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Ulteriori Considerazioni: L'Acqua

Dom, 28/Giu/2009 - 10:29
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Che acqua usare per la gestione dell'acquario del poveretto, con considerazioni sui cambi e la loro frequenza, il sifonare o meno il fondo, il carbone attivo...

Un acquario del poveretto in funzione - dettaglio

Cinque: l'acqua!

Per quanto riguarda l’acqua abbiamo detto che varrebbe la pena provare a vedere cosa si può effettivamente fare con la propria semplice acqua del rubinetto. Ovviamente alcuni come Biggia possono contare sul fatto che l’acqua della loro zona è particolarmente tenera.

Questo però non è affatto il caso della maggioranza degli italiani (e probabilmente anche della maggioranza degli europei). Comunque verso Roma, che io sappia, l’acqua è già più tenera (intorno agli 8°Gh). A maggior ragione vale la pena di sfruttarla. Chiaramente come si è detto vi informerete su che pesci e che piante possano andar bene con la vostra acqua prima di cominciare a fare qualunque cosa.

Riguardo all’acqua però c’è da spendere ancora qualche parola. Infatti quanto detto fin qui lascia sottintendere che non ci sia da preoccuparsi troppo.
A volte però succede che in effetti l’acqua del rubinetto sia piuttosto aggressiva nei confronti della pelle e delle branchie dei pesci. Ed anche verso le piante. Specialmente a causa del cloro che viene immesso nella rete idrica.

Per esempio una volta un mio amico acquariofilo aveva installato un cambio continuo dell’acqua in un acquario di circa 300 litri. L’acqua veniva immessa goccia a goccia ma senza essere prima filtrata né trattata in alcun modo. In poco tempo le piante (muschio di Giava ed anubias) vennero completamente rovinate. Risultarono come bruciate.

Un’altra volta allestì un acquario per i Barbus tetrazona. Sebbene avesse preso la precauzione di riempire il nuovo acquario con buona parte dell’acqua proveniente da un altro acquario già stagionato (se non ricordo male circa il 50%), l’acqua risultò lo stesso troppo aggressiva nei confronti delle branchie dei Barbus (il 50% ovviamente era acqua nuova del rubinetto) ed alcuni pesci ne risultarono gravemente menomati a vita. E questo anche se aveva aspettato qualche altro giorno prima di trasferirli nel nuovo acquario. Forse tutto questo non sarebbe successo se i pesci in questione fossero stati i più resistenti Guppy. E non si sarebbe reso conto di niente (pur arrecandogli un danno). Quindi alla luce di queste esperienze in effetti, se non si vuole utilizzare dei biocondizionatori (venduti comunque nei negozi per acquari) per rendere migliore l’acqua, è comunque meglio starci attenti. Visto anche che la qualità dell’acqua del rubinetto può variare all’improvviso da un giorno all’altro.

A questo proposito quindi potrà tornare utile per il poveretto dare anche queste ulteriori dritte.

  • L’acqua prelevata dal rubinetto può benissimo essere lasciata riposare per qualche giorno prima di essere introdotta in acquario. (in un contenitore che offra sufficienti garanzie di non tosicità). Così tra l’altro si sarà sicuri di introdurre acqua alla stessa temperatura di quella dell’acquario nel caso che non si abbia il riscaldatore. O che si sia d’estate.

Il carbone attivo

Vorrei precisare che per rendere di migliore qualità l’acqua eventualmente inquinata non esiste solo l’opzione di mischiarla con acqua di osmosi. All’interno del contenitore nel quale farete riposare l’acqua, è possibile introdurre del carbone attivo. Per esempio sfruttando una semplice calzina venduta appositamente a tale scopo nei negozi specializzati. Cioè per contenere il carbone attivo. Molti fanno notare che il carbone attivo non assorbe i nitrati ed i nitriti né l’ammoniaca. Tuttavia assorbe un sacco di altre sostanze tossiche più complesse. Di certo migliora di parecchio la qualità dell’acqua! In effetti si può anche introdurre nell’acquario del poveretto una calzina del genere per migliorare le condizioni dell’acqua qualora ci si renda conto che qualcosa non va ed alcuni pesci particolarmente delicati soffrano per una scarsa qualità dell’acqua.

A questo proposito vorrei far notare ai detrattori dell’uso del carbone attivo, che sarà pur vero che il carbone non rimuove i nitrati. Però, almeno stando alle istruzioni, rimuove sostanze ureiche che se lasciate nell’acquario vengono successivamente trasformate in nitrato. E quindi…
E comunque rimuove anche altre sostanze inquinanti. Sulle istruzioni di una marca della quale non faccio il nome per ovvi motivi, si legge che rimuove: cloro, sostanze ureiche, agenti ossidanti e prodotti metabolici. Oltre a rendere l’acqua limpidissima.

Ovviamente sono d’accordo che non si può basare il buon funzionamento di un acquario sul semplice carbone attivo. Però è un mezzo brutalmente potente. Una volta sempre il mio amico acquariofilo ha curato un pesce affetto da una specie di degenerazione della pelle che sembrava addirittura una fungosi (un piccolo caracide) semplicemente migliorando la qualità dell’acqua tramite l’uso del carbone attivo.
(Un grosso filtro a carboni attivi potrebbe migliorare enormemente la qualità dell’acqua di qualsiasi acquario. Molto di più di tante altre cose come per esempio un filtro biodenitratore. Ovviamente rimuove anche le sostanze che possono a volte essere utili. Per esempio le sostanze umiche rilasciate dalla torba molto usata per esempio negli acquari per Discus. Su questo devo ammettere che non sono un esperto e quindi non lo so. Però per quanto mi riguarda si potrebbe anche tentare di filtrare prima l’acqua col carbone attivo e poi farla filtrare in un filtro caricato solo con una grossa quantità di torba. Però questo esula dall’argomento dell’acquario del poveretto.)

Se nell’acquario del poveretto non c’è il filtro, potrà perlomeno tornare utile conoscere questi stratagemmi, anche se dal sapore un po’ antico. I miei cinquant'anni di vita mi avranno insegnato ben qualcosa di utile, no? Per esempio se dopo una riproduzione all’interno dell’acquario il numero dei pesci è cresciuto inaspettatamente e ci accorgiamo che la cosa crea seri problemi alla qualità dell’acqua.

Ovviamente non si potrà usare il carbone attivo in concomitanza con medicinali. Di solito lo si usa dopo aver finito la terapia con qualche medicinale; proprio perché adsorbe i residui del medicinale usato.

Alcuni sostengono che dopo al massimo 7 giorni è il caso di rimuovere il carbone attivo dall’acquario perché dopo aver esaurito le sue capacità adsorbenti, comincerebbe a rilasciare ciò che ha precedentemente eliminato dall’acqua. Questo non sembra molto plausibile, primo perché il tempo che il carbone attivo impiega per esaurire le sue capacità adsorbenti, varia a secondo di molti fattori. Per esempio il carico di inquinamento dell’acquario, la quantità di carbone attivo impiegato, il tipo di carbone attivo.
Secondo perché il carbone attivo anche per uso industriale (per esempio grandi filtri per l’aria) può essere rigenerato facendo uscire tutte le sostanze che ha precedentemente adsorbito. Però ciò richiede degli speciali trattamenti fisico-chimici, non è una cosa che si può fare a livello casalingo

Per approfondire l'argomento:
I carboni attivi: una visione razionale del loro utilizzo articolo del Prof. Giovanni Camera Roda, Università di Bologna
I carboni, questi "conosciuti"? articolo di Walter Peris

Comunque al riguardo il discorso potrebbe essere più complesso e forse non è questa la sede per poterlo approfondire. Certo è che potremmo prendere come riferimento la limpidezza dell’acqua (Cioè la chiarezza! Infatti un’acqua può essere limpidissima e nello stesso tempo però avere un colore ambrato) per capire se il carbone attivo ha esaurito le sue capacità e va sostituito.

Però bisogna sottolineare che lunghi tempi di utilizzo del carbone attivo potrebbero privare le piante di alcune sostanze nutritive fondamentali ed anche rendere l’acqua talmente priva di sostanze organiche da determinare una maggior delicatezza della pelle dei pesci. Quindi ogni acquariofilo dovrà fare le sue prove tenendo conto di tutti questi fattori.

In questo sito italiano ci sono ulteriori informazioni.
Una cosa che però non mi convince molto qui è che dice che utilizzando il carbone attivo si migliora anche il funzionamento del filtro biologico. Dico questo perché per quel che ne so, i batteri del filtro hanno bisogno anche di carbonio per sopravvivere (oltre che azoto: Ammonio/ammoniaca, nitriti). E di solito questo carbonio viene fornito dalla materia organica (legni in decomposizione, feci ecc..). E come si sa il carbonio attivo elimina soprattutto le sostanze organiche.

Secondo la mia esperienza, dopo l’uso col carbone attivo, si può avere un’esplosione di alghe!!
Qualcuno dirà: "ma come? Non avevi detto che si migliorava così tanto la qualità dell’acqua?".
Si! Questo, a mio parere (ma per ora è solo una mia teoria), succede perché si è migliorato troppo la qualità dell’acqua!

Mi spiego meglio:

  1. come detto sopra, se i batteri non hanno più carbonio a loro disposizione non funzionano più tanto bene e non possono nemmeno degradare le sostanze come Ammoniaca e nitriti in sostanze meno tossiche come il nitrato. Quindi si altera l’equilibrio dell’acquario. Infatti anche se nell’acquario del poveretto non c’è il filtro, i batteri sono lo stesso presenti (anche se in numero minore) e svolgono il loro lavoro biologico. Per questo è bene che nell’acquario del poveretto ci siano un certo numero di arredi (rocce, legni ecc..). Per fornire un minimo di superficie ai batteri.
    Per avere questa dimostrazione della presenza dei batteri e del loro lavoro è sufficiente tener presente che se si usano in acquario dei prodotti medicinali, spesso si uccidono anche i batteri utili. Ed infatti l’acqua può diventare torbida per un po’ di giorni. Questo perché l’equilibrio biologico è stato interrotto. Per questo è bene utilizzare i medicinali in vasche a parte per la quarantena. Non nell’acquario principale. E questo specialmente nell’acquario del poveretto sprovvisto di filtro.
    E se tutti i pesci dell’acquario si ammalano?
    Di solito però questo succede se avete introdotto in acquario dei pesci nuovi senza prima averli messi in quarantena in una vaschetta speciale (perfettamente attrezzata allo scopo) per il giusto tempo d’osservazione (non un solo giorno).
  2. Dopo l’uso col carbone attivo, si può avere un’esplosione di alghe: forse anche perché le piante emettono delle sostanze che inibiscono la crescita delle alghe e le alghe viceversa emettono sostanze che tendono ad inibire la crescita delle piante. Se in un acquario che ha raggiunto un suo equilibrio, si fa in modo all’improvviso (con l’uso del carbone attivo) che tutte queste sostanze vengono eliminate dall’acqua, tutti i vegetali hanno campo libero.

Però prendetele solo come delle ipotesi sulle quali ragionare.

In conclusione si può dire che se si può fare a meno del carbone attivo è meglio! A meno di non avere sistemi di filtraggio complicati che tengano conto di tutte queste cose.


Un’altra cosa che va considerata a priori è che se si hanno in acquario piccoli animaletti tipo per esempio planarie (per la mia esperienza questi vermettini sono molto pericolosi per le grosse lumache del tipo pomacea. Cioè le ampullarie. Le uccidono! Le altre lumache invece le lasciano stare) o lumachine alle quali si tiene, come per esempio giovani ampullarie e non si desidera farle fuori, allora il metodo della calzina col carbone attivo non va molto bene. Questo perché prima o poi la calzina dovrà essere tolta dall’acquario per essere pulita. Ed inevitabilmente molti vermettini resteranno impigliati e finiranno nello scarico del lavandino. Peggio ancora se farete bollire il carbone attivo con tutta la calzina. In quest’ultimo caso ve ne ritroverete alcuni bolliti sul fondo del pentolino. Non è uno spettacolo poi così edificante… specialmente se avevate deciso già da tempo di fare la grazia ai vermettini (di solito planarie) e lasciarli vivere. Magari comprando pesci che non li mangiano, tipo Tanichthys o Otocinclus.

Infine c’è la questione di quanto tempo sia il caso di lasciar decantare l’acqua prima di usarla per il cambio parziale.
L’acqua, soprattutto in un acquario piccolo e senza filtro, andrebbe cambiata almeno due volte al mese. Se per i pesci che abbiamo scelto, l’acqua di rubinetto va bene, è comunque meglio lasciarla decantare. Alcuni consigliano indicativamente una decina di ore.
Però questo è un argomento molto interessante perché è certo che lasciandola decantare per più tempo, non solo si dà la possibilità al cloro di evaporare. Ma si abbassa anche notevolmente la durezza Kh di acque particolarmente dure (tipo quella che abbiamo in molte località italiane). Però sembra il caso di non svuotare tutta l’acqua dal contenitore nell’acquario ma di buttare via il fondo pieno di deposito. Per esempio, una volta, lasciando riposare circa una settimana l’acqua in un annaffiatoio, sono passato da Kh 15 a Kh 8 . E’ improbabile che si scenda al di sotto di Kh 8. Per questo chi ha acque tenere come Biggia non potrà notare facilmente questi fenomeni.

Comunque ci sarebbe da chiedersi se a questo punto l’acqua non si sia già deteriorata per altre questioni. E quindi non sia il caso di lasciarla decantare al massimo due o tre giorni. La cosa secondo me merita ulteriori indagini…

  1. Quando si tira giù l’acqua dal rubinetto, il miglior sistema è quello a doccia. Questo perché così l’acqua si mischia energicamente con l’aria ed il cloro eventualmente presente viene parzialmente neutralizzato. Lo stesso si può supporre che avvenga se in acquario abbiamo un aeratore.
  2. Ovviamente la cosa migliore sarebbe di cambiare poca acqua tutti i giorni (circa il 10-20% in acquari piccoli e 5-10% in acquari un po’ più grossi). Se lo si fa, in molti casi, si dovrebbe notare veramente un miglioramento della crescita delle piante e della salute dei pesci. Però questo non sempre è possibile o comodo per tutti. Quindi come indicazione diciamo che in un piccolo acquario ben stagionato (50 cm x 25cm x 30cm) almeno il 50 % una volta alla settimana. Se si va a 20 giorni si sta già rimandando un po’ troppo oltre. E lo si vedrà chiaramente nel malessere delle piante e dei pesci.
  3. Stare attenti a non alzare il fondale quando si aggiunge la nuova acqua. Infatti nell’acquario del poveretto ci sono sempre molti fanghi che è bene lasciare quieti dove sono. E comunque non è il caso di smuoverli troppo proprio quando si deve cambiare l’acqua.
  4. Da qualche anno per togliere l’acqua dall’acquario in occasione dei cambi parziali, ho visto il mio amico acquariofilo utilizzare il seguente sistema che mi sembra risulti particolarmente comodo: attraverso un tubicino del tipo che si utilizza per l’aeratore di lunghezza circa 2-3m, anziché un normale tubo di diametro più grande. Utilizzando una porosa a grana media come filtro. Cioè introducendo nell’acquario il tubicino con la porosa (il tubicino già riempito d’acqua, di modo da non dover aspirare). Si fa defluire l’acqua dall’acquario in una grossa tanica posta sul pavimento. In questo modo potrete allontanarvi dall’acquario senza dovervi preoccupare che qualche piccolo pesce o qualche altro piccolo esserino dell’acquario venga aspirato.
  5. Bisogna specificare che utilizza una tanica da 25 litri che in effetti è una capienza superiore a quella dell’acquarietto in questione. Quindi l’acqua non potrebbe straripare dalla tanica nemmeno nel disgraziato caso che inavvertitamente lo si svuotasse tutto.
  6. Per evitare quest’ultima nefasta ipotesi è ovvio che bisogna fissare il tubicino con mollette o pesi o altri sistemi sicuri ad un’altezza prefissata, di modo che l’acquario si svuoti solo fino al livello voluto e non oltre. Inoltre fissate il tubicino anche alla tanica perché se ve ne andate a fare un'altra cosa a volte il tubicino mal inserito nella tanica finisce per terra ed allora allaghereste la casa. Per questo si possono usare dei tubicini di 2-3 metri anche se ne basterebbe di meno. In questo modo si introduce nella tanica almeno 1 m di tubicino ed il tutto risulta più sicuro.
  7. Dopo un po’ di volte, le porose ovviamente tenderanno a intasarsi. Per stasarle si può farle funzionare per un po’ per il loro uso naturale con l’aeratore. E poi alla fine saranno da cambiare. Comunque a parte questo dettaglio non proprio brillante, il metodo è piuttosto comodo. Per velocizzare un po’ il tutto si possono usare due tubicini con le loro rispettive due porose in contemporanea. Però mi sembra vada meglio la grana media perché comunque la grana grossa tende ad aspirare i piccoli esserini dell’acquario (lumachine e vermetti) Che nell’acquario del poveretto possono essere più numerosi del solito proprio perché non essendoci il filtro non ci finiscono dentro. Poi dipende da che pesci avete. Cioè se se li mangiano oppure no.
  8. In alcuni casi si può benissimo immettere l’acqua in acquario tirandola giù direttamente dal rubinetto. Cioè senza lasciarla decantare. Per esempio se dovete semplicemente rabboccare.
  9. E’ anche chiaro che se in un grande acquario ben avviato e stagionato cambiate solo una piccola quantità d’acqua 3-5 % una volta ogni 2-3 giorni, utilizzando acqua appena tirata giù dal rubinetto, non è molto probabile che questo possa provocare chissà quali danni ai pesci ed alle piante. Però questa è una valutazione che deve fare l’acquariofilo stesso. E’ solo responsabilità sua valutare se sia il caso oppure no (purtroppo noi pesci siamo muti). E questo dipende da molti fattori, i più importante è il grado di inquinamento (da varie sostanze) dell'acqua. Se contiene molto cloro. E quanto i suoi pesci sono sensibili.
  10. State sempre però molto attenti a non far prendere sbalzi di temperatura ai vostri pesci. Meglio non abbassare mai di colpo la temperatura di più di un grado centigrado.

Anche sul fatto di non sifonare il fondale. Effettivamente il mio amico acquariofilo non lo fa ed in effetti va tutto bene. Però ci devono essere delle condizioni particolari. Non è sempre detto che sia così semplice. Ovvio che non si possono tenere pesci che mangiano come maiali (ops! ma non è colpa mia se ho sempre tanta fame!) e di conseguenza producono tantissime feci solide tutti i giorni e poi pretendere che il fondale sia pulito.

Anche questa scelta potrebbe costringervi a molte ore di manutenzione. Quindi scegliete bene i pesci in base a tutti i fattori possibili. E al tipo di gestione che vi prefiggete.

Comunque non è impossibile riuscirci e di conseguenza trarne molti momenti di relax. Sia per voi acquariofili, che per noi pesci. Noi adoriamo la tranquillità, ci dà sicurezza :-)

Se l’acquario del poveretto è ben avviato, si tratta solo di pulire il vetro frontale ogni tanto e cambiare l’acqua almeno una volta ogni 15 giorni a seconda del tipo di pesci ed ovviamente della grandezza della vasca. A parte rari interventi eccezionali a piante e fondale, se proprio necessari.

Ricordiamoci che gli acquari piccoli necessitano di cambi dell’acqua più frequenti. A costo di sembrare piattoloso, vale la pena di ricordare che ovviamente la quantità di cibo deve essere proprio ben ponderata. Mai esagerare col mangime. (Lo so, mi dò la zappa sui piedi da solo, ma essere troppo cicciottelli oltretutto fa male a noi pesci, anche più che a voi umani) E questo vale a maggior ragione nell’acquario del poveretto sprovvisto di filtro. Quindi, solo quantità di mangime che possano essere consumate completamente nell’arco di 1 minuto. Se non ci sono motivi particolari, come per esempio la necessità di alimentare lumache che vivono sul fondo. Meglio poco più volte al giorno che troppo tutto in una volta. Inoltre quando si decide di somministrare cibi più impegnativi tipo artemie saline surgelate (che ovviamente inquinano l’acqua molto di più del cibo secco), è consigliabile farlo solo il giorno prima del cambio parziale dell’acqua.

Ma non fatevi troppe illusioni. Un acquario casalingo è sempre un impegno. Dovete valutare attentamente se potete permettervi di dedicargli del tempo per la manutenzione. Anche nel caso di un acquario che non abbia piante a rapida crescita e sia sprovvisto di filtro.

Comunque non è proprio un acquario per principianti l’acquario del poveretto!
Il problema è che di solito non si ha nessuno accanto che ti guidi. Non è che sia così difficile. E’ che molte cose non sono affatto scontate. Però ricercate la semplicità e sarete già nella direzione giusta !

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