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Come Utilizzare Le Noci Di Cocco In Acquario

Lun, 29/Dic/2008 - 13:04
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Spiegazione con foto passo passo di come con le noci di cocco si possono costruire ottimi rifugi e tane per la deposizione di tantissime specie - foto di Patrice Bouissou

Peckoltia nella noce di cocco - Foto di Massimo Macciò

La maggior parte dei Ciclidi nani piu' comunemente commercializzati in ambito acquariofilo, dagli Apistogramma sudamericani ai Pelvicachromis africani, depone le uova in cavità, grotte, caverne.

Mezza noce di cocco in acquario, sotto un'Echinodorus ozelot: luogo di deposizione ideale per molti Ciclidi nani - Foto di Patrice Bouissou

Mezza noce di cocco in acquario, sotto un'Echinodorus ozelot: luogo di deposizione ideale per molti Ciclidi nani
Foto di Patrice Bouissou

Vi sono molti modi per procurare questo tipo di nascondigli in acquario, vanno bene sia i vasi da fiori di terracotta rovesciati, sia i manufatti di terracotta fatti apposta, ma il materiale che più si presta, più "mimetizzabile" in acquario, a mio modesto avviso, e uno tra i più utilizzati dagli acquariofili di tutto il mondo, è costituito dalle noci di cocco, tagliate a metà e rovesciate.

Mi sono resa conto, da quando ho questo sito, che a volte è difficile capire come vanno utilizzate le noci di cocco per fare tali nascondigli, specialmente per chi è alle prime armi in campo acquariofilo e non ne ha mai vista una così preparata, anche se in realtà è un metodo veramente alla portata di tutti.
Cercherò quindi di spiegare come fare a trasformare le noci di cocco in accoglienti luoghi di deposizione per i Ciclidi nani, ma anche per molti altri pesci, come Badis badis o anche Ancistrus (se l'entrata è abbastanza larga), grazie anche alle foto di Patrice Bouissou, che me le ha gentilmente concesse dal suo articolo in questa pagina.

Con il trapano si fanno i fori lungo il diametro della noce di cocco - Foto di Patrice Bouissou

Con il trapano si fanno i fori lungo il diametro della noce di cocco
Foto di Patrice Bouissou

Ecco le noci tagliate a metà - Foto di Patrice Bouissou

Ecco le noci tagliate a metà
Foto di Patrice Bouissou

Innanzitutto bisogna procurarsi le noci di cocco, in genere sono comunemente in vendita nei supermercati ed ipermercati.

Una volta portate a casa si ripuliscono grossolanamente. Quello che si vuole ottenere è di dividerle in due parti, non necessariamente perfettamente uguali, o con il bordo diritto, tanto poi andrà affondato nella sabbia (o nel ghiaino) e non sarà più visibile.

Innanzitutto è utile fare due o tre (piccoli mi raccomando) fori sulle due sommità della noce di cocco, per far fuoriuscire il latte; i fori serviranno poi per migliorare la circolazione dell'acqua all'interno della noce, una volta collocata in acquario.
Per dividerle in due si può procedere in vari modi: dare un colpo netto con un oggetto tagliente, tipo la mezzaluna da cucina, o anche una bella martellata secca (oltre a non ferirvi, fate attenzione naturalmente non solo a non rovinare il piano di lavoro, proteggendolo con una tovaglia spessa o ripiegata, ma anche a non far schizzare maldestramente la noce di cocco contro la vetrinetta che custodisce il servizio buono, per non correre il rischio che la vostra dolce metà usi il martello su di voi :-)
Per facilitare la spaccatura in due metà, è utile già che avete il trapano in mano fare una serie di piccoli fori lungo il diametro della noce di cocco, e far quindi "passare" da un foro all'altro con un cutter affilato e robusto.
Per un risultato più "pulito" si può anche usare un robusto seghetto, ma ci vuole molto più tempo e olio di gomito :-)

Dopo una rapida sciacquata - Foto di Patrice Bouissou

Dopo una rapida sciacquata
Foto di Patrice Bouissou

L'asportazione dell'interno (l'operazione più piacevole ;-) - Foto di Patrice Bouissou

L'asportazione dell'interno (l'operazione più piacevole ;-)
Foto di Patrice Bouissou

Una volta tagliate a metà, bisogna rimuovere l'interno della noce di cocco dal guscio, servendosi di un coltello robusto o di un cacciavite. La parte interna si mangia tranquillamente  mentre il guscio esterno è quello che ci servirà per la tana dei pesci.

I gusci una volta ben puliti - Foto di Patrice Bouissou

I gusci una volta ben puliti
Foto di Patrice Bouissou

Le casette per i pesci sono pronte! :-) - Foto di Patrice Bouissou

Le casette per i pesci sono pronte! :-)
Foto di Patrice Bouissou

Con un cutter affilato o sempre con il trapano fate quindi il foro d'entrata, dalle dimensioni adeguate alla specie che dovrà entrarvi a deporre le uova, il che vuol dire più piccolo di quello che state pensando :-) Infatti se il foro ai pesci sembra piccolo, possono allargarlo agevolmente scavando nel substrato, mentre se il foro è troppo grosso "rimpicciolirlo" è molto più difficile, e i pesci potrebbero rivolgersi altrove, rendendo vane le vostre fatiche. E' meglio quindi fare un foro a "V" rovesciata, stretto in cima e via via più largo verso la base, in modo che affondando la noce nella sabbia del fondo ne rimanga visibile solo una piccola parte, la punta della "V", che i pesci potranno allargare a loro piacimento scavando nel substrato, visto che più vanno giù e più il buco si allarga.
Se nel dividere a metà la noce si sono create delle spaccature, possono bastare quelle senza fare fori d'apertura: i pesci sono perfettamente in grado di entrarci anche di "sbieco" e, come sopra, se sono troppo piccole ci scaveranno sotto :-)

Se per sbaglio il foro d'entrata è diventato enorme, non gettate tutto ma mette la noce in vasca lo stesso: potete provare ad affondarla bene nel substrato di fondo, o a camuffarne l'entrata con cespugli di piante; in genere le aperture piccole sono preferite dai ciclidi nani, mentre ai loricaridi piacciono anche i fori belli larghi :)

Al termine si dà una bella lavata ai semigusci, e magari anche una breve bollitura, per maggior sicurezza.
La peluria che ricopre esternamente il guscio può essere rimossa con un'energica raspatura con una raspa o carta vetrata grossa, ma può anche essere lasciata: se avete in vasca ancistrus, loricaridi in genere o lumache vi ringrazieranno sentitamente e provvederanno loro a ripulirle per voi. Lo stesso vale per l'interno della noce, nel caso non riusciste ad asportarlo completamente: loricaridi e lumache lo apprezzeranno quanto voi :-)

Se i gusci di noce di cocco messi così, nudi e crudi, in acquario vi sembrano antiestetici, potete mimetizzarli con l'ambiente circostante facendovi radicare sopra delle piante, quelle che non vanno interrate ma vengono coltivare attaccate a tronchi o rocce, ad esempio Anubias di tutti i tipi, Microsorum pteropus, Bolbitis heudelotii, muschio di Giava.
Il procedimento è semplice: la pianta scelta va dapprima legata alla noce di cocco, utilizzando della lenza di nylon, e servendosi dei fori fatti per l'aerazione, sulla sommità del guscio; con il passar del tempo le piante in questione con le nuove radici si abbarbicano saldamente alla noce di cocco, e sarà possibile in tal modo eliminare la lenza.
In questo modo le noci di cocco saranno praticamente invisibili per tutti, tranne che per i pesci :-)

Si ringrazia Patrice Bouissou per le foto, tratte dal suo articolo
"Réalisation d'abris en Noix de coco" su Cyberaqua.

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