipunctata

Taki & Doi, 1995

Yasuhikotakia caudipunctata (era Yasuhikotakia caudipunctata) è uno tra i botia abbastanza difficili da trovare, in genere arriva nei negozi mescolato a grandi gruppi di Yasuhikotakia morleti. Nonostante le dimensioni contenute ha un'indole spiccatamente aggressiva e territoriale...

Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Foto di Bogdan J. Janiczak

nome comune
Speckletail loach, Botia coda puntinata
sinonimi
Botia caudipunctata; Botia caudopuntatus
dimensioni massime in natura
10 cm SL
aspettativa di vita
15 - 25 anni

Quella di Yasuhikotakia caudipunctata, in passato conosciuta come Botia caudipunctata, è un altra specie di botia abbastanza difficile da trovare in commercio, in genere arriva mescolato a grandi gruppi di Botia morleti, al quale rassomiglia non per disegno della livrea ma piuttosto come corporatura, probabilmente provengono inoltre dalle stesse zone della Thailandia e dell'Indonesia.

Ha un corpo grigiastro, ma con riflessi verdi quando sta bene, raggiunge per quanto si sa una lunghezza di 10 cm. Dovrebbe essere allevato con un pH tra 6,5 e 7 ed una temperatura di 25-26° C.

Ha un'indole spiccatamente aggressiva e territoriale, e può diventare molto aggressivo durante il momento del pasto o per difendere il suo territorio, quindi andrebbe allevato solo con pesci abbastanza grossi da non temere i suoi attacchi, e in branchi di non meno di 5 esemplari, per limitare gli attachi verso gli altri pesci.
Nel gruppo dei caudipunctata vige una stretta scala gerarchica, con un individuo "alfa" dominante e gli altri via via sottomessi; nella vasca devono esserci moltissimi nascondigli e ripari, in cui i sottomessi possano rifugiarsi per sottrarsi alle aggressioni dei dominanti.

E' meglio usare sabbia come fondo, per proteggere i suoi delicati barbigli, preferisce inoltre un'illuminazione smorzata, essendo preferibilmente notturno. Spesso danneggia o mangia le piante, specie quelle a foglie piccole e tenere; in tal caso è meglio ripiegare su piante dalle foglie più coriacee, come anubias e microsorum.

Sono stati allevati con successo insieme a Synodontis multipunctatus, Synodontis europterus, ed altri "catfish"; con Yasuhikotakia lecontei, Botia striata e Botia dario, e con gruppi di Barbus asiatici. Funziona bene anche la convivenza con altri Botia aggressivi come Syncrossus beauforti, Syncrossus helodes, Syncrossus hymenophysa.

Yasuhikotakia caudipunctata è identificato da:

  1. Presenza di punti neri (spot) sulla pinna caudale: da questo deriva il nome "caudipunctata", non per il punto nero sul peduncolo caudale che è comune in Yasuhikotakia lecontei, Yasuhikotakia eos e con estensione minore in Yasuhikotakia modesta.
  2. Figura del corpo: non è così snella quanto Yasuhikotakia lecontei e non è tozza quanto Yasuhikotakia modesta (ma come nota Taki, è più simile a Yasuhikotakia modesta che a Yasuhikotakia lecontei, così appartiene al gruppo dei modesta). Notare la convessità della sua testa, dalla bocca alla pinna dorsale. Generalmente, gli esemplari sono di un azzurro polvere.

Esperienze personali:

Di Bogdan Janiczak
Data: 17 Dicembre 2001

Per rendere omaggio a molte persone coinvolte nel commercio e nell'hobby acquariofilo, troverete qui sotto delle foto nuove di zecca dei miei esemplari ri-definiti Botia caudipunctata.

Spero che la qualità delle foto, grazie ai recenti risultati con la fotografia digitale, riveli per lo meno le sottigliezze discusse. Indipendentemente dalla specie a cui saranno ascritti in futuro, la loro bellezza ed unicità sono indubbie.
Le foto qui sotto presentano tutti i miei tre esemplari, due di loro appaiono molto simili, mentre il terzo sembra più snello e leggermente differente, anche se mantiene la stessa colorazione delle pinne ed il disegno maculato.

Il pesce più grande è lungo circa 10 cm, e fino ad ora non ha dato segni di sbiadimento dei puntini o dei margini distali con l'età. Sono ovviamente un po' territoriali (come altri Botia), per cui fare una foto di gruppo è stato un po' problematico, ma alla fine ci sono riuscito. Come potete vedere nello sfondo, si dividono la vasca con altri Botia, tra cui Botia lecontei, Botia striata, Botia dario e con alcuni Barbus del Sudest Asiatico. Convivono insieme tranquillamente, mantenendo buone condizioni, colorazione ed appetito. Spero che possano vivere così per molti anni, con la speranza che forniscano futuro materiale comparativo che possa un giorno far scoprire cose nuove a qualcuno.

Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Foto di Bogdan Janiczak
Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Foto di Bogdan Janiczak
Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Foto di Bogdan Janiczak
Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Foto di Bogdan Janiczak

Di Bogdan J. Janiczak (boj@pg.gda.pl)
Data: 07 Febbraio 2003

Qui sotto ci sono due recenti scatti della mia varietà Mun River di Botia caudipunctata.

La prima è una foto del maschio, appoggiato ad un tubo di bambù nella giungla di Cryptocoryne; la seconda è una foto della femmina, accompagnata dagli altri compagni di vasca, molto più piccoli (sembra una regina con la sua corte). Su questa bellissima specie c'è così poca documentazione che ho deciso di cercare di riportarla all'attenzione della comunità.

Esemplare maschile di Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Bogdan J. Janiczak
Esemplare femminile di Yasuhikotakia caudipunctata (Botia caudipunctata) - Bogdan J. Janiczak

A riguardo di una domanda concernente il sesso dei Botia caudipunctata, risponderò in maniera generale.
Ricorderete i miei commenti sul dimorfismo sessuale nella specie Botia almorhae. L'anno scorso alcune foto di Kamphol's R&D center hanno confermato le mie osservazioni.
In effetti una delle difficoltà nella distinzione del dimorfismo è che bisogna avere abbastanza fortuna da allevare ed osservare i pesci per un paio di anni.
Generalmente, le femmine tendono ad essere più tozze, con la zona ventrale più arrotondata, là dove i maschi appaiono più snelli.

Questa specie è relativamente rara nel commercio acquariofilo, e di conseguenza molto ricercata dagli appassionati. Sembra relativamente simile a Yasuhikotakia splendida, ma può esserne distinta, come dagli altri congeneri, dalla seguente combinazione di caratteri: possesso di 8 raggi ramificati nella pinna dorsale; 32-33 vertebre; una o due piccole macchie marroni orientate verticalmente sulla parte dorsale del corpo, in posizione posteriore alla pinna dorsale; una macchia scura poco distinta sul peduncolo caudale; numerose piccole macchie nerastre sulle pinne dorsale e caudale.

Il genere Yasuhikotakia fu eretto da Nalbant (2002) per includere alcuni ex membri del genere Botia che in precedenza erano indicati come "gruppo di Botia modesta" seguendo Taki (1972).

distribuzione

Asia: Bacino del fiume Mekong nel Laos e in Thailandia

habitat

Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima: tropicale
Non è confermato ma sembra che sia un botia fluviale, che preferisce cioè acqua chiara, ben ossigenata e con corrente moderata, con substrato costituito da rocce e/o ghiaia. Membri simili del genere sono presenti in affluenti ricchi di rocce e massi, così come nei grandi canali fluviali con acque torbide a seconda del periodo dell'anno, in quanto svolgono migrazioni annuali come parte del loro ciclo di vita.

temperatura in natura
26 - 30°C
valore pH in natura
6.5-7.5
valori acqua in natura
Max dh: 12
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 120 cm di lunghezza, in quanto va allevata in gruppi di non meno di 5 esemplari, ed è una specie molto aggressiva e territoriale, nonostante le ridotte dimensioni ha bisogno di vasche grandi e di molti nascondigli e luoghi riparati. Predilige scarsa illuminazione e tende ad essere abbastanza notturna.
E' un'eccellente scavatrice, è necessario un fondo in sabbia fine non tagliente per non danneggiare i delicati barbigli.

Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia o ghiaia fine, con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami. L'illuminazione può essere relativamente bassa; vanno bene piante in grado di crescere in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra.

Assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto i botia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori e arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato. Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari. E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto a volte amano saltare.

Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza come ad esempio i Balitoridi o i Nemachelidi, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Possono essere particolarmente aggressivi e belligeranti, anche se molti membri di Seriouslyfish.com li allevano ed hanno notato che hanno un temperamento in genere più mite dei loro congeneri.
Parlando di pesci da fondo, dovrebbero convivere pacificamente con la maggior parte delle specie dei botia e dei Syncrossus, o, in vasche molto grandi, con Chromobotia macracanthus. Sono adatti anche membri dei cobitidi e dei nemacheidi, così come Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e molti altri pesci gatto. Come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare potenziali problemi.

Come tutti i botia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o al contrario aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dai botia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale.
  • Come tutti i botia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perchè le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana. 

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia della magrezza" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli hobbisti nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

alimentazione

Anche se gli Yasuhikotakia sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. La loro dieta in natura consiste in molluschi acquatici, vermi, insetti e altri invertebrati. In acquario non hanno pretese,  ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. La maggior parte dei botia preda le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie aggressiva e territoriale
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura.
dimorfismo sessuale
Le femmine sessualmente mature sono normalmente più piene di corpo e diventano un po' più grandi dei maschi.
riproduzione

Non esistono segnalazioni di riproduzioni in acquari privati, e anche se alcune specie di Yasuhikotakia vengono riprodotte commercialmente per l'hobby acquariofilo attraverso l'uso di ormoni, Yasuhikotakia caudipunctata non è una di queste.

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