• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
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Ulteriori Considerazioni: Esempi

Dom, 28/Giu/2009 - 10:44
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Descrizione di un esempio di acquario gestito seguendo i principi dell'acquario del poveretto funzionante da tempo

Un Acquario del Poveretto - Dettaglio

Ecco qui un acquario del poveretto degli anni 80 e primi 90. L’ho chiamato acquario dei pesci carota.

Permettetemi di spendere qualche parola riguardo a questo acquario. E' stato allestito da un mio amico acquariofilo, che molto pazientemente ha ascoltato tutte le mie considerazioni su quello che andava bene e su quello che non andava bene dell'acquariofilia come viene comunemente intesa. Non gli sono sembrate idee troppo strampalate, anzi le ha considerate una vera e propria rivelazione. E ha cercato quindi di metterle in pratica

Si tratta di un acquario di 80 cm x 40 x 45 se non ricordo male. Comunque più o meno. Quindi non poi così piccolo.
Innanzi tutto c’è da dire che in questo acquario effettivamente non c’era né il filtro né l’aeratore (tranne brevi periodi nei quali c’è stato un filtro esterno a barilotto)

Però questo non significa che con una leggera aerazione le cose non sarebbero potute andare ancora meglio! In effetti negli acquari più grandi con molte piante, la mancanza di un aeratore o di un filtro si fa sentire meno che negli acquari più piccoli. Però anche qui alla mattina probabilmente c’era scarsità di ossigeno per i motivi già spiegati in precedenza.

Si è parlato molto sul fatto che l’aeratore favorisca la crescita delle alghe. Questo però dipende tutto da come si impostano le cose fin dall’inizio. E’ ovvio che se di punto in bianco si passa da una gestione senza aeratore ad una con l’aeratore, la cosa potrebbe anche risultare spaventosamente evidente.

Seconda cosa: le piante. Parliamo prima di tutte delle Cryptocoryne. per chi è ancora alle prime armi spieghiamo che si tratta delle piante che si vedono in primo piano in questa foto. Ne esistono molti tipi differenti.

Queste dovrebbero essere Cryptocoryne wendtii. Comunque ne esistono diverse sottovarietà che crescono in modo differente. Cioè più o meno alte e con colori leggermente differenti. Comunque la loro forma dipende molto dall’ambiente nel quale sono coltivate.

L’unica cosa sempre vera è che probabilmente voi acquisterete una pianta che ha determinate foglie (di solito piuttosto piccole e col gambo corto) ma poi nell’acquario le piante assumeranno una forma differente nel corso del tempo. In questo caso infatti dopo un periodo di adattamento, le vecchie foglie furono completamente soppiantate da foglie più alte e più scure. In questo acquario la cosa non costituì un problema perché l’acquario era abbastanza alto. Però bisogna stare attenti anche a questi dettagli che sono scontati per chi è un po’ più esperto ma non lo sono affatto per chi è alle prime armi. E quindi ci si potrebbe ritrovare con un acquario che risulta troppo basso per le piante che si sono acquistate.

In questo caso al momento dell’acquisto erano circa alte una decina di centimetri, forse meno, mentre le successive foglie diventarono all’incirca 15 - 20 cm compreso il gambo .

Solo per fare un esempio che poi potrà essere applicato dall’acquariofilo in senso più generale, diciamo che le Cryptocoryne sono piante indicate per l’acquario del poveretto per vari motivi :

  1. perché sono piante a lenta crescita
  2. perché non è necessario potarle in quanto non cresceranno eccessivamente in altezza. E anche perché non ramificano nella parte aerea (ramificano solo sotto terra)
  3. Perché appunto creano stoloni sotto terra (cioè ramificazioni) e quindi emettono nuove foglie che spuntano da sotto il terreno creando a poco a poco delle piccole foreste.

Però qui è a mio avviso fondamentale spiegare quello che dovrebbe essere l’atteggiamento del poveretto nella gestione delle sue piante acquatiche. Come si vede nella foto grande, questa pianta ha costituito nel corso di qualche anno una piccola forestina partendo da un unico striminzito vasetto. Tuttavia non è che sia andato tutto rose e fiori come si potrebbe immaginare.
Infatti inizialmente sembrava che stesse morendo miseramente. Le foglie erano quasi completamente marcite. A questo punto molti acquariofili l'avrebbero sradicata e buttata via.
Invece il mio amico, ricordandosi dei miei consigli, lasciò la pianta dov’era e questa dopo qualche tempo cominciò a generare le nuove foglie che mano a mano si diffusero. Però fu un processo lentissimo; che richiese anni.

Inoltre mano a mano che cresceva, alcune foglie si riempivano di alghe come si può vedere dalla foto (questo anche perché l’acquario non era condotto proprio al meglio, c’erano degli errori grossolani). Però le foglie infestate non venivano strappate via. Se lo si fosse fatto, in breve non ci sarebbe rimasto assolutamente niente. E questo è quello che succede in molti acquari a conduzione moderna (anche se Biggia mi suggerisce che il raffronto non andrebbe fatto fra conduzione antica e moderna, ma fra conduzione con diffusore di Co2 o senza. Ma a me sembra più pittoresco così).

Abbiamo accennato ad errori grossolani. Qualcuno starà giustamente dicendo fra sé e sé: “Cosa? Ditemi cosa!!!!”
Questo è probabile perché la questione delle alghe è un po’ il punto chiave di tutto l’acquario d’acqua dolce. Infatti se le alghe prendono il totale sopravvento sulle piante, non sembrerebbe che lo si possa definire un successone.
Quindi è bene spiegare almeno quali sono i punti fondamentali che possono fare la differenza in molti casi.

Diciamo subito che in una gestione come quella dell’acquario del poveretto, la lotta alle alghe è tendenzialmente molto più difficile rispetto ad una conduzione con piante a rapida crescita del tipo che necessitano frequente potatura.
Però è anche più semplice perché si parte dal presupposto che se anche le alghe dovessero comparire (o meglio quando compariranno) non sarà poi questo grande problema. Sempre se la cosa non sarà eccessiva.

  • Un errore fatto dal mo amico era stato quello di avere un fondale di tipo calcareo insieme ad un acqua del rubinetto già dura. Si andava facilmente molto oltre i 20° Gh . E di conseguenza anche il ph si innalzava.
  • Un altro errore erano le lampade. Del vecchio tipo Gro lux fitostimolante (almeno una) molto usata. E con un numero di ore di luce giornaliere a volte superiore alle necessità probabilmente.

Infatti ricordiamoci che nell’acquario del poveretto si può anche non accendere le lampade per molte ore (specie se alla mattina arriva la luce del sole. Nel caso di questo acquario da est). E poi accenderle verso sera dalle 17 / 18 fino anche alle 23. Infatti è un po’ assurdo non poter guardare l’acquario di sera. Ed accendere le luci in questo modo secondo me non è un problema.
L’importante è non accenderle all’improvviso di sera tardi o di notte. Inoltre è consigliabile assolutamente utilizzare un timer che le accenda e le spenga automaticamente. Altrimenti spesso le si lascia accese tutta notte!

Al riguardo di questo fatto delle lampade è bene ribadire la differenza fra l’acquario del poveretto ed un normale acquario con piante a rapida crescita. Nell’acquario del poveretto la crescita delle piante è lenta. Tutti i fattori nutritivi per le piante sono ridotti al minimo (a parte il fondale che con l’andare del tempo si arricchisce parecchio di concime naturale). Questo può andare bene per certi tipi di piante ma non per tutte. E non senza adattamento. Comunque in questo modo si limita anche la crescita delle alghe.

In un acquario normale invece tutti i fattori nutritivi sono pompati al massimo. Luce, Co2 (con diffusore a bombola), luci potenti, concimazione liquida dell’acqua e solida nel terreno. Durezza molto bassa, ph intorno a 6,5 o meno. E soprattutto presenza di piante a rapida crescita che possano usufruire di tutte queste cose! In questo modo le alghe hanno difficoltà.

Però ho visto un acquario, di recente, fatto in questo modo nel quale la cosa funzionava solo sulle piante a rapida crescita che ovviamente venivano potate di frequente (e anche ripiantate probabilmente. Perché non si può solo potare. Ad un certo punto in quel tipo di gestione devi anche sradicare la piante a crescita rapida, potarla e ripiantare solo il fusto più nuovo) mentre sulle piante a crescita lenta le alghe c’erano e come!

Comunque a parte questo dettaglio, quello che volevo dire è che nella gestione del poveretto invece non puoi pompare al massimo uno solo di questi fattori, per esempio la luce. Oppure decidere all’improvviso di immettere un concime liquido. Questo perché sene approfitterebbero solo ed unicamente le alghe. Anche se per il resto la qualità dell’acqua è ottima. Per esempio in questo caso (non è l’acquario visto in precedenza) la luce era eccessiva in termini di potenza e probabilmente di ore:

Alghe in acquario - Foto Archivio AC

Alghe in acquario

Alghe in acquario - Foto Archivio AC

Alghe in acquario

Questo non deve succedere.

Biggia mi ha chiesto se non si poteva semplicemente arrotolare le alghe su di un bastoncino di legno e toglierle.
“Certo Biggia! Ma così sarebbe stato troppo facile. Io ed il mio amico acquariofilo volevamo sapere cosa c’era che non andava!”.
La luce era fornita da un’allora modernissimo tubo fluorescente Trocal dennerle (che causava questa luce gialla che a me piace molto). Però siccome c’erano solo piante a lenta crescita…
Se poi concimiamo...

Anche avere il diffusore di Co2 può non risolvere niente se tutti gli altri fattori non sono del tipo spiegato per l’acquario a rapida crescita.

Comunque nell’acquario del poveretto credo che sia proprio il fattore luce quello sul quale bisogna puntare maggiormente l’attenzione. Cercando di averne il meno possibile (almeno all’inizio. Per capire se si riesce a tenere sotto controllo le alghe e nel contempo a far crescere le piante seppur molto lentamente.)
Questo sia in termini di potenza che di durata dell’illuminazione giornaliera.

Secondo me gioca un ruolo importantissimo anche la provenienza della luce del sole. Se la stanza è esposta a nord. Cioè la luce arriva da nord. Credo che le alghe crescano molto meno che se la luce arriva da sud. Ma bisogna fare altre prove.

Però state attenti ai prodotti contro le alghe. Nell’acquario appena visto fu in seguito usato uno di questi prodotti col risultato che tutte le forme vegetali, quindi anche le piante, subirono una bella mazzata. Senza per altro risolvere il problema delle alghe. Non si può basare la lotta alle alghe su prodotti chimici. E’ una cosa di livello infimo.
Oggigiorno è tutto più facile perché si dispone di animali che tendono a mangiarsi le alghe. Per esempio i gamberi d’acqua dolce o le lumache usate da Biggia. (le neritine che a sentire lei sono perfette. Io non lo so perché non ci ho mai vissuto assieme). Una volta non si disponeva di queste cose.

Tornando al primo acquario visto. Un altro errore era quello di non effettuare i cambi dell’acqua con scadenza regolare. E di fare a volte esperimenti strani con concimi vari (cosa assolutamente inutile in un acquario del genere)
Nonostante tutto questo, il risultato fu comunque abbastanza soddisfacente.
I pesci, come si vede dalla foto, ovviamente erano pesci che potevano vivere bene in acqua dura (ammetto che talvolta il mio amico ha inserito pesci d’acqua tenera che non c'entravano niente). E che si riproducono facilmente (guppy, platy neri e rossi, poecilia velifere).

Un’ultima doverosa considerazione va fatta per il fondale: osservate questo dettaglio dell’acquario dei pesci carota:

Cryptocoryne in acquario - Foto Archivio AC

Cryptocoryne in acquario

Che io mi ricordi, in questo acquario che è andato avanti per anni, il fondale non è stato mai sifonato. Eppure come potete vedere era piuttosto pulito.
L’acquario non era di recente allestimento al momento della foto (si noti in alto a sinistra la foglia sporca di fanghi)
Sul fondale si vedono mandrie di lumache melanoides.

Io attribuisco la scomparsa dei fanghi (che in questi articoli abbiamo chiamato ”fuffa”), proprio all’azione di queste lumache (tanto disprezzate da molti acquariofili).
Per azione intendo dire che secondo me proprio si mangiano i fanghi. E li fanno sparire completamente . Ma questo è possibile solo se gli escrementi prodotti dai pesci ed il mangime somministrato restano in quantità ridotte. E se la temperatura dell’acquario non scende mai al di sotto di una certa soglia. In questo acquario d’inverno andava il riscaldatore che manteneva la temperatura intorno ai 24° C.

Se la temperatura va sotto i 17° e nel contempo c’è poco nutrimento per le lumache, inteso come cibo vero e proprio che sfugge alla bocca dei pesci e va a depositarsi sul fondale, allora queste lumache rischiano l’estinzione.
Se queste lumache vengono nutrite bene durante l’estate, anche in acquari d’acqua fredda, possono sopravvivere all’inverno. Ma al di sotto dei 17°C. secondo le mie osservazioni vanno in letargo nel fondale. Però alcune (o molte) possono non farcela a passare l’inverno.

Comunque se oltre ai fanghi , hanno anche del buon cibo (mangime per pesci di fondo, pezzetti di zucchine cotte al vapore, residui del mangime dei pesci. Ma sempre senza esagerare con le quantità. Attenzione all’inverno perché se cominciano ad andare in letargo non mangiano più ed il mangime somministrato resta sul fondale), piano piano ripuliranno il fondale.
In quest’acquario il mio amico non si preoccupava di nutrirle. Se la cavavano con i residui del mangime dei pesci. Però il tipo di pesci che aveva (tutti i poecillidi, Guppy ecc.) producevano un buon volume, anche se non eccessivo, di escrementi solidi.
Rispetto alle physa (le lumachine di forma rotonde) le melanoides le possiamo considerare divoratrici di fanghi. Mentre lumache come physa e ampullarie sono produttrici di fanghi.

Riguardo a questi fanghi che si formano in acquario va però finalmente detto che non sono il prodotto del semplice accumulo delle feci dei pesci. Infatti si formano anche in acquari che non hanno pesci.
Sono infatti principalmente il prodotto dell’azione depurativa dell’acqua da parte dei batteri. I quali conglomerano le sostanze inquinanti disciolte nell’acqua in fiocchi di fango che contengono oltre ai batteri anche altre forme di vita unicellulari come protozoi.
Ovviamente una simile prodigiosa scomparsa dei fanghi non è sempre possibile. Dipende come si è detto da molti fattori e soprattutto da quanto i pesci che abbiamo, sporcano. Però ci si può provare. E quest’acquario ne è stata la dimostrazione per molto tempo.

Poi se in qualche angolo rimangono un po’ di fanghi, non succede niente.
D’altra parte la produzione di fanghi, o la sovrapposizione alghe più fanghi è un processo del tutto naturale.

Ok! Ci sarebbe ancora molto da dire su questo argomento, ho avuto molto tempo per pensare ed approfondire... voi però non prendete tutto quello che vi ho detto per oro colato, ma fate ulteriori ricerche e approfondimenti per conto vostro: le mie non sono "verità", sono solo cose interessanti sulle quali iniziare a ragionare. Visto che in questo paese c'è liberta di parola anche per i non laureati, e per i semplici pesci come me.

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