• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Yasuhikotakia morleti

Tirant, 1885

Conosciuto anche come Botia horae, il Botia morleti (ora Yasuhikotakia morleti) nonostante le ridotte dimensioni (non supera i 10 cm di lunghezza) ha un carattere irascibile e rissoso, e non è adatto ai comuni acquari di comunità.

Yasuhikotakia morleti - Foto di Emma Turner (Loaches Online)

nome comune
Skunk loach, Botia puzzola
sinonimi
Botia morleti; Botia horae
dimensioni massime in natura
8-10 cm TL
aspettativa di vita
15 - 25 anni

Conosciuto anche come Botia horae, il Botia morleti (ora Yasuhikotakia morleti) nonostante le ridotte dimensioni (non supera i 10 cm di lunghezza) ha un carattere irascibile e rissoso, e non è adatto ai comuni acquari di comunità.

Va allevato solo con pesci più grandi ed aggressivi, che sappiano contrastarne l'irasciblità, come Yasuhikotakia eos, Yasuhikotakia lecontei, Yasuhikotakia modesta e gli appartenti al genere Syncrossus (botia tigre).
Vanno allevati in gruppi di non meno di 5 esemplari, per diminuirne l'aggressività intraspecifica e per dar loro modo di costruirsi una naturale gerarchia.

È molto robusto, sembra principalmente di abitudini notturne, ma non disdegna di uscire anche di giorno (a meno che l'acquario sia illuminato intensamente) alla ricerca di cibo.
Può essere allevato in una vasca con un substrato morbido e fine e molte rocce e radici organizzate per dare abbondanza di nascondigli.
Sono eccellenti scavatori e non è raro facciano buche profonde e canali sotterranei, per cui è d'obbligo assicurarsi che le costruzioni di rocce che fanno da nascondigli siano molto solide e poggiate direttamente sul vetro di fondo dell'acquario e non sulla sabbia, che venendo smossa le farebbe crollare. L'acqua dovrebbe essere tenera e cambiata regolarmente.

L'aspetto di Yasuhikotakia morleti è tozzo e appiattito lateralmente, con un profilo della pancia diritto e molto incurvato sulla schiena. La pinna dorsale si trova direttamente sopra le pinne ventrali e quindi molto in avanti rispetto alla pinna anale. Ci sono soltanto otto raggi molli nella pinna dorsale. La testa è appuntita e relativamente lunga, con la bocca rivolta verso il basso, con tre paia di barbigli abbastanza corti. Sotto l'occhio ci sono due spine appuntite che possono essere erette e bloccate in posizione. La colorazione generale è verde giallastra con il ventre più pallido e il dorso più grigiastro. I fianchi presentano quattro strette barre trasversali abbastanza corte ma queste non sono a volte molto distinguibili. Una banda nera comincia alla punta del muso e corre lungo la cima della parte superiore. Termina appena davanti alla pinna caudale, in cui si unisce ad una barra trasversale nera intensa sul peduncolo caudale.


Esperienze personali

Di Toni A. Hazlip
Data: 06 Dicembre 2001

Ho visto il mio primo Botia morleti e me ne sono innamorato, tanto che sono riuscito ad averlo. Era veramente una cosina piccola piccola, più piccola dei miei corydoras. Ciò nonostante, non ho mai avuto un pesce così piccolo e così cattivo!

Ho creato innumerevoli nascondigli, almeno uno per pesce, e lui sembra dilettarsi a provare a sfrattarli tutti e subito! Riesce a ridurre a mal partito tutti, tranne il mio plecostomus; ha provato anche a spostare il mio Botia striata, lungo 18 cm (c'è voluto poco perché non ci riuscisse).
Sto allevato i miei B. modesta da due anni, li ho persino messi con piccoli pesci che il mio venditore di pesci mi aveva avvertito che li avrebbero potuti uccidere o mangiare (tetra), senza avere nessun problema. E invece, entro 4 giorni dall'introduzione del B. morleti, ho trovato il mio Misgurnus anguillicaudatus morto con piccole e numerose ferite in tutto il corpo.
Non ho mai visto un pesce così piccolo e così aggressivo!


Di (jkavol (@) usit.net)
Data: 30 Gennaio 1998

Li ho avuti in una vasca di comunità ed avevano distrutto le pinne dei miei betta, per non accennare ai quotidiani attacchi ripetuti e pinne strappate ai danio, ai tetra, guppy e l'uccisione delle mie caridina.

L'unico pesce nella vasca che i botia non hanno importunato e sembrava addirittura avessero fatto amicizia era il plecostomus. Inoltre, allevo 4 di questi tipi realmente aggressivi ma mai così interessanti in un 40 litri con la temperatura fra 24-27° C. con un pH di 7.6 - 7.2, ghiaia sul fondo e con piante e caverne. Stanno crescendo veramente bene da quando li ho presi quasi un anno fa. Uno era persino saltato fori dalla vasca ed era completamente asciutto quando l'ho scoperto. È sopravvissuto.
Inoltre fanno dei rumori simili a schiocchi quando si inseguono. A volte li fanno veramente forti e li fanno anche quando mangiano dalla superficie.


Di: Mike Ophir
Data: 01 Gennaio 1999

A mio parere i Botia morleti sono cobitidi graziosi e aggressivi. Questi piccoli pesci sono vissuti nella mia vasca a temperature di 23-29° C. Il nome latino dello "skunk loach" è Botia Morleti. Un altro nome con cui sono conosciuti è Botia horae.

Gli esemplari giovanili di questa specie trascorrono la maggior parte del loro tempo cercando cibo intorno alle rocce ed alle piante. Gli adulti gradiscono riposarsi in caverne o in altri posti dell'acquario. Può essere aggressivo verso i pesci che invadono il suo territorio.
Il Botia morleti ha un colore grigio crema con una striscia dorsale nera. In acquario questo cobitide può svilupparsi fino a 9 cm. Il Botia morleti ha bisogno una qualità dell'acqua molto specifica. Preferisce un pH di 7.0-7.5. Mangiano vermi vivi, mangimi secchi e pastiglie affondanti.

Yasuhikotakia morleti (ex Botia morleti) - Foto di Bob Darnell

Yasuhikotakia morleti (ex Botia morleti) - Foto di Bob Darnell

In natura questi pesci possono essere ritrovati in torrenti molto veloci.
Gli adulti gradiscono essere lasciati soli, mentre i giovani gradiscono essere in banchi di 4-5. Questi pesci hanno bisogno di molti nascondigli.
Nel comprare questi pesci, chiedere al venditore di raddoppiare il sacchetto perché le loro spine possono colpire il sacchetto e bucarlo.
Il Botia morleti può saltare fuori dall'acquario se non c'è coperchio, fate attenzione!
Il Botia morleti, come altri cobitidi, può ingannare la gente fingendo di essere morto, trovandolo riverso su di un lato. Non ingannatevi per questa posizione!
Mano a mano che crescono, cominceranno ad assumere un colore rosso sulle pinne inferiori. La loro livrea si trasformerà in un giallo chiaro con puntini neri. (Queste informazioni sono basate su quello che ho visto e sperimentato) il Botia morleti può sopravvivere in un 1/4 di una tazza di acqua per 15 ore. Questo è successo inavvertitamente una volta quando stavo pulendo la vasca. Solitamente notturni, possono essere tentati ad uscire fuori di giorno dall'odore del cibo fresco ed inoltre fanno dei rumori tipo schiocchi mentre mangiano.

Morfologia: Raggi dorsali molli (totale): 12-13; Raggi anali molli: 9-10; Vertebre: 28-30. Ha 7-9 raggi ramificati della pinna dorsale; una banda a metà del dorso dalla testa alla coda, che si estende ventralmente come barra verticale sul peduncolo caudale; spina eretta etmoide (a forma di crivello) perpendicolare al muso osservata da sopra; grande lobo mentale; corpo di colore marrone dorato, a volte con una serie di strette barre in individui giovani; pochi segni a forma di vermicelli scuri verticali sul fianco; pochi puntini neri sulla pinna caudale
Si trova comunemente nel commercio acquariofilo.

Questa specie è comune nel commercio acquariofilo, e viene venduto anche come "skunk botia" o "Hora’s loach", quest'ultimo nome in riferimento a Botia horae Smith 1931, che attualmente viene considerato un sinonimo di Y. morleti.

E' simile in apparenza alla specie molto più rara di Yasuhikotakia longidorsalis, ma può esserne distinta grazie al fatto che ha una striscia scura sulla superficie dorsale (che dà origine al nome volgare "skunk loach", Botia puzzola), che manca nella sua relativa.

distribuzione

Asia: Bacini dei fiumi Mekong, Chao Phraya e Maeklong, e Tailandia peninsulare

habitat

Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima tropicale
Si presenta nei fiumi grandi e medi. Abita acque sia tranquille che fluenti. Trovato in fessure tra le rocce o in buche scavate sotto le rocce o le radici, solitamente in habitat sabbiosi.
Probabilmente nel suo ciclo di vita emigra nelle zone temporaneamente sommerse durante gli alti livelli d'acqua delle stagioni delle piogge. I giovani di un anno ritornano ai fiumi in novembre ed in dicembre nel Mekong inferiore. Questo fa sì che venga ritrovato in diversi tipi di habitat a seconda del periodo dell'anno, dai principali canali fluviali ai piccoli tributari e alle zone temporaneamente allagate.

Coabita con Yasuhikotakia lecontei, Yasuhikotakia modesta, e Syncrossus helodes in gran parte delle aree in cui vive; in una ricerca sul fiume Mun condotta nella provincia di Surin, Thailandia nord-orientale, è stato raccolto insieme a una miriade di altre specie di pesci, tra cui oltre ai tre menzionati prima ricordiamo Acantopsis choirorhynchos, Lepidocephalichthys hasselti, Barbonymus altus, Epalzeorhynchos frenatum, Esomus metallicus, Hampala dispar, Mystacoleucus marginatus, Barilius koratensis, Rasbora borapetensis, Rasbora dusonensis, Rasbora rubrodorsalis, Rasbora trilineata, Puntius orphoides, Puntius partipentazona, Gyrinocheilus aymonieri, Trichopodus pectoralis, Trichopodus trichopterus, Trichopsis pumila, Trichopsis vittata, Pseudomystus siamensis, Mystus singaringan, Kryptopterus cryptopterus, Mastacembelus favus.

temperatura in natura
26 - 30°C
valore pH in natura
6.0 - 7.0
valori acqua in natura
dH: 5.0 - 12.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 120 cm di lunghezza, in quanto va allevata in gruppi di non meno di 5 esemplari.
Nonostante le ridotte dimensioni è una specie molto aggressiva e territoriale, per cui ha bisogno di asche grandi e di molti nascondigli e luoghi riparati. Predilige scarsa illuminazione, molto acquariofili la descrivono come una specie prevalentemente crepuscolare/notturna. E' necessario un fondo in sabbia fine non tagliente per non danneggiare i delicati barbigli, ama scavare anche sotto arredi e rocce, assicuratevi che siano ben stabili e non rischino di crollare loro addosso.

Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia o ghiaia fine, con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami. L'illuminazione può essere relativamente bassa; vanno bene piante in grado di crescere in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra.

Assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto i botia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori e arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato. Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari. E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto a volte amano saltare.

Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza come ad esempio i Balitoridi o i Nemacheilidi, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Anche se Yasuhikotakia morleti mostra comportamenti simili alla maggior parte degli altri membri del genere, può essere combattivo, mordere le pinne e molestare violentemente i compagni di vasca, specialmente se allevato in gruppo troppo piccolo. L'intensità di tale aggressività varia a seconda degli individui, chi più chi meno, ma comunque questa specie è adatta solo per grandi acquari strutturati contenenti altri pesci robusti.

Deve essere evitata la convivenza con pesci dai movimenti lenti e/o con pinne lunghe, mentre sono una scelta più adatta per il livello superiore dell'acqua attivi ciprinidi pelagici come Devario, Rasbora, Puntius, Barilius, e alcuni Danio.

Per quato riguarda gli altri cobitidi, è stato allevato con successo con altre specie di Yasuhikotakia, oltre a botia più robusti come Botia almorhae o Botia kubotai, e a tutti i membri del genere Syncrossus. Possono andare bene anche alcuni cobitidi e dei nemacheilidi così come Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e altri pesci gatto.
Sarebbe meglio evitare la convivenza con abitanti del fondo tranquilli e pacifici come i Corydoras, e, come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare potenziali problemi.

Come tutti i botia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o al contrario aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dai botia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale.
  • Come tutti i botia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perchè le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana. 

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia della magrezza" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli hobbisti nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

alimentazione

Anche se gli Yasuhikotakia sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. La loro dieta in natura consiste in molluschi acquatici, vermi, insetti e altri invertebrati. In acquario non hanno pretese, ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. La maggior parte dei botia preda le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

  • Specie che deve vivere in gruppo
  • Specie aggressiva e territoriale
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura.
dimorfismo sessuale
Le femmine sessualmente mature sono normalmente più piene di corpo e diventano un po' più grandi dei maschi.
riproduzione

Alcune specie di Yasuhikotakia, tra cui anche Yasuhikotakia morleti, vengono riprodotte commercialmente per l'hobby acquariofilo attraverso l'uso di ormoni, ma non vi è alcuna segnalazione di riproduzione avvenuta negli acquari privati, probabilmente anche perché la maggior parte sono riproduttori stagionali e migratori in natura.

I giovani hanno una serie di barre verticali scure sui fianchi, che sfumano quando raggiungono la maturità, e nel bacino del Mekong inferiore a quanto pare migrano dagli affluenti e dalle pianure alluvionali ai principali canali dei fiumi in genere nei mesi di novembre e dicembre di ogni anno.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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