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La Askoll non ama i "Betta"?

Mer, 08/Set/2010 - 18:33
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Se una grande azienda come la Askoll pubblicizza con parole e immagini così accattivanti dei loculi al posto di un acquario, perché non pensare che può essere vero, perché non credere che davvero un pesce che non può nuotare possa essere "felice"?

Non è meglio così? - Foto tratta da Fishplore.com

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L'articolo, che l'associazione acquariofila romana CIR ha messo in prima pagina nel proprio sito, pone l'accento sulla purtroppo nota insensibilità di tutti verso le esigenze di esseri viventi come i pesci, considerati dall'opinione comune niente più che semplici oggetti d'arredamento.

Anche una grande azienda come quella della Askoll si è abbassata a questo livello... un acquario da 2 litri (acquario? non so se è il termine più adatto) proposto per l'allevamento dei Betta splendens, splendidi pesci dalle pinne ampie e dal nuoto elegantissimo... peccato che in due litri il nuoto dei Betta non se lo può godere nessuno, mancando lo spazio per nuotare...
Poveri pesci combattenti, la loro unica colpa è quella di riuscire a sopravvivere in simili loculi, respirando aria atmosferica, e molti hanno sfruttato questa loro resistenza per spacciare contenitori poco più grandi di un bicchiere per il loro allevamento... il bicchiere, le minuscole bettiere, possono andare bene temporaneamente, per poco tempo, ad esempio nel negozio in attesa della vendita (anche se i negozianti seri i Betta li tengono nelle vasche come gli altri pesci) non per viverci una vita piatta, stressata, destinati a morire d'inedia ancor giovani...

Per me rimane un mistero come tanta gente possa pensare davvero che un pesce possa vivere bene la sua esistenza in un contenitore in cui riesce a malapena a girarsi... è contro il più elementare buon senso, dovrebbe essere palese che un pesce ha bisogno di nuotare, come un cane ha bisogno di camminare...
- "ah, ma io lo so, in natura vive in pochi centimetri d'acqua, nelle risaie!"
- certo, ma perchè non si pensa mai che i pochi centimetri sono solo in altezza, ma che le risaie nel sud-est asiatico si estendono per chilometri e chilometri di spazio orizzontale?
Perchè un pesce stia bene non bastano acqua e cibo, così come chi si prende un cane sa che non è solo questione di dargli una cuccia e da mangiare due volte al giorno, c'è molto di più...
Eppure conosco persone, pure intelligenti e all'apparenza sensibili, che non sono persuase affatto di questo... non sono affatto convinte che un pesce che non ha spazio per nuotare possa vivere male... il fatto che viva, che non manifesti sofferenza, li tranquillizza sul fatto che forse va bene anche così... Non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che forse sono loro che non riescono a coglierli, i sintomi della sofferenza di un pesce...

D'altronde, se una grande azienda, come la Askoll, li pubblicizza con parole e immagini così accattivanti, perchè non pensare che può essere vero, perchè non credere che davvero in così poco spazio un pesce possa essere "felice"?
Per questo trovate come quelle della Askoll fanno così male alla "coscienza" acquariofila, perchè annullano in un lampo anni e anni di tentativi di tanti appassionati di far comprendere che i pesci sono esseri viventi come tutti gli altri, che non basta un bicchiere d'acqua per farli vivere bene, che chi non ha lo spazio per un acquario decente è meglio che non allevi pesci, così come chi non ha tempo di portarlo fuori è meglio che non si prenda un cane...

Vabbè, volevo scrivere solo due righe d'accompagnamento all'articolo e invece sto scrivendo un poema... per fortuna che l'articolo del CIR è molto più sintetico ed efficace, vi consiglio caldamente di leggerlo e di segnalare alla Askoll, tramite il link in fondo all'articolo, cosa ne pensate di tale iniziativa, anche alla luce del fatto che in molti Comuni italiani tenere pesci vivi in meno di 30 litri d'acqua è considerato maltrattamento di animali, sanzionabile a livello amministrativo con multe anche molto salate.

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